Emblema della Repubblica

Ti trovi in: Home : Sala stampa : Novita

Sì all'adesione Croazia a Ue. D'Andrea, passo avanti per integrazione

28 Febbraio 2012

L'aula del Senato ha ratificato il Trattato di adesione della Croazia all'Unione Europea, già approvato dalla Camera.

Il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Giampaolo D'Andrea, intervenendo in Assemblea ha sottolineato come il trattato abbia un "particolare significato politico, perchè conferisce sostanza all'impegno profuso dall'Italia in favore del processo di adesione di Zagabria".

D'Andrea ha poi aggiunto che l'approvazione del Trattato sulla Croazia da parte del Parlamento italiano è "la prima ratifica di uno Stato fondatore dell'Unione".

Ecco il testo dell'intervento.

*D'ANDREA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. "Signor Presidente, onorevoli senatori, il Trattato in esame, sottoscritto a Bruxelles il 9 dicembre 2011 e oggi proposto per la ratifica al Senato della Repubblica, rappresenta l'atto finale del negoziato di adesione della Croazia, che è stato avviato ufficialmente il 13 ottobre 2005, dopo che il Consiglio europeo del giugno 2004 aveva riconosciuto alla Croazia lo status di candidato.

Il negoziato ed il Trattato che ne è conseguito mirano a consentire al Paese, alla Repubblica di Croazia, come è stato ricordato, in particolare dal presidente Dini nella sua relazione, di divenire il 28º Stato membro dell'Unione europea a partire dal 1° luglio 2013, cioè una volta concluse le procedure di ratifica da parte di tutti gli Stati membri.

Questo negoziato ha rappresentato un motore importante del processo di riforma avviato in questi anni. La Repubblica di Croazia è stata infatti chiamata a sforzi considerevoli, al fine di allineare progressivamente il proprio apparato normativo ed amministrativo all'acquis communautaire.

L'impegno necessario a tal fine è stato posto in essere grazie alla determinazione delle autorità croate, ma anche grazie al convinto sostegno dell'opinione pubblica, sfociato nel referendum sulla ratifica del Trattato, svoltosi il 22 gennaio 2012, quindi poche settimane fa. I cittadini croati hanno così scelto di impegnarsi per costruire una società aperta, una democrazia moderna e partecipativa ed un'economia di mercato funzionante.

La finalizzazione del Trattato di adesione ha quindi sancito ufficialmente il successo della scelta europea del Governo e del popolo croato, dimostrando a tutti gli altri Paesi candidati e potenziali candidati che, ove sussista un impegno convinto e costante nel processo di riforma, la prospettiva europea diviene un traguardo concreto e raggiungibile.

Nel corso degli interventi degli onorevoli senatori è stato richiamato di volta in volta lo scenario del 1992-1995, quello ereditato, in gran parte, dalle conclusioni della Seconda guerra mondiale. Ma noi non allungheremmo a sufficienza lo sguardo senza ricordare che anche l'assetto della Seconda guerra mondiale era in parte un'eredità delle conclusioni della Prima e della potente spinta alla creazione di Stati nazionali che anche nell'area balcanica, più o meno nello stesso periodo del raggiungimento dell'Unità d'Italia, si era determinato nel secolo precedente.

Popoli, Stati e territori, insanguinati dalle guerre e dai conflitti etnici e ideologici, hanno forse trovato oggi nella prospettiva dell'unione e dell'integrazione europea un salto di qualità in direzione del superamento di questi conflitti, in fondo come è accaduto al nucleo dei Paesi fondatori dell'Unione europea subito dopo la Seconda guerra mondiale.

Il valore di questo Trattato è quindi anche paradigmatico per l'Italia e per l'Europa; perché il successo croato conferma la validità della linea politica seguita dal nostro Paese, che con grande determinazione ha voluto seguire il percorso europeo di Zagabria, garantendogli il massimo sostegno nel corso del processo negoziale. L'adesione della Croazia all'Unione europea rappresenta un ulteriore passo in avanti nel processo di integrazione in Europa della regione balcanica ed un nuovo successo della politica di allargamento. Ciò, nella consapevolezza che la prospettiva di una piena adesione alla Unione europea è l'unico strumento atto a promuovere, nei Paesi coinvolti, importanti e durature riforme politico-economiche e a garantire all'intero continente crescita democratica, stabilità politica e sviluppo economico.

La ratifica del Trattato in esame da parte del Parlamento italiano in questo contesto è quindi un atto di particolare significato politico, perché conferisce sostanza all'impegno profuso dall'Italia in favore del processo di adesione di Zagabria e, su un piano più generale, all'avanzamento della strategia di allargamento.

La nostra diventerà, dopo la decisione del Senato di questa sera, la prima ratifica di uno Stato fondatore dell'Unione, che per ora fa seguito solo alle decisioni della Bulgaria, della Slovacchia e dell'Ungheria. Questo attribuisce al processo di allargamento dell'Unione una spinta ulteriore che, naturalmente, potrà essere completata a pieno titolo solo con l'ingresso di tutti i Paesi dei Balcani occidentali e della stessa Turchia.

In tale prospettiva, noi auspichiamo che possa trovare un risultato positivo la stessa raccomandazione del Consiglio affari generali dell'Unione, favorevole all'ingresso della Serbia, al prossimo Consiglio europeo, che rappresenterà un appuntamento molto importante, come è stato ricordato, anche per le decisioni che dovranno essere adottate in relazione al fiscal compact e al processo complessivo di avanzamento e di crescita dell'Unione europea.

Quindi, la positiva esperienza croata appare suscettibile di diventare un modello per gli altri Paesi candidati e potenziali candidati. L'Italia è pronta ad accogliere la Repubblica di Croazia dal primo luglio 2013 come Stato membro dell'Unione europea e noi siamo convinti che questa nuova condizione possa determinare un ulteriore passo in avanti, come è stato ricordato anche nella relazione del presidente Dini, per la collaborazione instauratasi tra i nostri Paesi e che sicuramente si rivelerà proficua in ambito comunitario.

Le relazioni bilaterali a livello politico, economico e culturale, che hanno sperimentato in questi ultimi anni uno straordinario sviluppo, anche nel superamento del contenzioso (per il quale resta qualche problema), nel segno della riconciliazione e del futuro comune europeo, potranno giovarsi di quello che il presidente Napolitano ha definito "lo spirito di Trieste", animatore oggi dei rapporti tra i nostri Paesi; ciò a conferma che ci possiamo lasciare definitivamente alle spalle la pesante eredità del passato e che, invece, il futuro sarà nella collaborazione fattiva all'interno dell'Unione europea, nel cui ambito, potranno trovare soluzione anche le questioni ancora aperte.

In conclusione, desidero esprimere la soddisfazione del Governo per l'impegno del Senato. Ringrazio in particolare il Presidente, i membri della Commissione affari esteri e l'Assemblea del Senato per la speditezza con la quale si è ritenuto di procedere all'esame del presente Trattato di adesione, con una velocità forse non consueta. Un vero e proprio record: il 3 febbraio, il Consiglio dei ministri ha adottato il disegno di legge di ratifica, la Camera dei deputati lo ha approvato il 15 febbraio e oggi, prima della fine di febbraio, il Senato si accinge a dare il suo sì definitivo.

Il Governo e la popolazione croata, come dimostra anche la presenza degli autorevoli ospiti che assistono alla seduta odierna, ai quali, anche a nome del Governo della Repubblica italiana, rivolgo il saluto più cordiale, guardano all'Italia con attenzione e con forti aspettative: non solo in relazione ai rapporti bilaterali che ci legano, ma anche al ruolo di primo piano svolto dall'Italia a sostegno del cammino europeo di Zagabria.

Il valore di questo Trattato per lo sviluppo dell'integrazione europea, per la sua attrattività, e per la sua forza di pace, di coesione e di convivenza nel programma dei popoli, risulta ulteriormente esaltato da questo nostro gesto e dalla decisione che il Senato si accinge ad assumere".

Allegati

Per saperne di più

Informazioni generali sul sito