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09 Luglio 2019

Il Presidente Conte incontra il Presidente della Repubblica del Mozambico

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra a Palazzo Chigi il Presidente della Repubblica del Mozambico, Filipe Nyusi.

09 Luglio 2019

Il Presidente Conte incontra il Presidente della Repubblica del Mozambico

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra a Palazzo Chigi il Presidente della Repubblica del Mozambico, Filipe Nyusi.

09 Luglio 2019

Il Presidente Conte incontra i sindacati

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha ncontrato a Palazzo Chigi i sindacati Ugl, Cisal, Confsal, Usb.

09 Luglio 2019

Conte incontra i sindacati a Palazzo Chigi

Il Presidente Conte ha incontrato a Palazzo Chigi i sindacati Ugl, Cisal, Confsal, Usb.

08 Luglio 2019

Anniversario fondazione Polizia penitenziaria, il Presidente Conte alle celebrazioni

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha partecipato alla cerimonia per il 202° anniversario di fondazione del Corpo della Polizia penitenziaria, in Piazza del Popolo a Roma.

08 Luglio 2019

Conte al 202° anniversario di fondazione del Corpo della Polizia penitenziaria

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, partecipa alla cerimonia per il 202° anniversario di fondazione del Corpo della Polizia penitenziaria.

09 Luglio 2019

Conte incontra il Presidente della Repubblica del Mozambico

Il Presidente Conte ha incontrato a Palazzo Chigi il Presidente della Repubblica del Mozambico, Filipe Nyusi. Al termine dei colloqui, hanno tenuto dichiarazioni alla stampa.

08 Luglio 2019

Conte incontra il Presidente della Repubblica del Mozambico

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, martedì 9 luglio alle ore 15.30, incontrerà a Palazzo Chigi il Presidente della Repubblica del Mozambico, Filipe Nyusi. Al termine dei colloqui sono previste dichiarazioni alla stampa.

 

Sabato, 6 Luglio 2019

Intervista a La Stampa

Conte: sulla Von der Leyen Lega e 5S non pongano veti
Intervista al premier: gli eurodeputati di maggioranza le diano la fiducia
Se salta la Presidente, non avremo il Commissario forte che meritiamo

di Marco Zatterin

«Serve l'Europa per affrontare le migrazioni», afferma il premier Giuseppe Conte in un'intervista a «La Stampa». «E occorre che l'Italia sostenga il pacchetto nomine per aggiudicarsi un ruolo di riguardo nell'Unione». A Vladimir Putin ha chiesto un segno, lo ha invitato «a compiere passi utili a restaurare un clima di reciproca fiducia», così da andare oltre un regime di sanzioni per il quale, al momento, «non vede alternativa». È un leader «con idee chiare e risolute, consapevole del ruolo che il suo Paese ricopre nello scacchiere mondiale», assicura Giuseppe Conte all'indomani del vertice col presidente russo, certo che l'Italia abbia titolo a un ruolo di mediatore su molti fronti, a partire da quello libico. Qui c'è l'incognita della stabilità mediterranea e delle migrazioni. «Occorrono soluzioni condivise», avverte il presidente del Consiglio guardando ai partner di Bruxelles e pronto a concedere che «intercettare barche di modeste dimensioni è più difficile». Serve dunque l'Europa per affrontare le migrazioni, dice chiaramente. E occorre che l'Italia si aggiudichi un ruolo di riguardo nell'Unione, con un commissario forte. Un obiettivo, confessa con un giro di parole, che sarebbe certamente facilitato se i parlamentari grillini e leghisti a Strasburgo votassero per Ursula Von der Leyen, la presidente della Commissione uscita da un'intesa che l'uomo di Palazzo Chigi rivendica pienamente. Un atteggiamento troppo sovranista, se ne deduce, potrebbe far saltare il pacchetto intero e anche le chance italiane di ottenere la poltrona pesante che il Paese merita.

Presidente, cominciamo da Putin che certifica il superamento dell'idea liberale. Ci attende un populismo alimentato dal rancore diffuso, assicura. Da giurista e politico, condivide la previsione. Se la trova pericolosa, cosa si può fare per scongiurarla?

«Le idee liberali ci hanno consegnato il mondo nel quale viviamo, e io mi tengo stretti i diritti della persona e i valori democratici faticosamente conquistati. Vero è che le nostre democrazie liberali esibiscono alcune evidenti criticità: partiti politici che hanno perduto l'originaria vocazione a mediare gli interessi generali, rifugiandosi nella pura gestione del potere; classi dirigenti sempre più incapaci di comprendere i reali bisogni di famiglie e imprese; istituzioni inefficienti e autoreferenziali; aperture fideistiche alla globalizzazione, senza consapevolezza dei rischi di più profonde diseguaglianze sociali e di perdita di identità culturali. Dobbiamo agire con misure vigorose ed efficaci per sanare le fratture tra élite e popolo, intercettando il malessere dei cittadini».

Come ci poniamo fra russi e americani, adesso? Non abbastanza trumpiani per essere putiniani. E viceversa.

«Siamo semplicemente italiani. In tutte le mie visite di stato, a Washington come a Mosca, sono stato sempre orgoglioso e consapevole di rappresentare un grande Paese: l'Italia. La nostra collocazione euro-atlantica non è stata mai in discussione. Questo non ci impedisce di declinare i rapporti con la Russia e altri Stati secondo un approccio inclusivo e dialogante, in linea con la nostra tradizionale vocazione. I miei eccellenti rapporti sia con Trump sia con Putin ci pongono al centro delle trame di dialogo».

L'Europa è sempre stata diffidente nei confronti della nostra diplomazia "vicina a Mosca". Era una macchia anche per Federica Mogherini. Temono un doppio gioco. Sono timori ingiustificati?

Il mio Governo agisce in modo lineare e non si affida a doppi giochi. Ricordo di aver letto di 'timori europei' anche quando sottoscrivemmo l'intesa con la Cina per la Belt and Road. In realtà, come ci è stato riconosciuto successivamente, proprio la nostra iniziativa ha permesso di ottenere, nell'ambito delle relazioni conii gigante asiatico, principi e standard europei in termini di sostenibilità finanziaria e ambientale e di rispetto del level playing field. Allo stesso modo, le relazioni bilaterali italo-russe non compromettono affatto la nostra posizione all'interno dell'Unione europea. La nostra sensibilità ci induce ad assumere le sanzioni verso Mosca come una misura transitoria in vista dell'auspicata ripresa del pieno dialogo.

Aiuta o no, quando si parla di Russia, avere un vicepremier che ha la foto di Putin sulla libreria?

A ognuno la foto che desidera. Io sulla scrivania ho la foto di mio figlio: lavorando quotidianamente anche per lui mi impegno a garantire un futuro migliore a tutti i nostri figli.

Le sanzioni a Putin sono state comminate per violazioni gravi dei diritti e per aver fomentato la guerra in Ucraina. Come si possono togliere?

Al momento, non vedo alternativa alla piena attuazione degli Accordi di Minsk, ma di fronte abbiamo un semestre europeo su cui confido molto. Ieri ne ho approfittato per invitare anche il presidente Putin a compiere passi utili a restaurare un clima di reciproca fiducia, propedeutica al superamento di questo stallo. Confido che l'elezione del nuovo presidente ucraino Zelenskyi offra una "finestra di opportunità" che sapremo cogliere.

La cooperazione economica con Mosca continua. Quali i prossimi passi? Compreranno titoli italiani, come riteneva possibile Savona?

Gli scambi commerciali con Mosca sono migliorati negli ultimi due anni. Abbiamo incrementato la cooperazione in ambito energetico, infrastrutturale e industriale e abbiamo intensificato gli scambi culturali. Quanto ai titoli di stato, l'Italia è perfettamente in grado di far fronte ai propri fabbisogni finanziari perché ha un risparmio privato molto consistente e un export elevato. Insomma, al mercato non chiediamo cortesie ma la fiducia che si deve a chi ha solidi fondamenti economici. Il forte calo dello spread nelle ultime settimane conferma questa fiducia.

Su Ue, Libia e Putin, Di Maio non si è sentito un granché. Ne sente la mancanza?

Con Di Maio ho contatti e scambi quotidiani. Giovedì sera era seduto accanto a me alla cena di lavoro con Putin.

La Libia è gran pasticcio. Che soluzione immagina?

Avevo sin dall'inizio prefigurato il quadro che purtroppo si sta delineando. Siamo sempre stati convinti che l'opzione militare non fosse la soluzione, né per il popolo libico né per i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Per questo ho sempre insistito su un immediato cessate il fuoco. Finalmente ieri anche il Consiglio di Sicurezza Onu è giunto a questa conclusione. Il giorno prima ne ho parlato anche con Putin, condividendo con lui le medesime preoccupazioni oltreché la necessità che l'intera comunità internazionale converga su una soluzione politica.

Il ruolo dell'Italia può essere più significativo? Possiamo prendere l'iniziativa?

Grazie alla nostra capacità di dialogo e di mediazione politica con tutti i principali attori internazionali e regionali l'Italia svolge un ruolo centrale nel processo di stabilizzazione del Mediterraneo allargato, come abbiamo dimostrato con la Conferenza di Palermo. In occasione dei vertici internazionali, ad esempio al G20 di Osaka e nei miei colloqui telefonici con i vari leader, sto portando avanti una ostinata opera diplomatica per indirizzare a soluzione il conflitto libico.

Chi deve essere il coordinatore del processo di stabilizzazione a Tripoli? Onu? Nato? Italia? Ue?

E necessario sostenere le iniziative delle Nazioni Unite per imporre il cessate il fuoco e ritornare al dialogo. L'Italia sta dando il suo contributo per assicurare un futuro di stabilità e sicurezza al popolo libico.

Migranti. Ora ci sono altri seimila che possono arrivare. Come fronteggiare questa possibile ondata?

Ogni anno, nella stagione estiva, si intensificano questi viaggi della morte, con migliaia di uomini e donne disperati che si avventurano per mare con imbarcazioni di fortuna in direzione del nostro Paese, mossi dall'illusione di potersi integrare appieno nelle nostre comunità. Dobbiamo continuare a contrastare questi traffici illegali e affidare il sogno della integrazione a canali legali, quali i corridoi umanitari, che permettono di individuare, all'origine e prima che intervengano i trafficanti, quali siano le persone che hanno realmente diritto alla protezione internazionale.

Avete una ricetta contro i mini sbarchi?

È chiaro che intercettare barche di modeste dimensioni è più difficile. Insieme ai ministri competenti siamo già al lavoro per riuscire ad arginare anche questo fenomeno.

Politica estera condivisa europea è necessaria. Però bisogna negoziare a Bruxelles. Crede davvero che l'Italia possa fare da sola sui migranti?

Non l'ho mai creduto. È per questo che sin dal primo Consiglio Europeo ho chiesto e ottenuto che passasse il principio della piena condivisione delle responsabilità. Gli altri Paesi europei non possono pensare che l'Italia sia lasciata sola a salvare il buon nome dell'Europa. Con il nostro contributo abbiamo indicato agli altri Paesi europei la strada per recuperare l'afflato solidaristico. Questa sarà una delle più importanti sfide della nuova Commissione europea. L'Italia sarà più determinata che mai.

Abbiamo i nuovi vertici Ue. Che rapporto possiamo avere con la Commissione se i partiti del Governo gialloverde non la voteranno a Strasburgo? Lei ha dato il consenso...

Rivendico il mio consenso a un "pacchetto" di nomine che, nelle condizioni date, ho ritenuto fosse il migliore possibile per l'Italia. Pur non potendoci giovare del sostegno delle tradizionali famiglie politiche, abbiamo la prospettiva di un portafoglio economico di primaria importanza, abbinato alla Vicepresidenza oltreché la prospettiva di un membro nel board della Bce. Non solo abbiamo scongiurato altri scenari molto più preoccupanti per i nostri interessi nazionali, ma avremo la possibilità di entrare nel cuore delle politiche economiche europee per i prossimi cinque anni. Nella mia valutazione sarebbe un risultato di estrema importanza per il nostro "sistema-Paese". Spero che gli europarlamentari delle forze di maggioranza condividano questa valutazione sull'interesse nazionale quando saranno chiamati a votare per la neo-designata Presidente della Commissione, alla quale poi spetterà concordare la distribuzione dei vari portafogli.

Vogliamo il Vicepresidente a Bruxelles, che non è difficile. E la Concorrenza, che non ci daranno senza il nome giusto. Sarà un leghista? Non converrebbe una personalità più tecnica e irrifiutabile.

Non partecipo al totonomi. Posso però anticipare che l'Italia avrà un commissario all'altezza del compito. Quanto alla Lega, essa ha avuto un ampio consenso nella consultazione europea e mi pare giusto lasciarle l'iniziativa di offrire una indicazione, che ovviamente spetterà al Governo vagliare e confermare.

Mancano 30-40 miliardi per mantenere la pace con l'Europa sui conti pubblici. Sarà un autunno di tagli?

Con la prossima manovra continueremo a lavorare per la crescita, rifiutando la logica dell'austerità. Eviteremo l'aumento dell'Iva con un'attenta revisione della spesa e delle tax expenditures, di cui il Paese ha bisogno da molti anni. La buona notizia è che le maggiori entrate fiscali e i maggiori risparmi di spesa registrati nel 2019 hanno carattere strutturale: questo dimostra la bontà del lavoro svolto finora e ci aiuterà a tenere i conti pubblici sotto controllo anche nel 2020.

Questo Governo arriva al panettone?

Se continueremo a fare il nostro dovere e a rispondere alle aspettative dei cittadini, mangeremo vari altri panettoni e colombe pasquali! Siamo nel pieno di un ampio progetto riformatore che stiamo dimostrando di saper realizzare con determinazione e responsabilità.

Quale formula può portare a una mediazione soddisfacente sulle autonomie?

Il punto di mediazione non sarà ritrovarsi a metà strada tra le richieste delle Regioni e le concessioni dello Stato. Vogliamo realizzare un progetto di autonomia differenziata che sia efficace e funzionale, e non aggravi le diseguaglianze tra le varie aree del Paese. Siamo disponibili a offrire maggiori responsabilità alle Regioni che lo richiedono, ma intendiamo garantire "la coesione e la solidarietà sociale" e contrastare gli "squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona", perché questo ci impone l'art. 119 della Costituzione.

Lei, infine. Che estate sarà la sua? Vacanze? E con quale libro?

Non ho ancora deciso le mie vacanze anche perché non so ancora se e quando mi potrò concedere una pausa. Proverò sicuramente a ritagliarmi qualche giorno di vacanza per star e con i miei familiari. Mi riprometto sicuramente qualche buona lettura: romanzi e libri di storia.

05 Luglio 2019

Tavolo istituzionale del Cis Molise

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, partecipa al tavolo istituzionale del Cis Molise.