La biblioteca Chigiana

Nell’angolo tra via dell’Impresa e vicolo dello Sdrucciolo, il principe Agostino Chigi fece costruire dall’architetto Contini alla fine del’600 la biblioteca che oggi porta il suo nome.

Nella biblioteca era custodito il patrimonio librario di Fabio Chigi, papa Alessandro VII, umanista e appassionato bibliofilo. 
La raccolta consisteva in circa 26.000 opere a stampa di argomento storico, letterario ed ecclesiastico appartenente ai secoli 1600 e 1700, provenienti alcune da librerie private di amici letterati dell’epoca ma per la maggior parte donate ed acquistate nel corso di viaggi in Italia e Germania. La preziosa collezione viene donata nel 1923 da Mussolini al Papa per ammorbidirne le posizioni verso il proprio regime.

La biblioteca Chigiana rappresenta da sempre un’attrattiva del Palazzo. Attualmente, benchè svuotata dell’antica collezione, rimane l’ultima delle grandi biblioteche romane delle case principesche, tuttora integra e funzionante. 
Si può, infatti, ancora ammirare nella sua originaria eleganza la scaffalatura in legno, notevole esempio di ebanistica seicentesca che ben si adattava con la preziosità della raccolta di codici, manoscritti e rarità bibliografiche. 

Vedi anche la sezione relativa alla Biblioteca Chigiana