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Comunicazioni sul Consiglio europeo, la replica del Presidente Draghi alla Camera

Mercoledì, 23 Giugno 2021

 La replica del Presidente Draghi alla Camera in seguito alla discussione sulle Comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 giugno.

Vi ringrazio moltissimo per le parole di stima e di apprezzamento e la fiducia che riponete nel mio ruolo nelle prossime discussioni del Consiglio europeo. Posso solo augurarmi di non deluderla. 

Prima di iniziare volevo rispondere all’onorevole Rampelli che ha messo in dubbio la mia volontà e la mia capacità di rappresentare gli interessi degli italiani. Volevo solo dirgli che concluso il mio precedente discorso con questa frase: “Il vostro sostegno è determinante per portare avanti gli interessi italiani in Europa”.

Tutti gli interventi di oggi hanno riconosciuto l’appartenenza dell’Italia all’Europa.

Se confrontate questa posizione con quella di pochi mesi fa, c’è stata una trasformazione veramente significativa. La stessa trasformazione che mi rende non dico ottimista, che sarebbe troppo, ma fiducioso nelle future discussioni, non solo in questo Consiglio europeo, è avvenuta tra i Paesi che fanno parte del Consiglio europeo. Per esempio, cominciamo dal Next Generation Eu. Uno sforzo del genere sarebbe stato impensabile un anno due-tre mesi fa.

C’è stata certamente una forte determinazione della Commissione europea. Ma questo piano non sarebbe mai passato con le posizioni, gli atteggiamenti di politica estera, di politica europea di molti Paesi europei. La seconda questione: l’immigrazione. E’ importante ricordare che dal giugno del 2018 l’immigrazione non era più all’ordine del giorno del Consiglio europeo. È bastato semplicemente il fatto che io lo chiedessi e l’hanno messa all’ordine del giorno.

Ma attenzione, non è tanto la rivendicazione di un merito, perché ancora non sappiamo come questa discussione andrà a finire questa discussione, ma è semplicemente il marcare una sensibilità diversa, il capire che questi problemi si possono affrontare solo insieme. Questo almeno ho letto in questa prontezza nell’adesione di questa richiesta.

Terzo punto: il mantenimento della stabilità, o meglio la riconquista della stabilità, la riconciliazione nazionale, l’impegno nell’evitare genocidi, guerre civili soprattutto nel nord Africa, ma anche nell’Etiopia, Eritrea, il Sahel. Sempre di più viene fuori dai colloqui, sia nei bilaterali e sia nelle risoluzioni collettive, che è un impegno che non si può che affrontare tutti insieme. In altre parole c’è un fidarsi di più nell’affrontare queste sfide che certamente fino a poco tempo fa non era visibile. C’era semplicemente il rivendicare la posizione nazionale che tradizionalmente il Paese aveva tenuto nell’affrontare queste sfide. Oggi ci si parla molto di più, si cerca di fare le cose insieme. 

Ultimo punto, la politica estera: l’esempio è stato il G7 che si è svolto poco tempo fa. La posizione europea era sì sulle stesse linee, atlantiste e di impegno contro le dittature e le autocrazie, ma è stata modulata in maniera diversa e alla fine è quella che ha prevalso. In questo risponderò a molti dei punti sollevati, a cominciare dall’onorevole Orsini di Forza Italia e sollevato anche da altri, che nei confronti di tutti i Paesi, ma soprattutto ovviamente questa scelta diventa ancora più difficile nei confronti di quei paesi che violano i diritti umani, la posizione non può che essere quella – specialmente quando la dimensione del Paese è grande - di cooperazione per risolvere i problemi.

Pensate soltanto che la sfida dei cambiamenti climatici non è affrontabile senza la cooperazione della Cina. Le emissioni di Co2 dell’Ue contano per il 7 per cento, quelle della Cina e dell’India quasi il 40 per cento, quelle degli Stati Uniti per il 30 per cento, più o meno come la Cina. Quindi senza i grandi Paesi che sono i maggiori produttori di CO2 non si può. Questo è il primo pezzo, però. Poi noi siamo anche competitori, concorrenti.

Ovviamente dobbiamo difendere i nostri interessi, quelli italiani ed europei in un mondo che ci fa concorrenza, spesso sleale, e quindi bisogna proteggersi. Terzo punto: sempre in questa strategia complessiva, è importantissima la franchezza nel difendere i diritti umani e nel denunciare le violazioni. Per usare una frase usata dal Presidente Biden nel corso del G7: “il silenzio è complicità”.

Un altro punto, sollevato da diversi onorevoli, riguarda la reintroduzione del Patto di stabilità e crescita: non ci sono pericoli che possa essere ripresentato nella stessa forma di prima, credo di averlo detto circa da tre anni che le cose andavano cambiate. La discussione è veramente solo agli inizi e andrà avanti per tutto il 2022 e solo all’inizio del 2023 si potrà avere davvero una proposta condivisa da tutti.

Con riferimento a quanto detto dall’onorevole Galizia, la migrazione è al centro del dibattito politico europeo: ora sì e rimarrà tale. Sono anche d’accordo che il problema diventerà sempre più serio. Prevedibilmente l’abbandono dell’Afghanistan creerà un aumento di cui ancora non conosciamo l’entità ma sappiamo tutti la dimensione, sappiamo tutti che sarà grande la migrazione dal quel Paese. Per questo ancora di più occorre essere tutti insieme per affrontare questo problema.

Quando dico che affrontare la dimensione esterna dell’Ue è la risposta a questo, ma non vuol dire soltanto contenimento, ma vuol dire impegno economico e di assistenza tecnica, assistenza sanitaria di questi Paesi da parte dell’Ue. Significa gestire i flussi illegali e accelerare i rimpatri assistiti, ma significa anche gestire i flussi legali perché esistono, non è che non esistono.

All’onorevole Deidda, certo che ringrazio le nostre Forze Armate, le ringrazio per il loro ruolo, per la loro azione straordinaria nel mondo e in Italia, dove indubbiamente sono state fondamentali per permetterci quelli che – è troppo presto chiamarli successi perché non è finita. Occorre continuare, persistere. 

L’onorevole Colaninno ha parlato di lavoro costante e silenzioso dopo l’approvazione e l’entusiasmo generato dall’approvazione del Pnrr, a questo proposito volevo segnalare che durante il mese di luglio il Ministro delle Infrastrutture porterà alla Conferenza Stato-Regioni le prime proposte per la distribuzione dei fondi del Recovery e del Fondo complementare per trasporti e infrastrutture. Quindi le cose stanno andando avanti rapidamente.

L’onorevole Bazzaro della Lega ha sollevato sostanzialmente lo stesso punto: come ci si atteggia nei confronti di questi Paesi, cooperazione, concorrenza, franchezza. Mi è stato chiesto da alcuni un calendario delle leggi. Intanto il Governo ha presentato 3 decreti leggi: il dl sulla governance, sul reclutamento e sulle semplificazioni, questo già è un passo in avanti notevole. Entro la fine di giugno ci sarà la presentazione delle leggi delega per la riforma degli appalti e delle concessioni, a luglio ci sarà la legge sulla concorrenza. Mi ricordo che in occasione di un mio discorso qui in quest’Aula stavo leggendo tutte le cose che il Governo doveva fare, erano i primi di maggio, e a un certo punto ho detto “accidenti quante cose deve fare il Governo a maggio”, beh insomma, fino adesso sono state fatte.

L’onorevole Tasso ha toccato il punto del potenziamento della produzione dei vaccini e altri di voi hanno toccato la questione dei diritti di proprietà, io parlavo della sacralità del brevetto. Le prime discussioni hanno visto una contrapposizione tra chi sosteneva l’opportunità di una sospensione temporanea, circoscritta in modo da poter ampliare la campagna vaccinale nei Paesi poveri. E l’altra parte è stata quella di difesa dei diritti di proprietà dei brevetti anche per buoni motivi, perché ad esempio se venisse sospesa si incoraggerebbe la produzione illegale da parte di tanti produttori.

Adesso la discussione si è avviata su un binario abbastanza costruttivo. All’interno dell’Organizzazione mondiale del commercio c’è una proposta della Commissione europea non tanto per la sospensione ma per l’attribuzione obbligatoria di licenze produttive. Nello stesso tesmpo però occorre individuare siti produttivi nei paesi in via di sviluppo e in quelli a medio basso reddito. Questa è l’altra strada alla quale sta lavorando la Commissione europea. Ma poi c’è tutto il resto, perché non è semplice produrre i vaccini, c’è il trasferimento di tecnologia, di know how. Sembrerebbe comunque che su questa strada potrebbe esserci la collaborazione anche del settore privato che è essenziale per il trasferimento di tecnologia. 

C’è stato un secondo effetto anche più immediato che quella discussione ha prodotto, ed è stata la dichiarazione delle grandi case farmaceutiche, in primis BioNTechPfizer, al GHS a Roma della produzione di 2 miliardi di vaccini da dare ai Paesi poveri e a basso reddito a prezzo di costo e per i Paesi a medio reddito con un piccolo, spero piccolissimo, margine di profitto. Queste sono azioni che poi si aggiungono al miliardo di dosi promesse dai Governi. Le donazioni del settore privato sono 1 miliardo prima della fine dell’anno e 1 miliardo per il prossimo. 

Covax è il veicolo che è stato scelto per la distribuzione dei vaccini, è molto attivo.

L’onorevole Ermellino ha toccato la questione della solidarietà e responsabilità nella gestione del problema migratorio. In particolare ha rilevato la questione dei ricongiungimenti e dei rimpatri. Come detto prima qui ci vuole una visione condivisa. Anche nei ricollocamenti, anche nella redistribuzione dei movimenti secondari, la questione dei rimpatri è fondamentale. L’UE ha maggiore capacità contrattuale rispetto ai singoli Paesi per gestire gli accordi e assicurare nello stesso tempo il rispetto di condizioni umane per le persone che vengono rimpatriate. 

Un altro punto sollevato e che condivido pienamente: occorre continuare con le vaccinazioni. Oggi la sfida è quella di ricercare tutti coloro che hanno più di 50 anni, nei posti più difficili, cercare di trovarli e se sono contrari cercare di convincerli. In ogni caso quella è la direzione. Sono i futuri e anche presenti fragili.

Più in generale vorrei dire che oggi siamo in un periodo dove tutto appare roseo. Abbiamo visto l’anno scorso, quindi non illudiamoci, aspettiamoci qualcosa. Cerchiamo di essere più preparati. Lo sappiamo, ora abbiamo l’esperienza, la lezione, dell’anno scorso. Tutte le autorità, a partire dalle forze armate, a livello locale dove la cooperazione con le Regioni è fondamentale per la pronta individuazione delle varianti e dei focolai. Tutto deve essere mobilizzato. Questo è il momento in cui si deve mobilizzare, costruire, la riapertura delle scuole a ottobre. I trasporti, anche questa è una lezione che abbiamo imparato, sono stati destinati fondi cospicui l’anno scorso per i Tpl ma evidentemente o non bastavano o l’organizzazione di queste modifiche era troppo complessa. Fatto è che ci siamo trovati a decidere che i Tpl potevano essere capienti solo in minima parte. Questo ha reso ancora più difficile la frequenza regolare delle scuole in presenza. Queste cose speriamo di averle imparate e speriamo di fare le cose. Temi simili sono stati affrontati dall’on. De Maria.

Per quanto riguarda l’impegno sulla difesa dei diritti umani le parole che ho usato prima sono una risposta anche all’on. Palazzotto. 

Rispondendo all’onorevole Ianaro, non c’è dubbio che bisogna trovare un equilibrio tra salute pubblica e libertà di movimento all’interno dell’Ue.

Già oggi ci sono delle esenzioni per i bambini da tamponi e altre cose. Probabilmente bisogna essere ancora più rigidi nell’evitare questi test a bambini piccoli. Un po’ poi dipende anche dai vari Paesi perché non abbiamo delle regole comuni su questo. Sono anche d’accordo sul fatto che occorre sviluppare la capacità di sequenziamento, però questo punto, forse la priorità è l’individuazione pronta dei focolai. E per questo bisogna rimanere pronti e non smantellare l’apparato che è stato messo insieme in questo anno e mezzo, l’azione immediata di contrasto allo sviluppo dei focolai. 

Devo continuare a ringraziarvi per le parole di fiducia, è stata da parte vostra un segnale di grandissimo apprezzamento per quello che il governo ha fatto. 

Onorevole Maggioni della Lega, sono d’accordo, l’autunno sarà il banco di prova, per il governo e per tutti noi. La fiducia sta crescendo, occorre continuare a far sì che cresca. Questo dipende da due cose, fare delle politiche economiche appropriate e tenersi prontissimi nell’affrontare eventuali emergenze sanitarie. Il contrasto a eventuali varianti deve essere rapido ed efficiente. L’apparato di sostegni alle persone, alle imprese, che ora viene gradualmente sostituito dagli investimenti nelle infrastrutture, dagli investimenti soprattutto nella transizione ecologica, nella transizione digitale, che creeranno altri posti di lavoro, e viene sostituito anche dalla riapertura di tutti i cantieri, quindi in questo senso aumentano i posti di lavoro, dovrebbe contribuire al mantenimento della fiducia nell’autunno. Siamo tutti consapevoli che questa fiducia che c’è ora non è gratis, occorre meritarsela e continuare a meritarsela. 

L’onorevole Quartapelle ha toccato l’importanza dei problemi migratori e sul fatto che, come dicevo prima, ora sono finalmente all’ordine del giorno del Consiglio europeo. Sul fatto che oggi siano all’attenzione, ricordo ancora quando feci questa richiesta, dissi “guardate che dormire sui problemi non è che li fa sparire” e questo è stato accolto.

Ora bisogna che questa accoglienza non sia limitata al contenimento, son d’accordo. Come ho detto prima esistono i flussi illegali e i flussi legali. I flussi legali, e qui è un’altra area su cui dovremmo porre molta attenzione, non basta importarli legalmente, bisogna integrarli. Se noi non integriamo queste persone nella società italiana, facciamo un danno a noi stessi in primis. Perché la mancanza di integrazione significa la produzione di esseri sostanzialmente ostili. Quindi se noi non li integriamo produciamo dei nemici, potenzialmente.

Grazie

 

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