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EU MED 9, le dichiarazioni del Presidente Draghi

Venerdì, 17 Settembre 2021

L'intervento del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante le dichiarazioni congiunte dei Leader EU MED 9 ad Atene.

Prima di tutto vorrei ringraziare il premier Mītsotakīs per aver organizzato questo vertice e per la calorosa accoglienza che mi ha riservato questa mattina.

Volevo dare il benvenuto ai presidenti della Croazia e della Slovenia. Oggi il nostro gruppo non si chiamerà più MED7 ma MED9.

L’Italia è a favore di un ulteriore allargamento a tutti i Paesi del Mediterraneo.

Il primo argomento del nostro vertice è stato il clima. 

Prima ancora di questo desidero esprimere solidarietà al premier Mītsotakīs per i terribili incendi di questa estate. L’esperienza che abbiamo vissuto con incendi che sono andati dalla Turchia al Portogallo è forse la lezione migliore per procedere con rapidità e determinazione alla lotta contro il cambiamento climatico.

I rapporti delle Nazioni Unite citano decine e decine di esempi che rendono necessaria questa azione convinta e determinata.

Sostanzialmente tutta questa esperienza ci dice che la trasformazione è veramente gigantesca e che non c'è tempo. Non c'è possibilità di dilazionare, di ritardare, perché i costi che i nostri Paesi e le persone, i cittadini, subirebbero sarebbero immensi.

Dall'altra parte però dobbiamo considerare che una transizione di questo tipo, così grande, così rapida, comporta anche costi economici e sociali immensi.

Qui abbiamo di fronte una scelta o meglio un programma che nei suoi elementi non è facile da riconciliare.

Da un lato siamo determinati a percorrere questa transizione con la massima determinazione, il massimo impegno e la massima rapidità. Dall'altro siamo anche altrettanto determinati a proteggere, specialmente i più deboli, dai costi sociali che potrebbero essere, come stiamo vedendo ora dall' aumento delle bollette del gas naturale e dell'Elettricità, potrebbero essere veramente significativi.

Infine ci dobbiamo chiedere se il nostro debito, che accumuleremo nei prossimi anni, sarà sostenibile.

E’ chiaro che in tutto questo c'è un ruolo fondamentale dell'Europa e della Commissione europea per tanti motivi. Uno è quello che ho appena detto, un altro è che i nostri Paesi all'interno dell'Unione Europea sono in una situazione di partenza, verso questo viaggio nella lotta al cambiamento climatico, in posizioni diverse.

I Paesi del nord dipendono meno dei Paesi del sud da certi idrocarburi.

Poi c'è un altro motivo per cui la Commissione o l’Europa, non solo come coordinatrice in questo processo ma anche proprio come attore, è centrale ed è il suo potere d'acquisto.

La lezione dei vaccini è stata presa e devo dire che la Commissione Europea nella seconda fase della campagna di acquisto di vaccini è stata veramente straordinaria.

Una delle cose di cui si è parlato è cercar di vedere se questo ruolo di acquirente collettivo potesse essere esteso anche ad altre esperienze.

Abbiamo discusso anche dell’aumento dei prezzi del gas naturale e delle esperienze di alcuni Paesi nell'affrontare questo problema e anche che cosa ha fatto per proteggere specialmente i più deboli da questi aumenti di costo.

C'è però un'altra dimensione che è stata discussa oggi nel vertice, nella quale di nuovo l'Europa emerge come centrale, ed è la dimensione della difesa europea. 

E’ abbastanza evidente che gli eventi di questi ultimi mesi hanno portato e stanno portando a un profondo riesame delle nostre relazioni internazionali.
Un riesame la cui conclusione non può che essere un rafforzamento della sovranità europea. Uno degli aspetti di questa sovranità è la difesa europea. Di questo si è discusso e oggi direi è iniziata in maniera abbastanza esplicita, una riflessione sugli aspetti organizzativi. E’ solo l’inizio ma sono certo che questa riflessione continuerà e ci terrà occupati per gli anni avvenire.

Per inciso anche su questo fronte non c'è molto tempo da aspettare però.

Abbiamo anche discusso della situazione di sicurezza del Mediterraneo, soprattutto la parte a noi più vicina cioè il Nord Africa, Libia, Tunisia. La situazione è abbastanza instabile ma tutti i Paesi di questo vertice hanno assicurato di contribuire al mantenimento della stabilità in questi Paesi.

Mi fermo qui e vi ringrazio molto. Ringrazio ancora una volta il premier Mītsotakīs.  Grazie.
 

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