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Intervento al Global Solutions Summit (ITA)

Venerdì, 28 Maggio 2021

Grazie Presidente Snower,
Cara Cancelliere, cara Angela,
Signore e signori, 

è un piacere per me partecipare al Global Solutions Summit di quest'anno.
Questo evento cade in un momento di cambiamenti profondi nelle relazioni globali.
Gli ultimi anni hanno visto una pausa nel processo di globalizzazione.
In molti Paesi, i cittadini hanno abbracciato il sovranismo o il nativismo come risposta alle loro ansie politiche ed economiche.
La pandemia da Covid-19 ha colpito un mondo sempre più diviso.
Mentre i governi lottavano contro la stessa propria scarsa preparazione, si è fatta strada la tentazione di incolpare gli altri e di ripiegarsi in sé stessi in cerca di protezione.

Tuttavia, il multilateralismo si riaffaccia.
La crisi sanitaria ci ha insegnato che è impossibile affrontare i problemi globali con soluzioni nazionali.
Lo stesso accade per le altre sfide che caratterizzano il nostro tempo: il cambiamento climatico e le disuguaglianze globali. 
Come Presidenza di turno del G20, l'Italia è determinata a guidare un cambio di paradigma.
Il mondo ha bisogno del mondo intero, non di una serie di singoli Stati.

La nostra priorità comune è, naturalmente, quella di porre fine alla pandemia.
Questo deve accadere ovunque e non solo nei Paesi ricchi.
Vi è l’imperativo morale di garantire che i Paesi più poveri abbiano accesso a vaccini efficaci.
Ma vi è anche una ragione pratica e – se volete – egoistica.
Fintanto che la pandemia è in atto, il virus può subire pericolose mutazioni, e minare anche la più efficace delle campagne di vaccinazione.

Il Vertice Mondiale sulla Salute che si è svolto a Roma la scorsa settimana ha offerto una serie di risposte molto concrete a questa crisi.
I generosi impegni dei singoli Paesi e, voglio sottolineare, delle aziende farmaceutiche, quindi del settore privato, consentiranno un’accelerazione della campagna di vaccinazione a livello globale.
L'iniziativa dell'UE volta a sviluppare la capacità di produzione di vaccini nei Paesi a basso e medio reddito è di aiuto in Africa per affrontare molte malattie, non solo il Covid-19.
E la Dichiarazione di Roma presenta un insieme di principi molto utili a garantire che la comunità globale sia meglio preparata per affrontare la prossima pandemia.

La battaglia contro il virus non può distogliere la nostra attenzione dalla lotta contro i cambiamenti climatici.
Le calotte polari si stanno sciogliendo e il livello del mare si sta innalzando.
Il numero di disastri naturali legati al clima è più che triplicato rispetto agli anni Sessanta e questi eventi sono destinati ad intensificarsi nei prossimi decenni.
Nei Paesi a basso e medio reddito, le catastrofi naturali hanno un costo crescente di 390 miliardi di dollari all'anno.
Le proiezioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il periodo 2030 - 2050 indicano che i cambiamenti climatici saranno la causa di 250.000 morti all'anno.

L'Italia è copresidente della COP26 in collaborazione con il Regno Unito.
Abbiamo due obiettivi chiari.
Il primo è quello di impegnarci a raggiungere obiettivi di riduzione delle emissioni che siano abbastanza ambiziosi da limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi e raggiungere il livello di emissioni nette zero entro il 2050.
Il secondo è quello di mitigare i potenziali danni associati ai cambiamenti climatici.
Dobbiamo rafforzare le nostre misure di contenimento, ad esempio accelerando il graduale abbandono del carbone.
E dobbiamo garantire che maggiori flussi di capitali pubblici e privati vengano indirizzati verso iniziative legate al clima.
In Europa, il  il Next Generation Eu offre un'opportunità unica per realizzare la transizione verde.
Ma dobbiamo fare di più a livello globale, per esempio, come Angela ha appena sintetizzato, in ambito G20 attraverso il “Gruppo di lavoro per la Finanza Sostenibile".
Infine, dobbiamo agire con decisione per combattere le disuguaglianze globali.
Le crisi sanitarie e climatiche rischiano di aggravare le disparità esistenti.
Nel 2020, la pandemia ha contribuito a spingere almeno 88 milioni di persone nella povertà estrema.
Secondo la Banca Mondiale, i cambiamenti climatici potrebbero causare altri 132 milioni di poveri nei prossimi 10 anni.
Le vittime principali di questa situazione sono soprattutto i giovani lavoratori e le donne.
Il Fondo Monetario Internazionale osserva che lo shock pandemico ha colpito più duramente i giovani.
I mercati emergenti hanno fatto registrare un aumento della disoccupazione femminile e un calo maggiore della loro partecipazione al mercato del lavoro rispetto ai lavoratori uomini.
L'Italia sostiene un piano in quattro punti per affrontare il grave problema delle economie a basso reddito.
Sosteniamo le iniziative volte a ridurre il debito dei Paesi più poveri .
Vogliamo che il Fondo Monetario Internazionale emetta nuovi diritti speciali di prelievo e trasferisca quelli esistenti per aiutare i Paesi bisognosi.
Sosteniamo una pronta ricostituzione dell'Associazione Internazionale per lo Sviluppo.
E incoraggiamo le banche multilaterali di sviluppo a potenziare le loro iniziative di finanziamento.
Inoltre, intendiamo intraprendere azioni specifiche in materia di sicurezza alimentare, ad esempio durante la riunione congiunta dei Ministri degli Affari esteri e dei Ministri dello Sviluppo economico che si terrà al vertice del G20 di giugno a Matera.

Nel corso della storia, l'Italia ha prosperato grazie al commercio e alla cooperazione internazionale.
L'apertura è stata la nostra migliore ricetta per il successo.
La nostra Presidenza del G20 rifletterà questo nostro impegno di lunga data.
Insieme alla Germania e agli altri partner del G20, siamo sicuri di poter costruire un mondo più forte.
Grazie. 
 

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri