Video-messaggio del Presidente Draghi alla Fondazione Guido Carli: “Il Mondo Nuovo”

Venerdì, 3 Dicembre 2021

È con grande piacere che Vi invio i miei saluti in occasione del Congresso della Fondazione Guido Carli. 

Ringrazio la Presidente Romana Liuzzo e il Presidente onorario Gianni Letta per l’invito.

Guido Carli è stato una figura fondamentale per la nostra Repubblica.

Membro della Consulta nazionale, Governatore della Banca d’Italia, più volte Ministro, Senatore. 

Ha rappresentato l’Italia in momenti chiave del dopoguerra, da Bretton Woods alla firma del Trattato di Maastricht.

La sua lungimiranza, la sua profondità di pensiero, il suo convinto europeismo costituiscono tuttora un punto di riferimento per chi lavora nelle istituzioni. 

Oggi voglio soffermarmi sul periodo in cui guidò la Banca d’Italia, dal 1960 al 1975.

Furono anni di espansione per l’economia italiana, ma anche di tensioni sociali. 

In un’intervista nel 1977, dopo le sue dimissioni da Governatore, Carli si interrogò su ciò che non aveva funzionato.

In particolare, criticò l’insufficienza degli investimenti nel sociale che avrebbero dovuto accompagnare la trasformazione industriale del Paese.

All’Italia era mancato un “sistema coerente di presenza pubblica”, ragionò Carli, “all’interno del quale le iniziative dei singoli potessero utilmente dispiegarsi”. 

Era mancata la programmazione.

In questa fase di ripartenza, le sue parole devono servire da monito.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’occasione storica per rendere l’industria e l’economia più innovative e sostenibili. 

Rappresenta anche un’opportunità straordinaria per ridurre le diseguaglianze: di genere, di reddito, generazionali.

Per realizzare questi obiettivi, dobbiamo procedere in modo coerente e – come direbbe Carli – “ordinato”. 

Dobbiamo collaborare e dobbiamo programmare. 

Vale per il Governo, per gli enti territoriali, e per il settore privato. 

Con questo auspicio, Vi auguro una buona conferenza. 

Grazie.