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Conferenza stampa del Presidente Draghi con i Ministri Franco, Giorgetti e Cingolani

Venerdì, 18 Febbraio 2022

Introduzione Presidente Draghi

I provvedimenti approvati sono molto ricchi di contenuti complessi. Esprimo il ringraziamento mio e del Governo ai Ministri che sono qui stasera.

Due parole sul quadro generale del Paese. Primo: la situazione sanitaria continua a migliorare. Questa settimana ci sono stati in media 54.000 nuovi casi al giorno di Covid-19, a fronte dei 67.000 di una settimana fa. Anche il numero delle persone positive in terapia intensiva è diminuito, ora sono sotto 1000, in calo del 20% rispetto a una settimana fa. Lo stesso per il numero dei ricoveri ordinari, in forte calo a 13.900 rispetto ai 16.800 di una settimana fa. La campagna di vaccinazione procede. Quasi l'89% dei cittadini con più di 12 anni ha ricevuto due dosi e 36,6 milioni di italiani hanno ricevuto anche la terza dose. Quindi ancora una volta voglio ringraziare il Commissario Figliuolo e la sua struttura, la Protezione Civile, i medici infermieri e tutti gli italiani che hanno scelto di vaccinarsi per questi importanti risultati. Tra l'altro nei provvedimenti di oggi abbiamo approvato anche un fondo di 15 milioni di euro per sanitari deceduti per Covid-19.  

Per quanto riguarda l'economia, come ho detto anche la settimana scorsa, siamo ancora in una fase di rallentamento della crescita in Europa che, secondo le previsioni fino a oggi, dovrebbe riprendere spedita a partire dal secondo trimestre di quest'anno. Dico “secondo le previsioni” perché bisogna essere cauti, ci sono chiaramente dei rischi geopolitici che non potranno non influenzare la crescita in Europa e in Italia.

Sul mercato del lavoro ci sono buone notizie. Il numero di occupati in Italia è cresciuto tra gennaio e dicembre di oltre 650.000 unità e il tasso di occupazione è aumentato di 2,2 punti percentuali, ritornando a livello di prima della pandemia. Però naturalmente ci sono delle criticità a cui noi ci siamo abituati ma non dobbiamo abituarci. Perché la maggior parte dei nuovi dipendenti, nell'ultimo anno, ha firmato un contratto a tempo determinato e solo un quarto ha firmato un contratto permanente.

Quindi l'obiettivo del governo è quello di rilanciare la crescita. Una crescita sostenuta, equa e sostenibile. Ma bisogna anche affrontare il problema del mercato del lavoro, specialmente per i giovani, e il problema della precarietà.

Oggi pomeriggio proprio per questo motivo abbiamo approvato provvedimenti per contenere l'aumento del costo dell'energia e sostenere il settore automobilistico. Mettiamo in campo quasi 8 miliardi di euro di cui 6 per provvedimenti sull'energia. Lo facciamo senza ricorrere a nuovi scostamenti di Bilancio. Utilizziamo infatti i margini che derivano dagli ottimi risultati sul fronte della crescita della finanza pubblica conseguiti lo scorso anno e descritti anche dal Governatore della Banca d'Italia nel suo intervento più recente.

Estendiamo con i provvedimenti di oggi al secondo trimestre le misure e ampliamo le misure di riduzione delle bollette a favore di imprese e famiglie che abbiamo messo in campo negli scorsi mesi per il primo trimestre.
Interveniamo in maniera strutturale per aumentare la produzione di gas italiano che può essere venduto a prezzi più bassi e per semplificare e velocizzare, come diranno tra poco il ministro Cingolani e il ministro Franco e il ministro Giorgetti, l'installazione di impianti di energia rinnovabile.
Inoltre creiamo un fondo da un miliardo l'anno a sostegno dell'industria dell'automobile e della sua filiera che sono al centro della transizione energetica in corso.

Quindi il governo vuole aiutare i cittadini in questo momento di difficoltà, vuole intervenire fin da ora per evitare che il rincaro dell'energia elettrica si traduca stabilmente in un minor potere d'acquisto per quanto riguarda le famiglie e in una minore competitività per quel che riguarda le imprese.

Domande e risposte

Silvia Gasparetto (Ansa): Buonasera Presidente, una domanda per lei: il suo bellissimo governo litiga spesso fuori dalle sale del governo, in Parlamento e comunque i partiti ripetono divisioni. Abbiamo visto di recente, anche sulla delega fiscale, che si sono riproposte le questioni legate soprattutto al catasto che stanno bloccando il percorso in Parlamento della delega. Pensa che queste divergenze si possono superare? E pensa di vedere anche i leader dei partiti proprio per affrontare questo problema? 

Presidente Draghi: Alla seconda domanda rispondo subito sì, certamente. Ma io vedo regolarmente i leader dei partiti, non è che debba fare uno sforzo particolare per vederli ora. Il colloquio, anche personale fatto di incontri personali, è continuo. Per quanto riguarda la prima parte sì, certo ci sono delle diversità di opinioni, è successo. Ora la delega fiscale è stata approvata all'unanimità dal Consiglio dei ministri, quindi ora cambiarla è difficile. Ieri quello che ho fatto è stato semplicemente ricordare quello che è il mandato del governo, un governo creato dal Presidente della Repubblica per affrontare certe emergenze e conseguire certi risultati. Sono sicuro che riusciremo a conseguire questi risultati, come l'abbiamo fatto finora, e conto sul Parlamento, sulle forze politiche. Col massimo rispetto ho detto le cose ieri. D'altronde non può che essere così perché il governo, io stesso, abbiamo sempre offerto tutta la disponibilità necessari. Se necessario rivedremo certe forme di colloquio, di dialogo, di confronto, ma teniamo dritta la barra del timone.  

Alberto Ferrarese (Askanews): Lei ha detto Presidente che non avete usato lo scostamento di bilancio, le chiedo se prevede nei prossimi mesi la necessità di altri interventi su questo fronte, se eventualmente userete lo scostamento? E a proposito di risorse ci sarà un prelievo, un contributo delle grandi aziende dell'energia? Avete dei contatti in corso?  

Ministro Franco: Questo intervento lo attuiamo senza chiedere scostamenti, vi sono alcune coperture che riguardano una quota residua dei risparmi sulle misure di sostegno, un intervento sulle rivalutazioni dei beni aziendali e una rimodulazione delle deduzioni sulle svalutazioni e perdite su crediti che vengono rimodulati. Vi sono poi interventi su fondi Mef che andranno ristorati ad aprile quando produrremo il Def. Come diceva il Presidente abbiamo chiuso i conti del 2021 molto bene, credo l’Istat pubblicherà il 1 marzo il dato di consuntivo sull’indebitamento netto. Abbiamo già fin d’ora i dati di cassa sul fabbisogno del settore statale e delle Pubbliche amministrazioni. Banca d’Italia li ha pubblicati qualche giorno fa e si vede che il livello del fabbisogno è risultato molto più basso delle attese nel 2021, questo per una serie di motivi connessi con l’andamento dell’economia ma anche con un andamento delle entrate in generale molto positivo, che abbiamo motivo di pensare continuerà anche quest’anno. Per cui contiamo che, quando col Def faremo una piena valutazione sull’andamento dei conti di quest’anno, emergerà un saldo tendenziale inferiore all’obiettivo. Noi stiamo utilizzando questo margine tra il saldo tendenziale che ci attendiamo e l’obiettivo, che è il 5,6% del Pil. Non intendiamo andare sopra quel livello. Ovviamente ogni decisione dipende dall’evoluzione delle circostanze. Ma in uno scenario economico in cui dopo questa fase di rallentamento nel I trimestre, che cerchiamo di contenere anche con questo decreto, ci aspettiamo una ripresa più accentuata nel II trimestre e poi nei trimestri successivi. Ricordo che la Commissione europea ha appena pubblicato una previsione di crescita per l’economia italiana quest’anno del 4,1%. Ci aspettiamo che la situazione migliori e che, quindi, col Def potremmo ristorare i tagli di spesa applicati al Bilancio del Mef in questo momento.

Presidente Draghi: Quanto alla seconda domanda la risposta è sì, ci aspettiamo che i grandi produttori di energia condividano con il resto della popolazione italiana il peso di questi rincari nel prezzo dell'energia. Come? ci stiamo riflettendo.

Marco Galluzzo (Corriere della Sera): Buonasera Presidente, ritorno un attimo al rapporto con i partiti e quello che è successo ieri. Lei ha detto brevemente in un inciso rivedremo le forme di dialogo e di confronto: se può spiegare meglio cosa significa un cambiamento di metodo. E poi le volevo chiedere quando va a Mosca? E che cosa si aspetta concretamente in termini diplomatici dalla sua visita al Cremlino? 

Presidente Draghi: Per quanto riguarda il cambio di metodo bisogna chiedere anche all'altra parte in un certo senso. Certamente noi lo intensificheremo a partire dai prossimi giorni. Confrontarsi è veramente importante, rispettarsi è molto importante. Su questo non c'è mai stato nessun dubbio da parte del governo, da parte mia. Tutto quello che necessario, desiderabile per arrivare all'approvazione dei provvedimenti necessari a conseguire gli obiettivi del Pnrr il governo e io stesso lo faremo. 
Sulla seconda domanda, il colloquio è stato richiesto da Putin. Uno dei segnali più importanti secondo me che è stato dato finora, forse il più importante, è la dimostrazione di unità che c'è tra tutti questi Paesi, tra i membri della Nato. Una unità che non conosce sfumature, non conosce diversità. E’ stato un processo naturalmente lungo per arrivare a questo punto di unità. Ma, accanto a questo, occorre naturalmente che questa unità, questo gruppo di Paesi continui a mantenere una posizione ferma nei confronti di eventuali attacchi all'Ucraina. Tenete presente che sono anche state dispiegate armi nucleari in Bielorussia, quindi non c'è solo l'Ucraina a cui guardare. Però accanto a questo, quello che ho sempre sostenuto, è che occorra tenere aperte tutte le possibilità di dialogo. In qualunque formato possibile, qualunque formato sia desiderabile, l'ambizione, non solo mia, è quella di riuscire a portare Putin e Zelensky intorno allo stesso tavolo. Come sempre, però, la risposta a questo dipende anche dai protagonisti. Noi quello che dobbiamo fare è fare tutto il possibile perché questo avvenga.

Alessandro Barbera (La Stampa): Presidente buonasera, in merito all'incontro prossimo con Putin, noi siamo un paese con una fortissima dipendenza dal gas russo, molto di più della gran parte dei paesi europei. Ha parlato con il Presidente Biden, vedrà il Presidente Putin, le volevo chiedere se, vista la nostra forte dipendenza dal gas russo, questo influirà sull'atteggiamento italiano, sulla linea italiana rispetto alle inevitabili sanzioni che si potrebbero imporre alla Russia. 

Presidente Draghi: Detto così non è corretto. L'Italia è pienamente allineata alla posizione degli altri Paesi. Quello che però è vero è che noi stiamo discutendo con l'Unione europea le sanzioni. Nel corso di queste discussioni abbiamo fatto presente il nostro punto di vista, per cui: le sanzioni devono essere concentrate su settori che debbano essere il più possibile ristretti senza comprendere l'energia; che possano essere sanzioni che abbiano un'applicazione che sia proporzionata al tipo dell'attacco; che non siano sanzioni preventive. Tutti questi punti di vista, che tra l'altro ho richiamato anche nella riunione del Consiglio europeo che c'è stata ieri, li ho richiamati anche in quell'occasione. L’Italia ha fatto presente i propri punti di vista. 

Chiara Albanese (Bloomberg): C'è già una stima, una preoccupazione di quale potrebbe essere un impatto poi sull'economia italiana o su sulle prospettive di crescita se dovessimo arrivare a dover imporre sanzioni alla Russia? Che tipo di riflessioni fate a livello domestico su questo? E poi in caso di un impatto troppo grande potrebbe l'Italia arrivare a mettere addirittura un veto su alcuni tipi di sanzioni con poi gli alleati della Nato? 

Presidente Draghi: ll pacchetto di sanzioni è stato studiato, si sta studiando all'interno dell'Unione europea con la Commissione, quindi i punti di vista dell'Italia, come quelli di altri Paesi, sono tenuti pienamente in conto. Per quanto riguarda l'impatto, non ci sono, almeno che io sappia, studi di impatto quantitativo. Si sa che certe sanzioni hanno più impatto sull'Italia e meno su altri Paesi, e in un certo senso la risposta è abbastanza chiara. Tutte quelle sanzioni che impattano indirettamente, perché direttamente non si è ancora parlato di sanzioni di energia, sul mercato energetico impattano di più sul Paese che usa più gas. La Germania usa il carbone e il gas e ha ancora in attività alcune centrali nucleari vecchie, che man mano stanno spegnendo, ma sono ancora attive. La Francia ha il nucleare e un po’ di gas. L’Italia solo il gas e non ha nucleare, non ha carbone, quindi è chiaro che è più esposta. Anche nello studio delle sanzioni, però, si stanno anche studiando meccanismi per cui l'Italia possa continuare a essere approvvigionata di gas da altre fonti, se dovesse venir meno quella della Russia. C'è gran buona volontà da parte di tutti gli alleati nell'affrontare anche questo problema di dipendenza. Perché le sanzioni, per un motivo abbastanza naturale, devono essere efficaci, ma devono essere anche sostenibili. Quindi è proprio per questo che c'è gran collaborazione.

Carmelo Caruso (Il Foglio): Buonasera, desideravo fare una domanda al ministro Giorgetti. Si trova qui a presentare un importante provvedimento che porta la sua firma, la scorsa settimana un altro provvedimento portava la sua firma – era quello sui balneari – e la firma del suo collega Garavaglia. Ogni settimana il suo Segretario, anche pochi minuti fa, dice che non basta, dice che non è sufficiente, che va migliorato in Parlamento e, in pratica, la sfiducia ogni settimana. Le voglio chiedere innanzitutto se questo metodo è compatibile con la vostra permanenza al Governo. E poi, lei ha la fiducia di Draghi, più volte il Presidente l’ha espressa, ma lei si fida di Salvini?

Ministro Giorgetti: Innanzitutto l’importante è che il Parlamento migliori le proposte del Governo e non le peggiori e quindi l'attività del Parlamento va rispettata. L’auspicio è sempre che, appunto, il Parlamento possa anche migliorare quello che abbiamo fatto noi. La seconda questione è che la politica è l'arte di rendere possibile ciò che è desiderabile. Il mio Segretario esprime un desiderio, io cerco di interpretarlo e renderlo possibile in quello che è l'attività di Governo.

Gabriele Martelloni (RaiNews24): Buonasera Presidente, buonasera Ministri. Un chiarimento sul provvedimento energetico, come erano ripartite le risorse a sostegno delle famiglie e delle imprese, e poi sull'attività di governo, visto che ha detto che raggiungeremo gli obiettivi per i quali è nato questo esecutivo, qual è un po' la road map dei prossimi provvedimenti legati soprattutto al PNRR. Grazie

Ministro Franco: Per quanto riguarda la ripartizione famiglie e imprese, abbiamo l’intervento sugli oneri di sistema che riguarda le famiglie per 1,8 miliardi dei 3 miliardi complessivi. Le famiglie beneficiano dell’intervento sull’Iva che vale circa 400 milioni e dell’intervento sul bonus sociale. Questo è chiaramente tutto lato famiglie, quindi 2,6-2,7 miliardi. Dal lato delle imprese, abbiamo la restante parte degli oneri di sistema sull’elettricità, gli oneri di sistema sul gas, l’intervento per le energivore e l’ultimo intervento sulle gasivore. Sempre sull’energia abbiamo i 700 milioni ripartiti tra Regioni e Servizio sanitario e dall’altro lato tra servizi degli enti locali (città metropolitane, comuni e province).

Presidente Draghi: I primi provvedimenti che devono essere approvati - lei mi ha chiesto la road map del PNRR nei prossimi mesi - sono le tre deleghe: la delega fiscale, la concorrenza e il codice degli appalti. Questo è veramente il blocco dei provvedimenti principali. Poi ci sono altri provvedimenti che riguardano la transizione ecologica del Ministro Cingolani e altri ancora che riguardano la transizione digitale del Ministro Colao e altri provvedimenti che riguardano le infrastrutture. Tutto questo deve essere fatto ora, perché poi per le deleghe bisogna scrivere i decreti delegati e il termine per la legge sulla concorrenza è a fine anno. Quindi bisogna approvarla in tempo utile per scrivere i decreti delegati che sono poi - in un certo senso - il contenuto di questo contenitore che è una legge delega. Sono molto importanti. Man mano che andiamo avanti verso metà anno, sempre di più prenderanno importanza gli aspetti che hanno a che fare con l'attuazione del programma. Per esempio, il numero di bandi lanciati sia dal Ministero delle Infrastrutture, sia dal Ministero della Pubblica Istruzione e da quello dell'Università è ormai considerevole. Non so se avete visto anche i dati che ha mostrato il Ministro Giovannini l'altra settimana - e poi ne ho parlato anch'io in conferenza stampa: una cosa importantissima è che le aggiudicazioni degli appalti finora sono state circa due volte, per le opere pubbliche, quelle aggiudicate l'anno precedente. Non voglio dare numeri ora, ma sono nettamente superiori a quello che è successo nel passato. In sostanza è il numero massimo di aggiudicazione degli ultimi 20 anni. Lo stesso sui trasporti, anche più marcatamente. Quindi si vede che il Pnrr, pian piano, si sta attuando. Ma sarà su questo poi, man mano, che bisogna accentrare l'attenzione, perché gli enti attuatori sono tanti, sono i comuni, sono le regioni, sono i ministeri, cioè il grosso. Ci sono alcuni provvedimenti di riforma che vanno - come dicevo - assolutamente approvati perché fanno parte anche gli obiettivi. Grazie.

Alberto Gentili (Il Messaggero): Buonasera Presidente, prima faceva riferimento al fatto che la situazione sanitaria finalmente sta migliorando. In Europa diversi Paesi hanno allentato o addirittura cancellato le restrizioni. Volevo chiederle, il 31 marzo, secondo le previsioni che può fare al momento, lo stato di emergenza verrà prorogato oppure se decadrà in quella data. Avete già studiato una road map per un allentamento delle restrizioni? Ad esempio, il “super green pass” decadrà il 15 giugno quando decadrà anche l'obbligo vaccinale? Oppure potrebbe essere anticipata la sua decadenza?

Presidente Draghi: Rispondo in maniera molto generale: io voglio uscire al più presto possibile. Questa è la mia determinazione e anche quella di eliminare le restrizioni il più presto possibile. Non abbiamo ancora una road map specifica ma ci stiamo lavorando. E’ una questione di giorni, è mia intenzione uscire con una road map specifica entro pochi giorni, in modo da eliminare ogni incertezza tra ora e il 31 marzo. Questo è importantissimo per tutti: per le famiglie, per le scuole, è importante soprattutto per le attività produttive. Darebbe certezza a questo mese-mese e mezzo che invece è ancora un po' incerto. Teniamo presente poi che la condizione di incertezza - qui torno ai rischi geopolitici - tenderà ad aggravarsi, quindi se noi potessimo fare qualcosa per eliminare un po' le incertezze che possiamo eliminare, sarebbe una buona azione. 

Alexander Logunov (Agenzia russa): Presidente, ieri ha annunciato la sua visita a Mosca, volevo chiedere se ci sono delle date un po' più definite o qualche programma. Inoltre, dopo che il Presidente Putin avrebbe annunciato che Mosca è pronta ad aumentare le forniture del gas in Italia, lei ritiene che questo viaggio possa contribuire al problema delle tariffe per la popolazione italiana? Lei intende di discutere questa questione a Mosca?

Presidente Draghi: No, non c'è ancora una data ma dovrebbe essere tra breve. Sì, è vero anche nella telefonata che abbiamo avuto, il Presidente Putin ha accennato alla possibilità di continuare a garantire le forniture di gas all'Italia e di aumentarle eventualmente se necessario. Questo va considerato naturalmente alla luce anche degli impegni e delle relazioni che ci sono con gli altri Alleati e di quali saranno gli effetti delle sanzioni. Quindi è un impegno che ovviamente io apprezzo, apprezzo molto, ma che ad oggi rimane, appunto, ancora un impegno che bisogna valutare poi alla fine, pensando agli sviluppi che potranno aver luogo e sono sviluppi importanti.

Flaminia Camilletti (La Verità): Presidente, rispetto all'incertezza della attività economiche che si aggiunge alla difficoltà energetica, considerato che l'Italia è uno dei Paesi che ha adottato le misure restrittive più importanti e alla luce del fatto che si va incontro alla stagione del turismo, si è fatta una stima dei danni che arrivano agli imprenditori dal regime limitativo per cui, in realtà, non sono state fornite spiegazioni scientifiche rispetto al rischio, soprattutto in termini di proporzionalità?

Presidente Draghi: Le misure adottate sono state prese con l'opinione degli scienziati che hanno seguito lo sviluppo della pandemia finora. Quindi non sono dei politici che si sono inventati esperti, ma sono degli scienziati che ci hanno sempre consigliato. Questo è il primo punto. Il secondo punto: non bisogna dimenticare che se noi usciamo dalla pandemia in questo modo è perché ci siamo vaccinati. Questo l'ho detto tante volte, ne sono convinto. Ora che ne possiamo uscire, posso dire quello che ho detto prima - cioè voglio uscirne al più presto possibile - perché ci siamo vaccinati. Le cifre che ho dato prima sono impressionanti. L'Italia ha preso dei provvedimenti che erano necessari per contenere il contagio. E in effetti c'è riuscita e continua con la campagna di vaccinazione. Per quanto riguarda la stima dell'impatto di queste restrizioni, è chiaro che c'è. È quella che ha aiutato il governo a decidere la misura dei ristori, naturalmente nel quadro delle possibilità. Il Ministro Franco fa praticamente ogni anno un gigantesco sforzo di analisi e calibrazione di tutti i ristori che ci sono stati. Quindi la risposta è questa. Dobbiamo tener presente, a proposito dei ristori, una cosa. A parte quel che lei ha detto che è giusto, ora c'è il turismo che sta arrivando per Pasqua. Bisogna già cominciare a pensare anche in maniera proattiva su questo, proprio perché stiamo uscendo dalla fase di difesa. Bisogna pensare, inoltre, che gli alberghi delle grandi città oggi sono forse tra i settori più colpiti perché il turismo non ha ripreso. Abbiamo in mente tante cose, non è finito il compito e intendiamo continuarlo.

Alberto Ciapparoni: Nell'ultima conferenza stampa Lei ha descritto le criticità del provvedimento sul Superbonus, però non ci ha detto se lei è favorevole o meno alla politica dei bonus che ha contraddistinto diverse azioni governative. Se sì, perché. Se no, perché. E cosa ne pensa del bonus psicologico?

Presidente Draghi: La decisione del bonus psicologico è venuta dopo che è stata fatta da parte del Ministero della Salute un impatto delle conseguenze psicologiche che le restrizioni Covid hanno richiesto. Pare che sia soprattutto diffuso questo disagio psicologico nelle giovani generazioni. Quindi più che un bonus è un ristoro questo secondo me, perché le famiglie che si sono trovate ad affrontare spese per aiutare psicologicamente i giovani, oppure gli anziani, in qualche modo hanno titolo per avere un ristoro. Quindi non mi sento di essere particolarmente - come dire - ostile a una misura del genere.