Conferenza stampa del Presidente Draghi con i Ministri Franco e Orlando

Giovedì, 20 Maggio 2021

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha illustrato in conferenza stampa, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, il Decreto ‘Imprese, Lavoro, Giovani e Salute’. Sono intervenuti il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, e il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

Presidente Draghi: Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto imprese, lavoro, giovani, sanità, territorio, servizi territoriali. È un decreto in parte diverso dal passato, perché guarda al futuro, guarda a un Paese che si riapre ma nello stesso tempo non lascia indietro nessuno. Quindi assiste, aiuta, come vedrete anche dalle presentazioni del ministro Orlando e del ministro Franco.

Prima di entrare nella discussione di questo decreto, vorrei esprimere la mia soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri di lunedì scorso di procedere a delle riaperture graduali con rischio calcolato. Di procedere un po’ alla riapertura del Paese. Questo è in gran parte il frutto della campagna vaccinale, che è stata seguita dal governo sin dalla sua formazione. Sono stati mesi ovviamente di grandi cambiamenti nella campagna vaccinale, primo fra tutti la disponibilità di vaccini. Ma poi vi sono effettivamente dei successi logistici: se voi pensate alla percentuale di dosi utilizzate rispetto a quelle distribuite, è aumentata molto; se vuoi pensate aumento dei punti di vaccinazione. Sono tutte piccole parti di una logistica che poi ha portato a questa situazione positiva.

Ma soprattutto c’è una decisione di cui il governo va molto fiero ed è stata la sterzata che si è data sulle classi di età di vaccinazione, sterzata in cui si è data priorità ai soggetti più anziani e più fragili. Circa due mesi fa, soltanto il 3,3% delle persone tra i 70 e i 79 anni avevano ricevuto una dose. Era la categoria meno vaccinata tra tutte le categorie di età. Oggi siamo all’80% e questo vuol dire che è la terza coorte anagrafica ad essere più vaccinata dopo gli ultra novantenni e gli ultra ottantenni.

Naturalmente questo ha prodotto un frutto che vediamo poi proprio nella possibilità di procedere con rischio calcolato, come dico sempre, o con prudenza, alla riapertura con gradualità. Perché sostanzialmente il numero di ingressi nelle terapie intensive si è dimezzato, i ricoveri ordinari si sono ridotti del 60% e anche i nuovi casi, per quello che può dire questa cifra, da 23.000 casi al giorno di due mesi fa si è passati ai 6000 di oggi.

Non dimentichiamo che noi siamo in questa situazione essenzialmente per la pandemia, quindi se sconfiggiamo la pandemia - e non vogliamo tornare alla situazione di prima - dobbiamo tornare a una crescita più elevata.

Intanto, però, guardiamo alle decisioni di lunedì: queste sono state decisioni coraggiose e la graduale riapertura ha significato aver dato un mese in più di scuola in presenza a tutti i ragazzi e le ragazze.

Prima di passare ad altro vorrei raccomandarvi di continuare a usare la mascherina. Questo non significa l’abbandono di tutti quei comportamenti essenziali per evitare il ripetersi di fenomeni contagiosi in maniera esplosiva: quindi mascherina, distanziamento, sistemi di aerazione, insomma tutte le linee guida e i protocolli stabiliti.

Ci aspettiamo ora che la nostra economia abbia un rimbalzo già in questo trimestre, le cifre di crescita di quest’anno probabilmente saranno riviste al rialzo. E altrettanto si pensa faranno gli altri Paesi europei, ma due osservazioni: la prima, è presto per poter parlare di crescita sostenuta. Ci sarà un rimbalzo, ma questa crescita, per diventare sostenuta, per affermarsi nel tempo, avrà bisogno del PNRR, cioè di quello sforzo di investimenti e di riforme strutturali che sono descritte e contenute nel piano; seconda osservazione: vediamo in questo periodo l’aumentare dei prezzi e vediamo tassi di inflazione che per certi comparti aumentano rapidamente. La convinzione degli economisti, in particolare il capo economista della BCE è uscito oggi con un’intervista in cui dice che questi saranno dei rimbalzi di prezzi temporanei, perché ancora vediamo tanta disoccupazione, vediamo che la domanda è ancora bassa, e vediamo che i salari non hanno una dinamica da far pensare a un’inflazione che richieda dei provvedimenti di natura monetaria correttivi.

Il decreto di oggi: sono circa 40 miliardi, di cui 17 vanno ai sostegni alle imprese e alle professioni, 9 di nuovo alle imprese per aiuti sul credito e sulla liquidità, 4 vanno ai lavoratori e alle fasce difficoltà, in parte per supplire alla continua situazione di emergenza in cui si trovano le fasce più deboli, in parte per accompagnare i lavoratori in un processo che nei prossimi mesi sarà complicato. Il ministro Orlando spiegherà meglio, ma bisognerà attrezzarsi ad affrontare questa congiuntura che è positiva ma è difficile nello stesso tempo.

Infine, quali sono le novità del decreto rispetto al passato: per la prima volta accanto al criterio del fatturato si usa anche il criterio dell’utile, che ovviamente è un criterio molto più giusto. Il problema è che ci vuol tempo per poter distribuire i sussidi o i sostegni sulla base dell’utile, perché per accertare l’utile ci vuole più tempo. Comunque intanto si fanno tutte e due le cose, ora.

E la seconda questione, la seconda novità è l’arco temporale che ora abbraccia il decreto con i sostegni, quindi ci sono 370.000 nuove partite Iva che vengono incluse nel programma di sostegno.

C’è poi un altro provvedimento molto importante per favorire la ricapitalizzazione delle imprese, cioè favorire la decisione dell’imprenditore a mettere più capitale nelle imprese.

Per l’occupazione ci sono in campo delle misure molto, molto significative, che verranno illustrate tra un momento dal ministro Orlando.

E per i giovani c’è un’ampia parte del decreto, in particolare la possibilità per i giovani fino a 35 anni di comprare una casa in cui l’imposta di registro e l’imposta sul mutuo sono state cancellate. E questo vale per tutti i giovani. Per i giovani meno abbienti, cioè con un parametro ISEE fino a un certo livello, 40.000€, per loro c’è anche la garanzia dello Stato sull’80% dell’esposizione bancaria.

Quindi, si può rendere sostanzialmente più facile per tutti i giovani comprare casa, costruirsi una famiglia e dare quell’elemento di sicurezza che manca oggi, come ho detto spesso, anche per quanto riguarda il desiderio di aver famiglia. Come ho avuto occasione di dire poco tempo fa, le giovani coppie o i giovani in generale hanno bisogno di una casa, hanno bisogno di un lavoro sicuro, invece spessissimo è precario, e poi hanno bisogno di un sistema di welfare che li sostenga. Quindi stiamo camminando su tutti e tre questi fronti.

Infine c’è una cosa molto importante che riguarda la ricerca. Per la prima volta c’è un fondo stabilito per la ricerca di base. Questo fondo si chiamerà “Fondo italiano per la scienza” e stanzia 50 milioni quest’anno e 150 per ogni anno a venire nel futuro. Questo è un investimento molto significativo e serve anche un po’ per ritornare a chiamare i nostri giovani e meno giovani che sono andati via perché nella ricerca di base non trovavano possibilità, non trovano aperture in Italia.

C’è infine un ultimo punto sulla scuola, dove si anticipa il concorso ordinario per le discipline in cui c’è più carenza di insegnanti, quindi per poter partire in regola a settembre con la scuola. Verrà espletato molto, molto presto in modo da avere gli insegnanti già disponibili per l’inizio di settembre.

Poi a regime l’ambizione è quella di tornare a un sistema di concorsi annuali, dove tutti i giovani anche appena laureati possono fare il concorso e quindi vedere le proprie aspettative realizzate.

Come dicevo, è un decreto che vuole un’Italia che guardi al futuro ma che non lasci indietro nessuno.

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DOMANDE

Ianina Landau (Class CNBC): Cosa si aspetta dalle imprese per aiutarci a rilanciare il nostro Paese? Per il ministro Orlando: oggi il presidente di Confindustria Bonomi ha bollato come emergenziali e non di rilancio le misure adottate e in più ha detto che è stata presentata la scorsa estate una bozza di riforma per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali e non hanno ancora avuto una risposta. Per il ministro Franco: volevo sapere se nel Consiglio dei Ministri avete sbloccato la nuova DTA e se eventualmente ci può dire come verrebbero ripartiti i vantaggi fiscali qualora ci fossero delle aggregazioni tra due o più banche.

Draghi: Per quanto riguarda le imprese, credo che sia il miglioramento della situazione sanitaria, il progresso nella campagna vaccinale, lo stesso decreto per l’entità dei sostegni, degli aiuti, la pluralità di questi aiuti possa permettere alle imprese di guardare con ottimismo, che viene confermato anche dei fatti. Il manifatturiero è già ripartito, l’edilizia è già ripartita, ora ci aspettiamo una forte ripartenza del turismo e della ristorazione. Anche per questi settori è stata disposta una serie di aiuti, proprio per facilitare la partenza, quindi mi pare che il terreno per le imprese sia pronto. Devono rispondere, lo stanno facendo, ma poi presto verranno chiamate anche a fare il PNRR, che è qualcosa di ancora più importante perché trasformerà quello che è un rimbalzo congiunturale o comunque economico che avrebbe altrimenti poca durata in una stabile crescita a un livello più alto del passato.

Orlando: Nel decreto, come ha detto il Presidente Draghi, c’è una risposta alla preoccupazione che la ripresa ordinaria dell’attività economica possa produrre effetti collaterali sull’occupazione e ci sono una serie di strumenti che mirano a contenere questi effetti negativi. La ratio è quella di aiutare la ristrutturazione, la riorganizzazione delle imprese, salvaguardando quanto più possibile i livelli occupazionali. Le misure principali sono il contratto di rioccupazione, che viene istituito in maniera sperimentale fino al 31 ottobre 2021 e che prevede un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato per incentivare l’inserimento lavorativo dei disoccupati, a cui è collegato uno sgravio del 100% per sei mesi. Il contratto prevede che al termine dei sei mesi si possa optare o per la conferma o eventualmente per la non prosecuzione del rapporto, in questo caso naturalmente si perde il diritto allo sgravio. C’è poi una norma che abbiamo un po’ costruito in modo repentino nelle ultime ore perché registravamo l’esigenza di adeguare anche questo pacchetto ad alcune dinamiche che si stanno determinando e che prevede la possibilità di rendere più conveniente l’utilizzo della cassa, però legandola a un impegno a prorogare il vincolo sui licenziamenti. In sostanza, per chi prende la cassa Covid entro il mese di giugno, ci deve essere un impegno a una proroga al 28 agosto per il licenziamento, le aziende che utilizzano invece la cassa ordinaria non dovranno pagare le addizionali e però non potranno licenziare mentre usano questa cassa gratuita, tra virgolette, nel senso che su questa non si pagano le addizionali. C’è un rafforzamento di uno strumento che è già stato rodato nel tempo che è il contratto di solidarietà, quindi la possibilità di far fronte alla crisi di mercato attraverso una difesa dei livelli occupazionali. C’è un allargamento del contratto di espansione, a proposito dei giovani, che è uno strumento attraverso il quale si può realizzare un avvicendamento generazionale all’interno delle imprese: si passa dai 250 dipendenti, che erano il limite minimo per utilizzare questo strumento, a 100 dipendenti. C’è uno sgravio contributivo per il turismo e il commercio, quindi proprio i settori che in questo momento hanno pagato di più e da cui ci si aspetta anche una ripresa più significativa, che sostanzialmente prevedono che ci sia un esonero totale dal punto di vista contributivo per chi rientra dalla cassa. Ci sono delle misure che tengono conto, per quanto riguarda il lasso di tempo necessario a interventi di reindustrializzazione, della pandemia: sostanzialmente c’è un aumento dei tempi della cassa per cessazione per consentire, se ci sono investimenti in itinere, di concretizzarsi nel rilancio dell’impresa in crisi. C’è un consistente intervento per i lavoratori atipici, viene infatti prevista un’indennità pari a 1600€ per i lavoratori del turismo, degli stabilimenti termali, stagionali, per i lavoratori dello spettacolo. C’è il prolungamento della Naspi, o meglio, fino alla fine dell’anno la Naspi non avrà il dècalage. E poi c’è un intervento importante sul fronte della povertà, che vede quattro ulteriori quote di Rem. Cosa rispondere a Bonomi? Io credo di aver risposto attraverso il fatto che c’è un tavolo che si è insediato a marzo sugli ammortizzatori sociali. Io non ritengo mio dovere dover rispondere alle singole proposte, nel senso che tutte le forze sociali che si sono sedute al tavolo hanno fatto delle proposte. La risposta sarà il prodotto di quel confronto che mi sono impegnato a chiudere entro la fine del mese di giugno, quindi noi a luglio avremo una proposta di riforma degli ammortizzatori sociali. Naturalmente dovrò avere un confronto non formale con il collega Franco, non è semplicemente un fatto di cortesia, c’è da capire la sostenibilità di quegli interventi. Ma sicuramente terremo conto anche delle proposte che ha formulato Confindustria su alcuni punti specifici, ma naturalmente il dialogo sociale è tener conto delle proposte di tutti, ma poi avere una posizione che sia la sintesi o comunque che sia il frutto dell’arricchimento del contributo di tutti.

Franco: Aggiungerei che la questione della riforma degli ammortizzatori sociali è uno degli aspetti cruciali dell’attività di governo nei prossimi mesi, quindi non ho dubbi che il Mef collaborerà molto strettamente con il ministro Orlando e il suo ministero. Aggiungerei anche che la questione occupazionale va risolta anche e soprattutto facendo ripartire l’economia di questo Paese ed è questo uno degli obiettivi fondamentali di questo decreto. Venendo al quesito sulle DTA, che sono le attività fiscali differite, sono di base delle deduzioni di imposta che nel bilancio civilistico possono essere detratte, vanno detratte nell’esercizio corrente, mentre dal punto di vista fiscale sono rese deducibili su anni successivi. Qual è la situazione attuale riguardo: la legge di bilancio per quest’anno prevedeva in caso di aggregazione aziendale, fusione o conferimento d’azienda che il soggetto risultante dall’operazione straordinaria potesse trasformare in crediti di imposta immediatamente esigibili una parte delle DTA future entro il limite del 2% dell’attività del soggetto acquisito. Noi su questo siamo intervenuti molto marginalmente con una norma meramente procedimentale che consente solo di anticipare il presupposto della trasformazione in credito di imposta al momento nel quale gli organi amministrativi approvano il progetto di fusione, scissione o conferimento di azienda. Prima si faceva riferimento alla delibera delle società partecipanti. Essenzialmente resta limite del 2%, resta la scadenza al 31 dicembre 2021, nel 2022 potranno avere luogo soltanto code di procedure già approvate dentro il 2021, quindi non è stato un tema oggetto di un grande dibattito perché è un tema relativamente marginale in questo decreto.

Mario De Pizzo (Tg1): Presidente, ha sottolineato gli interventi a favore dei giovani nel decreto, ma pensa anche, oltre a strumenti di welfare, ad una politica industriale per il lavoro e per fare dell’Italia davvero un Paese per giovani?

Draghi: All’ultima domanda rispondo sì, certamente, questo è lo scopo dell’intero PNRR. Per quanto riguarda gli interventi che sono stati decisi oggi, c’è molto per i giovani, perché abbiamo parlato prima della casa, il ministro Orlando prima ha parlato dei contratti di inserimento per i giovani, l’intervento a favore delle partite Iva e del turismo dove lavorano moltissimi giovani sono tutti interventi finalizzati a quello. Ma ricordiamoci poi che nel PNRR, oltre agli investimenti, oltre al fatto che ha una vocazione ecologica, di transizione ecologica, quindi si guarda molto al futuro, al nostro futuro, i giovani sono dovunque in quel piano. C’è una clausola, ricorderà, di condizionalità per cui in tutte le assunzioni che verranno fatte nell’attuazione del piano bisognerà privilegiare le donne e i giovani. Quindi sì, vogliamo un’Italia per i giovani.

Enrico Marro (Corriere della Sera): Vorrei chiedere al presidente Draghi se con il provvedimento approvato oggi considera conclusa la fase di sostegno all’economia, in particolare dei contributi a fondo perduto, e quindi se questo sarà l’ultimo decreto di questo tipo, oppure se ci sarà ancora bisogno di altri scostamenti di bilancio.

Draghi: Se la situazione pandemica continua a migliorare, come vediamo attualmente, mi auguro non ci sarà bisogno di decreti di questo tipo nel corso di quest’anno. Ricordiamoci che il miglior sostegno è la riapertura, questo è il più efficace, il più giusto e il più solido sostegno. Però anche in questo decreto e in ogni legge futura, lo Stato e questo governo vuole accompagnare i giovani, ma tutti, non solo i giovani, anche i meno giovani e le donne in particolare, in questi mesi che verranno. Che saranno mesi, come dicevo prima, migliori del passato sicuramente, perché stiamo pian pianino tornando alla normalità, ma saranno mesi complessi. Perché vedranno intanto la fine del blocco dei licenziamenti in molti settori industriali già alla fine di giugno. Poi vedranno anche delle mutazioni nella composizione settoriale del prodotto e nei servizi, quindi richiederanno uno Stato presente, uno Stato che aiuti in queste trasformazioni strutturali che seguiranno nei mesi prossimi e probabilmente anche negli anni a venire.

Roberto Mania (la Repubblica): Vorrei riprendere con lei, Presidente, due temi che ha toccato nell’introduzione. Questo decreto è un decreto che si finanzia grazie a uno scostamento di 40 miliardi che contribuisce ad aumentare e a portare il debito pubblico a livelli record. Le chiedo: se lei dovesse indossare per un po’ i panni del banchiere centrale, immaginerebbe di modificare la politica monetaria finora assai accomodante? E poi riguardo i giovani le volevo chiedere cosa pensa della proposta che ha avanzato Enrico Letta, il segretario del PD, di introdurre una tassa di successione sui grandi patrimoni per finanziare in questo modo politiche a favore dei giovani.

Draghi: Rispondo subito dicendo che non ne abbiamo mai parlato, non l’abbiamo guardata. Questo comunque - l’ho detto più volte - non è il momento di prendere i soldi dei cittadini, ma di darli. L’economia è ancora in una situazione di recessione, di grande disoccupazione e tutti questi provvedimenti fiscali saranno oggetto poi della riforma del fisco. Abbiamo detto, nel discorso introduttivo alle Camere, che un errore quando si parla del fisco è stato quello di andare avanti a pezzettini. L’importante ora è fare una legge delega sulla riforma fiscale che seguirà le linee delle commissioni parlamentari, che hanno lavorato finora molto bene, tra l’altro, su questo argomento. Quindi: avere questa legge delega e poi nominare una commissione che lavorerà su questa riforma anche in stretto contatto con il parlamento e quella sarà la sede in cui tutte queste questioni verranno discusse.

L’altra domanda riguarda il fatto che effettivamente con 40 miliardi in più di scostamento il debito è aumentato. Allora, quanto è importante l’aumento di inflazione che si sta vedendo? Finora, come dicevo prima, gli economisti su questo sono abbastanza concordi nel dire che questa inflazione - almeno per quel che riguarda l’Europa, gli Stati Uniti sono un caso diverso - dipende sia dalla scarsità di alcune materie prime - quindi dall’aumento dei prezzi dei beni primari, tra cui il petrolio recentemente, ma anche l’acciaio e anche altri -, dalla scarsità di alcune componenti fondamentali del processo produttivo – chips, semiconduttori e altre parti - ma allo stesso tempo ci sono anche effetti statistici. Nel senso che l’anno scorso, in confronto con il periodo precedente, mostra un livello di prezzi molto, molto basso, quindi basta un aumento relativamente limitato per mostrare un tasso di inflazione che è certamente diverso da quello passato. Quanto a questi aumenti dei tassi di inflazione occorra rispondere con aumenti di tassi interesse, qui prima ho citato quello che ha detto il capo economista della BCE oggi, cioè questi aumenti di inflazione sono temporanei, quindi la politica monetaria continuerà a rimanere espansiva. L’obiettivo della Banca Centrale non è quello di stabilizzare l’inflazione in ogni momento, ma di stabilizzare le aspettative di inflazione nel medio-lungo periodo. Però voglio ripetere una cosa che ho detto tante volte: da questa situazione di debito alto, noi - ma anche i Francesi, gli Spagnoli, tutti gli Europei che hanno visto aumentare il debito - usciremo e usciranno soltanto attraverso una crescita più alta. Politiche fiscali restrittive non sono pensabili, perché la situazione economica è ancora molto, molto seria e quindi la scommessa è sulla crescita e anche naturalmente sulla credibilità generale dei nostri interventi, del funzionamento del Paese. Anche questi fattori influiscono sui tassi di interesse di mercato, ma direi, essenzialmente: puntiamo gli occhi sulla crescita e su quello che è necessario per raggiungerla.

Andrea Bassi (Il Messaggero): Lei ha detto che turismo e ristorazione sono i due settori dai quali vi aspettate una forte ripresa in questo momento. In effetti sono due settori che hanno sofferto moltissimo. Le volevo domandare: in questo decreto a quanto ammontano gli interventi per il turismo e quali sono le misure prese? E una seconda domanda invece riguarda il PNRR. Lei diceva che la vera ripresa è legata all’attuazione del PNRR. Dopo la consegna del piano alla Commissione europea a fine mese scorso un po’ sembra che ci sia stato un rallentamento. Si aspettano diversi decreti dei quali un po’ si è perso traccia. Volevo sapere a che punto siete e quando arriveranno questi provvedimenti?

Draghi: Per il turismo c’è molto nel decreto attuale come c’era molto anche nei decreti passati. Però ricordiamoci, come ho detto prima, che il miglior sostegno per il turismo sono le riaperture e questo è quello che sta avvenendo. Da domenica 16 maggio non è più necessaria la quarantena per chi proviene dall’Unione Europea, dall’area Schengen oltre che dal Regno Unito e da Israele. Quindi sarà solo necessario un tampone negativo. Abbiamo anche rafforzato i voli che sono covid tested aggiungendo gli aeroporti di Venezia e Napoli e ampliando i Paesi di provenienza: Canada, Giappone, Emirati, naturalmente gli Stati Uniti. In sostanza l’Italia è pronta ad accogliere i turisti da tutto il mondo. In particolare per quanto riguarda questo decreto c’è un fondo per sostenere le agenzie di viaggio, tour operator, imprese turistiche e questo viene aumentato da 100 a 250 milioni. C’è la possibilità di spendere il bonus vacanze estendendolo presso le agenzie di viaggio e tour operator. Sono previsti 100 milioni di contributi a fondo perduto per le imprese dei Comuni a vocazione sciistica. Sono previsti 50 milioni per un fondo presso il ministero del Turismo per rilanciare i centri storici delle città d’arte. Per quanto riguarda il PNRR non c’è stato nessun rallentamento. Il tempo che è passato è stato necessario per affrontare la complessità dei temi. Entro la fine della settimana prossima, sia il decreto sulla governance sia il decreto sulle semplificazioni verranno presentati e immagino approvati e verranno mandati alla Commissione. Quindi noi per la fine di questo mese abbiamo l’attrezzatura per poter cominciare a partire ma ci sono ancora tanti altri provvedimenti da prendere. Mi ricordo che una volta in Parlamento, a un certo punto mentre leggevo le cose da fare nel mese di maggio, mi sono fermato e ho detto ‘accidenti, quante cose’. Ci stiamo arrivando ma le abbiamo fatte tutte.

Barbara Fiammiferi (Il Sole 24 Ore): in merito alla riforma fiscale lei ha detto “attendo suggerimenti e proposte dal Parlamento”, mi chiedo quale possa essere secondo lei la sintesi di una maggioranza che va da chi chiede la flat tax a chi propone un’imposta per sostenere i giovani. Lei ha detto che bisogna sostenere la crescita, e la riforma fiscale certamente non sarà neutra rispetto a questo, ma lei pensa una riforma fiscale che sarà finanziata con la prossima legge di bilancio oppure neutra nel senso che si limiterà a rivedere detrazioni, deduzioni o rispalmare diversamente sulle aliquote le imposte. E l’ultima cosa, sempre sulla riforma fiscale? Si parla tanto delle imposte per le persone fisiche, se invece prevedete anche per le imprese.

Draghi: Sulla riforma fiscale lei mi chiede delle cose come se la commissione fosse stata già insediata e stesse quasi alla fine dei lavori. Quindi tutte queste domande troveranno una risposta nei lavori della commissione, trovano qualche risposta nelle discussioni che sono avvenute in Parlamento nelle commissioni competenti. Quello che ho detto all’inizio del governo è che il principio di progressività va preservato, l’ho detto, lo ricordo, lo riaffermo. E la riforma fiscale deve contribuire alla crescita. E ho anche detto che non è tempo di politiche fiscali restrittive. Quanto al fatto che le visioni, i punti di vista in Parlamento sono diversi sulla riforma fiscale.. ma sono diversi su tante altre cose. Per cui, in varie occasioni della mia vita mi han detto “come pensi di farcela?”. Abbastanza spesso ce l’ho fatta, io e questa volta il governo ce la fa. Quindi bisogna avere fiducia e contare sull’aiuto del parlamento, più che guardare al Parlamento per la sua diversità di opinioni come un ostacolo".

Anche questo è parte della riforma fiscale. È importante un principio: quando si disegna una riforma fiscale non bisogna cominciare dal guardare a ciò che ci si può permettere e ciò che non ci si può permettere. La prima cosa da fare è disegnare un pacchetto di riforme che sia coerente tra loro e che risponda agli scopi di politica economica che si hanno nel fare la forma fiscale. Dopo, una volta fatto questo disegno di massima, si cominciano a porre i problemi di convenienza e si aggiustano i vari parametri, ma occorre porsi questa domanda qui io direi molto avanti nel processo.

Chiara Albanese (Bloomberg): Su Alitalia, fino a che punto il governo è in dovere di rifinanziare l’operatività della compagnia? A che punto sono i negoziati per trovare un partner e possiamo anche immaginare uno scenario in cui la compagnia non avrà più il brand Alitalia dopo l’accordo con un partner?

Franco: Questo è un dossier che si trascina da un po’ di tempo. Posso dire che ci stiamo avvicinando a una soluzione, un accordo con la Commissione europea per l’avvio di una nuova compagnia. Sapete che è stata costituita Ita. Qui la questione importante, da parte della Commissione, è che vi sia una discontinuità tra la vecchia Alitalia e la nuova Ita per la questione degli aiuti di Stato. Credo che a breve dovremmo trovare questa soluzione e consentire a Ita di partire. Subito dopo si porrà la questione di eventuali partner. Sappiamo che vi sono dei partner interessati ma ovviamente questo è qualcosa che affronteremo nella fase immediatamente successiva. Credo che comunque il brand Alitalia, così come lo conosciamo, verrà mantenuto.

Daniel Verdù (El Paìs): Sul tema migranti, volevo chiederle se il suo governo pensa che dovrebbe cambiare l’atteggiamento con questi Paesi, come Marocco o la Libia, che alcune volte in un certo modo ricattano alcuni Stati membri sulla pelle dei migranti.  Sullo stesso argomento, l’Italia è da tanti anni che prova a fare una riforma del meccanismo della redistribuzione. Volevo chiedere se pensa che si è vicini e come ci lavorerà il suo governo.

Draghi: Sulla seconda domanda rispondo subito. Il meccanismo di riallocazione nelle discussioni europee è stato da un po’ di tempo messo a dormire. E quindi al Consiglio europeo di lunedì lo riproporrò e occorre riprendere una discussione su questo e lo avremo probabilmente all’ordine del giorno di un altro Consiglio europeo. Ma occorre assolutamente trovare un accordo. Un’azione per affrontare questo problema è basata essenzialmente su tre pilastri. Il primo è questo. Il secondo è l’intervento economico che devono fare i Paesi ma anche l’Unione Europea nel suo complesso. Questo è molto importante. Il terzo è la collaborazione bilaterale con i Paesi di partenza, ma anche una collaborazione multilaterale cioè tra l’Unione Europea e i Paesi di partenza. E poi c’è il ruolo delle Nazioni Unite. Quindi gli strumenti non mancano. Sono strumenti che devono essere impiegati - come ho detto l’altra volta - con equilibrio, con efficacia e con umanità. Quindi per esempio molte di queste azioni sono dirette alla ripresa dei corridoi umanitari ma devono anche essere efficaci. Quello che lei ha detto è esattamente il punto. Anche su questo occorre un cambio di passo ma occorre un cambio di passo in tutte le direzioni.

Carlo Di Foggia (il Fatto Quotidiano): C’è un leader della sua maggioranza che è Matteo Salvini che quasi ogni giorno la candida al Quirinale come successore del Presidente Mattarella che proprio di recente ha chiarito che non è intenzionato ad accettare un secondo mandato. Lei cosa si sente di rispondere a questi solleciti? Li trova inopportuni? Si sente di escluderli e anche di ribadire che la scadenza naturale del suo governo è la fine della legislatura? Seconda domanda per il ministro Orlando. Il governo ha inserito all’ultimo una proroga parziale del blocco dei licenziamenti per chi usa la cassa Covid. Ovviamente i sindacati chiedevano una proroga generalizzata del blocco fino all’autunno, quindi non saranno soddisfatti. Ci sono anche esponenti della maggioranza che lo stanno chiedendo, ad esempio oggi l’ex ministro Provenzano. Il governo si sente di escludere categoricamente che il blocco generalizzato dei licenziamenti venga prorogato?

Draghi: Trovo estremamente improprio, per essere gentile, che si discuta del Capo dello Stato quando è in carica. L’unico autorizzato a parlare del Capo dello Stato è il Presidente della Repubblica.

Orlando: Io credo che, come ho detto in più occasioni, sia preferibile usare ancora le risorse che sono a nostra disposizione per interventi mirati piuttosto che per interventi generalizzati che rischiano di dare risorse a chi non ne ha bisogno e di non darne abbastanza a chi ne ha più bisogno. In questo senso siamo andati nella direzione della selettività. Dico anche però che ci sono settori nei quali questo ragionamento va tenuto aperto. Dico anche però che è la maggioranza che ha escluso la proroga perché in Parlamento c’erano emendamenti che andavano in questa direzione con sfumature diverse che non sono state sintesi delle posizioni interne alla maggioranza. Quindi anche la ragion politica consiglia di seguire strade che siano diverse da quelle sulle quali evidentemente non si riesce a trovare un accordo in maggioranza e che siano in grado di corrispondere alle diverse situazioni e al diverso andamento che il mercato del lavoro ha nei diversi settori.  Scusate se uso tante volte ‘diverso’ ma credo sia il senso fondamentale del fatto che abbiamo un rimbalzo che ha effetti molto articolati nell’economia. Quindi più miriamo, più articoliamo, più corrispondiamo a una domanda effettiva piuttosto che avere diciamo bandierine che rischiano di non avere una risposta adeguata a situazioni che sono particolarmente gravi.


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