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L'intervento di replica del Presidente Draghi all'evento "Youth4Climate: Driving Ambition"

Giovedì, 30 Settembre 2021

[A seguire traduzione di cortesia in italiano]

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First of all, I want to thank you for all your proposals. I think they are very reasonable, very to the point and, frankly, altogether they draft a programme for action for our governments.

Let me say just one thing about us doing all this “blah blah blah”.

Well, the “blah blah blah” sometimes is just a way to conceal ourselves and our inability to pursue this with action - and consistent action.
 
But to some extent, when you have these transformational changes, it's actually useful to convince people that action is needed; to convince people that the numbers used here - 1.5 °C, net zero emissions and so on - are not something that has been created by some artefact.
 
These are science numbers and people need to be convinced. Maybe I'm too optimistic - and I stand to be corrected by the real guys here - but my sense is that the leaders are all absolutely convinced of the need to act, and the need to act fast.
And what all these events like today’s event, like the COP26, the G20, are actually addressing is the question: “How are we going to do this?”
 
Again, it seems to me that another thing that leaders are quite uniformly convinced of is that the fight against climate change is itself a fight for more equal distribution. I'm perhaps optimistic, but if you discussed the value of this persuasion, most people would agree with that.
 
We grown-ups have created this problem, not you. And most of the billions of young people are actually living in countries whose emissions are the lowest in the world because of their poverty. So, the justice dimension of this is absolutely apparent, it doesn't need to be elaborated, but now we are better off than two or three years ago.
 
I see more conviction amongst the leaders. Let's not forget that some leaders had abandoned the Paris Agreement not even three years ago. And I think we should thank President Biden for this decision, but the next step is: “how do you do that?”
 
So first of all, we have to address the transition in an equitable fashion and many of you- actually, all of you - now have said that this has to be inclusive. Inclusive means to include the poor, to include the most fragile, to include the poorest countries, and to include you.
 
We cannot imagine anything being done in this field without your participation in decision-making: it's essential. The size of these transformations is so huge that it cannot be parachuted over people like you, over countries like the poorest countries. So, the first step is to be conscious of what we have done, and I think that this has been achieved to a great extent. The next step is to be absolutely persuaded that you need to act and act fast, and here is the real challenge. What I think your discontent, your losing trust, is caused by is the slowness of this process, by the need to reach endless compromises. And speed is the essence now, because again science tells us that we have a limited amount of time.
So that's the challenge, that's where you will rate our efforts. And we all stand to be judged according to what we do, first and foremost by young people. Now, what we have over the next few months is an opportunity, perhaps a tremendous opportunity.
 
I don't want to say a unique opportunity because I really wish that other events like this - the G20, the COP26, the United Nations - will continue and will repeat themselves year after year. But certainly, the beginning is when we can actually reach a pledge of $100 billion for developing countries - not loans, grants.
 
Secondly, what comes out from these meetings is a broad alignment of goals. That's another very difficult dimension, because countries are very different among themselves, but we know that in this field, if the goals are not aligned, the targets will not be reached.
So the alignment of goals - which means that each country should share the same numbers - is very important and it's very difficult. There are specific issues in the transition, which will make things even more difficult.
 
If you look at the recent increase in energy prices, everybody is asking whether this is going to be temporary or persistent. Well, we see causes of both kinds. Some things that have caused this increase are temporary, but other things - like gigantic transitions out of coal into gas - are going to stay for a while. And that means that energy prices are going to be staying with us, perhaps not at the same level as we are seeing today, but staying with us for a while, so we had to reorganize our societies around this difficulty, this challenge that we have.
 
But let me now finish by saying only that this is going to be difficult. I feel that all the leaders are fully committed, but that is not enough. Action has to be laid down, programmes and clear targets. And never forget the weakest and the poorest in all this.

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Prima di tutto vi voglio ringraziare per tutte le vostre proposte. Penso che siano molto ragionevoli, molto pertinenti e, francamente, tutte insieme rappresentano una bozza di programma di azione per i nostri governi. 

Lasciatemi dire soltanto una cosa riguardo al fatto che noi facciamo tutto questo "bla, bla, bla”.
Beh, il "bla, bla, bla”, a volte, è solo un modo per nasconderci e nascondere la nostra incapacità di perseguire l’obiettivo con le azioni — e soprattutto con azioni coerenti.
Ma in realtà e in una certa misura, quando ci troviamo di fronte a cambiamenti così trasformativi, esso è utile per convincere le persone che l’azione è necessaria; per convincere la gente che i numeri che abbiamo citato qui — 1,5ºC, zero emissioni nette e così via — non sono qualcosa che è stato creato ad arte.
Che questi numeri ci vengono dati dalla scienza, e la gente va convinta di questo. Forse sono troppo ottimista — e forse verrò corretto dai ragazzi qui — ma la mia sensazione è che i leader siano tutti assolutamente convinti della necessità di agire, e della necessità di agire in fretta.
E la domanda che tutti questi eventi, come l'evento odierno, come la COP26, il G20, stanno effettivamente ponendo è: "Come faremo?"
Inoltre, mi sembra che un'altra cosa di cui i leader sono uniformemente convinti, è che la lotta contro i cambiamenti climatici è di per sé una lotta per una distribuzione più equa. Forse sono ottimista, ma se parlaste del valore di questo convincimento, la maggior parte delle persone sarebbe d'accordo.
Noi adulti abbiamo creato questo problema, non lo avete creato voi. E gran parte dei giovani del mondo vive in paesi le cui emissioni sono le più basse a causa della povertà. Quindi, la dimensione della giustizia è assolutamente evidente, non ha bisogno di essere elaborata; tuttavia oggi va meglio rispetto a due o tre anni fa.

Vedo più convinzione tra i leader. Non dimentichiamo che alcuni leader avevano abbandonato l'accordo di Parigi nemmeno tre anni fa. E credo che dovremmo ringraziare il Presidente Biden per la sua decisione, ma il passo successivo è: "come facciamo a raggiungere gli obiettivi fissati?"
Quindi, prima di tutto, dobbiamo affrontare la transizione in modo equo e molti di voi — in realtà, tutti voi — dite che la transizione deve essere inclusiva. Inclusiva significa che includa i poveri, che includa i più fragili, che includa i paesi più poveri e che includa voi.

Nulla in questo campo può essere fatto senza la vostra partecipazione al processo decisionale, è inimmaginabile. La vostra partecipazione è essenziale. Le dimensioni di queste trasformazioni sono talmente enormi che non possono essere paracadutate su persone come voi, né sui paesi più poveri.
Quindi, il primo passo è quello di essere consapevoli di ciò che abbiamo fatto, e credo che questa consapevolezza sia stata in larga misura raggiunta.
Il secondo passo è quello di essere assolutamente convinti della necessità di agire e di agire in fretta, ed ecco la vera sfida. Penso che il vostro malcontento, la vostra perdita di fiducia, siano dovuti alla lentezza di questo processo, alla necessità di raggiungere compromessi senza fine. Invece è la velocità che conta adesso, perché ancora una volta la scienza ci dice che abbiamo un tempo limitato.
Quindi la sfida è questa, ecco, è qui che valuterete i nostri sforzi. E tutti noi possiamo essere giudicati in base a quello che facciamo, in primo luogo dai giovani. Ora, quella che ci attende nei prossimi mesi è un'opportunità, forse un'opportunità immensa.

Non voglio dire un'opportunità unica, perché auspico che altri eventi come questo — il G20, la COP26, le Nazioni Unite — continuino e si ripetano anno dopo anno. Ma certo, possiamo dire che si tratta già di un inizio se effettivamente raggiungiamo l’accordo per un impegno di 100 miliardi di dollari a favore dei paesi in via di sviluppo — e non parlo di prestiti, parlo di sovvenzioni.

In secondo luogo, ciò che emerge da queste riunioni è un allineamento generale degli obiettivi. Questa è un'altra dimensione molto importante, perché i paesi sono molto diversi tra loro; e sappiamo che in questo campo, se gli obiettivi non sono allineati, non possono essere raggiunti.
Quindi l'allineamento degli obiettivi — il che significa che ogni paese dovrebbe condividere gli stessi numeri — è molto importante ed è molto difficile. Ci sono poi questioni specifiche nella transizione che renderanno le cose ancora più complesse.
Se si considera il recente aumento dei prezzi dell'energia, tutti si chiedono se questo sarà temporaneo o persistente. Beh, l’uno e l’altro. Alcuni fattori che hanno causato questo aumento sono temporanei, ma altre cose — come la transizione, gigantesca, dal carbone al gas — rimarranno per un po'. E questo significa che  i prezzi dell'energia rimarranno ancora alti, forse non così alti come li stiamo vedendo oggi, ma rimarranno con noi per un po'; quindi abbiamo dovuto riorganizzare le nostre società intorno a questo problema, è questa la sfida che abbiamo ora.
Ma ora vorrei concludere dicendo soltanto che tutto ciò sarà difficile. Tutti i leader si stanno impegnando al massimo, ma questo non è sufficiente. Occorre definire azioni, programmi e obiettivi chiari. E non dimenticare mai i più deboli e i più poveri in tutto questo.

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