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22 Ottobre 2021

Superlega, il Governo italiano interviene a sostegno Uefa

Il Governo italiano ha deciso di intervenire a sostegno dell’Uefa nel giudizio sulla Superlega incardinato presso la Corte di Giustizia Europea.

Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre, la conferenza stampa del Presidente Draghi

Venerdì, 22 Ottobre 2021

La conferenza stampa del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine dei lavori del Consiglio europeo.

22 Ottobre 2021

Campagna "Voglia di casa mia": Agevolazioni per i giovani sull'acquisto della prima casa

La campagna, richiesta dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e realizzata dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria, intende far conoscere le agevolazioni finanziarie e fiscali a favore dei giovani under 36 che vogliono acquistare la loro prima casa. Le misure di sostegno riguardano sia le agevolazioni relative al fondo di garanzia per i mutui, sia le agevolazioni prettamente fiscali.

22 Ottobre 2021

Campagna ALL4CLIMATE, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

Quest’anno, l’Italia è partner del Regno Unito nella presidenza della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre 2021. Dal 28 settembre al 2 ottobre Milano ha ospitato i lavori preparatori, il vertice Pre-COP e la Youth4Climate, la prima conferenza sul clima dedicata ai giovani.

22 Ottobre 2021

Il Presidente Draghi al Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre

La conferenza stampa del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre.

22 Ottobre 2021

Il Presidente Draghi al Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha partecipato a Bruxelles al Consiglio europeo.

22 Ottobre 2021

Premio Giacomo Matteotti, premiazione dei vincitori XVII edizione

Si è svolta, presso la Sala Verde di Palazzo Chigi, la cerimonia del Premio intitolato alla memoria di Giacomo Matteotti XVII edizione, presieduta dal Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roberto Chieppa.

 

22 Ottobre 2021

Il Presidente Draghi al Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha partecipato a Bruxelles al Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre. Al termine dei lavori ha tenuto la conferenza stampa.

Comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo del 20-21 ottobre, la replica del Presidente Draghi

Mercoledì, 20 Ottobre 2021

Grazie Presidente. 
Le osservazioni formulate sono certamente molto importanti e arricchiranno la discussione in Consiglio europeo, rafforzeranno sicuramente la posizione dell’Italia. 

Cercherò di rispondere a quasi tutti i punti che sono stati sollevati. L’Onorevole Ruffino ha notato come questo sia un momento unico per l’Europa e per il ruolo che l’Europa può svolgere a favore dei Paesi membri. Il motivo è semplice: dalla pandemia in poi, e certamente anche prima, ci accorgiamo sempre di più che le sfide che ci troviamo a dover combattere sono di dimensioni che travalicano i confini dei nostri Paesi. Mi riferisco alla stessa pandemia, al piano che ora sta assistendo la ripresa dell’economia italiana, europea, la transizione digitale, ecologica. Più ci pensiamo più noi capiamo che ci sono anche sfide in prospettiva che è impensabile affrontare da soli. Pensate soltanto alla costruzione di una difesa europea, che potrebbe richiedere delle risorse incredibili, di dimensione straordinarie. Pensate al ruolo dell’economia dell’Europa nella cooperazione allo sviluppo, nella vaccinazione dei Paesi più poveri. Sono risorse che non abbiamo la possibilità di generare all’interno di ogni Paese. 
A questo proposito, ieri il Commissario Gentiloni nel corso di una conferenza stampa ha dato dei numeri che ora condivido, per esempio: l’investimento necessario per la transizione verde e la transizione digitale sarà di circa 650 miliardi di euro all’anno fino al 2030. Solo la transizione verde richiederà 520 miliardi all’anno, i settori delle energie e dei trasporti richiederanno 390 miliardi all’anno, 50% di più che nel passato. 

Certamente il Pnrr aiuterà ad affrontare questi investimenti ma è ben chiaro che le risorse a livello di singolo Paese non ci sono. E’ un momento particolare in cui scopriamo quello che, in un certo senso, sapevamo ma non avevamo forse ancora capito: quanto il nostro futuro dipende dalla capacità di avere un’azione europea unita su questi fronti. Giustamente l’Onorevole Ruffino ha detto che occorre la massima unità di intenti e questo deve essere chiaro al prossimo Consiglio europeo, dove si discuterà anche di una cosa che non era all’ordine del giorno finora, un breve scambio di vedute sulla Polonia. 
Primo punto, ho appena detto quanto sia necessaria l’Europa per affrontare le dimensioni delle sfide future e quindi una prima conclusione è che un Paese sta in Europa perché ha bisogno dell’Europa. Ma non sta in Europa solo perché ha bisogno dell’Europa, ma anche perché condivide gli ideali che sono alla base della costruzione europea. Più specificamente, riferito alla Polonia, c’è stato un punto sollevato dall’Onorevole Giglio Vigna: non è che si condannano i cattivi perché a Bruxelles ci sono i buoni. C’è un problema specifico, ed è la primazia della Corte di Giustizia europea rispetto alle Corti costituzionali nazionali. Questo è il pilastro giuridico su cui si costruisce l'Europa e la vita europea. 

Guardate che ci sono tanti modi in cui può andare in tutte le direzioni la negazione di questa primazia. L'esempio è lo scontro tra la Corte Costituzionale tedesca e la Corte di Giustizia europea proprio sulla politica monetaria fatta dalla Banca centrale europea. Ed è stato grazie alla primazia della Corte di Giustizia europea che la politica monetaria della Bce è cambiata per sempre, disponendo ora di strumenti che prima non aveva.
All’Onorevole Cabras vorrei fare osservare soltanto tre fatti: primo, dopo aver avuto 132mila morti, io credo che in coscienza bisogna fare tutto il possibile e quello che è necessario. Secondo, non è solo il passato ma è il presente che ci insegna che questa è la strada giusta. Il Regno Unito che era uno dei Paesi che aveva portato avanti la campagna di vaccinazione con grande celerità, abbandonata ogni cautela, oggi si trova di fronte a circa 50mila contagi giornalieri e 200 morti ieri e 176 oggi. In sostanza, questo ci insegna inoltre che non usciremo da questa situazione in un istante. Anche nell’uscita sarà necessario uscire con gradualità. Terzo, l’efficacia di queste misure che sono state messe in campo. Dal decreto che prevede l’estensione ai luoghi di lavoro le prime dosi di vaccino sono cresciute del 46% rispetto al trend atteso tra il 16 settembre e il 13 ottobre. Ci sono state 559.954 prime dosi di più rispetto al previsto. Non stiamo a guardare anche il numero dei decessi che è caduto del 94%, del 95% i ricoveri in terapia intensiva, le ospedalizzazioni del 92%. Mi pare che ci siano molti fatti che giustificano l’attuale scelta politica su questo. 
All’Onorevole Valentini, che ha sollevato molti punti, ne vorrei osservare uno o due in particolare. Per quanto riguarda l'estensione del Green pass ai lavoratori extraeuropei, si tratta di una situazione in evoluzione. Ci sono già 16 Stati a cui è riconosciuta l'estensione del Green pass, ne cito alcuni: Albania, Israele, Marocco, Panama e altri. Per altri l'estensione del Green pass è in corso di analisi. C'è sicuramente molto lavoro del Ministero della Salute per cercare di fare accordi ad hoc con molti di questi Paesi. Di nuovo, se si riuscisse ad avere un coordinamento europeo su questo sarebbe certamente meglio. Il Ministro Speranza sta lavorando su questo da diverso tempo e solleveremo questo sicuramente domani, non c'è alcun dubbio. 

Sulle criptovalute lei ha ragione. Effettivamente permettono di fare pagamenti e di ottenere riscatti creando dei flussi di denaro completamente anonimi e illegali però lì occorre non solo una cooperazione europea ma occorre una cooperazione mondiale, perché altrimenti non si riesce a risolvere il problema.
Per quanto riguarda le fonderie, certamente è la cosa da fare per poter dotare l'Europa di un'autonomia nella produzione dei microchip. Paesi come la Germania la Francia e l'Italia stanno lavorando insieme su questo fronte e ancora altre iniziative verranno prese negli anni futuri.
L’Onorevole Galizia ha sollevato molti punti importanti e di nuovo cerco di rispondere ad alcuni. Uno è quello della costruzione di piattaforme digitali sanitarie. Si tratta indubbiamente di una questione straordinariamente importante che però si scontra con il fatto che in alcune Regioni esistono dei fascicoli sanitari, che sono forse tra i migliori d'Europa, e in altri invece quasi non esistono questi fascicoli sanitari, che bisogna alimentare. Il ministro Colao sta lavorando con varie Regioni per poter arrivare all'inizio di una creazione di piattaforme. È evidente che è una cosa di un’utilità straordinaria. Nello stesso tempo – è una cosa insieme collegata ma è diversa - si sta cercando di potenziare più possibile gli investimenti nella telemedicina per poter essere monitorati a casa, per poter essere anche assistiti a casa. Naturalmente non è un problema che risolve la non autosufficienza, ma è un primo passo, è un aiuto. Molti altri investimenti nel PNRR sono diretti proprio alla non autosufficienza. Se le Regioni vorranno bisognerà procedere insieme per poter costruire dei fascicoli e soprattutto per poterli alimentare in maniera stabile e poter così avere una piattaforma digitale sanitaria nazionale. Su questi aspetti mi terrà informato anche il ministro Colao perché è parte del lavoro che lo vede impegnato.
Gli onorevoli Dori e Rampelli toccano la questione della migrazione da punti di vista molto diversi naturalmente.  L’approccio del governo a questo dramma deve essere equilibrato, efficace ed umano. Efficace in due sensi, in due significati. Deve essere efficace nel proteggere i confini nazionali dall’immigrazione illegale e dai traffici di persone. E deve essere, però, anche efficace nell'accoglienza. Ed è qui - mi pare - che l’onorevole Rampelli ha insistito secondo me giustamente. Perché l’accoglienza è vera se porta all’integrazione e l'integrazione è vera solo se porta al lavoro. Se non c'è lavoro c'è una forma di sopravvivenza assistita che è un guaio per loro e un disonore per noi perché non porta a nulla se non - come ha detto l’onorevole Rampelli - alla negazione dell'esistenza. Perché sappiamo che ci sono moltissimi casi di disastri che avvengono tra questi emigrati che non riescono a lavorare.

Onorevole Rampelli, l'emigrazione in un certo senso è come la digitalizzazione. Lei dice sulla digitalizzazione: bisogna tutelare, sostenere. Sì, sicuramente bisogna sostenere e tutelare durante la transizione. Cioè son fatti inevitabili, avvengono. Non ci sono muri contro la migrazione, non ci sono muri contro la digitalizzazione.
La cosa giusta da fare è prendere coscienza che queste cose avvengono, tutelarsi naturalmente nei limiti della legalità e gestirle in maniera intelligente, in maniera che abbia una visione.  E questo è quello che dobbiamo fare, secondo me, me sulla digitalizzazione. 
L’ onorevole Giglio Vigna, tra i vari, ha toccato il punto della transizione sia quella digitale sia quella ambientale, e ha messo in luce i rischi per l'occupazione, per il prodotto di queste tradizioni.  
Sicuramente ci sono dei rischi, però ci sono anche delle opportunità e i primi dati di esperienze di paesi che hanno applicato, spesso per forza degli eventi, una transizione ecologica aggressiva e i primi dati sull'occupazione sembrano abbastanza incoraggianti. Indubbiamente ci saranno tra transizione digitale e transizione ecologica dei settori che si contrarranno e settori che si espanderanno. Per cui quello che bisogna fare, quello che i governi devono fare, è aiutare la riallocazione delle persone da un settore a un altro ed è per questo che in questo momento e per tutti gli anni a venire le politiche attive del lavoro saranno fondamentali. Anche in questo bisogna essere abbastanza realistici.

Bisogna migliorare sicuramente i nostri centri dell'impiego ma bisogna anche utilizzare le risorse che il settore privato ci dà per quanto riguarda proprio la gestione della riallocazione della forza lavoro.  Altrimenti abbiamo situazioni di disoccupazione che diventano croniche e a quel punto diventa difficile, difficilissimo gestirle.  
Sulla Polonia, altro punto che lei ha sollevato onorevole, credo che avevo già risposto: giustamente mi ricordava che un vero grazie sentito va anche a tutto il volontariato, alla Croce Rossa, agli Alpini e a tutti coloro che ci hanno aiutato in questo momento. 
Circa le parole dell’onorevole Noia - che non c'è e che ringrazio per il riferimento al ‘rischio calcolato’ dal governo in aprile e al fatto che si sia rivelata la scelta giusta - condivido il suo appello alla responsabilità in questo momento.
L’onorevole Crippa ha sollevato molti punti, direi quasi tutti o tutti condivisibili. Ha evidenziato i rischi della crisi energetica, la necessità che l’Europa abbia un ruolo dominante nell’aiutare a superare questa crisi, ma nello stesso tempo ha detto che la transizione ecologica è l’unica alternativa: non c’è marcia indietro. L’unica alternativa è la transizione ecologica, non ci sono rallentamenti su questo fronte perché, come ha detto il commissario Timmermans, è quella che riduce stabilmente la dipendenza dai fossili. E, naturalmente, quindi anche dal gas. 

Penso a quello che abbiamo fatto negli anni ‘70 in risposta alla prima grandissima crisi energetica, ed è una risposta in un certo senso molto simile. Abbiamo trovato nuove tecnologie e abbiamo soprattutto ridotto il consumo attraverso motori diversi, ma anche attraverso, come dire, comportamenti diversi. Direi che la modifica del comportamento è forse la cosa più importante perché, in quel caso fu un enorme successo, provato dal fatto che i prezzi del petrolio poi sono rimasti normalmente stabili o, addirittura bassi, per tantissimi anni. Lo stesso dobbiamo far qui. Sono completamente d'accordo: dobbiamo fare investimenti nello stoccaggio e nella accumulazione. Non voglio, a proposito dell'Ecobonus, così anticipare quella che è la discussione della Legge di bilancio. Ci rivediamo tra qualche giorno e ne parleremo.
 Un punto, infine, sollevato dall'onorevole De Luca, che ha anche toccato la questione della Polonia e dell'Europa, è quello del Nutriscore. E qui vorrei assicurare il Parlamento che il Governo è totalmente consapevole della gravità che l'introduzione del Nutriscore possa creare, possa costituire per la nostra filiera produttiva agroalimentare, quindi è pienamente impegnato nella sua tutela. 
Grazie.
 

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Comunicazioni del Presidente Draghi alla Camera dei Deputati in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre

Mercoledì, 20 Ottobre 2021

Signor Presidente,
Onorevoli Deputate e Deputati,

Nell’intervento di oggi intendo affrontare i temi in discussione nel Consiglio europeo di questa settimana. 
Si tratta di pandemia e vaccini; transizione digitale; costo dell’energia; migrazioni; commercio estero; impegni internazionali e in particolare la COP26.

Dopo un avvio stentato, la campagna di vaccinazione europea ha raggiunto risultati molto soddisfacenti.
Nell’Unione europea, quasi quattro adulti su cinque hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, per un totale di 307 milioni di persone.
In Europa, abbiamo somministrato 130 dosi di vaccino per 100 abitanti, a fronte delle 121 negli Stati Uniti.

In Italia, la campagna procede più spedita della media europea.
A oggi, l’86% della popolazione sopra i 12 anni ha ricevuto almeno una dose e l’81% è completamente vaccinata.
Voglio ricordare che prima dell’ultimo Consiglio europeo, a fine giugno, meno di un terzo della platea aveva completato il ciclo vaccinale. 
Negli ultimi tre mesi e mezzo, l’Italia ha dunque vaccinato metà della popolazione con più di 12 anni.
Uno sforzo straordinario, per cui dobbiamo essere grati al nostro sistema sanitario, a partire da medici e infermieri, e all’immane opera logistica che è stata compiuta dalle persone scelte da questo governo.

Voglio inoltre ringraziare ancora una volta tutti i cittadini che hanno scelto di vaccinarsi, in particolare i giovani e i giovanissimi. 
E anche chi ha deciso di farlo nelle scorse settimane, dopo aver superato le proprie esitazioni.
La curva epidemiologica è ora sotto controllo grazie al senso di responsabilità dei cittadini.
Questo ci permette di tenere aperte le scuole, le attività economiche e i luoghi della nostra socialità.
Il Consiglio europeo riaffermerà il proprio impegno a contribuire alla solidarietà internazionale in materia di vaccini.
Dobbiamo incrementare la fornitura di dosi ai Paesi più fragili, perché possano proteggere i loro cittadini e per impedire l’insorgenza e la diffusione di nuove e pericolose varianti.
Solo il 2,8% di chi vive in un Paese a basso reddito ha ricevuto almeno una dose di vaccino, a fronte di quasi il 50% della popolazione mondiale. 
L’Italia ha recentemente triplicato le donazioni di vaccino, da 15 a 45 milioni di dosi, da distribuire principalmente attraverso il meccanismo COVAX. 
A oggi, abbiamo assegnato più di 11 milioni: circa 3 milioni ciascuno a Vietnam e Indonesia, 1,5 milioni all’Iran e 700 mila a Libano, Yemen e Iraq. C’è anche una lunga fila di vari Paesi che hanno ricevuto questi vaccini: l’Uganda ha avuto 488mila dosi, l’Albania 188mila, l’Algeria 163mila, la Libia 261mila. Insomma, si cerca di essere il più attivi e generosi possibile.
Al Consiglio, discuteremo inoltre dell’approccio europeo per affrontare e superare eventuali future pandemie.
Al Global Health Summit dello scorso maggio abbiamo firmato la “Dichiarazione di Roma”, che ci impegna a migliorare la condivisione di dati e conoscenze a livello globale.
Dobbiamo investire nella scienza e nella ricerca, che ci hanno permesso di avere vaccini efficaci e sicuri in pochi mesi.
A settembre, la Commissione europea ha inaugurato HERA, l’autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie.
Il suo scopo è migliorare il coordinamento interno all’Unione sia nella preparazione che nella gestione di crisi future.
Si occuperà ad esempio dell’attivazione di misure di emergenza per lo sviluppo, l’approvvigionamento e la distribuzione di prodotti medici e sanitari.
Dobbiamo evitare il ripetersi dei pericolosi episodi di protezionismo sanitario a cui abbiamo assistito nei primi mesi della pandemia.
Continueremo a lavorare per migliorare la risposta globale a future crisi sanitarie anche in tutte le sedi multilaterali appropriate.

Per quanto riguarda l’agenda digitale, il Consiglio intende definire la tabella di marcia per gli obiettivi del 2030, anche con l’indicazione di scadenze e di un sistema di monitoraggio.
Gli obiettivi europei per il 2030 riguardano quattro aree prioritarie: infrastrutture digitali sicure, efficienti e sostenibili; trasformazione digitale delle imprese; digitalizzazione dei servizi pubblici; formazione di competenze digitali. 
L’Italia ha fatto propri questi obiettivi e ne ha anticipato il raggiungimento al 2026, anche grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 
Siamo ancora indietro ma intendiamo colmare rapidamente il divario che ci separa dal resto d’Europa, e in alcuni settori arrivare a guidare la transizione digitale europea.
Per farlo abbiamo stanziato 50 miliardi di euro, oltre un quarto della dotazione complessiva del Piano.
La Presidenza del Consiglio e i Ministeri coinvolti hanno già predisposto meccanismi di verifica sui progressi compiuti. 
Questi non saranno eccessivamente gravosi e saranno basati su indicatori attendibili.

Allo stesso tempo, dobbiamo migliorare la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE nel digitale.
Vogliamo trovare soluzioni condivise su quattro versanti: la sicurezza cibernetica, la concorrenza, i servizi digitali e l’intelligenza artificiale.
Sul fronte della cybersicurezza, il nostro obiettivo è garantire un quadro normativo chiaro e identificare risposte rapide e coordinate.
L’Italia si è dotata recentemente di un’Agenzia per la cybersicurezza nazionale che promuove lo sviluppo di capacità di prevenzione, monitoraggio, rilevamento e mitigazione.
È un tema prioritario per l’Europa, che metterà in campo degli strumenti legislativi appropriati.
Sulla concorrenza nel digitale, lavoriamo sulle proposte di regolamentazione europea per il mercato e i servizi digitali.
L’Italia sostiene la proposta di Regolamento sui mercati digitali e ne auspica la pronta adozione.
Intendiamo poi fissare adeguate garanzie per la libertà di impresa e di espressione.
Occorre assicurare al contempo la non discriminazione e la corretta attribuzione delle responsabilità sulla distribuzione e pubblicazione di contenuti e prodotti on line. 
L’Italia sostiene il Regolamento UE sui servizi digitali, anche per proteggere efficacemente prodotti e contenuti realizzati in Italia.
La nostra convinzione è che quello che è illecito off line debba essere illecito anche on line. 
Infine, sull’intelligenza artificiale, il nostro obiettivo è promuoverne la sperimentazione e renderne l’utilizzo più sicuro ma anche più trasparente.
Allo stesso tempo, dobbiamo alimentare la fiducia dei cittadini per queste nuove soluzioni tecnologiche.

La Strategia nazionale sull’intelligenza artificiale adottata dal Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale costituisce il quadro per migliorare il posizionamento competitivo del Paese. 
Una sfida decisiva per l’Europa è raggiungere l’autonomia tecnologica nei semiconduttori e nelle tecnologie quantistiche. 
L’Europa è passata dal 44% della capacità globale di semiconduttori nel 1990 ad appena il 9% nel 2021.
Dipendiamo sempre di più dalle forniture extra-europee. 
Quando queste ritardano o si bloccano, come è accaduto in questi mesi di ripartenza economica, le aziende possono vedersi costrette a fermare o rallentare di molto la produzione.
L’Unione europea intende produrre il 20% dei semiconduttori mondiali entro il 2030.
Per farlo, dobbiamo intervenire subito e con decisione.
La Cina e gli Stati Uniti lo stanno già facendo, investendo decine di miliardi ciascuno in questo settore.
Con sussidi - per darvi un’idea- che vanno dal 60% della Cina al 30% degli Stati Uniti del costo totale degli impianti. 
L’Unione europea deve mettere insieme le capacità di ricerca, progettazione, sperimentazione e produzione di tutti i Paesi europei per creare, ad esempio, un ecosistema europeo di microchip all’avanguardia. 
Sosteniamo con convinzione la proposta della Commissione UE di adottare uno European Chips Act - come quello che hanno già adottato gli Stati Uniti ( si chiama chips heart ed è proprio quello che eroga i sussidi di cui ho parlato un attimo fa) -  per coordinare investimenti e produzione europei di microchip e circuiti integrati.
Dobbiamo inoltre agire con la massima urgenza per rafforzare la cooperazione tra pubblico e privato e attrarre investimenti alla frontiera tecnologica. 
Una osservazione: è sempre più chiaro che transizione digitale, transizione ecologica e altre grandi sfide globali, nel senso che travalicano i confini del nostro Paese o degli altri Paesi europei, non si possono affrontare con successo senza un profondo, massiccio intervento dello Sato. Quindi questo è da tener presente perché questo grosso intervento dello Stato sarà sia a livello europeo sia a livello nazionale. E quindi nel periodo in cui si discute di nuove regole bisogna tener presente che questi impegni internazionali che noi stiamo assumendo sul clima, sull’aiuto ai paesi in via di sviluppo, sulla transizione digitale, sulla transizione ecologica, possono essere affrontati solo con un impegno delle finanze degli Stati molto consistente. 
Un altro tema che tratteremo questa settimana è quello dell’energia.
Negli ultimi mesi, abbiamo assistito a un forte aumento del costo del gas e dell’elettricità.
Questi rincari sono dovuti principalmente ai movimenti dei prezzi sui mercati internazionali.
La domanda di energia da parte di famiglie e imprese è aumentata a livello europeo e sui mercati asiatici, e ha contribuito a ridurre le scorte e le forniture disponibili.
Il Governo si è impegnato a contenere il rincaro delle bollette. 
Lo scorso giugno avevamo già stanziato 1,2 miliardi per ridurre gli oneri di sistema. 
Poche settimane fa, siamo intervenuti ulteriormente, con più di 3 miliardi, per calmierare i prezzi nell’ultimo trimestre dell’anno, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione.
Si tratta di misure immediate, a cui dovranno necessariamente seguirne altre di lungo periodo per migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti e prevenire un’eccessiva volatilità dei prezzi.
Il 13 ottobre, la Commissione ha pubblicato una Comunicazione sul tema dell’aumento del costo dell’energia.
Il documento descrive gli interventi emergenziali possibili per gestire la situazione attuale e ipotizza soluzioni per rendere le forniture più sicure e affidabili in futuro.
Il Governo italiano ha sollecitato la Commissione a esplorare rapidamente l’opzione di acquisti e stoccaggi congiunti di gas naturale su base volontaria con misure di medio periodo.
Questa strategia può essere utile per resistere meglio agli shock e sviluppare le capacità industriali di deposito.
La Commissione presenterà una proposta di revisione del quadro normativo entro dicembre.

Il nostro obiettivo di medio termine resta quello di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e aumentare sostanzialmente l’utilizzo di fonti rinnovabili.
Vogliamo procedere con la transizione ambientale e rispettare gli obiettivi di decarbonizzazione che ci siamo posti per il 2030 e il 2050.
Allo stesso tempo, lo Stato deve tutelare le fasce più deboli della popolazione dai costi della trasformazione energetica e assicurarsi che i tempi della transizione siano compatibili con le capacità di adattamento delle aziende.
Perché la riconversione del nostro sistema economico abbia successo, è necessario il sostegno di tutti: istituzioni, imprese, cittadini.
Dobbiamo portare avanti un’agenda climatica ambiziosa e fare in modo che le nostre scelte siano accettate e condivise in maniera ampia da tutta la popolazione.

Per quanto riguarda le migrazioni, l’Italia aveva promosso una discussione sul tema nel Consiglio europeo di giugno, con l’obiettivo di incoraggiare una gestione davvero europea dei flussi. 
Anche i Paesi preoccupati dai cosiddetti “movimenti secondari” hanno preso atto dell’importanza di prevenire e contenere i flussi irregolari e di incentivare i canali di migrazione legale.
Su quest’ultimo aspetto, l’Europa dovrebbe impegnarsi di più, seguendo ad esempio il modello dei cosiddetti corridoi umanitari. 
Il Consiglio europeo di giugno si è impegnato a lavorare con i Paesi di origine e di transito, in collaborazione con l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati e l’Organizzazione Internazionale per la Migrazione.
Questa prospettiva concordata ora necessita di un’attuazione puntuale.
Due degli impegni previsti hanno scadenza questo autunno.
Il primo è la presentazione da parte della Commissione e dell’Alto Rappresentante Borrell, in collaborazione con gli Stati Membri, di piani d’azione per i Paesi di origine e transito prioritari.
Questi piani devono includere obiettivi, misure di sostegno, tempistiche precise. 
Il secondo è la presentazione di un rapporto al Consiglio sul miglior utilizzo possibile di almeno il 10% dei fondi dello strumento di Vicinato, Sviluppo e Cooperazione Internazionale.

Quest’estate, l’Italia ha continuato a far fronte agli obblighi internazionali di salvataggio in mare e di garanzia di protezione internazionale agli aventi diritto.
Lo abbiamo fatto con umanità, per difendere i valori europei della solidarietà e dell’accoglienza.
Ma è essenziale che, già a questo Consiglio, la Commissione presenti piani d’azione chiari, adeguatamente finanziati, e rivolti con pari priorità a tutte le rotte del Mediterraneo, compresa quella meridionale. A questi piani andrà poi data rapida attuazione.
L’Unione europea deve inoltre prestare attenzione alla specificità delle frontiere marittime e all’effettiva stabilità politica della Libia e della Tunisia.
Intendo proporre che la Commissione europea aggiorni i capi di Stato e di Governo in ciascun Consiglio europeo sul grado di attuazione e di avanzamento degli impegni assunti.
Solo in questo modo potremo rendere conto ai nostri Parlamenti e ai nostri cittadini dei progressi compiuti a livello europeo, e di quello che ancora resta da fare. 

Il Consiglio europeo discuterà anche di commercio internazionale.
Dall’inizio di quest’anno abbiamo assistito a una ripresa robusta degli scambi tra Paesi.
È un’ottima notizia, visto il peso che le esportazioni hanno nella nostra economia.
In Italia, il valori totale dei beni esportati nel secondo trimestre di quest’anno era del 5% più alto che nello stesso periodo di due anni fa, prima della pandemia. Per quanto riguarda le esportazioni, siamo al di sopra del livello prima della pandemia.
Ma anche per quanto riguarda la crescita del prodotto, questa crescita è stata però ostacolata da colli di bottiglia, nell’approvvigionamento di materiale e interruzioni nelle catene di fornitura.
Bisogna sempre mirare ad una crescita che sia sostenibile dal punto di vista certamente ambientale ecologico, ma anche dal punto di vista dell’approvvigionamento delle materie prime.
La difficoltà nel reperire materie prime e componenti, unita a rallentamenti nei processi di trasporto e consegna, hanno contribuito ovunque a un aumento del tasso d’inflazione.

Un tema fondamentale per la politica commerciale europea è quello del contrasto al protezionismo. E dobbiamo migliorare i meccanismi multilaterali esistenti basati sulle regole e incoraggiarne l’utilizzo ampio e condiviso.
Per quanto riguarda la riforma dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, ci auguriamo che la Dodicesima Conferenza Ministeriale di fine novembre abbia successo, e che si superino le criticità nei negoziati sui sussidi alla pesca e sulla politica commerciale e sanitaria post-Covid-19.

Infine, il Consiglio europeo discuterà di relazioni esterne.
Il 30 e 31 ottobre si terrà a Roma il vertice del G20, che concluderà l’anno della presidenza italiana.
La scorsa settimana abbiamo tenuto una riunione straordinaria del G20 sull’Afghanistan, in cui ci siamo concentrati sugli aiuti umanitari e sulla lotta al terrorismo e sulla mobilità.
A Roma, ci occuperemo principalmente dei temi della Presidenza italiana: dalla lotta al cambiamento climatico, alla pandemia, al sostegno della ripresa globale.
In particolare, anticiperemo alcuni dei negoziati che si terranno durante la COP26 di Glasgow per la quale l’Italia è in partenariato con il Regno Unito. Voi sapete che co-presediamo questa conferenza insieme al Regno Unito.
L’Unione europea si è posta obiettivi ambiziosi.
Questi includono la riduzione delle emissioni di gas climalteranti del 55% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030, e il raggiungimento di zero emissioni nette nel 2050.
Tuttavia, senza il coinvolgimento delle maggiori economie mondiali non potremo rispettare gli accordi di Parigi e contenere il riscaldamento globale entro un grado e mezzo.
L’Unione europea è responsabile di appena l’8% delle emissioni globali.
I Paesi del G20 nel loro complesso ne producono circa tre quarti del totale.
La crisi climatica può essere gestita solo se tutti i principali attori globali decidono di agire in modo incisivo, coordinato e simultaneo.

In tutti questi ambiti, l’Italia intende muoversi con convinzione per tutelare l’interesse dei cittadini italiani e di quelli europei. 
L’appoggio del Parlamento è decisivo perché la nostra azione possa essere davvero efficace.
Vi ringrazio per il vostro sostegno. 
Grazie.
 

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri