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Dichiarazioni alla stampa Draghi - Macron

Venerdì, 26 Novembre 2021

Dichiarazione introduttiva

Buongiorno a tutti,
Voglio ringraziare il Presidente Macron per la sua visita di ieri e oggi a Roma.
Questo Trattato di Cooperazione Rafforzata che abbiamo firmato stamattina segna un momento storico nelle relazioni tra i nostri due Paesi. 
Francia e Italia consolidano ulteriormente la loro vicinanza, i loro legami diplomatici, commerciali, politici, culturali. Da oggi, siamo ancora più vicini.
Questo Trattato è il risultato di un lungo e intenso negoziato.
Devo rivolgere prima di tutto un profondo ringraziamento ai diplomatici italiani e francesi che hanno fatto questo splendido lavoro.
E poi alle personalità politiche e istituzionali che hanno promosso questo accordo, primo fra tutti il Presidente della Repubblica Mattarella, che voglio ringraziare. 
Noi. Italia e Francia. condividiamo molto più dei confini. 
La nostra storia, la nostra arte, le nostre economie, le nostre società si intrecciano da tempo. 
Le istituzioni che abbiamo l’onore di rappresentare si poggiano sugli stessi valori Repubblicani, sul rispetto dei diritti umani e civili, sull’europeismo. 
Tra i nostri padri politici ci sono Jean Monnet, Robert Schuman, Altiero Spinelli e Alcide De Gasperi.
Da Stendhal a Umberto Eco, da Mastroianni a Belmondo a Claudia Cardinale, siamo pieni di ricordi e riferimenti comuni. 

Ogni giorno questi rapporti si arricchiscono di nuove esperienze di formazione, di lavoro, di vita.
Penso ai molti giovani, studenti e ricercatori che partono per trascorrere un periodo - breve o lungo - nei nostri rispettivi Paesi.
Vorrei, oggi, anche ricordare in particolare Valeria Solesin, uccisa insieme a tanti cittadini francesi e di altre nazionalità nel vile attentato di Parigi, di cui è caduto da poco il sesto anniversario.
Come abbiamo detto e avuto modo di discutere con il Presidente Macron e con i nostri ministri negli incontri di ieri, in questi mesi i rapporti tra i nostri Paesi si sono ulteriormente intensificati. 
Mi riferisco all’impegno comune contro il terrorismo passato e presente, che ha portato all’avvio delle procedure giudiziarie nei confronti di alcuni responsabili di gravissimi crimini, per cui ringrazio ancora il Presidente Macron.
O a favore della stabilità in Libia, grazie anche alla Conferenza Internazionale di Parigi di questo mese, che Italia e Francia hanno presieduto insieme alla Germania, alla Libia, alle Nazioni Unite.
Siamo alleati nelle grandi sfide mondiali, dalla gestione della pandemia alla lotta al cambiamento climatico.
Voglio ringraziare il Presidente Macron anche per l’appoggio dato all’Italia durante lo svolgimento del G20. 
La Francia può contare sul pieno sostegno dell’Italia nell’imminente semestre di presidenza dell’Unione Europea. 

Il Trattato nasce proprio dalla consapevolezza della profondità dei nostri legami.
Rafforziamo la cooperazione tra i nostri due Stati, creiamo strumenti istituzionali per renderla più strutturale, valorizziamo al meglio le attività dei nostri cittadini e l’attività delle nostre imprese. 
Interveniamo nei settori cruciali per i nostri Paesi: dalla sicurezza alla giustizia, dalla ricerca all’industria.
Proprio mentre stamattina firmavamo il trattato, si è concluso un accordo di collaborazione in tema di spazio tra l’Italia e la Francia. Anche quello è stato il frutto di un negoziato intenso, che ha portato anche a questo risultato di successo.
Con questo Trattato avviamo una serie di iniziative concrete, tra le quali voglio citarne solo alcune.
Istituiamo un servizio civile italo-francese e creiamo un’unità operativa condivisa a sostegno delle forze dell’ordine. 
Per promuovere le relazioni tra regioni di confine, prevediamo un Comitato di cooperazione transfrontaliera. 
In ambito migratorio, riconosciamo la necessità di una politica di gestione dei flussi e d’asilo condivisa dall’Unione Europea, basata sui principi di responsabilità e solidarietà.
Ci impegniamo a tutelare i nostri sistemi agricoli. Anche su questo abbiamo raggiunto una posizione comune. È un tema di estrema importanza, per i nostri Paesi. E questo comune sostegno è motivato dal fatto che dobbiamo riconoscere le nostre unicità in campo agricolo, in campo alimentare. 
Diamo il via a nuove forme di cooperazione in ambito energetico e tecnologico, nella ricerca e nell’innovazione. Come dicevo prima, è di oggi la firma del Trattato di cooperazione sullo spazio.
Stabiliamo poi un meccanismo per cui, almeno una volta ogni trimestre, un ministro italiano parteciperà a un Consiglio dei Ministri del Governo francese, e viceversa.

Il senso più profondo di questo Trattato è che la nostra sovranità, intesa come la nostra capacità di indirizzare il futuro come vogliamo noi, può rafforzarsi solo attraverso una gestione condivisa delle sfide comuni.
Oltre a consolidare le nostre relazioni bilaterali, l’accordo vuole infatti favorire e accelerare il processo di integrazione europea. 
Penso al rilancio degli investimenti, soprattutto in ambiti strategici e innovativi come i semiconduttori; alla transizione digitale ed energetica; alla costituzione di una vera difesa europea.
Dobbiamo dotare l’Unione Europea di strumenti che siano compatibili con le nostre ambizioni e con le aspettative dei nostri cittadini.
Il Trattato che abbiamo firmato oggi segna l’inizio di questo percorso.
Grazie.

Domande

Domanda di Roberto Chinzari (Tg1): “Con questo Trattato si è creato e si è rafforzato un asse tra Italia e Francia che insieme alla Germania sono il motore dell’Europa. Quali sono i primi obiettivi da chiedere e da ottenere in ambito di Unione Europea?”.

Presidente Draghi: “I nostri obiettivi sono quelli dell’Unione Europea: sono la lotta al cambiamento climatico, la transizione ecologica fatta con giudizio e con rapidità, la transizione digitale, anche la ricerca di una sovranità europea. E sono gli stessi obiettivi dell'Unione Europea. Quello che questo Trattato permette a noi di fare è di dotare l’Unione Europea di strumenti che la rendano più forte”.

Domanda di Anais Ginori (la Repubblica): “Questo accordo bilaterale come può concretamente fare avanzare l’Europa su due priorità, il Patto di stabilità e la difesa comune? Sulla riforma del Patto di stabilità, siete fiduciosi che le regole possano essere riscritte entro il 2022 e che la ripresa continuerà e non ci sarà un rimbalzo della pandemia come sembra con la nuova variante? E sulla difesa europea, come può svilupparsi la difesa che voi volete costruire anche insieme nella minaccia di nuovi conflitti come in Ucraina?

Presidente Draghi: “Vorrei tornare un momento su una cosa che ho detto durante le parole introduttive. Cercare la sovranità europea significa voler disegnare il proprio futuro come lo vogliamo noi europei. Non ce lo vogliamo far disegnare da altri. Fare questo significa sovranità europea. Per essere sovrani occorre che l’Europa sappia proteggersi, sappia difendere i propri confini. Bisogna creare una vera difesa europea. Ora, questo Trattato aiuta la costruzione di questa difesa europea che naturalmente è complementare alla Nato, non è sostitutiva. Un’Europa più forte fa la Nato più forte. Questo è uno dei primi però fondamentali passi verso cui è diretto questo Trattato. Come il presidente Macron diceva prima, dobbiamo imparare la disciplina dell’amicizia. In questo campo è particolarmente importante consultarsi e, quando possibile, agire insieme.

Per quanto riguarda le regole di bilancio, ho detto più volte che le regole che erano in vigore fino a prima della pandemia, già allora non erano sufficienti, avevano dimostrato la loro insufficienza durante tutto il periodo da quando è cominciata la crisi finanziaria. Erano regole pro cicliche che per certi aspetti aggravavano il problema invece di aiutare i Paesi a risolverlo. Quindi, una loro revisione era necessaria. Oggi questa revisione è inevitabile, non solo per gli altissimi costi che la pandemia ha prodotto, costi di bilancio, costi sociali. E soprattutto il messaggio che senza un forte sostegno dello Stato non saremmo passati attraverso la pandemia, non ce l’avremmo fatta.

Ma anche in futuro l’Unione Europea si propone obiettivi di lotta al cambiamento climatico, di transizione ecologica, di transizione digitale, di nuove tecnologie, di investimenti giganteschi nei semiconduttori. Le nuove regole devono riflettere un passato che bisogna correggere e un futuro che bisogna disegnare. Tutto questo va fatto con l’Unione Europea, ma è importante che i Paesi si dotino di strumenti che li rendano più forti in questa discussione che la Commissione ha appena avviato. Ed è in questo modo che Italia e Francia pensano di procedere”.