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19 Ottobre 2019

Il Presidente Conte a Perugia

Il Presidente Conte è stato nel capoluogo umbro per una visita a Eurochocolate 2019. A margine dell'evento, il Presidente ha tenuto un punto stampa.

18 Ottobre 2019

Conte a Perugia

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sabato 19 ottobre alle ore 15.30 sarà a Perugia per una visita ad Eurochocolate 2019. 

18 Ottobre 2019

Il Presidente Conte al Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, giovedì 17 e venerdì 18 ottobre ha partecipato a Bruxelles al Consiglio europeo.

18 Ottobre 2019

Il Presidente Conte al Consiglio Europeo

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, giovedì 17 e venerdì 18 ottobre ha partecipato a Bruxelles al Consiglio europeo. Prima dell'inizio dei lavori, il Presidente Conte ha tenuto un punto stampa. Al termine ha tenuto la conferenza stampa conclusiva.

17 Ottobre 2019

Colloquio telefonico del Presidente Conte con il neo Presidente della Repubblica Tunisina

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è congratulato con il Presidente della Repubblica Tunisina, Kais Said, per la sua recente elezione, augurandogli pieno successo per lo svolgimento di questo importante incarico, chiamato a confermare un esempio virtuoso di transizione democratica per il popolo e le Istituzioni tunisine.

17 Ottobre 2019

Colloquio telefonico Conte - Erdoğan

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha avuto oggi una lunga conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica turca, Recep Tayyip Erdoğan. 

Intervento del Presidente Conte agli Stati generali della transizione energetica italiana

Giovedì, 17 Ottobre 2019

Buongiorno a tutti, saluto le Autorità, saluto i gentili ospiti,

e spero di non aver alterato l’agenda dei vostri lavori visto che il mio intervento era previsto per ieri ma come avrete visto anche dalla cronaca ieri è stata una giornata intensissima e non mi è stato possibile intervenire però ci tenevo a recuperare perché il titolo di questo incontro Stati generali della transizione energetica è un titolo che evoca la forte sensibilità del governo su questo tema che è un pilastro per la nostra azione di governo. 

Quindi io ringrazio Cassa Depositi e Prestiti, Snam e Terna per aver ideato questo incotro _ me ne avevano parlato per tempo ed ero stato subito entusiasta di questo evento – e so che c’è anche la collaborazione di The European House - Ambrosetti, e ringrazio anche loro.

È significativo anche il fatto che questo evento si svolga proprio presso il Palazzo che è la sede storica della Cancelleria Apostolica e allora colgo questo collegamento spaziale per richiamare anche la sensibilità di papa Francesco per questo tema, per il tema del contrasto dei cambiamenti climatici e le sue parole e la sua sensibilità sono un monito per tutti noi. Se tutti noi recuperiamo alcuni passaggi della sua enciclica Laudato si noi ricaviamo le ragioni profonde che sollecitano le nostre coscienze a un dovere di attenzione e di cura nei confronti dell’ambiente. C’è un passaggio che recita: “il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora”. Ecco allora che preservare e curare il capitale naturale, partirei da questo assunto, è la condizione irrinunciabile per lo sviluppo armonico di qualsiasi attività che si dilati e si espandi in qualsiasi settore di vita.

Proteggere l’ambiente quindi significa proteggere noi stessi e tutti quelli che verranno dopo di noi.

Questo evento mi consente di ragionare su quella che è la prospettiva di governo, la strategia, la visione che è stata fondamentale anche per me stesso quando mi sono seduto a un tavolo e mi sono confrontato con i rappresentanti delle varie forze politiche che sostengono questa esperienza di governo e abbiamo deciso, lavorando insieme confrontandoci, di dare un indirizzo, nella consapevolezza che il futuro è una conquista, il futuro è un progetto che va elaborato e vissuto quotidianamente con perseveranza.
Vogliamo un’Italia più verde, più inclusiva e più equa. Questo obiettivo rappresenta la stella polare della nostra azione di Governo; e non rappresenta nella nostra concezione, non rappresenta affatto come tradizionalmente invece si è soliti fare un costo, un impedimento, un vincolo, ma un’imperdibile occasione di crescita, di sviluppo e di innovazione per il nostro Paese.

E’ una scommessa importante, una scommessa che ci indice a fare sistema ed è la ragione per cui io oggi sono qui per comunicare tutta la sensibilità, tutto l’appoggio e tutta la disponibilità del governo e delle forze che mi sostengono in questa direzione. 

Sappiamo che l’intero continente europeo peraltro sta attraversando una congiuntura economica particolarmente critica. Sulla crescita europea, in particolare, pesano fattori di incertezza come il rallentamento dell’economia globale, il rallentamento di alcune attività, in particolare nel settore delle automobili e l’incertezza anche rispetto alla prosecuzione della guerra dei dazi.

Ecco a questi fattori che possiamo anche definire congiunturali si aggiunge una consapevolezza sempre più diffusa: il modello di sviluppo sin qui imperante, che è stato sin qui applicato non sembra più offrire risposte adeguate ai bisogni e ai problemi più urgenti del nostro tempo. Gli intellettuali, gli studiosi lo hanno classificato come un “tempo di passaggi”, Habermas. Qualcuno ragiona di un sistema ormai frammentato, chi ragiona di un tempo sospeso. Sta di fatto che solo un coraggioso cambio di passo può contrastare il sentimento di sfiducia che attraversa le nostre società, che affigge in qualche modo la nostra comunità. In questa prospettiva, decisivo è, a mio avviso, il percorso di sostenibilità, e sostenibilità è un concetto amplissimo, evoca una sostenibilità sociale, ambientale ed economica, e quindi la politica, l’economia devono assolutamente indirizzarsi con determinazione.

E’ una sfida difficile, è una sfida difficile perché ci sono tante constituencies, componenti delle nostre comunità che vanno riorientate, vanno coinvolte in questa sfida. Non è facile far lavorare tutte queste constituencies nella medesima direzione però non possiamo limitarci ad una tattica di breve respiro. 

Dobbiamo quindi rispondere con uno sforzo di sistema, che coinvolga non solo i decisori politici ma tutte le istituzioni pubbliche, le imprese, il mondo del lavoro, che si presenta sempre più articolato e complesso, il mondo finanziario e bancario, gli enti di ricerca, i centri universitari.

Quando ragiono “Green New Deal” io quindi sollecito tutte queste componenti, tutti voi qui presenti a un patto per l’uso sostenibile delle risorse naturali, per favorire una transizione verso fonti di energia rinnovabili, per l’efficientamento energetico, per la digitalizzazione, per l’integrazione di tutti i sistemi.

Ecco questa nostra strategia per un’Italia “verde”, per un pianeta verde si articola su tre pilastri.

Innanzitutto, intendiamo riorientare tutto il sistema produttivo verso pratiche virtuose sul piano ambientale e sociale. Le principali istituzioni economiche internazionali ci ricordano da anni che i sussidi alle fonti fossili, per loro natura dannosi, rappresentano una delle ragioni che impediscono un efficace contrasto ai cambiamenti climatici.

Ecco perché vogliamo procedere a una graduale trasformazione di questi sussidi in incentivi amici dell’ambiente, per far sì tutto il sistema produttivo possa adattarsi all’utilizzo di processi e di input a minore impatto ambientale. Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, che vogliamo realizzare in tempi congrui, ha obiettivi ancora più ambiziosi rispetto a quelli posti dall’Unione europea per il 2030, in coerenza con la strategia per la neutralità climatica al 2050.

Secondo pilastro, vogliamo premere sull’acceleratore degli investimenti pubblici nella conversione ecologica, con particolare attenzione alla transizione energetica.

Secondo la Commissione europea, infatti, soltanto il 2% del PIL europeo è investito nel sistema energetico e nelle relative infrastrutture, mentre - per realizzare un’economia a zero emissioni nette di gas serra entro il 2050 - dovremmo arrivare al 2,8%, ovvero a oltre 500 miliardi di euro annui. Anche gli esperti delle Nazioni Unite sostengono che, per raggiungere l’obiettivo di un’economia a zero emissioni nette, sia necessario investire risorse pari a circa il 2,5% del PIL mondiale fino al 2035.

Ecco noi già in questa manovra che abbiamo deliberato e messo appunto l’altro giorno, abbiamo costituito ad esempio un Fondo che parte con una dotazione di 2,5 miliardi, per contribuire - con garanzia, debito o capitale di rischio - alla realizzazione di investimenti privati sostenibili anche economicamente, che favoriscano l’aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, la rigenerazione urbana e la mobilità sostenibile. Si tratta di una prima concreta misura nell’ambito del Green New Deal.

L'Italia ovviamente non può affrontare da sola questa sfida epocale ed è per questo che il Governo sta promuovendo in sede europea la possibilità di scorporare dal calcolo del deficit pubblico gli investimenti verdi finanziati con green bonds. 

Ecco una “regola verde” per favorire l'occupazione, per ridurne le emissioni, trasformare radicalmente il nostro sistema produttivo, che rappresenta un'occasione unica questa per dare nuova linfa non solo al nostro progetto politico nazionale, ma al progetto politico europeo.

Si tratterebbe di una risposta autenticamente europea al rallentamento economico che ci affligge, che è in atto, nonché un’opportunità senza precedenti per favorire la crescita potenziale, la crescita effettiva, in un momento in cui la politica monetaria sembra aver esaurito il suo spazio di manovra, la dinamica dell'inflazione si mantiene stagnante ed è lo stesso Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi a ricordarci l'importanza di una politica, di un'impostazione espansiva della politica di bilancio. Dobbiamo approfittarne tutti con una visione strategica.

Terzo pilastro della nostra azione è il sostegno agli investimenti privati nella sostenibilità ambientale, un settore rispetto al quale possiamo vantare numerose eccellenze, ecco vogliamo continuare a coltivare.
Al riguardo sempre con la legge di bilancio sono state stanziate insieme alle risorse necessarie per proseguire anzi rafforzare il progetto di industria 4.0, sono state stanziate anche risorse per sostenere gli investimenti privati e favorire la transizione sostenibile ed eco compatibile.

Dobbiamo guardare con particolare attenzione al settore della bioeconomia che include ampi settori della chimica verde, del tessile, della pesca, agricoltura, silvicoltura e proprio lunedì incontrerò il Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie e le Scienze della vita, il quale proprio in questo periodo sta promuovendo il coordinamento della strategia europea in questo ampio, articolato settore, fondamentale per lo sviluppo economico del Paese, anche considerando che la bioeconomia italiana, a cui, correggetemi perché ci sono gli esperti, è la terza in Europa, quella italiana, in Europa dopo quella tedesca e francese con un fatturato di tutto rispetto parliamo di 330 miliardi di euro.

Massima sensibilità poi occorre riservare anche all'economia circolare rispetto alla quale l'Italia, e qui mi affido agli studi del Circular economy network, mantiene un consolidato primato europeo che dobbiamo difendere.

Noi vogliamo la leadership in questo campo in Europa e non solo, mantenendo quindi alta l'attenzione sulla ricerca, sull'innovazione e sulle infrastrutture. In questa prospettiva il lavoro svolto dai due gestori della rete delle reti di elettricità e gas sul territorio può essere rafforzato dall’opera di Cassa Depositi e Prestiti, ho letto anche con piacere nella nuova sede di Cassa Depositi e Prestiti a Torino e immagino anche la ragione della graditissima presenza del sindaco di Torino Appendino, e ho letto anche dell'accordo siglato da Cassa Depositi e Presiti e Terna con la regione Sicilia per interventi di messa in sicurezza del sistema elettrico e di sviluppo del territorio regionale.
Ecco questi sono esempi virtuosi di come la sinergia di una strategia integrata e una politica energetica adeguata non vengano a confinarsi, non si ritrovino confinate solo nelle sedi centrali, ma debbano essere quanto più possibile diffuse affinché tutti possano contribuire con le proprie idee con i propri progetti e tutte le comunità territoriali locali ne possano beneficiare.

Da questo punto di vista il Governo può creare la giusta cornice, anche regolatoria, affinché voi attori di questa transizione energetica possiate operare, accrescendo la qualità, lo snellimento degli iter burocratici e l’incentivazione del partenariato pubblico privato.

In questi giorni non se ne parla molto, ma vi assicuro, si parla molto di piano antievasione di Green New Deal, ma vi assicuro che un altro pilastro della nostra azione, adesso ci stavano lavorando sotto traccia, ma è la riforma, la riduzione della burocrazia la riforma di tutti i procedimenti amministrativi e la semplificazione del quadro regolatorio.

È una riforma che va a sedimentarsi, richiede un’attività sotto traccia incredibile, vi assicuro che la stiamo facendo e fra un pò torneremo a confrontarci con tutti voi con dei risultati concreti.
Il contributo delle imprese energetiche nei confronti delle politiche pubbliche è fondamentale anche nel rapporto con l'approvvigionamento estero, perché nessun paese può essere considerato, come ci insegnano gli esperti, un'isola energetica; la gestione ottimale delle risorse richiede la pratica quindi di un efficace multilateralismo, deve essere coordinata orientata a promuovere la massima energia tra i vari stakeholders non soltanto in Italia, ma in Europa con i paesi limitrofi dei Balcani, del Mediterraneo.

Se gli investimenti in infrastrutture risultano cruciali, la ricerca, l'innovazione rivestono quindi un ruolo primario per il nostro paese, sempre più vicino alla frontiera tecnologica globale.
Molto è stato fatto in campo energetico con la digitalizzazione delle reti, molto resta ancora da fare in vista degli ambiziosi progetti e obiettivi posti dalla Commissione europea circa la quota di fonti rinnovabili ed efficienza energetica, che l'Italia ha appunto recepito con il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima di cui ho già parlato.

Il sostegno all'innovazione, la formazione di nuove competenze, la specializzazione in tecnologie distintive sono le leve essenziali per rendere sostenibile questa transizione energetica, per offrire ai nostri giovani la possibilità di costruire un futuro qui nella loro terra, senza dover necessariamente andare all'estero per cercare una soddisfazione e gratificazione professionale che qui non hanno.
Quindi vi auguro buon proseguo dei lavori e sono sicuro che questo Forum degli Stati generali della transizione energetica costituirà un prezioso laboratorio di idee, di progetti, di suggerimenti che poi ben felicemente raccoglierò.

Grazie.
 

17 Ottobre 2019

Conte interviene agli Stati generali della transizione energetica italiana

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, interviene agli Stati generali della transizione energetica italiana a Roma, presso il Palazzo della Cancelleria.

16 Gennaio 2019

Intervista del Presidente Conte al TG1

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è stato intervistato da Francesco Giorgino per il TG1. 

Giovedì, 17 Ottobre 2019

Intervista a Il Fatto Quotidiano

"Sull'evasione, pronto allo scontro con chi si mettesse di traverso"
di Marco Travaglio

Presidente, lei aveva annunciato una rivoluzione contro l'evasione fiscale, ma l'impressione dal testo uscito stanotte non è piuttosto quella di qualcosa che si avvicina di più alla manutenzione del compromesso, di uno slalom tra i veti incrociati dei partiti della maggioranza giallorosa?

Sulla lotta all'evasione fiscale intendo andare fino in fondo. Oggi parte una rivoluzione culturale: per la prima volta lo Stato premia gli onesti senza peraltro penalizzare chi usa il contante. E una trasformazione radicale che coinvolgerà i comportamenti dei cittadini e andrà a beneficio di tutti, perché tutti potremo pagare meno tasse. 

Persino sul limite dei pagamenti in contanti a 1.000 euro, osteggiato da Renzi, si dice che si è litigato in Cdm fino a notte fonda, fino al compromesso dei 2.000 euro subito e dei 1.000 dal 2022: come sono andate le cose?

La misura sul contante è stata una mia proposta e senza la mia determinazione confesso che non sarebbe andata in porto. Averne ottenuto l'applicazione progressiva è per me un risultato soddisfacente. Dobbiamo favorire i pagamenti elettronici e agire con determinazione per contrastare l'evasione. Chi evade ruba il futuro agli altri cittadini, e questo non possiamo permetterlo. E mi rifiuto di credere che Renzi e Italia Viva possano pensarla diversamente. 

Anche i 5 Stelle frenano sui limiti al contante per difendere i piccoli evasori fra artigiani e commercianti?

Nessuna forza politica di questo governo intende difendere l'evasione, grande o piccola che sia. Piuttosto, è emersa una sensibilità trasversale: non possiamo penalizzare nessuna categoria di lavoratori, professionisti compresi. Ma il nostro piano di contrasto all'evasione è un grande progetto riformatore che vuole premiare e non punire, e che va valutato nel suo complesso, non considerando una sola misura. 

Il suo sms a Gualtieri significa che non solo Renzi, ma anche il Pd tira il freno sulle manette agli evasori?

Anche sul carcere ai grandi evasori mi sono speso personalmente. Ci sono però approfondimenti tecnici su queste norme che stiamo ancora effettuando. Ai miei ministri da subito ho chiesto coraggio perché gli italiani si aspettano risposte, attendono una svolta. Coraggio, in particolare, in questa storica lotta all'evasione fiscale. Perché o siamo tutti decisi ad andare fino in fondo in questa rivoluzione, oppure è tutto vano. Stiamo lavorando per portare l'Italia nel futuro, non per galleggiare nell'economia 'sommersa'. 

È vero che ha dovuto contattare personalmente i tecnici del Mef per spronarli a misure più coraggiose di quelle del ministro?

Abbiamo trovato 3 miliardi in più, che useremo per il meccanismo di cashback con cui distribuiremo all'inizio di ogni anno un superbonus a chi usa pagamenti digitali. Era esattamente quello che volevo. 

Perché l'aumento delle pene riguarda solo la frode fiscale e non il reato altrettanto grave e diffuso di evasione?

Stiamo lavorando proprio su questo, il progetto di lotta all'evasione fiscale è molto complesso e riguarderà senza dubbio i reati più gravi. 

Perché non avete inserito gli aumenti di pena già nel decreto Fiscale?

Sono emerse perplessità sull'inserimento in questo strumento normativo che è il decreto Fiscale, ma già da ieri abbiamo continuato a lavorare per completare questo tassello della riforma. 

Quali aumenti di pena e quali riduzioni delle soglie di non punibilità (ora gigantesche, al punto che non si processa quasi nessuno) dobbiamo aspettarci in definitiva? Con quale strumento normativo? E in quali tempi? Non si rischia di rinviare alle calende greche?

Come detto, ci sono valutazioni tecniche in corso e le forze di maggioranza stanno ancora discutendo. La linea del governo di una lotta senza quartiere all'evasione fiscale è fuori discussione, compreso il carcere ai grandi evasori. 

Può impegnarsi sul suo onore che, quando le norme saranno operative, vedremo finalmente gli evasori sotto inchiesta, poi a processo e infine in carcere a scontare pene adeguate in proporzione alle risorse sottratte alla collettività?

Siamo impegnati giorno e notte per questo. Il Piano antievasione va completato in tutti i suoi aspetti.

I 5Stelle sono preoccupati di penalizzare troppo le partite Iva, commercianti e artigiani. Come pensa di convincerli?

Ho raccomandato io stesso alle strutture tecniche di non criminalizzare nessuna categoria di lavoratori, perché il nostro obiettivo è premiare i cittadini onesti e in questo modo far emergere automaticamente il sommerso, un principio che il Movimento 5 Stelle ha condiviso sin dall'inizio. È una soluzione positiva per tutti, che ci permetterà di abbassare il carico fiscale per tutte le categorie, professionisti compresi. 

Qui prima Renzi, poi il Pd, poi i 5Stelle minacciano sfracelli, impongono veti anche sui media e alla fine ottengono qualcosa. Non è un metodo deleterio per un governo che vuole cambiare davvero le cose? Quanto può durare il governo con questo andazzo, che ricorda molto i veti incrociati Salvini-Di Maio? Lei allora impose un altolà: se continuate cosi, me ne vado. L'ha fatto anche stavolta con i giallo-rossi o lo farà presto?

Ho già dimostrato di non tollerare che qualcuno metta al centro le proprie convenienze politiche prima dei bisogni reali degli italiani. Non consentirò che si blocchi l'azione del governo per veti o interessi particolari. Ogni giorno siamo chiamati a dare risposte concrete. Lo sono la lotta all'evasione, il pacchetto famiglia, l'abolizione del superticket in Sanità per favorire l'accesso alle cure. 

A che punto sono le trattative con le banche per la riduzione delle commissioni per i pagamenti con carta? E con le Poste per le carte prepagate, a beneficio di anziani privi di bancomat e carta di credito?

Ho sentito personalmente gli amministratori delegati dei principali gruppi bancari e mi hanno dato ampie rassicurazioni su questo. Dal settore bancario ci aspettiamo piena collaborazione per un progetto di grande modernizzazione del Paese. In un mondo digitalizzato, i volumi delle transazioni sono in costante aumento e questo crea opportunità per tutti gli intermediari. E per questo che anche i costi delle transazioni potranno scendere. E a breve saremo in grado di definire nei dettagli la riduzione delle commissioni. Sarà coinvolto anche il circuito alternativo al sistema creditizio. 

Il taglio del cuneo fìscale non è troppo misero? Il fatto che vada a beneficio solo dei lavoratori e non delle aziende non consente a Salvini di far man bassa tra le partite Iva?

Chi pensa che 500 euro in più all'anno di media nelle buste paga dei lavoratori siano insignificanti probabilmente non ha fatto i conti con la vita di tanti italiani. Parliamo anche di lavoratori e di famiglie che non avevano beneficiato di altri bonus in passato. Una boccata di ossigeno importante. Sinceramente penso ai lavoratori, non a Salvini. Per le imprese, abbiamo costruito un'autostrada per la crescita fondata sulla Green-Economy, fatta di bonus e incentivi. Puntiamo ancora sul sostegno per le imprese che innovano e acquistano nuovi macchinari. 

Il cashback con gli sconti e le restituzioni a chi usa pagamenti tracciabili non è troppo basso? E perché - come pare - slittano addirittura al 2021? Mancano le coperture? Non è una sconfìtta sua personale, visto che l'aveva presentata come una sua battaglia?

Io piuttosto la considero una vittoria. All'inizio dell'anno daremo un bonus tra il 10 e il 19% delle spese a chi paga con la carta il ristorante, il meccanico, l'idraulico, l'elettricista, parrucchiere, il bar e altre categorie in via di definizione. Il superbonus 'della Befana' partirà da 200 euro per persona all'anno e potrà salire. In più ci saranno 50 milioni di premi con la lotteria degli scontrini. Su questo sono pronto anche ad andare allo scontro con chiunque voglia mettersi di traverso. Perché, nella lotta all'evasione, o si va fino in fondo oppure non servirà a niente. 

Lei parla di un "patto con gli italiani, onesti ed evasori". Immagini di avere davanti un evasore fiscale: come lo convincerebbe a pagare le tasse, alla luce delle nuove norme?

Il patto che ho in mente riguarda solo gli italiani onesti. Io non scendo a patti con gli evasori. A loro, però, dico che non sarà più conveniente fare i furbi. Garantiremo maggiore facilità nei pagamenti digitali e condizioni favorevoli per chi vuole pagare le tasse, ma allo stesso tempo saremo inflessibili con chi invece cerca scorciatoie. Una volta orientati i comportamenti di tutti gli italiani, avremo risorse sufficienti per abbassare le tasse a tutti. 

Ora immagini di avere di fronte un contribuente onesto: che cosa gli direbbe, su quel che state facendo contro gli evasori, a proposito dei benefici che potrebbero riguardarlo?

A tutti gli italiani rivolgo un appello: a breve sarà possibile avere carte elettroniche a costo zero. Usarle sarà conveniente per tutti, perché ogni anno vi torneranno indietro centinaia di euro. E tutti insieme saremo attori del cambiamento e della modernizzazione del Paese. D'ora in poi, essere onesti conviene. 

Questa Finanziaria, secondo lei, disegna il nuovo patto 5Stelle-centrosinistra che lei ha in mente o siamo ancora lontani?

Questa manovra finanziaria è il primo atto forte di una maggioranza che da subito ha iniziato a lavorare incessantemente, con coraggio e determinazione, per migliorare la qualità della vita degli italiani. Siamo solo all'inizio di questo cammino, ma i segnali sono positivi. Stiamo lavorando a un'Italia moderna, verde, digitale, con infrastrutture funzionanti e servizi di qualità. 

Trump chiede a Mattarella di cancellare la Web Tax sui colossi del web. L'ha chiesto anche a lei? Oppure: se glielo chiedesse, lei che cosa risponderebbe? La Web Tax è non trattabile, oppure è anch'essa aperta a un compromesso?

L'Italia è da tempo impegnata a formulare in sede Ocse, assieme a tutti i Paesi europei, un'ipotesi di provvedimento sulla Web Tax che risponda alle esigenze di tutti gli Stati coinvolti. Per il nostro Paese si tratta di una misura importante per garantire l'equità e la giustizia tributaria, ma stiamo partecipando in tutte le opportune sedi internazionali a un negoziato con gli Stati Uniti per trovare una soluzione condivisa. 

Che si può fare per fermare la Turchia? Basta sospendere le forniture militari future? Si possono davvero bloccare i contratti già in essere? Ci sono altre iniziative che lei proporrà al Consiglio europeo? L'Europa sta facendo tutto il possibile o può fare di più, e cosa?

La sospensione degli approvvigionamenti militari è un'iniziativa doverosa, ma non ci appaga. Proprio ieri il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha firmato l'atto che dispone il blocco delle vendite future di armi alla Turchia e l'iter per avviare un'istruttoria sui contratti già in vigore. L'Italia è determinata a scongiurare iniziative militari che possano destabilizzare ulteriormente la regione. Per questa ragione il nostro Paese confida in un'azione congiunta a livello europeo e multinazionale. A tale proposito, sfrutterò l'occasione del Consiglio europeo per sottolineare i numerosi rischi che l'offensiva turca pone a livello internazionale: non solo la sorte di una popolazione come quella curda già duramente provata dal conflitto e i risultati ottenuti nella lotta al terrorismo, ma anche la potenziale compromissione del processo politico in Siria di cui dobbiamo preservare i recenti sviluppi ottenuti sotto l'egida dell'Onu. 

Che ne pensa del faccia a faccia in tv fra i due Matteo, Renzi e Salvini?

Non ho avuto modo ne tempo di seguirlo perché ero impegnato alla riunione del Cipe prima e in Consiglio dei ministri dopo, sino a notte fonda. Il confronto per me più importante è quello quotidiano con i cittadini. Alla fine di questo mandato, voglio tornare da loro e poter dire che l'Italia sta finalmente cambiando. 

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri