Conferenza stampa del Presidente Draghi e del Ministro Speranza

Venerdì, 16 Aprile 2021

Il Presidente Mario Draghi e il Ministro della Salute, Roberto Speranza, hanno tenuto una conferenza stampa presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio. il Presidente Draghi ha illustrato i tre pilastri della strategia di rilancio del Paese: una chiara road map delle riaperture, misure di sostegno all’economia e alle imprese, rilancio della crescita grazie agli investimenti.

INTRODUZIONE

Presidente Draghi: “Buonasera e scusate del ritardo. Dalle cose che sto per dirvi possiamo guardare al futuro con prudente ottimismo e con fiducia. Lo scopo di questo incontro è informarvi dei provvedimenti che sono stati presi o che sono in corso di decisione in questi giorni. Sono tre i blocchi dei provvedimenti: uno che riguarda le riaperture, un altro lo scostamento di bilancio e il Def e il terzo riguarda le opere che sono state messe in cantiere. Partiamo dalle riaperture. Ecco le decisioni prese nel corso della riunione della Cabina di regia: si anticipa al 26 aprile l’introduzione della zona gialla e si introduce un cambiamento rispetto al passato, in quanto si dà precedenza alle attività all’aperto e quindi anche alla ristorazione all’aperto, a pranzo e a cena, e alle scuole. Tutte le scuole di ogni ordine e grado riaprono completamente in presenza nelle zone gialle e arancione, mentre nelle zone rosse vi sono delle modalità che suddividono (la didattica) in parte in presenza e in parte a distanza.
Con la decisone di oggi il Governo ha preso un rischio, ma un rischio ragionato. Un rischio fondato sui dati che sono in miglioramento, e che sicuramente incontra le aspettative dei cittadini, si fonda su una premessa: che quei provvedimenti che governano il comportamento nelle attività riaperte siano osservati scrupolosamente. Mi riferisco all’utilizzo delle mascherine, al rispetto dei distanziamenti. Occorrerà una sensibilizzazione particolare delle autorità, sia regioni, enti locali e forze dell’ordine, perché questi comportamenti siano osservati. Così facendo questo rischio ragionato si traduce in un’opportunità, un’opportunità straordinaria non solo per l’economia ma per la nostra stessa vita sociale. Nello stesso tempo la campagna di vaccinazione continua ad andare bene, con tante sorprese positive e negative. Anche questa è stata una delle considerazioni fondamentali nel prendere queste decisioni. Adesso do la parola al ministro Speranza, per riprenderla subito dopo e parlare degli altri due blocchi di provvedimenti annunciati, quelli economici e quelli relativi ai lavori pubblici”.

Ministro Speranza: “Ci sono stati due fattori fondamentali che nelle ultime settimane hanno consentito di vedere una piegatura della curva epidemiologica. Il primo fattore è senz’altro legato alle misure che abbiamo adottato, una parte significativa di Paese come è noto è stata in area rossa mentre una parte consistente è rimasta in arancione. Abbiamo deciso di sospendere in maniera precauzionale per una fase piuttosto lunga l’area gialla. Queste misure hanno prodotto dei risultati. Abbiamo un RT che in questo momento è 0,85 a livello nazionale, abbiamo una incidenza che è scesa a 182 e abbiamo una tendenza della stragrande maggioranza delle regioni verso un miglioramento del quadro epidemiologico. A questo primo fattore se ne somma un secondo, come diceva prima il Presidente del Consiglio, che è l’aumento significativo del numero di dosi di vaccino somministrate nel nostro Paese. Abbiamo superato ormai largamente le 14 milioni di dosi, quasi l’80% delle persone con più di 80 anni ha ricevuto la prima dose e l’accelerazione in corso ci porterà già nelle prossime settimane a rendere un numero di persone vaccinate nella fascia a maggior rischio, quella che rischia appunto un ricovero grave o addirittura la perdita della vita a un livello molto molto alto. Sulla base di questi elementi noi siamo in condizione oggi di disegnare con cautela e con giudizio un percorso positivo che dia un segnale di ripresa al paese, un percorso di natura graduale che si avvierà già il 26 aprile, che vedrà come elemento ancora una volta prioritario la tutela e la salvaguardia della scuola. Come ricordate, già in un appuntamento precedente, il governo decise di investire un piccolissimo tesoretto sulla scuola. Anche in questa occasione il primo luogo dove decidiamo di investire questo piccolo tesoretto che abbiamo accumulato è ancora una volta la scuola. Con l’idea che, da qui alla fine delle lezioni, si possa in tutte le aree gialle e in tutte le aree arancione tornare in presenza in ogni ordine e grado. Riteniamo che questo sia un fatto molto importante, perché tutto il governo ritiene la scuola un architrave fondamentale della nostra società. In maniera graduale proveremo ad aprire ulteriori attività economiche e commerciali, della ristorazione è stato già detto. Il principio che utilizzeremo in questa prima fase, che sarà naturalmente dettata dalla gradualità, sarà un principio che prova a partire da un dato di evidenza scientifica che si è affermato in modo particolare nelle ultime analisi fatte, e cioè che nei luoghi all’aperto riscontriamo una difficoltà molto più significativa nella diffusione del contagio. È molto più facile contagiarsi al chiuso che all’aperto. Questo principio proveremo ad applicarlo sicuramente sull’ambito della ristorazione e non solo e ci accompagnerà in questa fase di transizione. Nell’auspicio che, con il passare delle settimane, il quadro epidemiologico possa restare positivo e possa aumentare il numero delle persone vaccinate e questo ci consentirà poi ancora di poter programmare nelle prossime settimane ulteriori aperture, anche per attività che non si svolgono all’aperto. Questa è la road map che abbiamo in testa, credo che sia un messaggio positivo al Paese, un messaggio di ragionata fiducia. Lo monitoreremo con grandissima attenzione. Credo inoltre che quella spinta ancora alla cautela e all’attenzione, che chiediamo a tutti gli italiani, sia ancora più importante nel momento in cui si fanno aperture. Può sembrare un paradosso ma è così: nel momento in cui ci si avvia in una strada di riaperture è ancora più importante ricordare come le norme fondamentali che abbiamo imparato in questi mesi debbano necessariamente essere rispettate.

Presidente Draghi: “E’ molto importante osservare le regole a cui faceva riferimento il ministro Speranza, che ringrazio per tutto il lavoro che precede e che ha permesso le decisioni adottate. Si tratta di provvedimenti che riguardano - della scuola e della ristorazione abbiamo detto - musei, teatri, cinema, spettacoli, attività ed eventi sportivi, piscine, palestre, fiere, congressi, stabilimenti termali, parchi tematici, gli spostamenti che saranno consentiti tra regioni in zona gialla e con un pass, un certificato tra regioni di colore diverso. Assieme a queste decisioni, che dovranno sicuramente incoraggiare l’attività economica e sociale, vi saranno altri due pilastri della politica del governo: il primo riguarda i provvedimenti economici. Il ministro Franco ha enunciato questa settimana il Def e l’entità dello scostamento. La prima cosa su cui puntare l’attenzione è l’entità dello scostamento: 40 miliardi di euro. Ma non è solo questo, se vedete il percorso di rientro dal deficit, che è poco meno del 12%, solo nel 2025 vedrà il 3%. Questa è una scommessa sulla crescita. Se la crescita sarà quella che ci attendiamo da tutti questi provvedimenti, dai Piani di investimento, dal Pnrr e soprattutto dalle riforme, questa scommessa la vinciamo senza pensare neanche a una manovra correttiva negli anni futuri. Ovviamente oggi non ci si sta pensando. Spesso questi percorsi di medio-lungo termine sono fatti con l’idea implicita che tra un paio di anni si cominciano a fare manovre correttive. Viceversa, se la crescita si traduce in quel che ci aspettiamo, dalle riforme e dagli investimenti, questo processo sarà quello che si chiama l’uscita dal debito attraverso la crescita, attraverso lo sviluppo. Una crescita che vogliamo sostenibile, rispettosa dell’ambiente. D’altronde il Pnrr è il Piano in cui è spiegata in tutti i suoi effetti la transizione ecologica.
Come ho già detto in passato, è una scommessa sul debito buono. Non è più una questione se far debito o no, perché stiamo facendo, abbiamo fatto e faremo debito. Il punto è che questo debito deve essere investito bene. Gli investimenti che saranno spiegati nei prossimi giorni sono stati ben individuati, occorre ora che siano anche ben progettati, ben disegnati e soprattutto ben attuati. Perché lo siano - è una condizione necessaria ma non certo sufficiente - le norme che disciplinano tutti gli investimenti devono essere semplificate. Questo vale per il Pnrr, vale per il Fondo di accompagnamento. Come sapete, infatti, nel Pnrr sono previsti circa 192 miliardi di euro, di cui 69 miliardi sono sussidi a fondo perduto e 122 miliardi di prestiti a condizioni particolarmente favorevoli, a cui si aggiungono 30 miliardi del Fondo di accompagnamento al Pnrr. Il Fondo include il finanziamento di tutti quegli investimenti e quei progetti che secondo le linee guida della Commissione europea non sarebbero potuti stare nel Pnrr, ma verranno spesi con la stessa velocità del Pnrr. Non è un canale di serie B, ma di serie A. Per questo le norme devono essere semplificate, in modo tale che tutti gli investimenti possano essere fatti nei tempi naturali, senza ritardi e senza rallentamenti. Poi c’è un terzo punto che riguarda le opere pubbliche. Il ministro Giovannini, che ringrazio, ed io abbiamo nominato i commissari per 57 opere: 14 infrastrutture stradali, 16 ferroviarie, trasporto rapido di massa, 11 infrastrutture idriche, 3 portuali e 12 infrastrutture per presidi di pubblica sicurezza. Queste opere erano state già finanziate e deliberate e aspettavamo di essere attuate. Il ministro Giovannini ha preparato un cronoprogramma dove si vede esattamente la data di apertura dei cantieri. I cittadini saranno dunque nella condizione di rilevare se il governo ha scherzato qualora non ci saranno i cantieri aperti alla data fissata. Due opere sono già aperte da marzo, 5 da giungo, 8 a settembre, 5 a dicembre e così si andrà avanti per altri anni. Questo è stato possibile perché i vari stadi son stati precisamente specificati e concordati con tutte le autorità che hanno un rilievo nell’autorizzare e attuare l’opera. In merito, infine, al decreto sostegni, che è stato approvato la scorsa settimana, segnalo: 1. la rapidità dei pagamenti, dal 30 marzo ad oggi sono stati pagati 2 miliardi di euro nella prima settimana e un miliardo nella seconda settimana, ma i pagamenti non sono ancora terminati. Mentre l’altra questione che si è aperta, anche grazie alle reazioni al primo decreto, è relativa alla possibilità di introdurre dei cambiamenti nei criteri con cui questi fondi venivano allocati. Il criterio che è stato adottato nel primo decreto è quello del fatturato e questo ha suscitato perplessità in tanti, per vari motivi. Il Mef sta pensando di aggiungere, oltre al criterio del fatturato, anche un criterio che riguarda l’utile, l’imponibile fiscale, in maniera tale da vedere esattamente i soggetti che sono stati più colpiti dalla pandemia. Naturalmente bisogna ricordare che non si può aver tutto: con il fatturato i pagamenti sono molto rapidi, mentre con l’utilizzo di altri indici e di altri parametri i tempi, non di molto, si allungano di varie settimane, tre-quattro settimane rispetto al pagamento immediato, rapidissimo che c’è stato seguendo il criterio del fatturato. Il prossimo decreto conterrà ancora il fatturato e i sostegni saranno indirizzati a una varietà di categorie. Ma al criterio del fatturato si accompagnerà anche un altro criterio che tenga conto, come dicevo, dell’utile di impresa o dell’imponibile fiscale in maniera tale da vedere chi è stato veramente maggiormente colpito”.

DOMANDE

Mara Montanari (Adnkronos): “Dal 26 aprile si comincia a riaprire. Le volevo chiedere se oltre a queste prime aperture il governo sta già immaginando un calendario di progressive riaperture e se siete in grado già di ipotizzare una data, un momento in cui si potrà riaprire. Volevo chiedere anche se queste riaperture le possiamo considerare definitive e se questo percorso individuato, le decisioni prese oggi in cabina di regia, possono chiudere le tensioni che ci sono state, con gli attacchi e le critiche al ministro Speranza che abbiamo visto in questa settimana da parte alcuni settori della sua maggioranza”.

Presidente Draghi: “Saranno definitive queste aperture? La risposta è esattamente nel rischio ragionato che abbiamo preso. Sulla campagna vaccinale non ho dubbi che continuerà ad andare sempre meglio, quindi la questione è se saranno osservati i comportamenti, il rispetto dei distanziamenti, indossare le mascherine. La probabilità che si debba tornare indietro è molto piccola, molto bassa. Non si sa come sarà l’autunno, ma allora avremo la vaccinazione molto diffusa, quindi potremo affrontare anche eventuali ritorni della malattia in maniera diversa.
Se le critiche al ministro Speranza troveranno pace con questo provvedimento? Io credo che le critiche al ministro Speranza dovevano trovare pace fin dall’inizio, perché non erano assolutamente né fondate né giustificate. D’altronde l’ho già detto l’altra volta, mi secca un po’ dirlo in sua presenza, che lo stimo e l’ho voluto io nel governo.
Questi provvedimenti rispondono al disagio delle categorie, di tanti, di moltissimi operatori, famiglie, ragazzi. In questo senso, portano una maggiore serenità nel Paese, questo sicuro, portano le basi per il rilancio dell’economia. Per quanto riguarda la ripartenza dell’economia, penso che avremo un rimbalzo molto forte nei prossimi mesi e poi dovremmo attestarci su un sentiero, un livello di crescita che ci permette, appunto, come dicevo, di uscire dall’alto debito, dall’alto rapporto debito/Pil. Il rimbalzo è certo, sarà forte, anche questo sicuro. Non è sicuro quanto esattamente forte sarà. Quello su cui però dobbiamo lavorare, ed è la sfida in un certo senso più importante, è di assicurare che dopo la ripresa dei prossimi mesi continueremo a crescere, a mantenere alto il livello dell’occupazione e a crescere nella misura necessaria per tornare a essere un Paese che cresce dopo tantissimi anni in cui purtroppo la situazione è stata diversa. Sulla prima questione, del calendario, do la parola al ministro Speranza”.

Ministro Speranza: “Sì, abbiamo un calendario, che ha come prima data chiave quella del 26 aprile, la data in cui ripristiniamo le zone gialle, con una differenza importante che riguarda proprio la necessità di investire sul fronte degli spazi aperti per le ragioni che provavo a spiegare. Poi c’è una road map che ci accompagnerà e chiaramente monitoreremo passo dopo passo. Faccio qualche esempio. L’idea che abbiamo è che dal 15 maggio possano riaprire le piscine all’aperto. Altra idea è che dal primo di giugno si possano riattivare alcune attività connesse alle palestre. Ancora, dal primo di luglio possiamo immaginare attività di natura fieristica. Ci sono in modo particolare fiere particolarmente importanti che ospitiamo nel nostro Paese, già alcune si svolgeranno nel mese di luglio. C’è stata una riunione nei giorni scorsi con il ministro Di Maio, con il ministro Giorgetti, con il ministro Garavaglia. C’è quindi l’idea di un percorso che mettiamo in campo e che ci consente di gestire una fase di transizione. Non sarebbe onesto, non sarebbe corretto indicare un giorno X in cui d’un tratto scompare qualsiasi misura nel nostro Paese. Serietà invece impone un percorso di gradualità che ci consentirà poi anche di monitorare l’andamento. L’arma su cui contiamo, evidentemente, è la campagna di vaccinazione: ogni giorno che passa c’è un pezzetto in più di Paese che è tutelato, che ha uno scudo. E più questo scudo è forte, più questo scudo resiste, più siamo nelle condizioni di poter tornare a una vita diversa rispetto a quella che abbiamo vissuto negli ultimi mesi. Ci sarà un giorno in cui ogni misura scomparirà? Questa domanda sinceramente mi sembra molto impegnativa e per serietà è difficile indicare una scadenza. Però non c’è dubbio che la stagione che si apre, grazie al vaccino, è una stagione profondamente diversa. Poi avremo bisogno ancora di analizzare, di verificare le varianti, di vedere anche la risposta dei cittadini sul terreno della vaccinazione, quando arriveremo a una percentuale molto alta. Perché oggi noi abbiamo un limite ancora in termini di dosi a disposizione. Arriverà molto presto un giorno in cui avremo tante dosi a disposizione e in cui dovremmo convincere, semmai, un pezzo di Paese che ha ancora dei dubbi. E questa sarà una grande battaglia in cui io credo che la trasparenza, l’evidenza scientifica ci dovrà aiutare per arrivare al più alto tasso di percentuale di adesione dei cittadini italiani alla campagna di vaccinazione. Perché quello, a un certo punto, farà davvero la differenza”.

Andrea Bonini (SkyTg24): “volevo tornare un attimo sui numeri che avete ripetuto essere sempre il punto di riferimento. Alla luce di questa road map, ma soprattutto alla luce delle riaperture che avverranno, quanto peseranno anche nel mantenimento delle stesse da un lato l’andamento della campagna vaccinale e della curva epidemiologica? Cioè, si evita un caso Sardegna: prima bianca e poi rossa. Quali sono i meccanismi di controllo da quel punto di vista che eventualmente avete messo in campo? Al ministro Speranza, questa mattina l’ex premier D’Alema racconta di come è intervenuto ad aiutare lo Stato intermediando l’acquisto di ventilatori cinesi, in quanto lo Stato non era in grado di pagare all’ordine ma solo alla consegna. Le chiedo se questa è la prassi, se la condivide, se ha visibilità di molte operazioni di questo tipo”.

Presidente Draghi: “Non c’è dubbio. Come ho detto prima noi abbiamo preso questa decisione sulla base dei dati e delle curve. Il declino delle curve continua ed è stato continuo nelle ultime settimane, ma è meno marcato di quanto ci si sarebbe potuto aspettare sulla base di varianti diverse. Quindi è un passo che noi prendiamo con il sostegno e il conforto dei dati, specialmente il passo, la decisione di privilegiare le attività all’aperto. Quindi, ristorazione sì, ma all’aperto. Tutte le attività all’aperto, sport e così via. Ma poi tutti i comportamenti di cui parlavo prima sono assolutamente necessari”.

Ministro Speranza: “Le vicende legate agli acquisti erano gestite e sono tuttora gestite dalla struttura commissariale, quindi non sono una competenza diretta del ministero della Salute. Quello che so è che nelle prime settimane naturalmente c’era una ricerca molto forte in ambito internazionale di ciò che in Italia mancava in quel momento, cioè mascherine e respiratori. Ed è chiaro che tutte le personalità che in qualche modo potessero avere relazioni pregresse con il principale venditore di questi beni, che in quel momento, soprattutto per le mascherine, era la Cina sono state attivate dalla struttura commissariale”.

Alberto Ciapparoni (RTL): Sulle riaperture, lei non ritiene che ci sia l’esigenza da parte del suo governo di fornire evidenze scientifiche e dati trasparenti per motivare la proporzionalità delle misure attuate, ora di riapertura prima di chiusura? Non l’ha fatto il precedente governo, fino ad oggi non l’aveva fatto il suo, mantenendo una linea di continuità con il Conte2. Per esempio, sulla scuola in presenza che voi avete annunciato da maggio per le superiori al 100%, nel frattempo, in questi due mesi, cosa è stato fatto per i trasporti pubblici?”

Presidente Draghi: “Lo Stato ha stanziato 390 milioni di euro per un programma di trasporti pubblici locali da attuarsi con le Regioni. Sui trasporti pubblici ci sono delle limitazioni di occupazione al 50%. È stato fatto molto. Ci sono ancora, di questi 390 milioni, c’è una parte che deve essere ancora spesa. Quindi poi passeremo in Conferenza Stato-Regioni e di questo vi si darà conto prima della conferenza Stato-Regioni, e sentiremo le iniziative che le Regioni vorranno prendere a riguardo. Non credo che non sia stata data evidenza scientifica dei provvedimenti che abbiamo preso. Per esempio, la decisione, appunto, di privilegiare le attività all’aperto è fondata su dei lavori scientifici che mostrano che le probabilità di contagio all’aperto sono molto, molto basse. La decisione di posporre il richiamo di vari vaccini è stata presa sulla base di attività scientifiche, pubblicate e disponibili, che sono venute negli ultimi 6-7 mesi. Quindi mi pare che si dia conto della base scientifica delle decisioni prese. I distanziamenti, anche quello mi sembra che sia una cosa abbastanza ovvia. Se io passo l’intera serata in un ambiente chiuso a 50 centimetri dalla persona che mi sta vicino a tavola, probabilmente mi contagio di più che se non passo una serata all’aperto, distanziato, magari anche con la mascherina se sono vicino. Quindi non mi pare che siano iniziative prese, come ho detto in un altro contesto, per vedere l’effetto che fa”.

Giulio Gambino (TPI): “Lei ha parlato molto della necessità di fare debito buono, di spendere attentamente le risorse pubbliche. Ha detto che non si possono aiutare tutti quanti e qualcuno necessariamente sarà escluso. Allora, i provvedimenti che avete preso, che dovrete approvare adesso, vanno nella direzione di un debito buono? Infine, proprio in relazione a questo fatto del debito buono-debito cattivo, laddove si dovesse ritenere necessario intervenire sui grandi e più scottanti dossier, ad esempio Alitalia oppure Stellantis, anche in quel caso si starebbe facendo debito buono?”

Presidente Draghi: “La logica di questi interventi è fondamentalmente di due tipi: il primo è un sostegno alle persone a coloro che hanno perso tutto non per colpa loro, questo è da ricordarsi; un altro serve a evitare che le imprese, che magari poi si riprendono, per mancanza di liquidità, per mancanza di sostegni chiudono, oppure vengono acquistate da qualcuno che si presenta all’improvviso, come tra l’altro sta capitando. Questa è la logica che sta dietro a questi interventi. Ci saranno sicuramente dei settori industriali o di servizi che con i cambi nei comportamenti e cambi nella tecnologia, che stanno avendo luogo durante questa pandemia, non avranno più mercato. In questo caso si tratta evidentemente di assistere la transizione da queste attività e da questi settori ad altri che invece hanno mercato. Questa è un po’ la logica, ma oggi sono le prime due considerazioni che prevalgono: il sostegno umanitario, tant’è vero che sia nel presente decreto che in questo che verrà si dà notevole spazio a quello che è il reddito di emergenza, cioè il sostegno degli ultimi degli ultimi; l’altra si cerca di sostenere le imprese e lo si fa questa volta in maniera anche più discriminante. Per esempio si ristorano i costi fissi, gli affitti, si estende la platea delle partite Iva che possono ricevere questo sostegno, si guarda come dicevo prima anche all’utile oltre che al fatturato, si usa lo strumento dell’esenzione fiscale. Ci sono tutta una serie di provvedimenti che hanno senso solo se l’impresa è viva. Ci sono alcuni dossier industriali che sono importanti, sono aperti - Stellantis non è aperto veramente -. Sono dossier aperti, dopo di che certamente per la chiusura di questi dossier è stato creato debito, l’esempio di Alitalia è davanti a noi. Lì la domanda da farsi è: il debito è buono solo se viene fatta una riforma della società tale che poi andrà avanti con le proprie ali e non avrà bisogno di essere continuamente sussidiata come è stato negli ultimi vent’anni. Questo è debito buono perché si è utilizzato per rimettere sul mercato una società in maniera tale che poi sia autonoma, si sostenga da sola. Il debito cattivo è quello che invece prevede un’emissione di debito continua, di sussidio, senza un piano industriale, senza un piano societario”.

Fabrizio Frullani per il Tg2: “La cabina di regia ha presentato oggi delle divisioni oppure lei ha dovuto mediare tra le sensibilità, tra le posizioni in campo. Sulle opere pubbliche: è prevista l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria? E infine sullo scostamento di bilancio, sui 40mld, se saranno per lo più destinati alle partite Iva”.

Presidente Draghi: “Sulla cabina di regia. È chiaro che su una decisione così importante si arriva a discutere con punti di vista che per forza di cose non sono uguali, perché le dimensioni di una decisione come questa sono tante. Quindi i vari membri della cabina di regia avevano in comune una strada verso cui andare e poi differenze di vedute sui singoli aspetti. Siamo e son contento, devo dire, di aver trovato una soluzione che contemperi tutti i punti di vista. Per cui la decisione della cabina di regia è stata presa all’unanimità, non a maggioranza – per usare un linguaggio formale. Lo scostamento, sì, è destinato alle partita Iva. Sull’alta velocità Salerno-Reggio Calabria la risposta è sì: nel fondo di accompagno al Pnrr c’è una posta per l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria”.

Barbara Fiammeri per Il Sole 24 Ore: “Lei ha insistito molto sulla scommessa sulla ripresa e la crescita, ma volevo chiederle – oltre i provvedimenti assunti – in che modo, concretamente, lei si sente di garantire la messa a terra di tutti questi soldi che abbiamo a disposizione. Perché non basta la nomina dei commissari per garantire quel cronoprogramma che lei ha dato. Un’ultima cosa: oltre al debito buono e cattivo, questo è un Def storico per i numeri che riporta. Un Def che mette i brividi. Vorrei dire che se non ci fosse stato lei come Presidente del Consiglio saremmo stati proprio terrorizzati. Però tutto questo comporterà secondo lei una rivisitazione delle regole europee? Lei stesso ha detto che bisogna scongiurare ipotesi di manovre correttive grazie alla crescita, però rientrare dal 160% con l’11.8%...è veramente difficile”.

Presidente Draghi: “L’accenno al cronoprogramma è proprio perché io, il Ministero Giovannini e immagino anche il resto del Governo siamo sicuri di questo: altrimenti non le darei una data per trovarmi contraddetto dopo 4 giorni. Io sono sicuro che andrete tutti a vedere se questi cantieri saranno effettivamente aperti. E se non dovessero esserlo verreste da m. Per questo la certezza deriva dal fatto che le procedure necessarie all’aperture sono state compiute o saranno compiute nei termini che saranno indicati nel cronoprogramma. Per cui non ho dubbi su questo. Sulle semplificazioni la prossima settimana non credo (ci sarà un provvedimento, ndr). Per la parte di Pubblica Amministrazione ci sta lavorando il Ministro Brunetta, poi ci sarà tutta una serie di provvedimenti sulle semplificazioni che dovranno per forza accompagnare il Pnrr. Perché sennò quel programma imponente di investimenti comincia a diventare poco credibile se non ci dovessero essere semplificazioni. L’altra questione: i debiti. Il punto è riuscire a fare e produrre la crescita presente nel piano: quello è il criterio con il quale usciamo da questa situazione di alto debito. Non credo che se invece di 40 fossero stati 30 lei non avrebbe avuto i brividi. Credo che la situazione del livello del rapporto debito/Pil ha raggiunto sia una situazione che giudicata con gli occhi di ieri sarebbe preoccupante. Gli occhi di oggi sono totalmente diversi. Prima di tutto perché la pandemia ha giustificato e reso legittima la creazione di molto debito, ha ispirato i comportamenti di chi fa le regole a Bruxelles (tant’è che sono sospese) e ha anche informato la strategia di politica monetaria della Bce. Gli occhi di oggi sono occhi che vedono tassi di interesse che erano il 3% e oggi sono 0,5% - o anche negativi sulle emissioni di debito pubblico. Sono occhi diversi. Nessuno, nelle conversazioni fatte, si è posto l’eventualità che domani le regole possano tornare come erano. Non è previsto, è una discussione complessa che durerà probabilmente tutto l’anno prossimo. E siccome gli altri Paesi europei sono in condizioni non dissimili dalle nostre vi sarà una unanimità sulla soluzione più di buon senso che è quella di un impegno serio verso decrescita debito-Pil senza che venga compromessa l’economia dei Paesi”. 

Giuseppe Fonte per Reuters: “Volevo tornare sui dossier finanziari. Lei sa che Cdp sta conducendo da quasi un anno ormai un difficile negoziato per acquisire il controllo di Autostrade per l’Italia dal gruppo Atlantia. Volevo capire se il suo governo intende proseguire su questa strada o se sono ipotizzabili soluzioni alternative, magari tramite il coinvolgimento di gruppi esteri come il gruppo spagnolo Acs che ha appena formulato una manifestazione di interesse. Se poi me lo permette vorrei tornare sul debito pubblico: lei ha detto della scommessa della crescita, ma quest’anno arriviamo al 160% del Pil e volevo sapere se secondo lei c’è un livello di debito raggiunto il quale il debito pubblico italiano non è più sostenibile”.

Presidente Draghi: “Sulla questione Cdp non intervengo e non discuto perché c’è una trattiva in corso, fondata essenzialmente sull’offerta preparata dal governo precedente. Quindi vediamo come andrà a finire l’assemblea. Non so. Il Cda, prima di Atlantia, la discuterà e vedremo. L’altra domanda concerne la sostenibilità del debito. Prima, con gli occhi di ieri come dicevo prima, la sostenibilità del debito veniva misurata sulla base dei tassi di interesse e sulla capacità di – come dicono gli economisti – “servire il debito”. A un certo punto, la domanda che si pongono tutti è: ce la fa questo Paese, ce la fa lo Stato, a pagarmi gli interessi sul debito che io ho comprato? Oggi questa domanda non si fa più. Non so quanto durerà, probabilmente per molto tempo, ma per il momento non si fa perché i tassi sono bassi. Vuol dire che ogni debito è sostenibile? No. Vuol dire che la domanda diventa: ce la farà questo Paese a crescere abbastanza  per poi un giorno ripagare il debito che sta facendo oggi? Quindi è la crescita il criterio principiale anche a cui tra l’altro guardano tutti coloro che danno i rating al debito. La crescita e il modello di crescita e sviluppo del Paese. La crescita deve essere sostenibile, perché se non fosse sostenibile si direbbe a un certo punto “questo paese non ce la farà”. Quindi deve essere una crescita sostenibile e questa è la grandezza a cui più si guarda nei mercati oggi - e non solo nei mercati”.
    
Andrea Pira per Milano Finanza – Class CNBC: “Volevo chiederle riguardo la crescita, nel Def non viene preso in considerazione l’effetto delle riforme (viene spiegato anche in maniera prudenziale). Non è stato calcolato o non è ancora possibile calcolarlo? Quindi oltre alla crescita, possono essere previsti altri interventi – come ad esempio convogliare il patrimonio immobiliare in dei fondi, come viene per esempio proposto da Banca Intesa?”
Presidente Draghi: “No, queste cose al momento non sono state discusse e non è prevista discussione su questo. Perché le stime del Def non tengono conto delle riforme? Perché sono stime prudenziali. In una situazione in cui è tutto molto incerto, perché poi molto dipende anche dall’evoluzione della pandemia e da altro, la stima che il ministero ha voluto usare è una stima prudenziale. Poi nel Pnrr per l’esecuzione stessa del piano sono previste le riforme: della giustizia civile, della pubblica amministrazione, della semplificazione, del fisco, e avranno un effetto positivo sulla crescita. Per cui prendiamo quelle stime del Def come delle stime caute, per rispondere a lei da persone serie”.

Matteo Berti per il Tg5: “Una domanda più politica a questo punto: lei ha fatto arrivare un appello all’unità, ad evitare sgambetti, alla maggioranza e ai partiti che la sostengono. Le chiedo quali sono le sue preoccupazioni, se queste si sono sgonfiate con le riaperture e se sono emerse durante il giro di consultazioni che sta portando avanti. Insomma, lo stato dell’arte della sua maggioranza da quando si è insediato”

Presidente Draghi: “No, io non ho fatto nessun appello all’unità, non c’è bisogno di farlo perché è insito nella composizione della maggioranza. Quel che posso dire è che l’atmosfera nel governo e tra i CdM è eccellente e può essere confermato – io naturalmente ho interesse a dirlo – qualunque ministro di questo governo. Le consultazioni sono un’occasione veramente straordinaria di scambio, di spunti e di contatto con il Parlamento e di comunicazione di ciò che fa il Governo. Tenete presente che i provvedimenti che questo governo ha dovuto prendere in questi primi mesi, un po’ perché ereditati dal precedente esecutivo un po’ perché sono nuovi, sono stati moltissimi e molto molto significativi. Quindi in questo incalzarsi di provvedimenti sicuramente la comunicazione con il Parlamento ne soffre. Abbiamo tutti i canali, certamente la comunicazione dei singoli membri del CdM con il Parlamento continua perché tutti questi provvedimenti – come quelli di cui abbiamo parlato oggi – hanno visto il coinvolgimento di tutti i ministri. E oggi, si intende dare un’ulteriore spinta a questa comunicazione con le consultazioni che ho fatto, sto facendo e che farò anche nelle prossime settimane. E si è detto che non deve essere un episodio a sé stante, ma è un qualcosa che si può prendere e decidere di tenere in piedi regolarmente, ecco. Ma non c’è stato nessun appello all’unità come non ci sono state frazioni che si sono calmate con questi provvedimenti sulle riaperture – che tra l’altro li abbiam presi pochi minuti fa, quindi… - se ci fossero state si sarebbero dovute calmare molto rapidamente”.

Luca Sappino per La7 – Tagadà: “Noi raccontiamo ogni giorno un aumento della diffidenza verso il vaccino AstraZeneca con un aumento dei rifiuti dell’inoculazione. Cosa deve succedere a chi rifiuta il vaccino senza le opportune ragioni mediche: finisce in coda alla lista dei vaccinati o avete modo di sostituire il vaccino per tutti? Una domanda poi al ministero Speranza: a che punto siamo sulla produzione di un vaccino italiano, parendo dal fatto che Reithera è un vaccino a vettore virale (come AZ e J&J) su cui il governo ha impiegato 80 milioni. Un fuori sacco: concederà la cittadinanza Patrick Zaki come richiesto dal Senato?”.

Presidente Draghi: “Il ministro Speranza mi correggerà, ma io questo crollo di fiducia su AZ nei dati non lo vedo, però il resto delle domande sono per il ministro Speranza”.
Ministro Speranza: “Anche a noi non risulta questo crollo, invece ci risulta una maggior richiesta di informazione. Dagli hub vaccinali arriva questa richiesta che io ritengo sia legittima, giusta e comprensibile, di avere ulteriori informazioni su questo vaccino. Io ho avuto modo ieri di fronte al Parlamento, nell’informativa che ho fatto proprio sul vaccino AZ, di spiegare che è un vaccino efficace e sicuro, che fa parte della nostra strategia su cui noi continuiamo a puntare. L’evidenza scientifica ci ha portato ad una raccomandazione di natura anagrafica, quindi queste ore il vaccino A è usato sopra i 60 anni e intendiamo continuare a utilizzarlo. I dati che ci arrivano dai territori sono dati incoraggianti. Chiaramente chi rifiuta chiesto vaccino va in coda e non ha una possibilità immediata di sostituirlo ma l’invito che facciamo a tutti gli italiani è di vaccinarsi perché tutti i vaccini di cui disponiamo sono egualmente efficaci e sicuri.
Presidente Draghi su Zaki: “Senta, quella era una domanda fuori sacco, quindi mi spiace ma le rispondo brevemente. È un’iniziativa parlamentare in cui il governo non è al momento coinvolto”.

Francesca Tana per Italpress: “Una piccola precisazione: non ho capito se il coprifuoco resta o sarà posticipato. E poi la domanda per lei Presidente: cosa pensa della possibilità di creare delle isole Covid-free per rilanciare il turismo anche sulla scorta del modello greco?”
Presidente Draghi: “Della seconda cosa non abbiam discusso oggi. Sulla prima do la parola al ministro Speranza”.
Ministro Speranza: “Come dicevamo, c’è un percorso di gradualità e non un momento X in cui tutto cambia, in ogni caso restano comunque le fasce a colori. In questa fase, la scelta del governo è di conservare la limitazione oraria del cosiddetto coprifuoco - come è stato chiamato - ancora così esattamente come oggi vigente. Il governo poi valuterà settimana dopo settimana l’evoluzione della curva epidemiologica e adeguerà eventualmente anche ulteriori misure. Al momento però questa misura rimane vigente esattamente così come è oggi. E mi sia consentito di ricordare che rimane vigente il modello per zone, per fasce. Per cui a chi prima chiedeva: ma in caso di difficoltà o focolaio? Il nostro modello permette di leggere una situazione epidemiologica. Se dovesse esserci un’area che va in difficoltà per ragioni variegate, comunque i nostri parametri saranno in grado di fotografare quella situazione e eventualmente anche far scattare misure più rigide. Noi stiamo allargando a un’ipotesi di zona gialla, con una profonda differenza rispetto a prima, diamo un segnale che va nella direzione giusta – ma comunque resta un modello prudenziale che sarà capace di leggere eventuali situazioni sui territori”.

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