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Dialogo del Presidente del Consiglio con i ragazzi del Punto Luce di Save the Children

Martedì, 23 Novembre 2021

Presidente Draghi: “E’ con straordinario piacere che ho visitato questo splendido posto, una comunità fantastica, persone bravissime che vi vogliono bene. E’ straordinario perché comincia tutto da lì. Comincia dal loro affetto e da quello che sapete dare tra voi. Appena una persona entra qui capisce subito che c'è un calore, un amore straordinario da dove parte tutto, la vostra educazione, il vostro apprendimento e il vostro divertimento perché senza divertimento le cose rimangono in testa. Bravi e grazie per avermi invitato oggi”.

Domanda: “Sono Andrea e le vorrei chiedere come si fa senza avere un punto di riferimento. Come faranno i ragazzi a trovare la loro strada nella vita. Come faranno a trovare la loro strada nella vita perché, ad esempio, io e loro siamo stati fortunati ad avere questo posto ma ci sono molti quartieri a Roma in Italia che non ce l'hanno”.

Presidente Draghi: “È una domanda molto profonda perché in effetti, e ora parlo come governo e Presidente del Consiglio, quello che dovremmo fare è investire molto di più su questo, creare tantissimi Punti luce e portare di più lo sport nelle scuole, e questo abbiamo cominciato a farlo. Fare della scuola stessa una comunità, quindi avere il tempo pieno a scuola. Bisognerebbe che, una volta finito l'orario scolastico, le ragazze e i ragazzi potessero tornare a scuola il pomeriggio per fare molte attività come fate qui. Tra l'altro questo governo, che ha investito moltissimo, ora ha destinato una somma molto grande e tanti miliardi per la creazione delle palestre nelle scuole, per il tempo pieno. La situazione quindi sta migliorando perché, piano piano, tutti noi, i grandi, abbiamo cominciato a capire che voi siete al primo posto. Ma non voglio fare un discorso, mi fermo qui, aspetto le domande”.

Domanda: “Mi chiamo Alessandro, ho 12 anni e volevo chiederle da piccolo cosa voleva fare da grande, che lavoro voleva fare”.

Presidente Draghi: “Non vi dico quello che volevo fare a 5 anni, ma quello che volevo fare da quando avevo 11-12 anni fino a 20-21: mi sarebbe piaciuto essere un atleta. Quello che mi piace di più era fare sport e possibilmente essere un bravo giocatore di pallacanestro. Ho visto che hai guardato le gambe perché, effettivamente, uno si chiede “ma potevi mai avere l'ambizione di diventare un grande giocatore di pallacanestro, se sei così basso!”. Allora faccio una premessa, all'epoca la mia altezza andava benino per certi ruoli, come quello del playmaker, però per il resto no. Comunque è una delle tante cose che ho provato e non è andata bene, però mi sono divertito tantissimo nel frattempo. Questa è stata una cosa che volevo diventare. Poi mi sono reso conto piano piano che non è tanto quello che vuoi diventare ad essere importante ma è quello che sei. E l'esperienza più importante è ora, è quello che stai facendo. La cosa più importante è sempre quello che stai facendo in quel momento. Ed è essenziale che una persona si senta, come dire, pienamente coinvolta da quello che sta facendo. La cosa che fa dispiacere, e mi è capitato tante volte, è quando invece, una persona non si sente più interessato da quello che fa, da dove si trova, dalle persone che vede. Questi sono i momenti che, secondo me, probabilmente voi avete meno perché siete più giovani e perché siete più entusiasti. Ricordatevi però che sognare va bene, perché ci sono certe cose che piacciono di più e con cui uno si identifica come, ad esempio, essere un grande atleta mentre corri. Fa piacere pensare a queste cose. però quello che conta è oggi, è ora”. 

Domanda: “Che scelte ha fatto per arrivare fino a qui?”.

Presidente Draghi: “In realtà di scelte io ne ho fatte pochissime. Come dicevo prima, l’esperienza che tu stai vivendo ora è cercare di fare tutto quello che ti capita, al meglio possibile. Uno dei pochi messaggi che ho avuto dai miei genitori e che più fai bene le cose, più sei libero di scegliere o di non scegliere, perché poi la gente sceglie te. Questa è quanto ricordo sempre. Io non ho fatto piani, ho fatto quello che mi piaceva e dove mi piaceva, ho lavorato tanto e mi sembrava di far bene. Poi ad un certo punto quando non mi sentivo più soddisfatto, ho cominciato a guardarmi intorno e ho fatto un'altra cosa e così via. Vedo che è importantissimo, sempre secondo me, quello che fai in quel momento lì, ed è lì che vedi te stesso e capisci se ce la fai o non ce la fai, se una partita la vinci o la perdi. Ma identificarsi con quello che fate è la cosa più importante”.

Domanda: “Volevo chiederle anche se vuole dare un consiglio per il futuro”.

Presidente Draghi: “Cercate di sempre pensare a quello che state facendo, a farlo bene, a divertirvi. C’è un altro aspetto molto importante per chi cerca la strada, perché un po' tutti, anch'io la sto ancora cercando. E’ chiaro che più si è giovani più questa ricerca è un po' più difficile, perché non c'è una strada prima. Il passato non vi aiuta e nello stesso tempo è meglio, perché vedete il futuro e non avete tanti limiti. Tutti quanti noi cerchiamo la nostra strada, quello che è importante è ricordarsi che voi siete la cosa più importante che avete. Quando prendete una decisione dovete sapere che siete voi quello che conta di più. Siete voi, se vi sentite bene, se vi sentite soddisfatti, se vi sentire identificati con quello che fate, cioè coinvolti. Alcuni dicono che ci vuole grinta. Io direi che ci vuole passione più che grinta. Dovete cercare sempre di trovare le cose che vi fanno appassionare, che fanno divertire. Ho visto poche cose qui oggi ma tutti mi parevano molto appassionati”.

Domanda: “Buonasera, mi chiamo Lorenzo, ho 16 anni e anch’io frequento questo posto da molto tempo. La domanda che vorrei farle è: spesso la politica non parla dei temi che interessano i giovani, come il futuro e l’ambiente che ci circonda”.

Presidente Draghi: “Guarda che non parla anche di cose che interessano a tantissima altra gente, oltre che i giovani”.

Domanda: “Vorremmo un suo consiglio su come farci sentire”.

Presidente Draghi: “Hai perfettamente ragione. Dicevo un po’ prima le stesse cose. Effettivamente, per tantissimi anni, non si è capito che i giovani sono il futuro. Questo mondo sta diventando sempre più vecchio, che significa che i vecchi, gli anziani sono tanti di più, sempre di più. Ma bisogna capire che il futuro sono i giovani e sarà il mondo nel quale i giovani vivono, da cui viene il clima, importantissimo, finalmente questo si è capito. Ora tutti i governi, tutti i Paesi stanno investendo un’enorme quantità di fondi nel migliorare le condizioni climatiche, nel ridurre le emissioni e voi ci dite tutti i giorni che non è abbastanza. Giustamente. È fondamentale, perché già con tutte le manifestazioni e i richiami che ci fanno i giovani, come avete visto i governi vanno lentamente su questo, per cui figuriamoci se non ci foste. Questa è una prima cosa che bisogna fare. La seconda è investire sull’educazione, sul futuro.
In un certo senso, noi abbiamo avuto delle esperienze profondamente diverse rispetto a quelle dell’età vostra. All'età vostra, io stavo in un Paese che cresceva fantasticamente bene, c’erano posti di lavoro per tutti, non c’era l’ansia. È cambiato tutto, ma non solo da noi, un po’ dappertutto.
Quindi è diventata molto più improntate, oggi, per il futuro, l’educazione: i primi anni della vostra vita di relazione, la scuola, l’università, l’apprendistato, il lavoro, la tecnologia, l’ingegneria, le scienze sono diventati moto più rilevanti e importanti. E questo carica noi, specialmente chi sta al governo, di una responsabilità particolare, perché dobbiamo fare delle cose che non sono state fatte prima e le dobbiamo fare in fretta, perché voi crescete in fretta. Perché voi crescete rapidamente, quindi bisogna farle in fretta e bisogna farne tante.
Io l’ho detto il primo giorno, addirittura, nel discorso del governo al Parlamento ho detto proprio queste cose qui. Quindi l’impegno di questo governo c’è. Ma non è solo il mio, un po’ tutti, oggi, hanno capito questo”.

Domanda: “Io mi chiamo Miniata, ho 18 anni, sto quasi per finire il liceo e personalmente ho anche un po’ paura per il mondo di dopo. Volevo sapere il suo pensiero, oltre che da governatore in Italia anche come uomo, su quello che sta succedendo adesso e soprattutto sulle decisioni per il presente, perché parliamo molto del futuro ma non del presente. E volevo sapere il suo pensiero sulle decisioni da prendere per i giovani, cosa ne pensa lei sul fatto che quando si prende una decisone dovrebbero essere presenti i giovani. Sul Ddl Zan, sui cambiamenti climatici, in generale, più che da governatore anche da uomo, da parte sua, vorrei capire di più”.

Presidente Draghi: “E’ molto importante che le decisioni siano prese con i giovani. C’è stata una grande riunione prima del G20 sul clima, a Milano, che si chiamava “Youth for climate” e sono venuti 450 giovani da varie parti del mondo, che avevano lavorato prima in piccoli gruppi di lavoro e ci hanno presentato i loro lavori. Lì è stato chiarissimo che queste decisioni bisogna prenderle con i giovani. Alla fine siete le persone che avranno più conseguenze da quello che succederà sul clima, sull’ambiente. È verissimo questo e infatti abbiamo promesso che queste cose si devono fare con voi”.

Claudio Tesauro, Presidente Save the Children Italia: “Grazie”.

Presidente Draghi: “La ringrazio molto. Ancora, devo dire, sono ammirato da quello che è stato fatto qui e da voi stessi, siete bravissimi”.

Claudio Tesauro, Presidente Save the Children Italia: “Grazie a lei, soprattutto per la semplicità avuta con i ragazzi, perché secondo me è il regalo più bello che poteva fare”.

Presidente Draghi: “Grazie, ma sa, io sono così, non è che mi cambiano”.

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Dichiarazioni alla stampa Draghi - Macron

Venerdì, 26 Novembre 2021

Dichiarazione introduttiva

Buongiorno a tutti,
Voglio ringraziare il Presidente Macron per la sua visita di ieri e oggi a Roma.
Questo Trattato di Cooperazione Rafforzata che abbiamo firmato stamattina segna un momento storico nelle relazioni tra i nostri due Paesi. 
Francia e Italia consolidano ulteriormente la loro vicinanza, i loro legami diplomatici, commerciali, politici, culturali. Da oggi, siamo ancora più vicini.
Questo Trattato è il risultato di un lungo e intenso negoziato.
Devo rivolgere prima di tutto un profondo ringraziamento ai diplomatici italiani e francesi che hanno fatto questo splendido lavoro.
E poi alle personalità politiche e istituzionali che hanno promosso questo accordo, primo fra tutti il Presidente della Repubblica Mattarella, che voglio ringraziare. 
Noi. Italia e Francia. condividiamo molto più dei confini. 
La nostra storia, la nostra arte, le nostre economie, le nostre società si intrecciano da tempo. 
Le istituzioni che abbiamo l’onore di rappresentare si poggiano sugli stessi valori Repubblicani, sul rispetto dei diritti umani e civili, sull’europeismo. 
Tra i nostri padri politici ci sono Jean Monnet, Robert Schuman, Altiero Spinelli e Alcide De Gasperi.
Da Stendhal a Umberto Eco, da Mastroianni a Belmondo a Claudia Cardinale, siamo pieni di ricordi e riferimenti comuni. 

Ogni giorno questi rapporti si arricchiscono di nuove esperienze di formazione, di lavoro, di vita.
Penso ai molti giovani, studenti e ricercatori che partono per trascorrere un periodo - breve o lungo - nei nostri rispettivi Paesi.
Vorrei, oggi, anche ricordare in particolare Valeria Solesin, uccisa insieme a tanti cittadini francesi e di altre nazionalità nel vile attentato di Parigi, di cui è caduto da poco il sesto anniversario.
Come abbiamo detto e avuto modo di discutere con il Presidente Macron e con i nostri ministri negli incontri di ieri, in questi mesi i rapporti tra i nostri Paesi si sono ulteriormente intensificati. 
Mi riferisco all’impegno comune contro il terrorismo passato e presente, che ha portato all’avvio delle procedure giudiziarie nei confronti di alcuni responsabili di gravissimi crimini, per cui ringrazio ancora il Presidente Macron.
O a favore della stabilità in Libia, grazie anche alla Conferenza Internazionale di Parigi di questo mese, che Italia e Francia hanno presieduto insieme alla Germania, alla Libia, alle Nazioni Unite.
Siamo alleati nelle grandi sfide mondiali, dalla gestione della pandemia alla lotta al cambiamento climatico.
Voglio ringraziare il Presidente Macron anche per l’appoggio dato all’Italia durante lo svolgimento del G20. 
La Francia può contare sul pieno sostegno dell’Italia nell’imminente semestre di presidenza dell’Unione Europea. 

Il Trattato nasce proprio dalla consapevolezza della profondità dei nostri legami.
Rafforziamo la cooperazione tra i nostri due Stati, creiamo strumenti istituzionali per renderla più strutturale, valorizziamo al meglio le attività dei nostri cittadini e l’attività delle nostre imprese. 
Interveniamo nei settori cruciali per i nostri Paesi: dalla sicurezza alla giustizia, dalla ricerca all’industria.
Proprio mentre stamattina firmavamo il trattato, si è concluso un accordo di collaborazione in tema di spazio tra l’Italia e la Francia. Anche quello è stato il frutto di un negoziato intenso, che ha portato anche a questo risultato di successo.
Con questo Trattato avviamo una serie di iniziative concrete, tra le quali voglio citarne solo alcune.
Istituiamo un servizio civile italo-francese e creiamo un’unità operativa condivisa a sostegno delle forze dell’ordine. 
Per promuovere le relazioni tra regioni di confine, prevediamo un Comitato di cooperazione transfrontaliera. 
In ambito migratorio, riconosciamo la necessità di una politica di gestione dei flussi e d’asilo condivisa dall’Unione Europea, basata sui principi di responsabilità e solidarietà.
Ci impegniamo a tutelare i nostri sistemi agricoli. Anche su questo abbiamo raggiunto una posizione comune. È un tema di estrema importanza, per i nostri Paesi. E questo comune sostegno è motivato dal fatto che dobbiamo riconoscere le nostre unicità in campo agricolo, in campo alimentare. 
Diamo il via a nuove forme di cooperazione in ambito energetico e tecnologico, nella ricerca e nell’innovazione. Come dicevo prima, è di oggi la firma del Trattato di cooperazione sullo spazio.
Stabiliamo poi un meccanismo per cui, almeno una volta ogni trimestre, un ministro italiano parteciperà a un Consiglio dei Ministri del Governo francese, e viceversa.

Il senso più profondo di questo Trattato è che la nostra sovranità, intesa come la nostra capacità di indirizzare il futuro come vogliamo noi, può rafforzarsi solo attraverso una gestione condivisa delle sfide comuni.
Oltre a consolidare le nostre relazioni bilaterali, l’accordo vuole infatti favorire e accelerare il processo di integrazione europea. 
Penso al rilancio degli investimenti, soprattutto in ambiti strategici e innovativi come i semiconduttori; alla transizione digitale ed energetica; alla costituzione di una vera difesa europea.
Dobbiamo dotare l’Unione Europea di strumenti che siano compatibili con le nostre ambizioni e con le aspettative dei nostri cittadini.
Il Trattato che abbiamo firmato oggi segna l’inizio di questo percorso.
Grazie.

Domande

Domanda di Roberto Chinzari (Tg1): “Con questo Trattato si è creato e si è rafforzato un asse tra Italia e Francia che insieme alla Germania sono il motore dell’Europa. Quali sono i primi obiettivi da chiedere e da ottenere in ambito di Unione Europea?”.

Presidente Draghi: “I nostri obiettivi sono quelli dell’Unione Europea: sono la lotta al cambiamento climatico, la transizione ecologica fatta con giudizio e con rapidità, la transizione digitale, anche la ricerca di una sovranità europea. E sono gli stessi obiettivi dell'Unione Europea. Quello che questo Trattato permette a noi di fare è di dotare l’Unione Europea di strumenti che la rendano più forte”.

Domanda di Anais Ginori (la Repubblica): “Questo accordo bilaterale come può concretamente fare avanzare l’Europa su due priorità, il Patto di stabilità e la difesa comune? Sulla riforma del Patto di stabilità, siete fiduciosi che le regole possano essere riscritte entro il 2022 e che la ripresa continuerà e non ci sarà un rimbalzo della pandemia come sembra con la nuova variante? E sulla difesa europea, come può svilupparsi la difesa che voi volete costruire anche insieme nella minaccia di nuovi conflitti come in Ucraina?

Presidente Draghi: “Vorrei tornare un momento su una cosa che ho detto durante le parole introduttive. Cercare la sovranità europea significa voler disegnare il proprio futuro come lo vogliamo noi europei. Non ce lo vogliamo far disegnare da altri. Fare questo significa sovranità europea. Per essere sovrani occorre che l’Europa sappia proteggersi, sappia difendere i propri confini. Bisogna creare una vera difesa europea. Ora, questo Trattato aiuta la costruzione di questa difesa europea che naturalmente è complementare alla Nato, non è sostitutiva. Un’Europa più forte fa la Nato più forte. Questo è uno dei primi però fondamentali passi verso cui è diretto questo Trattato. Come il presidente Macron diceva prima, dobbiamo imparare la disciplina dell’amicizia. In questo campo è particolarmente importante consultarsi e, quando possibile, agire insieme.

Per quanto riguarda le regole di bilancio, ho detto più volte che le regole che erano in vigore fino a prima della pandemia, già allora non erano sufficienti, avevano dimostrato la loro insufficienza durante tutto il periodo da quando è cominciata la crisi finanziaria. Erano regole pro cicliche che per certi aspetti aggravavano il problema invece di aiutare i Paesi a risolverlo. Quindi, una loro revisione era necessaria. Oggi questa revisione è inevitabile, non solo per gli altissimi costi che la pandemia ha prodotto, costi di bilancio, costi sociali. E soprattutto il messaggio che senza un forte sostegno dello Stato non saremmo passati attraverso la pandemia, non ce l’avremmo fatta.

Ma anche in futuro l’Unione Europea si propone obiettivi di lotta al cambiamento climatico, di transizione ecologica, di transizione digitale, di nuove tecnologie, di investimenti giganteschi nei semiconduttori. Le nuove regole devono riflettere un passato che bisogna correggere e un futuro che bisogna disegnare. Tutto questo va fatto con l’Unione Europea, ma è importante che i Paesi si dotino di strumenti che li rendano più forti in questa discussione che la Commissione ha appena avviato. Ed è in questo modo che Italia e Francia pensano di procedere”.
 

26 Novembre 2021

Firma del Trattato Italia - Francia al Quirinale

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, hanno firmato il “Trattato tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Francese per una cooperazione bilaterale rafforzata” al Quirinale, alla presenza del Presidente Mattarella e delle delegazioni italiana e francese. Al termine della cerimonia il Presidente Draghi e il Presidente Macron hanno rilasciato dichiarazioni congiunte alla stampa a Villa Madama.

26 Novembre 2021

Firma del Trattato Italia - Francia al Quirinale

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, hanno firmato il “Trattato per una cooperazione bilaterale rafforzata” al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle delegazioni italiana e francese. Al termine della cerimonia il Presidente Draghi e il Presidente Macron hanno rilasciato dichiarazioni congiunte alla stampa a Villa Madama.

26 Novembre 2021

Firma del Trattato Italia - Francia al Quirinale

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, hanno firmato il “Trattato per una cooperazione bilaterale rafforzata” al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle delegazioni italiana e francese. Al termine della cerimonia il Presidente Draghi e il Presidente Macron hanno rilasciato dichiarazioni congiunte alla stampa a Villa Madama.

25 Novembre 2021

Incontro del Presidente Draghi con il Presidente della Repubblica Francese Macron

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha ricevuto a Palazzo Chigi il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron.

25 Novembre 2021

Il Presidente Draghi incontra il Presidente Macron

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, riceve a Palazzo Chigi il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron.

25 Novembre 2021

Manovra, il Presidente Draghi convoca i capigruppo di maggioranza

In vista della discussione parlamentare sulla Legge di Bilancio, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, insieme al Ministro dell’Economia Daniele Franco e al Ministro per i Rapporti col Parlamento Federico D’Incà, incontrerà la prossima settimana a Palazzo Chigi i capigruppo parlamentari e i capi delegazione delle forze politiche di maggioranza.

25 Novembre 2021

Colloquio telefonico del Presidente Draghi con il Presidente del Consiglio militare di transizione del Ciad

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto questo pomeriggio un colloquio telefonico con il Presidente del Consiglio militare di transizione del Ciad, Mahamat Idriss Déby Itno.

25 Novembre 2021

Nota della Presidenza del Consiglio

È giunta a Roma la cittadina afghana Sharbat Gula. Nel 1985, grazie alla fotografia di Steve McCurry, che l’anno precedente l’aveva ritratta giovanissima in un campo profughi di Peshawar per la copertina del National Geographic Magazine, Sharbat Gula acquisì notorietà planetaria, sino a simboleggiare le vicissitudini e i conflitti della fase storica che l’Afghanistan e il suo popolo stavano attraversando...

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