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Conferenza stampa del Presidente Draghi con i Ministri Speranza e Gelmini

Mercoledì, 24 Novembre 2021

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, insieme al Ministro della Salute, Roberto Speranza, e al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri.

Introduzione del Presidente Draghi
Nel Consiglio dei Ministri di oggi abbiamo preso degli importanti provvedimenti in tema di controllo della pandemia, di cui probabilmente sapete già molto perché sono sui giornali da un paio di giorni. 
Vorrei dire soltanto due parole per cercare di inquadrare la logica di questi provvedimenti, poi darò la parola al Ministro Speranza per un’illustrazione precisa e alla Ministra Gelmini per una presentazione di quelli che sono stati i contatti e i contributi che le Regioni hanno dato. 

Diciamo subito che la situazione italiana è oggi sotto controllo, siamo probabilmente in una delle situazioni migliori in Europa grazie essenzialmente alla campagna vaccinale, che è stata un successo notevole. A questo proposito voglio continuare a ringraziare tutti gli italiani che hanno aderito a questa campagna con grande partecipazione e voglio ringraziare anche quelli che ora stanno aderendo con uguale partecipazione, perché i numeri sono molto incoraggianti alla terza dose.

Occorre però anche chiedersi quali sono gli eventuali rischi. Noi vediamo una situazione all’esterno dell’Italia che è molto grave, in Paesi che sono con noi confinanti. Vediamo anche che la nostra situazione italiana è in lieve ma costante peggioramento, come hanno spiegato stamattina il Professor Brusaferro e il Professor Locatelli. Dobbiamo anche tener conto che non siamo ancora nella pienezza dell’inverno e considerare inoltre che, grazie a un’evidenza scientifica diventata disponibile di recente, la copertura vaccinale del ciclo comincia ad affievolirsi e comincia ad affievolirsi in questo periodo. Per questo uno dei provvedimenti, che sarà illustrato dal Ministro Speranza, è stata l’anticipazione della terza dose a cinque mesi dalla seconda. 

Più che concentrarmi sui rischi, però, voglio spiegare un altro aspetto sollevato dai Governatori, con cui c’è stata un’interlocuzione molto proficua, e di questo vorrei anche ringraziare il Presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga. Con questi provvedimenti vogliamo prevenire per preservare, per conservare. Vogliamo prevenire, vogliamo essere molto prudenti per evitare i rischi, sì, ma per riuscire a conservare quello che ci siamo conquistati, che gli italiani si sono conquistati nel corso di quest’anno. I nostri ricordi vanno immediatamente ai quasi 134.000 morti dell’ultimo anno e mezzo, vanno alla caduta dell’attività economica dell’8-9%, che ha pochi, se non nessuno, eguali nell'Unione europea. Sono ricordi di attività economiche chiuse, negozi chiusi, ristoranti chiusi, ragazzi che hanno fatto un anno di scuola in assenza, in Dad, e non sono stati bene, credo alcuni di loro ancora stanno soffrendo per quella esperienza. Ricordi, soprattutto, della povertà e di come è cresciuta in quest’anno.
Quest’anno gli italiani hanno reagito, ora l’attività economica cresce più del 6%, abbiamo ripreso la nostra vita sociale, le interazioni, abbiamo ricominciato a essere normali in sostanza. È questo lo spirito dei provvedimenti, dobbiamo conservare questa normalità. Non vogliamo rischi a questa normalità. Ed è con questo spirito che questi provvedimenti sono stati presi, guardando al desiderio di voler continuare a essere aperti, andare in giro, a divertirsi, ad acquistare, a combattere la povertà, ad avere i ragazzi a scuola contenti. Questa è la prospettiva che giustifica questi provvedimenti. Prima di passare alle domande vorrei passare la parola al Ministro Speranza.

Introduzione del Ministro Speranza
Grazie, Presidente. Provo velocemente ad illustrare i temi fondamentali affrontati da questo decreto legge.
Ci sono quattro ambiti di intervento essenziali su cui si concentrano gli articoli del decreto. 
Un primo ambito ha a che fare con la questione dell’obbligo del vaccino. Come sapete oggi in Italia l’obbligo è già vigente per alcune categorie. Queste categorie sono in modo particolare il personale sanitario e tutti i lavoratori delle RSA, anche il personale non sanitario che lavora nelle RSA ha già un obbligo di vaccinazione.
Noi estendiamo questo obbligo ad ulteriori categorie che sono le seguenti.
In primis anche il personale non sanitario che lavora nel resto del comparto salute, per esempio nei nostri presidi ospedalieri. Lo estendiamo anche alle forze dell'ordine, ai militari e lo estendiamo anche a tutto il personale scolastico; quindi l'obbligo che era già vigente per alcune categorie viene esteso ad altre categorie.
Inoltre l'estensione dell'obbligo riguarderà anche la terza dose o il richiamo nel caso in cui queste persone abbiano fatto il vaccino Johnson, che come noto ha una sola dose. Questo è un primo ambito di intervento riguarda l'estensione rispetto al tema dell’obbligo.

Un secondo ambito di intervento ha invece a che fare con l'estensione dell'utilizzo del Green Pass. Come sapete, col passare dei mesi noi abbiamo esteso l'utilizzo del Green Pass a tutta una serie di luoghi. Oggi facciamo un ulteriore passo in avanti e lo estendiamo in modo particolare agli alberghi – ed è un modo per aiutare le nostre strutture ricettive, soprattutto da affrontare i prossimi mesi che saranno chiaramente importanti –, al trasporto ferroviario regionale interregionale e anche al trasporto pubblico locale. Inoltre, estendiamo questo utilizzo del Green Pass anche agli spogliatoi di tutte le attività sportive anche di quelle chiaramente all'aperto.
 il Green Pass fino ad oggi durava 12 mesi come noto. C'è stato un pronunciamento del nostro comitato tecnico-scientifico che ha indicato in 9 mesi invece la durata idonea, proprio sulla base della capacità di tenuta del vaccino dopo il trascorrere delle settimane e dei mesi.
 Il terzo ambito di intervento che noi costruiamo in questo decreto ha a che fare col cosiddetto Green Pass rafforzato. Come è a tutti noto il Green Pass si ottiene a tre condizioni differenti: la vaccinazione, la guarigione e con un tampone negativo che può essere anche antigenico o molecolare.
Noi riteniamo in questa fase di avanzamento delle epidemie e di contesto internazionale così complicato, per una fase temporale che andiamo ad indicare come compresa tra il 6 dicembre e il 15 di gennaio, di introdurre una fattispecie rafforzata di Green Pass in cui per poter accedere appunto al certificato verde solo due di queste funzioni restano vigenti, e cioè: un certificato verde si può tenere soltanto in presenza di una vaccinazione o di una guarigione. 
Già in zona bianca quindi, a partire dal 6 dicembre, rispetto ad alcune fattispecie – salviamo chiaramente l'utilizzo che si fa del Green Pass per le questioni lavorative, per le questioni di trasporto, e anche per altre che riteniamo rilevanti – consideriamo questo nuovo utilizzo del Green Pass.
Nel momento in cui si fa una scelta di questo tipo, quindi di Green Pass rafforzato, c'è però un elemento molto positivo che vorrei sottolineare e cioè che, nel passaggio di colore, che come sapete può avvenire nel caso in cui le regioni dovessero superare determinati indici di ospedalizzazione in area medica e in terapia intensiva, noi eviteremmo restrizioni per le persone che sono vaccinate.
Il messaggio di fondo che noi diamo è un rafforzamento del Green Pass per evitare chiusure, un rafforzamento del Green Pass per evitare riduzioni di capienze.
Quindi proviamo ad avere una disciplina più rigida rafforzata dall'utilizzo del Green Pass ma controbilanciamo questa scelta evidentemente con quello che è l'obiettivo del Governo, cioè ridurre le restrizioni, limitare le restrizioni.

Il quarto ambito di intervento, anch'esso importante e credo rilevante, ha a che fare con i controlli e dentro questo decreto c'è l'indicazione di una nuova procedura di rafforzamento dei controlli in tutti i luoghi dove i Green Pass vengono utilizzati.
Viene chiesto ai Comitati provinciali per la sicurezza e l'Ordine pubblico di riunirsi entro cinque giorni dall'entrata in Gazzetta di questo decreto. Questi Comitati dovranno costruire dei veri e propri piani di azione per questi controlli e sarà richiesto a questi Comitati di offrire una relazione settimanale al Ministro degli Interni, perché riteniamo che i controlli siano diciamo uno dei punti su cui focalizzare la nostra attenzione e il nostro impegno.

Concludo toccando una parte già un più strettamente sanitaria.
Come diceva prima il Presidente del Consiglio, abbiamo già fatto una scelta nei giorni scorsi che va nella direzione di un anticipo della possibilità di avere il richiamo a cinque mesi, questa indicazione è già stata formalizzata da AIFA e il parere è già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Da oggi è possibile avere il richiamo a cinque mesi e non più a sei mesi e ci apprestiamo ad un’ulteriore modifica che sarà vigente dal primo di dicembre e che ci metterà nelle condizioni di allargare ulteriormente la platea anagrafica di persone che hanno diritto alla dose di richiamo. Come sapete fino ad oggi questa platea è limitata alle persone che hanno più di 40 anni, dal primo dicembre sarà possibile prenotare e prendere una dose di richiamo sopra i 18 anni.
È una strategia complessiva che il Governo mette in campo esattamente con le finalità che venivano prima illustrate dal Presidente del Consiglio.
Abbiamo un vantaggio anche per le scelte credo coraggiose che sono state fatte nei mesi precedenti, vogliamo provare a conservare questo vantaggio anticipando il virus. Questi mesi così difficili da cui veniamo ci hanno insegnato che anticipare il virus è fondamentale se si può provare a tenere la situazione sotto controllo.
Questi sono i punti essenziali del decreto-legge che abbiamo approvato all'unanimità in Consiglio dei Ministri e chiaramente sarò disponibile per eventuali chiarimenti. Grazie.

Introduzione del Ministro Gelmini 
Grazie, Presidente. Anch’io mi associo ai ringraziamenti nei confronti del Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ma voglio anche ringraziare il Presidente dell'Anci, Antonio Decaro, il Presidente dell’Upi, Michele De Pascale, perché, come è stato detto, questo provvedimento ha avuto un confronto e ha ricevuto un contributo molto positivo da parte della Conferenza. 
È un provvedimento che nasce, come il Presidente Draghi ha detto, dalla consapevolezza di voler consolidare i risultati di una campagna vaccinale che, grazie agli italiani, ha portato all’84% di cittadini italiani che hanno completato il ciclo vaccinale e l’87% ha ricevuto almeno una dose. Questo rappresenta la barriera più forte che noi abbiamo nei confronti del virus e quindi dobbiamo consolidare questo risultato, questa protezione, dobbiamo possibilmente allargarla. Da qui la decisione del Governo di accelerare sulle terze dosi, anche eliminando dai 18 anni in poi – dal primo dicembre – le fasce di età, proprio per favorire il massimo di diffusione della terza dose. 

Al tempo stesso, questo è un provvedimento volto a sostenere l’economia, ad evitare qualsiasi interruzione della ripresa e, soprattutto, è un provvedimento che vuole tenere aperto il Paese. Noi non vogliamo tornare ai tempi del lockdown, dei ristori. Abbiamo bisogno di sostenere la nostra economia e quindi in questo mese particolarmente importante – perché c’è il Natale, c’è la ripresa della stagione sciistica invernale – per mantenere aperti alberghi, turismo, bar, impianti sciistici è fondamentale mettere in campo questa strategia che il Governo si è dato. E di questa situazione c'è piena consapevolezza all'interno della Conferenza tra i Governatori, che si sono dimostrati preoccupati per quell’andamento dei contagi, che è sotto controllo ma che è in peggioramento ed è ormai purtroppo una costante nella stagione invernale, nella stagione più fredda. 

C’è consapevolezza anche da parte dei Sindaci, dei Presidenti di Provincia, vi sono ovviamente posizioni differenti, il Presidente Marsilio ha espresso le sue perplessità nei confronti del Green Pass, ma nella stragrande maggioranza dei casi Governatori, Sindaci e Presidenti di Provincia condividono lo sforzo del Governo e la volontà di rafforzare i risultati ottenuti grazie alla campagna di vaccinazioni e la necessità di correre sulla terza dose, tenendo il Paese aperto ed evitando il più possibile le restrizioni. 
Quindi il contributo della Conferenza è stato un contributo importante e quello che mi ha fatto piacere è constatare la consapevolezza che questo è un momento delicato nel quale non dobbiamo concedere vantaggi al virus, dobbiamo consolidare i risultati che abbiamo raggiunto e per fare questo dobbiamo accelerare non solo la terza dose ma anche con le misure che abbiamo messo in campo.

  

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