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L'intervento di apertura del Presidente Draghi al Global Health Summit

Venerdì, 21 Maggio 2021

Dear Ursula,
Dear Colleagues, 
Ladies and Gentlemen,

Welcome to the Global Health Summit. 

It is a pleasure to host you – if only virtually - here in Rome. 

The Covid-19 pandemic has devastated our societies. 

More than 3.4 million people have died officially because of the virus – but the death toll is certainly much higher. 

Last year, the equivalent of 255 million full-time jobs were lost globally - around four times those lost during the financial crisis. 

At least 1.5 billion students were out of school in March last year. Close to 700 million students are still not receiving an education in person today.

The global crisis is not over. We must act fast or else these human, economic and social costs risk climbing further significantly.

In Europe we have responded in a forceful and coordinated way.

Our doctors and nurses have assisted thousands of patients, often in overcrowded hospitals. 

My gratitude goes to them for their selfless service, which has cost many of them their lives.

Our governments and central banks have launched successive rounds of fiscal and monetary stimulus, which have certainly helped to save jobs and prevent unnecessary bankruptcies. 

Our scientists have developed a number of effective vaccines at an unprecedented speed.

We are rolling them out fast, starting with the elderly and the most fragile, and guaranteeing them freely to everyone. 

After a year and a half, we are starting to see the end of this tragedy.

For the first time, normality is looking nearer.

Unfortunately, in many other areas of the world, the pandemic shows no sign of abating. 

The differences in the vaccination rates are staggering. 

Close to 1.5 billion doses of vaccines have been administered in over 180 countries worldwide. 

Only 0.3% of them are in low-income countries, while richer countries have administered around 85% of them. 

Not only are these disparities unacceptable.

They are also a threat. 

So long as the virus continues to circulate freely around the world, it can mutate dangerously and undermine even the most successful vaccination campaign.

We must make sure that vaccines are more available to poorer countries. 

It is essential that we allow the free flow of raw materials and vaccines across borders. 

The EU has exported about 200 million doses of Covid-19 vaccines to 90 countries – roughly half of its total production.

All states must do the same. We must lift blanket export bans especially to poorer countries.

Regrettably, many countries cannot afford to pay for these vaccines.

That’s why initiatives such as the ACT Accelerator are so important. 

So far, Italy has given EUr 85 million to COVAX and a further 30 million to related multilateral projects.

Now, Italy is pledging today 300 million more for poor countries for vaccines and 200 more for climate and health in poor countries.

I am very glad to announce today that this week we plan, as I said, to increase significantly the contribution.

We must also help low-income countries, including in Africa to manufacture their own vaccines.

We will likely need multiple rounds of vaccination in the future – and boosting production is essential. 

One suggestion is to introduce a patent waiver on Covid-19 vaccines.

Italy is open to this idea, so far as it is targeted, time-limited and does not undermine the incentive of pharmaceutical companies to innovate. 

I understand that Ursula has another idea, which is also very innovative and – perhaps, in perspective – more realistic.

But this proposal does not guarantee that low-income countries are actually in the position to manufacture their own vaccines.               

We must support them financially and with specialised know-how.

Italy welcomes the initiative from the European Commission aimed at manufacturing vaccines and health products in low- and middle-income countries. 

We want to engage our pharmaceutical companies and our research centres to help production, particularly in Africa. 

And we will do so alongside other partner countries, including France and Germany.

Again, we have today a pledge that goes to 15 million doses before the year end for low-income countries, so we can join other partners in vaccines donation.

But our plan for low-income countries must move beyond the immediate health response. 

On top of the staggering loss of human lives, the present crisis has taken a heavy toll on economic opportunities, education systems and social infrastructure.

The risk is that vaccine inequality will lead to greater income inequality.

I think it has already led to greater income inequality.

Italy has endorsed a four-point strategy to help the world’s most fragile countries: allocating Special Drawing Rights, to support the balance of payments of countries in need; replenishing early the IDA, the International Development Association; encouraging Multilateral Development Banks to enhance their net financing activities; and suspending temporarily debt-service payments to shield countries in need.

Italy has been one of the countries hit first and hardest by the pandemic. We have learnt our lessons and we want to put them to good use.

As Presidency of the G20 we want to lead the global push to design better global responses to the current and future health crises. 

I very much welcome our debate today and I look forward to hearing you all.

Thank you.

***

Cara Ursula,
Cari colleghi,
Signore e signori, signore e signori,

Benvenuti al Vertice Mondiale sulla Salute.
È un piacere ospitarvi – anche se virtualmente – qui a Roma

La pandemia da Covid-19 ha devastato le nostre società.

Secondo le cifre ufficiali, più di 3,4 milioni di persone hanno perso la vita a causa del virus – ma il numero di morti è certamente molto più alto.

L'anno scorso, sono stati persi a livello globale l'equivalente di 255 milioni di posti di lavoro a tempo pieno, circa quattro volte quelli persi durante la crisi finanziaria.

A marzo dello scorso anno, almeno 1,5 miliardi di studenti erano impossibilitati a frequentare le lezioni. Oggi quasi 700 milioni di studenti non possono ancora andare a scuola in presenza.

La crisi globale non è finita.Dobbiamo agire rapidamente, altrimenti questi costi umani, economici e sociali rischiano di aumentare ulteriormente.

In Europa abbiamo risposto in modo vigoroso e coordinato.
I nostri medici e infermieri hanno assistito migliaia di pazienti, spesso in ospedali sovraffollati.

La mia gratitudine va a loro per l’altruismo che hanno dimostrato nel loro servizio, e che a molti è costato la vita.

I nostri governi e le banche centrali hanno lanciato in successione una serie di stimoli fiscali e monetari, che hanno certamente contribuito a salvare posti di lavoro e a prevenire inutili fallimenti.

I nostri scienziati hanno sviluppato una serie di vaccini efficaci ad una velocità senza precedenti.
Li stiamo somministrando velocemente, a partire dagli anziani e dai più fragili, garantendone l’accesso gratuito a tutti.

Dopo un anno e mezzo cominciamo a vedere la fine di questa tragedia. Per la prima volta, la normalità sembra più vicina.

Purtroppo, in molte altre zone del mondo, la pandemia non mostra segni di diminuzione.

Le differenze nei tassi di vaccinazione sono enormi.
Quasi 1,5 miliardi di dosi di vaccini sono state somministrate in oltre 180 paesi in tutto il mondo.
Di queste, solo lo 0,3 % sono state somministrate nei paesi a basso reddito, contro circa l’85 % nei paesi più ricchi. 

Non solo queste disparità sono inaccettabili. Sono anche una minaccia.
Finché il virus continua a circolare liberamente in tutto il mondo, può mutare pericolosamente e minare i risultati anche delle  campagne di vaccinazioni più efficaci.

Dobbiamo fare in modo che i vaccini siano più disponibili per i paesi più poveri.
È essenziale consentire la libera circolazione delle materie prime e dei vaccini tra le frontiere.
L'UE ha esportato circa 200 milioni di dosi di vaccino contro il Covid-19 in 90 paesi, circa la metà della sua produzione totale.

Tutti gli Stati devono fare la stessa cosa. Dobbiamo sopprimere i divieti di esportazione generalizzati soprattutto verso i Paesi più poveri.
Purtroppo, molti Paesi non possono permettersi di pagare per questi vaccini.
Ecco perché iniziative come l'ACT Accelerator sono così importanti.

Finora l'Italia ha stanziato 85 milioni di euro per COVAX e altri 30 milioni per progetti multilaterali correlati.
Ad ora, l'Italia sta impegnando a favore dei paesi poveri 300 milioni in più per i vaccini e 200 per il clima e la salute. Sono molto lieto di annunciare oggi che questa settimana intendiamo, come ho detto, aumentare in modo significativo il contributo.

Dobbiamo anche aiutare i paesi a basso reddito, soprattutto in Africa, a produrre i propri vaccini.

In futuro avremo probabilmente bisogno di più cicli di vaccinazione – e rafforzare la produzione è essenziale.

Un suggerimento è quello di introdurre una deroga ai brevetti sui vaccini contro il Covid-19.
L'Italia è aperta a questa idea, nella misura in cui essa è mirata, limitata nel tempo e non comprometta la propensione all’innovazione delle aziende farmaceutiche.
Capisco che Ursula abbia un'altra idea, che è anche molto innovativa e – forse, in prospettiva – più realistica.
Ma questa proposta non garantisce che i paesi a basso reddito siano effettivamente in grado di produrre i propri vaccini.
Dobbiamo sostenerli finanziariamente e con know-how specializzato.

L'Italia accoglie con favore l'iniziativa della Commissione europea volta alla produzione di vaccini e prodotti sanitari nei paesi a basso e medio reddito.
Vogliamo coinvolgere le nostre aziende farmaceutiche e i nostri centri di ricerca per aiutare la produzione, in particolare in Africa.
E lo faremo insieme ad altri paesi partner, tra cui Francia e Germania.

Di nuovo, oggi possiamo raggiungere altri partner nella donazione di vaccini, con un impegno per 15 milioni di dosi entro la fine dell'anno da donare ai paesi a basso reddito. 
Ma il nostro piano per i paesi a basso reddito deve andare oltre la risposta sanitaria immediata.

Oltre alla spaventosa perdita di vite umane, l'attuale crisi ha chiesto un tributo pesante alle opportunità economiche, ai sistemi educativi e alle infrastrutture sociali.
Il rischio è che le disuguaglianze vaccinali portino ad ancora maggiori disuguaglianze di reddito.
Credo che abbia già portato a disuguaglianze di reddito.

L'Italia ha approvato una strategia in quattro punti per aiutare i paesi più fragili del mondo: assegnazione di diritti speciali di prelievo (SDR), per sostenere la bilancia dei pagamenti dei paesi bisognosi; ricostituire presto l'IDA, l'Associazione internazionale per lo sviluppo; incoraggiare le banche multilaterali di sviluppo a potenziare le loro attività di finanziamento netto e sospendere temporaneamente i pagamenti di servizio del debito per proteggere i paesi bisognosi.

L'Italia è stata uno dei paesi colpiti prima e più duramente dalla pandemia.
Abbiamo imparato la lezione e vogliamo metterla a frutto.

Come Presidenza del G20 vogliamo guidare la spinta comune verso una migliore risposta globale alle crisi sanitarie attuali e future.
Accolgo con grande favore le discussioni odierne e attendo con ansia di ascoltarvi tutti.
Grazie.

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri