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Intervento del Presidente Draghi alla cerimonia di consegna dei Collari d’Oro

Lunedì, 20 Dicembre 2021

Vi devo intanto ringraziare per queste due battute informali, prima delle parole che sto per dire, perché hanno veramente cambiato l’atmosfera, l’hanno resa più calda, l’hanno resa più empatica. Quindi sono molto contento di dire queste parole che però riflettono veramente il mio sentimento profondo, come Sara Simeoni ricordava, rispetto a quello che è successo quest’anno.

Presidente Malagò,
Presidente Pancalli,
Autorità tutte,
Care atlete e cari atleti,

È un grandissimo piacere essere qui per celebrare i tanti successi dello sport italiano.
Negli ultimi mesi, ho avuto modo di congratularmi personalmente con molti di voi.  
Vi ricordate, a Palazzo Chigi, ho uno splendido ricordo con le nostre campionesse e i nostri campioni. 
E sono felice di potervi rinnovare le mie congratulazioni oggi, prima di salutarci per Natale. 

Si è parlato molto dell’anno straordinario vissuto dallo sport italiano. 
Sono certo che per voi, come per tutti i campioni, i trionfi non bastino mai. 
Dobbiamo però saper apprezzare le vittorie quando avvengono. 
I tifosi – me compreso – le ricordano tutte. 

Penso alla nazionale di calcio maschile, tornata vincente dagli europei. 
Alle nazionali di pallavolo femminile e maschile, anche loro campioni d’Europa.
Alle quaranta medaglie alle Olimpiadi e le sessantanove alle Paralimpiadi – mai così tante.
Alle rimonte in curva, agli abbracci a fine gara, ai rigori segnati e parati. 
Con il tricolore che accompagnava ogni vostra esultanza, ogni vostra celebrazione. 

Siete entrati nella storia, e avete portato con voi tutto il Paese.
Ve ne siamo grati - e siamo grati ai vostri allenatori, alle vostre società, ai vostri cari. 
I successi sono merito del vostro incredibile talento. 
Ma anche del sistema sportivo di cui fate parte: dalle palestre di quartiere alle piscine olimpioniche.
Una parte importante di ogni vittoria è la gestione del successo. 
Lo sanno bene Federica Pellegrini e Valentino Rossi – che ringrazio.
Due campioni che hanno reso grande l’Italia nel mondo, e che si apprestano a lasciare l’attività agonistica dopo una carriera piena di trionfi.
Le vittorie ci permettono di capire ciò che siamo, e ciò che siamo in grado di fare.
Di pianificare il futuro con fiducia e con consapevolezza.

L’anno prossimo, lo sport ha davanti molti appuntamenti importanti. 
I mondiali di calcio, le olimpiadi invernali, i campionati del mondo di atletica leggera. 
I campionati europei di nuoto, che ospiteremo a Roma. 
Vi invito a guardare alla prossima stagione con la stessa determinazione con cui avete affrontato questa.

Ma dobbiamo pensare anche a ciò che potrà essere lo sport italiano tra cinque o dieci anni.
Preservare una prospettiva di lungo termine. 
E rimanere uniti attorno a un progetto comune.
Gli appuntamenti sono tanti, a partire dalle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina del 2026.

Come diceva Gino Bartali, certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca. 
Lo sport si alimenta di traguardi, ma anche di un senso di responsabilità condivisa.
Di impegno quotidiano, di fatica. 
Di rispetto delle regole e rispetto degli avversari.

Questi valori hanno reso grande il nostro sport. 
Sono certo continueranno ad ispirarvi nei prossimi anni.
Grazie, auguri a tutti voi, buon Natale e buon anno.