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Intervento al Binario 21 - Memoriale della Shoah

Giovedì, 30 Settembre 2021

Presidente Fontana,
Sindaco Sala,
Senatrice Segre,
Presidente Jarach, 
Autorità tutte.
 
È una grande emozione per me essere qui oggi.
Questo luogo è la rappresentazione tangibile della memoria della Shoah in Italia.
Dei mali dell’occupazione nazista e del collaborazionismo fascista.
Ci mette davanti alle nostre responsabilità storiche, in modo netto e inequivocabile.
 
Da qui sono partite migliaia di persone, non solo ebrei, dirette ai campi di concentramento e di sterminio.
Tra loro c’era anche la Senatrice Liliana Segre, allora poco più che bambina.
Sopravvissuta ad Auschwitz, è diventata testimone contro l’odio nazifascista.
Una “donna libera e donna di pace”, come lei stessa si è definita in passato.
A nome del Governo e di tutti gli italiani voglio ringraziarLa per il Suo impegno in difesa della verità e dell’umanità.
 
Il Binario 21 non è stato soltanto un punto di partenza, ma anche di arrivo.
La conclusione della deriva liberticida che ha preceduto la Seconda Guerra Mondiale.
Con le “leggi razziali” – che dovremmo chiamare oggi “leggi razziste” - che hanno aperto una nuova stagione di discriminazioni e violenze.  
La sospensione e soppressione dei diritti politici e civili.
L’uso politico dell’odio, che ha eroso le basi della nostra democrazia. Ricordiamocelo questo, il linguaggio conta.
Il 25 aprile scorso, al Museo storico della Liberazione a Roma, ho voluto ricordare la scritta all’ingresso di questo memoriale.
“Indifferenza”.
Questa parola ci riguarda tutti.
Come ha detto Liliana Segre, “l’indifferenza porta alla violenza, perché l’indifferenza è già violenza”.
È un insegnamento che dobbiamo mettere in atto.
Perché la salvaguardia della memoria è un atto di responsabilità.
Contro una pericolosa illusione: che le sofferenze degli altri non ci riguardino.
 
Ricordare non è un atto passivo: è un impegno per il presente.
Dobbiamo agire sulle radici profonde del razzismo e dell’antisemitismo e contrastare le loro manifestazioni violente, arginare ogni forma di negazionismo.
Sono una minaccia al nostro vivere civile.
Alla nostra libertà.
 
Le istituzioni italiane sono impegnate nel contrasto all’antisemitismo.
Con la Strategia nazionale, coordinata dalla Professoressa Santerini.
E con la Commissione straordinaria presieduta dalla Senatrice Segre.
È uno sforzo che non deve riguardare soltanto l’Italia, ma tutta l’Europa.
 
Il Memoriale non ci parla solo di morte.  
Ci ricorda – e ricorda soprattutto voi, i più giovani – l’esempio di chi oppose all’orrore delle deportazioni le ragioni della vita.  
È la memoria dei Giusti - coloro che rischiarono la propria vita per salvare gli ebrei negli anni dello sterminio.
Per offrire loro un rifugio e una via di fuga quando ne avevano bisogno.
Qui a Milano come in molte altre città italiane.
 
Dobbiamo custodire le loro storie di eroismo disinteressato.
E dobbiamo custodire il patrimonio della cultura ebraica.
Il suo contributo fondamentale alla storia italiana ed europea.
Dalla scienza alla tecnologia, dall’arte alla letteratura, dalla medicina all’economia.
Un’eredità costruita con coraggio in mezzo ai traumi della storia, come, per esempio, avviene nella saga della famiglia Karnowski raccontata nel bel libro di Israel Singer.
 
Sono felice che il Memoriale della Shoah sia tornato a essere frequentato dagli studenti, da tutti i cittadini, dopo la chiusura durante la fase più dura della pandemia.  
L’attività economica e sociale del Paese riprende.
Ma l’anima di ogni ricostruzione è la vita civile e morale della nostra democrazia.
Quei valori repubblicani di fratellanza e libertà a cui dobbiamo, dovete, essere fedeli.
E che dobbiamo proteggere e promuovere, con determinazione.
Per nutrire la memoria, ogni giorno.
Per scegliere, contro ogni indifferenza.
Grazie
 

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