English | Italiano

Accordo per la Coesione tra il Governo e la Regione Marche

Sabato, 28 Ottobre 2023

Dunque, buongiorno a tutti, grazie al Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, saluto il Ministro Fitto, i parlamentari, i tanti amministratori locali presenti, i sindaci, tutte le autorità.
Sono molto contenta di essere qui oggi per questa firma, sono contenta di firmare quest’Accordo ad Acqualagna, in un comune straordinario che conosco, famoso anche a livello internazionale, anche per l'eccellenza del tartufo bianco.

Sono particolarmente contenta di farlo qui, consentitemi una digressione, perché questo è anche il comune che ha dato i natali a un grande italiano di nome Enrico Mattei. E noi lo ricordiamo oggi, dopo che ieri abbiamo celebrato il 61° anniversario della sua scomparsa.
Lo ricordiamo per essere uno degli artefici del miracolo economico italiano nel dopoguerra, per essere stata una persona capace di vedere opportunità dove gli altri vedevano solamente una crisi e di capire quanto la politica energetica di una Nazione fosse fondamentale per la sua sovranità, per il suo posizionamento geo-strategico, per garantire i suoi interessi nazionali, per garantire partnership con altri Paesi che fossero basate non su un approccio paternalistico o predatorio, di chi ti guarda dall'alto in basso, ma sapeva che le grandi Nazioni lavorano insieme quando hanno una rispetto dell'altra.

Ve lo dico perché voi sapete che da Enrico Mattei l'attuale Governo ha preso spunto per una di quelle che noi consideriamo le principali iniziative strategiche di questo Governo, che riparte proprio dall'energia, riparte proprio da una crisi che può diventare opportunità per riposizionare la Nazione a livello geo-strategico.
Perché sì, noi siamo in una situazione molto complessa, come vedete, anche dalle ultime notizie, a livello internazionale, perché negli ultimi anni abbiamo avuto degli shock, la pandemia prima, il conflitto in Ucraina poi, che ci hanno fatto finalmente comprendere quanto la nostra dipendenza fosse problematica, quanto ci fosse la necessità per l'Italia e per l'Europa di ricostruire le sue catene d’approvvigionamento fondamentali e, nelle crisi che noi stiamo vivendo, io sono convinta, come seppe fare Enrico Mattei al tempo, che si possa celare una grande occasione, che è quella di mettere insieme una difficoltà e un'opportunità.

La difficoltà europea oggi di approvvigionarsi sul piano energetico perché ha consentito che le sue catene d'approvvigionamento diventassero troppo lunghe e troppo incontrollabili e il potenziale di produzione energetica che il continente africano può mettere in campo.

E se noi siamo in grado di mettere insieme queste due cose e di produrre anche con un nuovo rapporto con i Paesi africani, una cooperazione strategica che ci consenta di stringere e di accompagnare i nostri reciproci destini, noi possiamo risolvere diversi problemi insieme. Perché l'Italia è interessata? Perché noi siamo la porta d'ingresso. Noi siamo la porta d'ingresso di questo incontro e chiaramente l'obiettivo che ci diamo  - attraverso quello che voi conoscete come Piano Mattei, che verrà presentato al Parlamento nelle prossime settimane, nei prossimi mesi - è quello di fare dell'Italia l’hub d'approvvigionamento energetico d'Europa, un ruolo geo-strategico che ci rimette al centro del Mediterraneo, il nostro ruolo storico, un ruolo che non sempre abbiamo saputo interpretare. Mi perdonerete per questa digressione, ma a chi altro devo raccontarlo se non, diciamo, ai cittadini che hanno dato i natali a Enrico Mattei.

Sono contenta di presentare anche questo accordo qui ad Acqualagna perché poi in fondo stiamo parlando di strategia, stiamo parlando di visione, che è un po' la grande assente negli ultimi anni di politica di questa Nazione.
E anche questo Accordo, che firmiamo oggi con la Regione Marche, parla di visione, parla di sviluppo, parla di scelte di medio e lungo periodo, non le scelte che ti portano un consenso nell'immediato, magari con risorse che vengono utilizzate in molti rivoli, con risultati tutti da verificare, ma scelte strategiche sul ruolo che lo Stato nazionale insieme alle Regioni devono far giocare ai nostri territori.

Le Marche sono la seconda regione d'Italia a firmare questo tipo di accordo con il Governo, grazie al lavoro che, lo diceva il Presidente Acquaroli, la Regione insieme al Ministro Fitto, - che ringrazio per il suo prezioso lavoro - hanno fatto nei mesi passati.
Questi accordi fanno parte - anche qui consentitemi di fare un passo indietro per raccontare il lavoro che complessivamente sta facendo il Governo - di un ampio lavoro di riforma che questo Governo ha portato avanti per invertire la rotta sulle politiche di coesione.
Le politiche di sviluppo e coesione, come voi sapete, sono lo strumento previsto dai trattati europei per contribuire a ridurre le disparità e i divari tra i territori, si basano su fondi strutturali europei, prevedono un cofinanziamento nazionale e sono organizzati sulla base di programmazione pluriennale. Per troppi anni, purtroppo, noi dobbiamo fare i conti con il fatto che l'Italia non si è esattamente distinta per l'attuazione delle politiche di coesione, soprattutto su quella che era la componente nazionale, 78 miliardi di euro, se facciamo riferimento all'ultima programmazione, noi abbiamo registrato nel corso degli anni molti ritardi e spesso una incapacità sostanziale di spendere fino in fondo queste risorse. Nel senso, a volte i soldi ci sono, quello che manca è la capacità di metterli davvero a terra, di metterli a terra nei tempi giusti, di metterli a terra sulle vere priorità strategiche.

Allora noi abbiamo deciso di intervenire, di intervenire in modo strutturale, abbiamo attivato un confronto tra il Governo e tutte le Regioni, le Province autonome, tutti i livelli coinvolti anche a livello nazionale, il Ministro Fitto si è speso molto in questa attività e abbiamo fatto un lavoro certosino di verifica dello stato attuazione della precedente programmazione dei fondi di sviluppo e coesione, che era quella che andava dal 2014 al 2020, e un lavoro di confronto sulle priorità sulle quali concentrare la nuova programmazione, che è la programmazione 2021-2027. All’esito di questo lavoro è nato il Decreto Sud che è un decreto con il quale noi abbiamo riorganizzato tutta quanta la materia, sostanzialmente riorganizzando il fondo e prevedendo questi Accordi di coesione, che sono uno strumento nuovo, negoziale, di programmazione - ovviamente negoziale tra le Regioni e il Governo nazionale - attraverso i quali si finanziano delle priorità che vengono proposte dalle Regioni, ma che devono essere condivise dal Governo. Perché? Non perché noi si voglia ovviamente togliere alle Regioni autonomia, ma per garantire che tutto questo lavoro risponda a un'unica strategia, per garantire che non ci siano sovrapposizioni con altre fonti di finanziamento, che non ci siano dispersioni delle risorse. Quindi una strategia regionale, territoriale, che deve inserirsi in una strategia nazionale.

Dopodiché, ci sono in questa nostra riforma altre importanti novità. Noi abbiamo, per esempio, previsto un meccanismo di de-finanziamento quando le risorse non dovessero essere messe a terra, così come abbiamo previsto dei poteri sostitutivi nel caso in cui ci siano dei ritardi che non consentono di portare a termine quello che è stato programmato. Quindi c'è una responsabilizzazione generale, da una parte il sostegno anche della politica nazionale e dall'altra una responsabilizzazione perché il nostro obiettivo è trasformare l'Italia da Nazione, diciamo così, non brillantissima nella gestione di questi fondi, a Nazione esempio anche per le altre. E credo che si possa fare perché è assolutamente nelle nostre capacità, nelle nostre possibilità.

L'accordo che noi firmiamo oggi rientra in questo quadro, come dicevo la Regione Marche è la seconda regione a firmare questo accordo con il Governo. Stanziamo per quello che riguarda le risorse di coesione 333,6 milioni di euro, finanziamo 16 investimenti strategici per le Marche. Sedici investimenti strategici non sono tanti: e anche questo è un segnale di che cosa stiamo facendo, cioè scegliamo di non distribuire poche risorse in mille rivoli ma di concentrarci su priorità strategiche vere e concentrare le risorse su quelle priorità, per rendere quelle risorse davvero efficaci.

Le Marche hanno scelto di concentrare la gran parte di queste risorse su infrastrutture e reti di trasporto, cioè il 70% di queste risorse è destinato al completamento delle strade e alla piena utilizzabilità dei porti, come diceva il Presidente Acquaroli.
Ed è una scelta strategica che noi abbiamo condiviso, perché ricorderete quante volte io stessa ho denunciato il paradosso di una regione che si trova al centro dello stivale e ciò nonostante è isolata. Perché tante volte voi ricorderete quanto io stessa abbia denunciato come in Italia ci sia, sì un divario tra Nord e Sud, ma anche un divario tra Est e Ovest, anche un divario tra la costa tirrenica e la costa adriatica e che quel divario ha bisogno di essere risolto esattamente come accade per il divario tra il Nord e il Sud.

Io non elencherò tutti gli interventi che sono finanziati attraverso queste risorse, mi limito a citarne uno tra i più importanti e strategici che finanziamo, che credo sia particolarmente importante, che è la Pedemontana delle Marche, e cioè lo sviluppo di una rete stradale alternativa e veloce a quella sulla costa che offre un duplice obiettivo. Da una parte ovviamente decongestionare il traffico sull'autostrada adriatica, ma dall'altra garantire collegamenti facili, efficienti e veloci per l'entroterra e nell’entroterra, perché anche qui, quante volte abbiamo denunciato il rischio spopolamento dei piccoli comuni, dei comuni dell'entroterra, ma chiaramente senza adeguate infrastrutture di collegamento noi non potremo mai combattere lo spopolamento delle aree interne. Quindi io condivido assolutamente questa priorità e queste priorità che sono state individuate dalla Regione, dopodiché, in questo Accordo, noi realizziamo una serie di altri interventi per potenziare la rete stradale marchigiana, che da sempre, come dicevamo, sconta un deficit, soprattutto nelle aree interne.

Su questo io sono contenta di poter dire che ho visto in questi anni un grande impegno del Presidente Acquaroli, della Regione Marche, e sono contenta che oggi riusciamo a fare la nostra parte con queste risorse e con questo accordo che su questa priorità si concentra. Non finisce qui, perché ai 333,6 milioni di euro del Fondo Coesione e Sviluppo aggiungiamo altri, lo diceva anche qui il Presidente della Regione, 154,3 milioni di euro che arrivano dal Fondo di rotazione. Se calcoliamo anche la quota di cofinanziamento, che è pari ad altri 44 milioni e mezzo, arriviamo complessivamente con questo accordo a mobilitare la cifra di 532 milioni di euro, mezzo miliardo di euro e più.
Con il Fondo di rotazione riusciamo a investire anche su altri importanti fronti, penso al tema del turismo di qualità, penso al tema delle politiche culturali, alla valorizzazione del tessuto imprenditoriale, alla formazione, alla salvaguardia dell'occupazione.
Fatti concreti, e concludo, per sostenere lo sviluppo di una Regione che è conosciuta in tutto il mondo per la sua intraprendenza e per la sua volontà di riscatto.

In buona sostanza noi non vogliamo far altro che mettere le Marche in condizioni di competere ad armi pari e di poter dimostrare quello che vale e di poter correre come sa correre e come io so che vuole correre.
Mettiamo un altro mattone a questo lavoro e lavoriamo tutti insieme in un'ottica, che è sì di valorizzazione del territorio, ma che è soprattutto un'ottica di valorizzazione complessiva della nostra Nazione e del suo ruolo nel mondo. Vi ringrazio.