Il Presidente

Le novità

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Recovery Fund, colloquio telefonico Conte - von der Leyen

Il “Recovery Fund” ed il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale sono stati oggi al centro di una conversazione telefonica tra il Presidente del Consiglio e la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

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Informativa del Presidente Conte in Parlamento

Il Presidente Conte ha tenuto un'informativa urgente alla Camera dei Deputati e al Senato sulle misure per la nuova fase legate all'emergenza epidemiologica da Covid-19. 

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Recovery Fund, colloquio telefonico Conte - Mitsotakis

Il Presidente del Consiglio ha avuto oggi pomeriggio una conversazione telefonica con il Primo Ministro della Repubblica ellenica, Kyriakos Mitsotakis, incentrata sulle prospettive del negoziato per un “Recovery Fund” ambizioso e sul sostegno europeo al turismo.

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Il Decreto Rilancio in Gazzetta Ufficiale

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34 recante "Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19". 

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Conversazione telefonica Conte - Macron

Il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica francese, Macron, hanno esaminato in una conversazione telefonica le prospettive del negoziato sul "Recovery Fund" in direzione di un risultato davvero ambizioso e di una risposta economica europea all'altezza della sfida rappresentata dalla crisi da Covid-19.

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Colloquio telefonico Conte - Jansa

Il Presidente Conte e il Primo Ministro della Repubblica di Slovenia, Janez Jansa, hanno avuto oggi uno scambio di vedute telefonico riguardo alle prospettive del negoziato sul "Recovery Fund" e all'impatto del Covid-19 sul settore turistico.

Le interviste

Agenda

25 Maggio   -  6 Giugno 2020

Il presidente

Biografia

Giuseppe Conte, nato a Volturara Appula (FG) l’8 agosto 1964, è Presidente del Consiglio dal 1° giugno 2018; ha iniziato il secondo mandato il 5 settembre 2019 (Governo Conte II).

Funzioni

Al Presidente del Consiglio, in quanto capo dell'Esecutivo, la Carta costituzionale conferisce un'autonoma rilevanza, facendone il centro nevralgico dell'intera attività del ...

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Sono giorni importanti. Il piano di intervento europeo sta assumendo la sua fisionomia definitiva. Oggi la Commissione europea annuncerà la sua proposta di Recovery Plan. LL’omicidio di Giovanni Falcone avrebbe dovuto rappresentare, nei piani di “Cosa nostra”, il trionfo della mafia sullo Stato e sulle istituzioni. Ma quella esplosione a Capaci il 23 maggio del 1992 ha risvegliato le coscienze, ha reso più consapevole la lotta contro la mafia da parte di un popolo resiliente che non si è piegato e che proprio nella ricorrenza di questo anniversario ha deciso di celebrare la “Giornata della legalità”. L’anno scorso a Palermo ho incontrato tanti giovani che 28 anni fa non erano nati, ma che in Falcone e Borsellino hanno visto figure di grande ispirazione, modelli da seguire. Da loro ho avuto la conferma che le “idee restano” anche se “gli uomini passano”. Ma di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e di tutti i martiri della mafia ci resterà indelebile il ricordo, vivo l’esempio.

Oggi non potremo essere in piazza. La “Fondazione Falcone” ci invita a riempire i balconi e le finestre di lenzuoli bianchi per continuare a scrivere la storia di un Paese che continua orgogliosamente a ripudiare tutte le forme di mafie.
Adesso più che mai dobbiamo vigilare. Le mafie si nutrono delle difficoltà dei cittadini. Per questo, di fronte alla pandemia che sta danneggiando il nostro tessuto occupazionale, il nostro sistema produttivo, la risposta dello Stato deve essere forte, rapida e incisiva.
Lo dobbiamo a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo, a Vito Schifani, a Rocco Dicillo, ad Antonio Montinaro. A Paolo Borsellino, a tutti i magistrati, ai politici, agli agenti delle scorte, alle forze dell’ordine, ai civili, alle vittime innocenti, agli uomini e alle donne che facendo il loro dovere, con amore e dedizione, ogni giorno ci dimostrano che l’Italia è un grande Paese e ci rafforzano nella convinzione che il “piano” delle mafie è destinato a fallire.
L’omicidio di Giovanni Falcone avrebbe dovuto rappresentare, nei piani di “Cosa nostra”, il trionfo della mafia sullo Stato e sulle istituzioni. Ma quella esplosione a Capaci il 23 maggio del 1992 ha risvegliato le coscienze, ha reso più consapevole la lotta contro la mafia da parte di un popolo resiliente che non si è piegato e che proprio nella ricorrenza di questo anniversario ha deciso di celebrare la “Giornata della legalità”. L’anno scorso a Palermo ho incontrato tanti giovani che 28 anni fa non erano nati, ma che in Falcone e Borsellino hanno visto figure di grande ispirazione, modelli da seguire. Da loro ho avuto la conferma che le “idee restano” anche se “gli uomini passano”. Ma di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e di tutti i martiri della mafia ci resterà indelebile il ricordo, vivo l’esempio. Oggi non potremo essere in piazza. La “Fondazione Falcone” ci invita a riempire i balconi e le finestre di lenzuoli bianchi per continuare a scrivere la storia di un Paese che continua orgogliosamente a ripudiare tutte le forme di mafie. Adesso più che mai dobbiamo vigilare. Le mafie si nutrono delle difficoltà dei cittadini. Per questo, di fronte alla pandemia che sta danneggiando il nostro tessuto occupazionale, il nostro sistema produttivo, la risposta dello Stato deve essere forte, rapida e incisiva. Lo dobbiamo a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo, a Vito Schifani, a Rocco Dicillo, ad Antonio Montinaro. A Paolo Borsellino, a tutti i magistrati, ai politici, agli agenti delle scorte, alle forze dell’ordine, ai civili, alle vittime innocenti, agli uomini e alle donne che facendo il loro dovere, con amore e dedizione, ogni giorno ci dimostrano che l’Italia è un grande Paese e ci rafforzano nella convinzione che il “piano” delle mafie è destinato a fallire.
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Gli italiani in questi mesi hanno dimostrato grande senso di responsabilità e questo genera fiducia, oltre a spingere il governo a fare sempre di più e meglio. Chiedo adesso ai cittadini di non abbassare la guardia: non è il tempo degli assembramenti, dei party. Bisogna sempre continuare a rispettare distanze, regole e precauzioni per non vanificare gli sforzi fatti!Domani mattina sarò prima alla Camera e poi al Senato per rendere un’informativa al Parlamento sulle misure per la nuova fase delll

Impegni nazionali ed internazionali del Presidente

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