Comunicati stampa

 
  1. Riguardo ai programmi e alle candidature delle elezioni del settembre 2022, la Coordinatrice per la lotta all’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio Milena Santerini invita tutte le forze politiche a aderire alla la Strategia Nazionale per la lotta contro l’antisemitismo (www.noantisemitismo.governo.it). Tale impegno rappresenta una sfida imprescindibile nell’interesse generale di tutto il Paese e un compito indispensabile per la tenuta democratica, la coesione sociale e la convivenza pacifica della nostra società. Ciò anzi tutto comporta il riconoscimento delle responsabilità del regime fascista nelle leggi razziste del 1938, con le successive persecuzioni nazifasciste, e la ferma presa di distanza dalle eredità di questo passato. Sulla base della Definizione operativa di antisemitismo (2016) e del Documento Riconoscere e combattere la distorsione della Shoah (2021) dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) la Strategia chiede di respingere tutte le forme di antisemitismo e in particolare:
    • Negazionismo, revisionismo, banalizzazione, derisione e distorsione della Shoah, ad esempio associata alle manifestazioni “no vax”. Questa forma di antisemitismo si manifesta anche attraverso l’esaltazione dei simboli del nazismo e del fascismo (figure di Hitler o Mussolini, svastiche, riabilitazione di personaggi legati al regime fascista) e la denigrazione delle vittime (ad esempio Anne Frank).
    • Demonizzazione e delegittimazione dello Stato di Israele, con forme e contenuti equivalenti alla negazione del diritto all’esistenza e all’autodeterminazione, per esempio sostenendo che l’esistenza stessa dello Stato di Israele è espressione di razzismo. Non è invece in discussione il diritto/dovere alla critica verso i singoli governi israeliani e le loro politiche, in quanto “le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro paese non possono essere considerate antisemite”.
    • Accusa rivolta agli ebrei di complottare oscuramente per dominare il mondo. Tale antisemitismo, attinto dalle mitologie antiche, si nutre di una mentalità cospiratoria che tende ad attribuire agli ebrei tutti i mali del mondo, compresa la pandemia da Covid19. Secondo questa forma di antisemitismo gli ebrei, come singoli o collettività, sono accusati di avere il controllo della finanza mondiale, dei media, delle banche o di altre istituzioni. A volte questa visione antisemita considera gli ebrei come globalisti che cospirano per sostituire i cittadini di un paese con gli immigrati.
  2. Antisemitismo di natura religiosa che può consistere nell’accusare gli ebrei di deicidio o di compiere omicidi rituali, idolatria e sacrilegi. Attacco agli ebrei da parte dell’estremismo politico-religioso.
  1. “Dire che Hitler era di origine ebraica e che gli ebrei stessi sono antisemiti è una perversa e inaccettabile e falsificazione della realtà. Questo modo di manipolare la verità è tipico del vero antisemitismo che cerca di capovolgere i fatti. Tale tipo di propaganda e disinformazione inquina il mondo, crea odio e sfiducia, fa diventare colpevoli le vittime. Nella storia e nel mondo attuale è uno dei modi di giustificare la violenza omicida“ dichiara Milena Santerini, Coordinatrice Nazionale per la lotta contro l’antisemitismo alla Presidenza del Consiglio.
  1. La vignetta di Vauro pubblicata su "Il Fatto Quotidiano" del 12 aprile rappresenta il presidente ucraino Zelenski con i tratti caricaturali di quello che gli antisemiti considerano il “tipico ebreo”. In questo modo la satira si accoda compiacente a quella propaganda ostile agli ebrei in quanto tali che continua a invadere i media e Internet. Il “tipico ebreo” col naso adunco serve a connotare un tipo umano, un gruppo, una “razza”? individuare tratti somatici che “immancabilmente” apparterrebbero a un gruppo è sempre servito nella storia a discriminare, come la propaganda antisemita insegna.
  1. Ricordare i meriti e i sacrifici degli alpini nella storia italiana con una giornata nazionale, secondo la proposta di legge approvata dal Parlamento, è molto importante. Ma appare inopportuno aver scelto come data il 26 gennaio, a ridosso del Giorno della memoria, per ricordare una battaglia nell’ambito della guerra nazi-fascista.
  1. Il 21 marzo 2022 la Coordinatrice si è recata in missione a Parigi dove ha incontrato M.Me Sophie Elizéon (Déléguée interministérielle à la lutte contre le racisme, l'antisémitisme et la haine anti-LGBT); M.Me Delphine Borione (Ambassadrice pour les droits de l'homme, Ministère des Affaires Etrangères) e M.Francis Kalifat Presidente del CRIF ( Conseil Représentatif des Institutions juives de France).
  1. Il 15 marzo 2022 la Coordinatrice ha presentato la Strategia nazionale contro l’antisemitismo alla I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati indicando le raccomandazioni al Parlamento per contrastare il fenomeno.
  1. Il 3 marzo 2022, a L’Aquila, la Coordinatrice è intervenuta al conferimento del titolo di “Giusto fra le nazioni” a Mario De Nardis e Pancrazio De Lauretis che salvarono famiglie ebree in Abruzzo. L’onorificenza di Yad Vashem è stata attribuita dall’Ambasciatore di Israele alla presenza delle autorità della Regione e del Comune.
  1. “Le bombe cadute nella zona di Babyn Yar, che hanno provocato 5 vittime, riportano a un momento tragico della storia dell’Ucraina. Babyn Yar è un luogo simbolo dello sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale e non possiamo permettere che nuova insensata e feroce violenza insanguini l’Europa”.
  1. Ricordiamo anche quest’anno ciò che il 27 gennaio rappresenta: la fine di una tragedia senza precedenti e l’inizio di una nuova libertà tra i popoli europei. Allo stesso tempo, si osservano chiari rischi di amnesia, mentre la memoria rischia di indebolirsi e i testimoni scompaiono.

    L’esibizione della svastica posta su una bara sul sagrato di una Chiesa, la martellante propaganda antiebraica online, le manifestazioni dei No vax che esibiscono la stella gialla o le casacche dei deportati, la rabbia degli adolescenti verso i coetanei sono solo alcuni tra i segnali inquietanti di antisemitismo che attraversano la nostra società.

    Anche se pochi hanno il coraggio di negare apertamente la Shoah, molti minimizzano gli eventi, banalizzano la storia, ne deridono i simboli e i sopravvissuti, come Liliana Segre.  L’Olocausto diventa un fatto non più grave di tanti altri, si rimuovono le responsabilità collettive, si ricorre ai vecchi pregiudizi sulla cospirazione ebraica.
    E’ questa distorsione della Shoah la nuova sfida di una memoria che si deve conservare viva e a cui le istituzioni intendono rispondere con iniziative e raccomandazioni contenute nella Strategia nazionale contro l’antisemitismo, pubblicata sul sito della Presidenza del Consiglio alla pagina Noantisemitismo.governo.it.
    Nella Strategia si invitano tutte le componenti della società italiana, Governo e Parlamento ad attuare le indicazioni contenute nel documento, rendendo attivo l’impegno contro questa forma di ostilità e rilevanti i reati di apologia del fascismo.
    Già molte istituzioni hanno risposto a queste sollecitazioni.

    Il Ministero dell’Istruzione ha diffuso in questi giorni la Circolare con le Linee guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola.
    Collaboriamo con le forze di polizia e la magistratura per intensificare la raccolta dati e riconoscere le nuove forme di antisemitismo, tra cui la demonizzazione di Israele. 
    Ai Comuni italiani, attraverso l’ANCI, abbiamo chiesto di deliberare sulla lotta all’antisemitismo e i rischi di distorsione della Shoah nelle memorie cittadine.

    L’accordo stretto con Google ha permesso di dare visibilità e preminenza ai contenuti corretti sul mondo ebraico presenti nella pagina Noantisemitismo.governo.it.
    Tik Tok ha attivato un canale di segnalazione specifico per denunciare i video e post di carattere antisemita sul loro social.
    In accordo con la Strategia dell’Unione Europea, quindi, anche l’Italia intende ricordare la data del 27 gennaio con azioni concrete che uniscano la società nel contrastare l’odio antiebraico e tutte le forme di razzismo, intolleranza e discriminazione.  

  1. Lunedì 24 gennaio 2022 la Coordinatrice ha partecipato all’incontro della Commissione immigrazione dell’ANCI (Ass. Naz. Comuni Italiani).
    Nel comunicato stampa l’ANCI ha dichiarato: “Ai lavori ha preso parte anche Milena Santerini, coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri che ha discusso della Strategia nazionale contro l’antisemitismo e della definizione di antisemiti smo approvata dall’International Holocaust Remembrance Alliance con l’obiettivo di portare a conoscenza dei Comuni l’impegno sul tema”.
    A questo proposito Milena Santerini ha dichiarato “L’incontro di oggi segna l’inizio di una collaborazione tra i Comuni e l’Ufficio del Coordinatore per l’approvazione di misure relative all’impegno comune nella lotta all’antisemitismo”.
  1. La Coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio, Milena Santerini, e Google Italia hanno realizzato una collaborazione per contrastare il fenomeno della disinformazione sul web legata all’antisemitismo.

    Grazie a questo accordo, effettuando la ricerca di specifiche parole chiave su Google verrà data preminenza e visibilità a informazioni verificate e accurate che contrastino pregiudizi antisemiti e falsità sul mondo ebraico. Saranno messe in evidenza per gli utenti le pagine del sito Noantisemitismo.governo.it, con approfondimenti elaborati sulla base del glossario dell’Osservatorio antisemitismo della Fondazione CDEC-Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.
     
    “Si tratta di un ulteriore passo nell’attuazione della Strategia nazionale che abbiamo reso pubblica in questi giorni” dichiara la Coordinatrice nazionale Milena Santerini. “E’ importante – aggiunge - che piattaforme come Google siano sensibili al discorso d’odio che possono veicolare, e sostengano le Istituzioni nel contrasto all’antisemitismo. Ed è significativo che si possa avviare questa iniziativa proprio in prossimità della data del Giorno della Memoria”.
     
    “Purtroppo in rete circola falsa informazione antisemita. Con questa partnership supportiamo la Presidenza del Consiglio a far emergere contenuti autorevoli, anche a beneficio delle persone che usano Google per trovare informazione di qualità” aggiunge Diego Ciulli, Head of Government Affairs and Public Policy di Google Italia.
     

  1. Auspichiamo  che  al  più  presto  torni  la  pace  in  Israele  e  in  Medio  Oriente  dopo  i  violenti  scontri  che  hanno portato  morte e  distruzione.  È  inaccettabile  che  in  questo  momento  difficile  luoghi  e  simboli  ebraici  in  Europa siano  stati  presi  di  mira.  C’è  il  rischio  ora  che  la tensione  si  scarichi  anche  in  Italia  contro  i  luoghi  di  culto,  le istituzioni  ebraiche  o  addirittura  le  persone.  Occorre  contrastare  questa  forma  di  antisemitismo  che,  per attaccare  Israele,  sceglie  di  considerare  bersagli  tutti  gli  ebrei  ovunque  nel  mondo.  Le  nostre  istituzioni sentono  vivamente  la  responsabilità  della  sicurezza  delle comunità  ebraiche  in  Italia  contro  ogni violenza ed estremismo. 
  1. Nell'ultima puntata della trasmissione 'Felicissima sera' su Canale 5, Pio e Amedeo 'scherzano' su ebrei, neri, omosessuali. Vorrebbero sdoganare un linguaggio pieno di pregiudizi svelando l'ipocrisia della maggioranza che censura le parole e non si occuperebbe dei fatti. In realtà, le parole sono già fatti. Le parole e il linguaggio sono pietre, che creano cultura, o meglio subcultura, e ripetute all'infinito diventano senso comune.

    In questo caso, additano "gli ebrei" come fossero tutti uguali, un'intera categoria di "avari": il primo passo per spogliare le persone della loro individualità e esporle al pregiudizio. Soprattutto, ricalcano i vecchi schemi delle offese antisemite, dimenticando o ignorando che proprio attraverso questi insulti che non fanno ridere si riesce a colpire le persone in quanto tali. Amedeo non mostra coraggio opponendosi al politically correct, ma dà voce all'ignoranza e la rabbia di chi si nasconde dietro luoghi comuni dimenticando quanto parole banali, stereotipate e offensive creino una realtà di discriminazione. Discriminazione che divide "noi" da "loro" e che porta e ha portato, quella sì, sicuramente alla violenza nei "fatti". 

  1. Con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato istituito il Gruppo tecnico per la ricognizione della definizione di antisemitismo approvata dai 34 paesi della International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Il 27 gennaio il Consiglio dei Ministri aveva dato incarico alla Coordinatrice per la lotta contro l’antisemitismo, prof.ssa Milena Santerini, di esaminare le possibili applicazioni della definizione di antisemitismo nella situazione italiana. Il Gruppo, che si è riunito la prima volta il 22 giugno, è composto da rappresentanti dell’Ucei (Unione Comunità Ebraiche) del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), rappresentanti della Presidenza del Consiglio e dei Ministeri, giuristi come Giovanni Canzio e Gabrio Forti, rappresentanti dell’Assemblea Rabbinica e della Conferenza Episcopale, della stampa e delle università.

    “Gli atti di antisemitismo nel 2019 (251) sono nettamente aumentati rispetto al 2018 (197). Dobbiamo contrastare questa forma di odio in tutte le sue manifestazioni” dichiara Milena Santerini “l’antisemitismo può esprimersi come neonazismo e negazione della Shoah, o come odio verso Israele o antichi pregiudizi. Anche nel periodo della pandemia almeno il 15% dei tweet sull’argomento ebrei-virus alludeva a un complotto ebraico. Abbiamo continuamente notizia di scritte vandaliche, insulti contro Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto, minacce al deputato Emanuele Fiano, diffamazione online da parte di gente comune e azione di gruppi organizzati. È tempo di porre fine all’antisemitismo, che rappresenta una minaccia per tutta la società e questo Gruppo di lavoro potrà indicare al Governo e al Parlamento nuove proposte di modifiche normative e di azione culturale”. 

  1. “Il 27 gennaio 1945, all’apertura dei cancelli di Auschwitz-Birkenau, divenne visibile la grande macchina della morte che fece un milione di vittime, il 90% ebrei, con Rom, deportati politici, omosessuali, Testimoni di Geova. La liberazione del campo è diventata simbolo della fine del totalitarismo nazista e del genocidio ebraico a cui tanti hanno collaborato. Molti nel mondo sapevano, ma non vollero vedere. I campi non sono stati una fatalità ma l’esito di un antisemitismo profondo, organizzato e accompagnato dalla propaganda. Oggi riaffermiamo che la Shoah è una memoria europea sia come responsabilità collettiva, sia come inizio di una nuova unione di popoli basata sulla giustizia e sulla libertà”. Lo dichiara Milena Santerini, Coordinatrice nazionale della lotta contro l’antisemitismo.