English | Italiano

Consiglio dei Ministri n. 85, la conferenza stampa del Presidente Draghi

Giovedì, 30 Giugno 2022

INTRODUZIONE DEL PRESIDENTE DRAGHI

Buonasera a tutti,
la conferenza stampa di questa settimana arriva alla fine di sette giorni molto intensi per tutta l’azione di governo, sia sul fronte internazionale sia sul fronte nazionale. La prima cosa di cui sono molto soddisfatto è che il governo ha raggiunto tutti i 45 obbiettivi previsti dal Pnrr per questo semestre. Il ministro dell’Economia ha già inviato alla Commissione europea la richiesta per l’esborso di 24,1 miliardi di euro, al lordo dell’anticipo che è stato già versato. L’Italia fino a ora ha rispettato tutte le scadenze previste dal Piano, ed è un segnale essenziale per la serietà e credibilità del Paese. Siamo già al lavoro per le scadenze di dicembre. Voglio ringraziare tutti i Ministri, il Parlamento, gli Enti territoriali e tutti coloro che si sono impegnati nell’attuazione del Piano, perché tutti loro hanno il merito di rendere l’Italia più moderna, più efficiente, più equa. A tutti loro va il mio più sentito ringraziamento.

Il Consiglio dei ministri di oggi ha approvato provvedimenti urgenti per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e aiutare la capacità produttiva delle imprese davanti ai rincari energetici. Proroghiamo anche per il prossimo trimestre l'azzeramento degli oneri generali di sistema per famiglie, negozi, piccole imprese. Abbattiamo l'Iva e poi rafforziamo anche il bonus sociale. Interveniamo per incrementare lo stoccaggio di gas naturale con la concessione di prestiti alle imprese del settore. Abbiamo approvato l'assestamento di bilancio per l'anno 2022.

Voglio sottolineare che questi provvedimenti dovevano necessariamente essere attuati oggi. L’assestamento di bilancio deve essere approvato entro oggi e il terzo trimestre per le bollette comincia domani. In mancanza di questa approvazione ci sarebbe stato un disastro. I cittadini avrebbero ricevuto bollette senza agevolazioni con rincari fino al 35-40% senza questo intervento. Questo spiega perché sono rientrato a Roma ieri notte, con l'ultima seduta del vertice Nato che è stata validamente presidiata dal ministro Guerini. 

Il governo è al lavoro con la massima urgenza per intervenire contro la terribile siccità che ha colpito il nostro Paese, in particolare l'agricoltura nel centro nord. Nel bacino Padano si tratta della crisi idrica più grave degli ultimi settant’anni, secondo l'analisi delle autorità di Bacino distrettuale del fiume Po. La crisi idrica ha due categorie di cause: una è un deficit di pioggia degli ultimi tre anni. Le precipitazioni sono state scarse, ovviamente non solo quest'anno ma già nei precedenti. L'aumento delle temperature in generale contribuisce, il cambiamento climatico non c'è dubbio abbia un effetto. Ci sono anche una serie di cause strutturali: la cattiva manutenzione dei bacini, la cattiva manutenzione della rete che spetterebbe ai concessionari. Per cui da noi le dispersioni, le perdite di acqua, sono a un livello straordinario: si parla del 30 e più per cento. 

Per darvi un’idea, il totale in Israele è il 3%, in altri Paesi europei è il 5-6-8%. Ci vuole un piano di emergenza sicuramente per affrontare ora l'emergenza. Da lunedì siamo pronti ad approvare i piani di emergenza delle regioni, l’Emilia Romagna lo ha già preparato e presentato. Il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Piemonte lo stanno preparando in queste ore e il governo è pronto da lunedì ad approvarli. 
Oltre gli interventi di emergenza occorrerà predisporre presto, subito, un piano per ovviare alle carenze infrastrutturali: un grande piano dell'acqua. Tenete presente che questo c'è già nel Pnrr, dove sono stati stanziati 4 miliardi per questo. Occorrerà aumentare gli stanziamenti ma soprattutto arrivare a un coordinamento massiccio dei tanti enti preposti all'amministrazione dell'acqua. 

Permettetemi infine una considerazione sull'azione di governo. I risultati importanti sul fronte internazionale, di cui abbiamo parlato prima a Bruxelles con il Consiglio Europeo, poi a Elmau in Germania nel G7, infine al vertice Nato a Madrid, e gli importanti risultati anche sul fronte nazionale di cui parliamo oggi, sono il merito di questa maggioranza di saper prendere decisioni con generosità e con l'interesse dell'Italia come bussola. Abbiamo davanti molte sfide: dalla guerra in Ucraina al Pnrr, dai rincari energetici alla siccità. Sono convinto che potremo superare queste sfide se sapremo mostrare la stessa convinzione che abbiamo mostrato in questi mesi di governo.

DOMANDE

Roberto Chinzari (Tg1): Buonasera Presidente. Da una parte c’è lo stato di attuazione del programma di governo, con i risultati che anche lei ha sottolineato oggi e per cui ha ringraziato la maggioranza. Quella stessa maggioranza, però, che in queste ore è un po' in fibrillazione. Lei è ancora ottimista, come ieri a Madrid, che il governo non rischia soprattutto di fronte alle sfide che lei ha appena ricordato?
Presidente Draghi: Sì, sono ancora ottimista: il governo non rischia perché l'interesse nazionale, l’interesse degli italiani è preminente in tutti i nostri legislatori e nelle forze che sostengono questo Esecutivo. Ho sempre detto che il governo è stato formato per fare: questa è la condizione per cui il governo è stato costituito e il governo esercita la sua azione. All'inizio del governo, durante le consultazioni preliminari, ho anche detto a tutti: ‘guardate, questo governo non si fa senza i 5 Stelle’ e questa resta la mia opinione. 

Andrea Bonini (Sky TG24): Presidente, mi riallaccio proprio a quest'ultima sua affermazione riguardo ai 5 Stelle. Ieri sera Conte al Presidente della Repubblica avrebbe rassicurato sul fatto che non ci sarebbero opzioni di appoggio esterno, ma proprio in questi minuti ci sono pulsioni dai parlamentari affinché si vada in questa direzione. Quando lei dice ‘questo governo non si fa senza i 5 Stelle’, considera possibile un appoggio esterno da parte del M5S e considererebbe ancora coerente questa forma con la visione che lei ha di governo? Sempre su questo passaggio: qualcuno ritiene sia necessario chiedere un riequilibrio della rappresentanza ministeriale - quello volgarmente detto rimpasto - alla luce dei nuovi gruppi parlamentari.  
Presidente Draghi: A quest'ultima domanda rispondo immediatamente: nessuno l'ha chiesto e anzi nei colloqui che ci sono stati tra i vari rappresentanti - non con me - hanno escluso tutti questa possibilità o questa esigenza. Il Movimento 5 Stelle ha dato contributi importanti all'azione di governo in questi ultimi mesi, sono certo che continuerà a darli nei prossimi mesi. Il Presidente Conte ha confermato che non è intenzione dei 5 Stelle uscire dal governo, non è intenzione dei 5 Stelle limitare l'appoggio all’appoggio esterno. Quindi, mi baso su queste rassicurazioni e continuiamo. Il Governo è nato con i 5 Stelle, non si accontenta di un appoggio esterno perché valuta il contributo che i 5 Stelle hanno dato all'azione di governo troppo per accontentarsi di un appoggio esterno.

Silvia Gasparetto (Ansa): La maggioranza si divide anche su temi parlamentari in queste ore: la Lega sta mostrando fibrillazioni, in particolare sulle proposte parlamentari sulla cannabis e sulla cittadinanza ai minori stranieri. Pensa che questo possa creare problemi al governo? E Lei, personalmente, cosa pensa nel merito di queste due proposte?
Presidente Draghi: Sono proposte di iniziativa parlamentare, quindi il governo non prende posizione né io le commento. Su questo, come su altre proposte di iniziativa parlamentari, il governo non ha mai preso posizione. E siamo certi che queste diversità di vedute parlamentari – forse sono troppo ottimista - non portano a nessun problema per il governo.

Ileana Sciarra (Adnkronos): Volevo chiederle come mai, ieri, è arrivata così tardivamente la smentita delle parole che le sono state attribuite dal sociologo Domenico De Masi. Glielo chiedo perché questo ha alimentato in qualche modo lo scetticismo sia nei vertici del MoVimento 5 Stelle che tra i parlamentari, questo noi l'abbiamo registrato. Approfitto anche per chiederle se, oltre a Conte, ha sentito anche Beppe Grillo nelle ultime ore. 
Presidente Draghi: Rispondo dalla fine dicendo: no, non l'ho sentito; mentre ho sentito Conte ieri e poi ci siamo scambiati un messaggio con l'idea di sentirci di nuovo domani, quindi siamo in contatto. Io non ho mai fatto queste dichiarazioni. Mi dicono che ci sarebbero dei ‘riscontri oggettivi’: vediamoli, li aspetto. Non entro e non ho neanche mai pensato di entrare nelle questioni interne di un partito. Anche Grillo se non sbaglio ha smentito ieri sera, comunque. Io lavoro essenzialmente, come tutti i membri del governo, per l'interesse degli italiani e francamente non capisco perché mi si voglia tirar dentro in questa faccenda. È una cosa che mi è estranea completamente, per questo non riesco a capire il motivo di volermi tirare dentro questa faccenda. In ogni caso, come dicevo prima, sono in contatto con Conte. 

Emilia Patta (Il Sole 24 Ore): Oggi i dati Istat dicono che c'è un calo di occupati di quasi 50 mila unità in un mese, da maggio rispetto ad aprile. Le chiedo se questa ipotesi di un taglio shock del cuneo, di cui si è parlato tra i partiti e nel dibattito pubblico degli ultimi giorni, è allo studio del governo in vista della manovra e se addirittura non si possa anticipare questa misura, in modo da dare una risposta subito per invertire la tendenza negativa.
Presidente Draghi: Di questa manovra ne parleremo in legge di bilancio. Ci sono molte valutazioni che stiamo facendo e che continueremo a fare, non solo all'interno del governo ma anche con le parti sociali. E’ importantissimo che entro la prossima settimana o comunque quella successiva, si faccia un incontro con le parti sociali: sia i sindacati sia le confederazioni imprenditoriali. In quella sede si discuterà dei vari provvedimenti. L'intenzione del governo è quella di proteggere il potere d'acquisto delle famiglie e continuare a farlo, come abbiamo fatto oggi: poi ci saranno altri provvedimenti, probabilmente a luglio. E anche proteggere la competitività delle imprese, perciò ora dovremmo trovare gli strumenti più appropriati e non lo faremo da soli, ma lo faremo con tutti. Questo è un po' quello sforzo collettivo che si considerava importante e a cui ho accennato più volte nei mesi passati. Questo è un momento di grande impegno, per tutti i motivi che ho detto un attimo fa: la guerra, la siccità, il rincaro dell'energia. Quindi occorre essere tutti insieme e trovare la risposta. Sulle intenzioni del governo non c'è dubbio, sul momento sarà probabilmente la legge di bilancio. Sugli strumenti, ne discuteremo con tutti.

Marina Garcia (Mediaset Spagna): Si è parlato molto nel governo, durante questi mesi, dello stoccaggio di cui aveva bisogno l'Italia, l’80% prima dell'autunno. Non so se questo problema della siccità, le temperature di questa estate preoccupano di più verso questo 80% a cui deve arrivare l’Italia. 
Presidente Draghi: Preoccupano sicuramente, però l'andamento degli stoccaggi finora è buono. Siamo vicini al 60%. Confidiamo di arrivare all'obiettivo previsto entro novembre. È molto importante questo. Una misura che abbiamo approvato oggi è molto importante per questi stoccaggi. 
Sottosegretario Garofoli: La misura, che è tra le più qualificanti di questo intervento approvato oggi, attiene proprio al tema di cui stiamo parlando, quello degli stoccaggi. L'obiettivo è arrivare al 90% di riempimento degli stoccaggi, oggi siamo credo al 57%. L'andamento negli ultimi giorni è un andamento in crescita. La misura consiste nel prevedere che ci sia un concorso anche pubblico a questa operazione di importazioni finalizzata agli stoccaggi. Si coinvolge il GSE in questa operazione che quindi affiancherà gli operatori economici di mercato e anche Snam che,  sulla base di un decreto del ministro Cingolani, ha da qualche tempo iniziato a partecipare a questa operazione di importazione finalizzata agli stoccaggi. Lo farà anche GSE. In questa prospettiva il decreto legge stanzia un finanziamento, in realtà un prestito significativo di 4 miliardi, perché GSE possa per l'appunto con gli altri operatori concorrere e finalizzare questo obiettivo che è un obiettivo di sicurezza energetica nazionale.

Giacomo Salvini (Il Fatto Quotidiano): Torno al M5S, smentisce di aver mai parlato con Grillo di Conte?
Presidente Draghi: Attenzione, non ho detto questo. Ho detto che c'è una cosa specifica di cui sono stato imputato, ovvero di averne chiesto la rimozione.

Giacomo Salvini (Il Fatto Quotidiano): Volevo chiedere se aveva mai parlato con lui e aveva avuto giudizi negativi su Conte. E poi, si parla da indiscrezioni di stampa di messaggi scritti tra lei e Grillo, smentisce questa cosa?
Presidente Draghi: Ho chiesto di vederli. Io non li trovo, li aspetto.

Tommaso Ciriaco (la Repubblica): Per essere chiari su quello che ha detto prima: questo è l'ultimo governo della legislatura in cui è premier. Le chiedo conferma di questo.
Presidente Draghi:

Monica Guerzoni (Corriere): Quella fotografia che la ritrae solo, al Museo del Prado, mentre tutti i leader parlano e lei è lì solo che parla al telefono. Ce la spiega visto che stanno fiorendo interpretazioni di tutti i tipi?
Presidente Draghi: Fin dall'inizio di questo viaggio ho detto - e i miei collaboratori lo sanno molto bene - che non sarei potuto rimanere fuori tutti e cinque i giorni, perché gli impegni che abbiamo in Italia non mi permettevano di restare lì. La serata era una cena conclusiva, più che altro di tipo sociale, poi ci sarebbe stata la parte successiva del giorno dopo. Gli invitati, dietro, parlavano di quadri, c'era musica, c’era un'attività fondamentalmente sociale. In quel momento mi sono seduto perché ero un po' stanco tra l'altro, ho fatto delle telefonate, non mi ricordo neanche a chi veramente, e ho fatto telefonate anche per preparare il Consiglio dei ministri di oggi. Tutto qua. Purtroppo sono stato sorpreso in questo atteggiamento, seduto tranquillo, mentre tutti gli altri stavano dall'altra parte. D'altronde mi sarebbe stato impossibile telefonare con tutti davanti.

Simone Canettieri (Il Foglio): Buonasera presidente, due domande rapide. Lei ha detto quattro giorni fa che non deve ritornare la crisi energetica, non deve far ritornare il populismo. Le chiedo, ribaltando un po' la sua affermazione, se lei si sente un argine al populismo. La seconda domanda, purtroppo è un po’ il tema del giorno: alla luce di questo fiorire di ricostruzioni possiamo dire che comunque questo governo nasce grazie al suo rapporto con Grillo, nonostante gran parte del resto del Movimento 5 Stelle. Proprio questo non le mette il dubbio che il Movimento 5 Stelle come la Lega possono a un certo punto staccare la spina per rigenerarsi dal punto di vista elettorale.
Presidente Draghi: L'argine al populismo è un obiettivo molto ambizioso. Uno non pensa al populismo come qualcosa da ostacolare, pensa a un'azione di governo che renda il populismo non necessario. I temi del populismo non è che si sconfiggono disprezzandoli oppure ergendosi a paladini di altri sistemi. No, il populismo spesso è insoddisfazione, è isolamento, alienazione. Questi temi si sconfiggono con un'azione di governo che risponda ai bisogni dei cittadini, ai bisogni degli italiani. La seconda domanda riguarda il fatto che questo governo sia nato grazie a un rapporto con Grillo. Io ricordo benissimo quei due incontri che ci furono durante le consultazioni bilaterali. Si trovarono sicuramente con Grillo delle convergenze importantissime e dissi, fin dall'inizio, che questo governo senza 5 Stelle non sarebbe potuto nascere. Sono stato chiarissimo e questo certamente ha influito moltissimo sulla vocazione del governo. Una vocazione ambientale, una vocazione che avrebbe fatto della transizione ecologica un punto fondamentale dell'azione di governo. Terza domanda: “la Lega, i 5stelle sono preoccupati, potrebbero staccare la spina?”. Non lo so, glielo chieda. Però finora mi pare che non ci sia stata nessuna espressione in questo senso, quindi va bene.

Laura Cannavò (Mediaset): Sul tema del populismo che potrebbe essere aumentato e nutrito da questa crisi energetica: lei ne ha parlato a Elmau, facendo con un intervento politico su questo. Oggi avete varato questo provvedimento, siete pronti a vararne ancora in futuro? Poi un'altra domanda: lei sarebbe disposto a guidare un'altra maggioranza, cioè un governo sostenuto da un'altra maggioranza?
Presidente Draghi: Su quest'ultima domanda ho già risposto un po' prima: e la risposta è no. Invece, sulla prima domanda: abbiamo fatto dei provvedimenti, sono già stati stanziati per le famiglie quest'anno 14 miliardi e continueremo a stanziarne degli altri. Per le bollette abbiamo speso 30 miliardi, mi pare, dall'inizio dell'anno e con questi provvedimenti - o con quelli che prenderemo a luglio - questo importo salirà ancora. Stiamo riformando completamente l'assetto energetico del Paese. A partire dalla diversificazione di fornitori di gas, non dipendere da un solo fornitore. Questo è uno dei primi risultati raggiunti dal governo e si vedono già i risultati perché la dipendenza di gas russo è scesa dal 40% dell'anno scorso al 25% di quest'anno. E come dicevo prima, gli stoccaggi stanno andando bene. Secondo punto: c'è stata un'accelerazione molto forte negli investimenti rinnovabili. Questa è l'unica strada che abbiamo nel lungo periodo, quindi noi ora ci agitiamo molto per cercare di avere i rifornimenti di gas di cui abbiamo bisogno: ma bisogna sapere che questi non vanno a sostituire gli investimenti rinnovabili, vanno a tamponare una situazione di emergenza che durerà il periodo della transizione verso un mondo tutto soddisfatto dalle rinnovabili. Nei primi sei mesi di quest'anno, sono stati messi in cantiere - più che in cantiere, sono state già collegati alla rete quindi producono energia elettrica - impianti per circa tre volte e mezzo quello che è stato fatto negli ultimi quattro anni. C'è dunque l'intenzione di continuare, ci sono moltissimi progetti, c'è una fila lunghissima di progetti di rinnovabili ché il problema lì non è la mancanza di creatività degli imprenditori, non è la debolezza delle intenzioni di governo perché il governo è determinatissimo su questo fronte. Il problema sono gli ostacoli burocratici e moltissimi ne abbiamo rimossi, e molti ancora restano e quindi bisognerà rimuoverli: ci sono competenze di regioni, di ministeri e dell'autorità centrale che vanno pian piano rimosse. Comunque di autorizzazioni già date ce ne sono già tante.

Livio Cipriano (Agenzia Nova): Sull'energia, l'azione del governo è volta a ridurre la dipendenza dal gas russo e sta avendo effettivamente del successo ma non è ancora sufficiente. Un modo per poter risolvere definitivamente la questione potrebbe essere quella di puntare sul gas nazionale, perché non si torna ad estrarre gas nazionale? 
Presidente Draghi: Ne discuteremo col governo e con gli altri Ministri nelle prossime settimane. È importante capire però che se si percorre in questa strada questa va a sostituire l’importazione di gas, la linea è tracciata e non si torna indietro su questo.

Marco Iasevoli (Avvenire): Anche alla luce del vertice Nato, conferma che ci sarà un nuovo invio di armi, quindi nuovo decreto interministeriale? E come pensa di affrontare la ferma opposizione del Movimento. Sul piano personale, vorrei sapere se è rimasto anche rammaricato dall’essere tirato in mezzo ad una questione un po' da retroscena della politica. 
Presidente Draghi: E’ stata una settimana in cui, tutto sommato, ci sono stati tanti successi del governo su questioni molto importanti, a livello nazionale e internazionale, in cui la posizione dell'Italia è stata apprezzatissima nel Consiglio Europeo a Bruxelles, nel vertice Nato, nel G7. È di pochi minuti fa la dichiarazione del presidente Biden sull'importanza di avere un tetto al prezzo del petrolio e, probabilmente, questo porterà un tetto al prezzo del gas, perché è molto più facile mettere un tetto al prezzo del gas rispetto a quello del petrolio. Nel testo finale del comunicato del G7 si richiama questa esigenza, l’abbiamo ottenuta, e non era affatto scontato che ci fosse. Bene, in una settimana così densa di importanti risultati, l'attenzione alla comunicazione è inevitabilmente centrata su qualcosa di nazionale, di politico - chiamiamolo così - ma certamente non di qualcosa che è profondamente nell'interesse degli italiani. È questa sproporzione tra le due cose che ho notato invece.
Sulle armi, la posizione espressa all'interno del G7 e all'interno della NATO è una posizione di sostegno all’Ucraina. La frase esatta è: sosterremo l’Ucraina per tutto il tempo che è necessario. Questo significa aiuto economico, aiuto umanitario - ormai diventato importante - e aiuto militare. E su questo tutta l'Alleanza Nato e tutta l'Alleanza del G7 è unita e molto determinata. Però, a differenza di altre situazioni - anche questo se ne trova un piccolo accenno nei comunicati finali nel G7 - c'è una frase esplicita che dice: se ci fosse disponibilità negoziati, siamo pronti ad aprirli. Quindi sicuramente disponibilità, ma si è anche consapevoli che se l'Ucraina non si difende non c'è pace. L'ho detto già tante volte in Parlamento: se c'è schiavitù, c'è sottomissione, c'è oppressione ma non c'è pace, continuerà la guerra.

Andrea Pira (MF): Oggi scadevano i termini per l'acconto sulla tassa degli extraprofitti. Sono attesi 4,4 miliardi, l'industria ritiene che per l'acconto non si potrebbe arrivare a 1,2 miliardi. Avete già qualche indicazione su dove sarà il range? E, soprattutto, se non si raggiungerà la cifra verrà messo mano al provvedimento o si troveranno altre vie?
Sottosegretario Garofoli: Su questo la misura è stata presa qualche mese fa. La base di calcolo di quella imposizione è nota. È una differenza tra periodi di fatturazione, monitoreremo naturalmente la reale efficacia e operatività della misura. Naturalmente confidiamo nelle previsioni di stima che il Ministero dell'Economia e delle finanze ha fatto in sede di predisposizione di quella misura. E’ una misura utilizzata a copertura di altre misure importanti di sostegno, per l'appunto come anche questo decreto odierno, al potere di acquisto delle famiglie, alla competitività delle imprese.