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Intervento del Presidente Draghi alla sessione "Climate Change and Environment”

Domenica, 31 Ottobre 2021

Dear colleagues, 

The climate crisis is the defining issue of our times. 
It jeopardizes our livelihood, threatens our prosperity, puts our future at risk.
As glaciers melt, sea levels rise and extreme weather events occur ever more frequently, we face a simple choice. 
We can act now or regret it later. 

With the Paris Agreement, we pledged to tackle global warming collectively.
But the steps we have taken since have proven insufficient.
Scientists tell us that under current policies, the consequences of climate change for the environment and the world’s population will be catastrophic.
The cost of action – however high it may seem – is trivial compared to the price of inaction.

Yesterday, I noted that the most pressing global issues demand a multilateral response.
The fight against climate change involves, quite literally, the whole world.
We stand united – in success and in failure.
And as G20, we have a responsibility to show leadership and guide the world towards a more sustainable future.

Around this room, we have different views over how soon we must start to act and how fast we must change course. 
Emerging economies resent how much rich countries have polluted in the past and demand financial help to support them in this transition.
They also wonder whether any commitments we’ll take are indeed credible, given our past failings.
We must listen to these concerns and we must act on them, but we cannot sacrifice our collective ambition.

We need to set long-term goals that are consistent with the objectives of the Paris Agreement and make short-term changes to achieve them.
We must accelerate the phasing out of coal and invest more in renewable energy.
We also need to make sure that we use available resources wisely, which means that we should become able to adapt our technologies and also our lifestyles to this new world. 
And as we move towards these goals, we must help countries around the world deal with and adapt to the effects of climate change.

The decisions we make today will have a direct impact on the success of the Glasgow Summit and, ultimately, on our ability to tackle the climate crisis. 
But the COP26 must signal the start of a permanent campaign. 
Every year, we should ask ourselves if we have done enough to change course.
And if future generations will look back at us with gratitude or resentment.

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[traduzione di cortesia]


Cari colleghi,

La crisi climatica è il problema decisivo dei nostri tempi. Mette in pericolo il nostro sostentamento, minaccia la nostra prosperità, mette a rischio il nostro futuro. Con lo scioglimento dei ghiacciai, l'innalzamento del livello del mare e gli eventi meteorologici estremi che si verificano sempre più frequentemente, ci troviamo di fronte a una scelta semplice. Possiamo agire ora o pentircene in seguito.

Con l'accordo di Parigi, ci siamo impegnati ad affrontare collettivamente il riscaldamento globale. Ma i passi in avanti che abbiamo intrapreso da allora si sono rivelati insufficienti. Gli scienziati ci dicono che - con le politiche attuali - le conseguenze del cambiamento climatico per l'ambiente e la popolazione mondiale saranno catastrofiche. Il costo dell'azione – per quanto alto possa sembrare – è banale rispetto al prezzo dell’inerzia.
Ieri ho affermato che le questioni globali più urgenti richiedono una risposta multilaterale. La lotta al cambiamento climatico coinvolge, letteralmente, il mondo intero. Restiamo uniti, nel successo e nel fallimento. E, come G20, abbiamo la responsabilità di mostrare leadership e guidare il mondo verso un futuro più sostenibile.

In questa stanza, abbiamo opinioni diverse su quanto rapidamente dobbiamo iniziare ad agire e sulla velocità con cui dobbiamo cambiare rotta. Le economie emergenti provano risentimento per i paesi ricchi, per quanto hanno inquinato in passato, e chiedono aiuti finanziari per essere sostenuti in questa transizione. Si chiedono anche se gli impegni che prenderemo siano davvero credibili, visti i nostri fallimenti precedenti. Dobbiamo ascoltare queste preoccupazioni e agire di conseguenza, ma non possiamo sacrificare la nostra ambizione collettiva.

Dobbiamo fissare obiettivi a lungo termine che siano coerenti con gli obiettivi dell'accordo di Parigi e apportare le modifiche a breve termine che sono necessarie per raggiungerli. Dobbiamo accelerare la graduale eliminazione del carbone e investire di più nelle energie rinnovabili. Dobbiamo anche assicurarci di utilizzare le risorse disponibili con saggezza, e quindi dobbiamo essere in grado di adattare le nostre tecnologie e anche i nostri stili di vita a questo nuovo mondo. E mentre ci muoviamo verso questi obiettivi, dobbiamo aiutare i paesi di tutto il mondo ad affrontare il cambiamento climatico e ad adattarsi ai suoi effetti.

Le decisioni che prendiamo oggi avranno un impatto diretto sul successo del vertice di Glasgow e, in definitiva, sulla nostra capacità di affrontare la crisi climatica. Ma la Cop26 deve segnare l'inizio di una campagna permanente. Ogni anno dovremmo chiederci se abbiamo fatto abbastanza per cambiare rotta.
E se le generazioni future ci guarderanno con gratitudine o risentimento.

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