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Conferenza stampa Draghi-von der Leyen sull’approvazione del Pnrr

Martedì, 22 Giugno 2021

Introduzione Presidente Draghi

Buonasera a tutti. Vorrei prima di tutto ringraziare la presidente von der Leyen per essere qui con noi a Roma. La visita della Presidente segna l'approvazione da parte della Commissione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che era stato votato dal Parlamento a fine aprile. È una giornata di orgoglio per il nostro Paese.
Abbiamo messo insieme un piano di riforme ambizioso, un piano di investimenti che punta a rendere il nostro paese - l'Italia - un Paese più giusto, più competitivo e più sostenibile nella sua crescita. Lo abbiamo fatto con il sostegno decisivo delle forze politiche, degli enti territoriali e delle parti sociali, a cui va il mio sentito ringraziamento. E con una costante proficua interlocuzione con la commissione, che ringrazio nella persona della Presidente von der Leyen. 
Un attimo fa, dicevo che questa interlocuzione è stata fondamentale, soprattutto per la parte concernente le riforme nel Piano. Il Piano italiano – che abbiamo chiamato “Italia Domani” - risponde in pieno alle priorità stabilite dalla Commissione. Dà un impulso decisivo alla trasformazione digitale dell’Italia e alla sua transizione ecologica.
Contribuisce a colmare i divari territoriali e a rafforzare la coesione sociale. Scommette in maniera convinta su donne e giovani, da cui dipende il rilancio del Paese. Lo conferma il giudizio molto positivo da parte della Commissione, arrivato nei tempi che auspicavamo. 
La giornata di oggi è, però, solo l’inizio. La sfida più importante è l’attuazione del Piano, per assicurarci che i fondi di cui dovremmo ricevere la prima tranche quest’estate, siano spesi tutti, ma soprattutto siano spesi bene. Per me ‘bene’ significa due cose: efficiente ed efficace ma anche che siano spesi con onestà.  Nelle ultime settimane abbiamo fatto già degli importanti passi in questa direzione. Il Consiglio dei Ministri ha approvato la governance del PNRR; un corposo pacchetto di semplificazioni; e le linee guida per reclutare nella Pubblica Amministrazione tutte le energie e professionalità necessarie.
Adesso dobbiamo compiere le altre riforme e gli investimenti nelle modalità e nelle tempistiche previste. Sono moltissimi i progetti e i cantieri pronti a partire. Tra questi c’è Cinecittà, dove siamo oggi. Il settore cinematografico e audiovisivo, come sanno molto bene tutti quelli che ci lavorano, è stato molto colpito durante la pandemia. Eppure, è tra i più promettenti del Paese. C’è un vasto mercato mondiale in cui l’Europa si può inserire. Con il PNRR investiamo 300 milioni di euro nella costruzione di nuovi studi e nuovi teatri, in nuove tecnologie digitali e nella valorizzazione del patrimonio documentale di Cinecittà.
Una parte di questi fondi sarà destinata al rilancio della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e per formare nuovi giovani che lavorano o lavoreranno nel settore audiovisivo. Il luogo scelto per questa cerimonia è simbolico.
Negli anni del Dopoguerra, qui il nostro cinema raccontava le vite delle famiglie italiane. Prima gli stenti, poi il lavoro e l’entusiasmo per una Italia che cresceva prodigiosamente a quell’epoca. Oggi, alla fine della più grande recessione che l’Italia abbia avuto dalla Seconda Guerra Mondiale, celebriamo qui, insieme all’approvazione del PNRR, quella che io spero sia l’alba della ripresa dell’economia italiana. Una ripresa significativa, duratura ma che abbia al centro l’inclusione sociale e la sostenibilità.

Introduzione Presidente Von der Leyen

Grazie Mario. E’ davvero un momento speciale per l’Ue e per l’Italia, la campagna vaccinale sta procedendo velocemente come anche la squadra azzurra e tutto il Paese, tutta la sua economia stanno riaprendo. Sono veramente felice di poter condividere questo momento con voi. E ti ringrazio per avermi portato qui a Cinecittà, Federico Fellini, la Dolce vita. È stato detto che qui si parla di arte, di cultura di artisti che sono stati colpiti dalla pandemia, quindi è bello essere qui e avere modo di vedere quello che farete con gli investimenti di Next Generation Eu. Next generation Eu ha assemblato il pacchetto di ripresa più consistente di tutta la storia d’Europa, più del piano Marshall, 800 miliardi di euro sulla base dei prezzi correnti. La porzione dedicata all’Italia sarà di 191 mdl di euro. Voi avete chiamato il vostro piano Nex Generation ‘Italia domani’, giusto, è stato confezionato qui in Italia, per gli italiani. È davvero un’opportunità generazionale per investire sui punti di forza dell’Italia e oggi sono qui per annunciarvi che avete l’appoggio totale della Commissione europea questo scaturisce da una eccellente cooperazione tra di noi, e ti ringrazio per questo, Mario, tra le nostre squadra, e scaturisce da una dettagliata valutazione da parte della Commissione europea. So che gli italiani hanno vissuto tempi molto duri ma voi vi siete sostenuti gli uni gli altri e suite riusciti a uscire dalla crisi e facendo questo avete ispirato un intero continente e mostrato quale e il vero significato dell’espressione solidarietà e il resto dell’Europa segue le vostre impronte. Dunque la nostra è una risposta eccezionale a una crisi eccezionale. Noi possiamo riplasmare il nostro Continente per i prossimi decenni, renderemo il Green deal europeo una realtà, questo è il momento per digitalizzare le nostre economie e per infondere nuove energie in quello che è l’economia di mercato europea, che è unica. Il 37% del Next genereation Eu Italia Domani’ sosterrà i nostri obiettivi verdi, dalle grandi opere di efficientamento energetico, per gli edifici pubblici, residenziali, gli incentivi fiscali, investimenti diretti fino ad esempi di mobilità urbana e sostenibile ma anche un maggior uso delle energie rinnovabili, ad esempio produzione off shore di energia o piccole reti elettriche. Uno dei maggiori patrimoni italiani è il vostro ambiente unico. Ho visto che c’è il rimboschimento delle protezioni aree marine, questo significa investire nella vostra crescita e futuro. Il piano italiano ha lo stesso livello di ambizione di un altro nostro obiettivo distintivo: la digitalizzazione, investite dunque nelle reti 5g, nelle abilità digitali, lo apprezzo molto. Il piano renderà la Pubblica amministrazione digitalizzata. Questo significa servizi migliori per gli italiani ma anche per le imprese italiane, e sostengo fortemente la vostra attenzione sui giovani. Hanno sofferto così tanto per questa crisi e le politiche occupazionali attive che volete mettere in atto potranno dare loro nuove opportunità, in modo specifico a loro e alle donne. Avete aumentato le possibilità per l’assistenza per l’infanzia. Questo è molto importante. Poi ci sono riforme cruciali, taglia ad esempio le farragini burocratiche nell’amministrazione pubblica, riformare il sistema della giustizia rafforzare l’ambiente degli affari per aiutare le imprese a essere più concorrenti in un mondo sempre più multipolare. Queste sono e le riforme che gli italiani hanno chiesto per anni e che adesso stanno diventando realtà con il Next Generation Eu ‘Italia Domani’. Insomma il Piano soddisfa gli esigenti criteri che abbiamo stabilito insieme, è un piano ambizioso e lungimirante e la cosa più importante aiuterà a edificare un futuro migliore per gli italiani e la nostra Ue. La nostra approvazione oggi è una pietra di fondamento per l’erogazione di 191,5 miliardi di euro nei prossimi anni, una volta approvata dal Consiglio europeo, dovrebbe succedere tra 4 settimane, saremo pronti a erogare i primi fondi. Mario, questo non è la fine del nostro percorso, semmai l’inizio. E’ l’inizio di una attuazione che sarà dura, bisognerà lavorare in modo molto duro, ma noi saremo accanto a voi, la commissione sarà con voi passo passo. La Commissione presterà attenzione a che tutto il potenziale di Next Generation Eu si esplichi completamente, il vostro successo è il nostro successo. Un’Italia più forte rende l’Europa più forte. E con questo, caro Mario, ti consegno la valutazione della commissione europea, dunque il nostro parere positivo. 
 

Domande

Roberto Chinzari - Tg1
Quando arriveranno i primo fondi per il piano italiano? E in prospettiva, visto che il Next Generation Eu sembra funzionare bene, se è pensabile renderlo strutturale o allungarne la durata e la funzionalità.

Presidente Von der Leyen
Il Consiglio ha quattro settimane per approvare il piano, poi potremo cominciare ad erogare le prime tranche di fondi. Una settimana fa siamo andati sul mercato, un’operazione molto importante, 21 miliardi di euro sono stati raccolti. Diciamo che le aspettative sono state sopravanzata di sette vote, quindi9 il mercato ha reagito bene al Next Generation Eu. Stiamo raccogliendo i fondi e tra quattro settimane il Consiglio credo che approverà il piano e penso che potremo cominciare ad erogar5e i soldi.

Presidente Draghi
Quanto di questo sforzo diventerà permanente, strutturale? Io credo che prima di tutto bisogna fare la prima cosa: cercare di spenderlo bene e con onestà, raggiungendo gli scopi che sono previsti nel piano ed è u a grande responsabilità per l’Italia. Se questo va in porto, poi sono certo che alcune parti dello sforzo fatto dalla Commissione e da tutti i Paesi europei rimarrà strutturale, perché quella fiducia che ci è stata data è stata dimostrata essere ben risposta. Quindi è una responsabilità, per noi, un motivo di orgoglio, un motivo anche di successo. È certamente l’inizio di una fase nuova, in cui l’Italia cambierà e la crescita sarà più alta. Ma è anche un’occasione in cui questo, che si è fatto per la prima volta, come la Presidente ha detto un attimo fa, nella storia europea possa anche restare permanente, alcune parti di questo piano. Io l’altra volta ho accennato alla parte Sure: è uno sforzo complessivo, questo, che non è soltanto quello del piano, ma anche di altri provvedimenti.

Marco Galluzzo  - Corriere della Sera
Non c’è il rischio che ci sia stata o ci sia un eccesso di enfasi sul Recovery plan? L’Italia negli anni ha accumulato tantissimi gap, posso citare un argomento finito nel dimenticatoio, come il debito pubblico delle partecipate, che è oltre 100 miliardi, di cui non si parla più, come delle municipalizzate. C’è il rischio che questo piano, che avrà sicuramente effetti strutturali positivi, diventi una panacea di tutti mali e in qualche modo ci faccia dimenticare altri gap?

Presidente Draghi
C’è sicuramente questo rischio. Come d’altronde anche in occasioni precedenti c’è stato il rischio della destinazione di fondi molto ingenti che non son o stati spesi o sono stati spesi solo in parte. Basti pensare che il fondo coesione e sviluppo vedeva destinati circa 44-46 miliardi e dal 2014 al 2020 ne sono stati spesi circa tre. Quindi, il rischio che questo sia “annuncio” indubbiamente c’è. Cosa c’è di diverso oggi? Per fare le cose ci sono due ingredienti fondamentali: uno è la volontà politica di farle, e il Parlamento ha votato con una grandissima maggioranza l’attuazione del piano, e la seconda è la capacità amministrativa di farle, e i cambiamenti che sono avvenuti in quest’ultimo mese e mezzo con le norme che il governo ha presentato sono veramente profondi e hanno proprio lo scopo di mettere la pubblica amministrazione in condizione di spendere bene questo denaro. È stata fatta una riforma della pubblica amministrazione, bisognerà fare altre riforme, come la riforma della giustizia, la riforma della concorrenza. È stato passato un pacchetto di semplificazioni molto importante, che cambia in profondità tutto l’agire amministrativo. Siamo fiduciosi, con questi cambiamenti e anche con le riforme che continueremo a fare, perché senza di queste, lei ha ragione, sarebbe probabilmente un annuncio come gli altri. Ma con queste riforme e con l’impegno politico, individuale, delle Istituzioni, dei Comuni, delle Regioni, delle autorità preposte al piano, ce la faremo.

Presidente Von der Leyen
Questa è davvero un’opportunità che avviene solo una vota nella vita. Abbiamo discusso la situazione degli Stati membri, nel momento in cui la crisi ha colpito, perché ha paralizzato intere economie. Abbiamo intrapreso delle misure per ibernare i sistemi durante la pandemia, i fondi strutturali, la legge di stabilità. Ma dobbiamo trovare una combinazione di riforme e investimenti per dare impulso agli investimenti una volta usciti dalla crisi per indurre davvero una modernizzazione delle nostre economie rendendole compatibili, ma anche concorrenziali in un mondo multipolare. Abbiamo quindi deciso di dotaci di un piano che è fatto in gran parte di sovvenzioni, sono promesse di investimento e ne abbiamo parlato nel Green deal, nella digitalizzazione e nella resilienza. Ma c’è anche una responsabilità nell’utilizzare queste risorse per mettere a posto le proprie finanze, investire in capacità future che saranno fruite dalle prossime generazioni, mitigare i rischi provenienti dai cambiamenti climatici e cogliere le opportunità della digitalizzazione. Come ad esempio qui a Cinecittà, che coglierà l’opportunità di passare ad un diverso livello di concorrenzialità in un mondo già concorrenziale. Quindi, dobbiamo utilizzare questa opportunità per migliorare le cose, questa è la nostra risposta. E poi, c’è un sistema molto dettagliato di fasi, di punti di svolta che abbiamo concordato e a cui lavoreremo insieme nella loro tradizione in realtà. L’affidabilità è importante. È importante essere sicuri che tutto questo sarà tradotto in realtà. I fondi strutturali non hanno u8na portata così ampia, potete capire che noi dobbiamo davvero cogliere questa opportunità unica per rimettere a posto le cose, edificare il nostro futuro e scatenare quel potenziale che è il potenziale di questo Paese e dell’Europa intera.

Serenella Mattera - Ansa
Buonasera. Avete posto entrambi accento sulle riforme, che l’Italia si è impegnata a fare per garantire il successo di questo Piano. Volevo chiedere alla presidente von der Leyen quale è la valutazione della Commissione, quali riforme ritiene cruciali per l’Italia. Al presidente Draghi, se vuole indicarci la road map più immediata, ci aspettiamo una legge sulla concorrenza a breve, sulla corruzione? Avete definito i tempi 

Presidente Von der Leyen
Le riforme chiave che sono state inserite nel piano sono collegate alla riforma del sistema della giustizia, soprattutto per ridurre la durata dei procedimenti civili e penali, importanti per l’economia, ma anche la riforma dell’Amministrazione pubblica, la sua modernizzazione e il suo efficientamento, per renderla più moderna. Poi la riforma degli appalti pubblici, la legge sulla concorrenza che verrà la luce nel 2022, ridurrà i tempi per la creazione di imprese. Di fatto i contratti per i servizi pubblici locali saranno oggetto di procedure semplificate. Quindi c’è una vasta gamma, una pletora di riforme che l’Italia ha deciso di affrontare in un momento in cui si mettono a disposizione grandi investimenti. Questa è una rara combinazione. Di solito ci sono delle riforme che sono difficili perché ci sono dei vincoli finanziari, delle ristrettezze, mentre voi e tutti gli Stati membri avete l’opportunità di fare delle riforme che sono state chieste a gran voce per tanto tempo ma anche di investire e dare impulso all’economia.

Presidente Draghi
Quanto illustrato dalla Presidente è molto importante, spesso le riforme creano cambiamenti e sono anche momenti di crisi, quindi poter avere un grande programma di investimenti che si svolge insieme accanto alle riforme è molto importante perché ovviamente questa società sta cambiando rapidamente e cambierà ancora di più 
Il calendario delle riforme? Intanto abbiamo già approvato quelli che sono i pilastri: la governance del Pnrr, le semplificazioni e il terzo pilastro è la riforma del reclutamento nella Pubblica amministrazione, in modo da mettere le Pa (Comuni, Regioni e Ministeri stessi) nelle condizioni di poter attuare il Pnrr. Entro il mese di giugno presenteremo un disegno di legge delega per la riforma degli appalti e delle concessioni. Nel mese di luglio ci sarà la legge sulla concorrenza. E la riforma della giustizia dovrebbe andare a giorni in Cdm. Questi sono i primi blocchi, probabilmente mi sono dimenticato qualcosa l’idea è di procedere alla massima velocità, in modo da essere pronti quando i progetti cominceranno. A proposito, molte autorità, Ministeri e regioni stanno già preparando il terreno per lanciare i bandi di gara e in alcuni casi l’implementazione è automatica. Ci sono delle leggi ad esempio per la Transizione 4.0 che automaticamente applicano già il credito di imposta e poi anche per il supporto dell’internazionalizzazione, anche quella è una legge che è già applicata, o il sostegno dell’export. La macchina è in movimento, gli interventi più importanti chiaramente richiedono che si compiano tutti i passi necessari perché le amministrazioni siano in grado di procedere e le riforme di struttura siano completate.

Gerardo Pelosi – Sole24Ore
Considerato che l’Italia è il maggior contributore di queste risorse, non crede che il Governo ita debba avere una doppia responsabilità nei confronti dei cittadini italiani ed europei?
Inoltre, se è compatibile non solo con le norme europee ma anche con un’Europa libera e laica la protesta del Vaticano al Governo italiano contro una legge sull’omofobia.

Presidente Von der Leyen
Inizio con la seconda parte della sua domanda. Lei sta parlando di un progetto di legge e su un progetto non facciamo commenti. In generale mi preme sottolineare che i trattati Ue sono estremamente chiari, all'art. 2, proteggono la diversità, la dignità, di ogni singolo essere umano. E proteggono la libertà di espressione. E questo veramente è un compito quotidiano per noi nell'Ue. Per quanto riguarda la prima parte della sua domanda, potrei darle due cifre che saranno interessanti: voi facciamo delle valutazioni sempre molto conservative dell’impatto dei vari Pnrr sulle economie nazionali e qui in questo caso abbiamo valutato che il Ppiano italiano avrà un impatto che andrà da 1,5 al 2 per cento del Pil con un enorme incremento occupazionale. Vedete che questo è un impatto enorme del Pnrr italiano. 

Presidente Draghi
Volevo aggiungere una cosa a proposito della responsabilità: certamente il Governo italiano e tutti noi abbiamo una responsabilità nei confronti del resto dei Paesi europei, dei cittadini di quei Paesi che hanno pagato le tasse e pagheranno le tasse per finanziare il nostro Piano nazionale, non tutti abbiamo attinto nello stesso modo. 
Abbiamo la responsabilità di far bene non solo per noi stessi ma anche per l’Europa. E quando mi si chiedeva se parte di questo sarà strutturale e rimarrà, certo se noi sapremo mantenere fede alla fiducia, rispondere alla fiducia che ci è stata data. La nostra è anche una responsabilità molto importante per l‘integrazione futura dell’Europa. Alla seconda domanda aveva già risposto la Presidente. Domani sono in Parlamento tutto il giorno e mi aspetto che me lo chiedano e a quel punto risponderò in maniera ben più strutturata di quanto possa fare oggi. E’ una domanda importante.

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri