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17 Marzo 2020

Settimana d’azione contro il razzismo

In occasione della “Settimana d’azione contro il razzismo”, che si celebra dal 16 al 22 marzo, l’Unar ha avviato una "campagna social" per rimanere “Uniti”, per stare vicini, anche se virtualmente, e diffondere i sentimenti di solidarietà e uguaglianza.

16 Marzo 2020

Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 37

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, lunedì 16 marzo 2020, alle ore 12.05 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro.

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16 Marzo 2020

Conversazione telefonica tra il Presidente Conte e il Presidente cinese Xi Jinping

Il Presidente Conte ha avuto una lunga conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping. Al centro dei colloqui un utile scambio di informazioni relative al Coronavirus. 

Consiglio dei Ministri n.37, la dichiarazione del Presidente Conte

Lunedì, 16 Marzo 2020

 Al termine del Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, hanno illustrato in conferenza stampa il Decreto #CuraItalia. In apertura la dichiarazione del Presidente Conte. 

Buongiorno a tutti, 
abbiamo appena concluso i lavori del Consiglio dei Ministri e questo è un passaggio importante, quello che c’è stato oggi,  perché abbiamo approvato il decreto legge contenente le misure economiche.

Il Governo è vicino alle tante imprese, ai commercianti, ai liberi professionisti, alle famiglie, ai nonni e alle mamme, ai papà, anche ai giovani, che stanno facendo tutti enormi sacrifici per il bene comune, per il bene più alto che è quello della salute: la salute dei cittadini, la salute pubblica. 

Nessuno deve sentirsi abbandonato.  È stato questo il nostro obiettivo fin dall’inizio e oggi questa deliberazione, questa approvazione del decreto legge lo dimostra.

Lo Stato è qui, le misure di sostegno e di spinta che sono state inserite in questo decreto ne sono concreta testimonianza. Concreta testimonianza della presenza dello Stato. Stiamo offrendo una nostra risposta anche sul terreno economico, possiamo quindi parlare di modello italiano non solo per quanto riguarda la strategia di contrasto alla diffusione del contagio, ma possiamo iniziare a parlare anche di un modello italiano  anche per quanto riguarda  la strategia, la politica economica per far fronte a questa grande emergenza economica e sociale. Siamo stati i primi a mettere in campo qualcosa come 25 miliardi di euro di denaro fresco a beneficio del sistema economico italiano, a beneficio delle imprese, a beneficio  delle famiglie. E attiviamo flussi, attenzione, per complessivi 350 miliardi.

Questa è una manovra economica poderosa. Permettetemi di sottolinearlo: non abbiamo mai pensato e dimostriamo di non pensare di poter combattere un’alluvione con gli stracci, con i secchi, noi stiamo cercando di costruire, pienamente partecipi degli sforzi che tutti gli italiani stanno facendo, una vera e propria diga per proteggere imprese, famiglie e lavoratori. Su questa strada vogliamo che l’Europa ci segua.
I segnali, i primi pronunciamenti sono importanti ma è chiaro che l'Italia è promotrice di un messaggio che si estende a tutte le istituzioni europee. Il ministro Gualtieri tra un po’ – adesso lascerò la parola a lui – entrerà nell’Eurogruppo e io fra qualche minuto avrò una videoconferenza con il G7.

L'Italia è in prima fila. Dobbiamo agevolare e sostenere gli Stati in questa fase facendo tutto quello che serve per aiutare i nostri cittadini. È una partita europea che va giocata a viso aperto con spirito di collaborazione e una strategia condivisa di aiuto, di solidarietà vera ed effettiva che noi vogliamo mettere in campo. E confidiamo che tutti gli altri Stati membri ci seguiranno.

Ancora, e concludo lasciando la parola al ministro Gualtieri, con questo decreto, forte e deciso nei numeri delle misure, noi non esauriamo il nostro compito per quanto riguarda gli interventi in campo economico.
Siamo consapevoli che questo decreto non basterà ma voglio dire ai lavoratori, alle imprese e alle famiglie che oggi il governo risponde presente e risponderà presente anche domani.  

Domani ovviamente dovremo già predisporre nuove misure perché dovremo anche ricostruire un tessuto economico-sociale che viene fortemente intaccato da questa emergenza. Come? Con un piano di ingenti investimenti che dovremo ovviamente promuovere con una rapidità che il nostro Paese non ha mai conosciuto prima. Quindi semplificazione, innovazione, alleggerimento delle tasse. Concludo dicendo che sono davvero orgoglioso perché sono partecipe di questa grandiosa comunità che addirittura ho l'onore di guidare in questo frangente così complesso, così delicato per la nostra storia. Tanti italiani sono direttamente in trincea negli ospedali, nelle fabbriche, nelle farmacie, dietro le casse di un supermercato. Tanti rimangono a casa ma non rimangono inerti. Li sostengono da un balcone, da una finestra, cantano con loro, cantano l'inno nazionale. Possiamo essere davvero orgogliosi di essere italiani. Insieme ce la faremo.
 

16 Marzo 2020

Decreto #CuraItalia, conferenza stampa di Conte, Gualtieri e Catalfo

Il Presidente Conte e i Ministri Catalfo e Gualtieri hanno illustrato le nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell'emergenza coronavirus sull'economia

16 Marzo 2020

Conferenza stampa del Presidente Conte con i Ministri Gualtieri e Catalfo

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il Ministro dell'economia e finanze, Roberto Gualtieri, e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, hanno tenuto, nella Sala dei Galeoni a Palazzo Chigi, una conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri n. 37.

16 Marzo 2020

Conferenza stampa del Presidente Conte con i Ministri Gualtieri e Catalfo

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il Ministro dell'economia e finanze, Roberto Gualtieri, e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, hanno tenuto, nella Sala dei Galeoni a Palazzo Chigi, una conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri n. 37.

16 Marzo 2020

Riunione del Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri è convocato alle ore 10 a Palazzo Chigi.  

Lunedì, 16 Marzo 2020

Intervista al "Corriere della Sera"

Uniti, è il periodo più a rischio. Saranno settimane dure.

di Monica Guerzoni.

Bisogna evitare in tutti i modi gli spostamenti non assolutamente necessari. E' il momento dei sacrifici, delle scelte responsabili.

Presidente Conte, c'è un'Italia che rispetta le regole, canta dai balconi e, al 62%, condivide le scelte di Palazzo Chigi. E poi c'è l'Italia dei furbi.

«Bisogna evitare in tutti i modi gli spostamenti non assolutamente necessari. È il momento dei sacrifici, delle scelte responsabili. Fin dall'inizio ho lavorato con spirito di unità, mettendo la salute al centro, il che credo spieghi quel 62% di consenso. Stiamo affrontando un'emergenza mai conosciuta dal Dopoguerra a oggi. La stragrande maggioranza degli italiani è consapevole che le regole servono a proteggere i nostri cari. Sono orgoglioso di guidare questa grandiosa comunità, che nel momento di massima difficoltà si ferma a cantare l'inno nazionale e a rivolgere un commosso applauso ai medici e agli infermieri che lavorano stremati in corsia».

Più di 1.800 morti. L'Italia riuscirà a fermare l'epidemia, o larga parte della popolazione sarà contagiata?

«Se continueremo a rimanere a casa evitando contatti a rischio, saremo più efficaci nel contenere il virus. Gli scienziati ci dicono che non abbiamo ancora raggiunto il picco, queste sono le settimane più rischiose e ci vuole la massima precauzione. Non possiamo abbassare la guardia. È la sfida più importante degli ultimi decenni, per vincerla serve il contributo responsabile di 60 milioni di italiani».

In Lombardia mancano letti e mascherine, Fontana sente il governo distante e chiama in soccorso Bertolaso. Come risponde alla sfida?

«Alimentare polemiche non è sterile, è folle. L'organizzazione della sanità è in mano alle Regioni. Non potendo, né volendo stravolgere il nostro assetto costituzionale, dobbiamo collaborare tutti insieme per rendere la risposta del sistema sanitario quanto più efficiente possibile. Bertolaso non lo conosco di persona, ma giudico positivo che la Regione sia affiancata da una persona che conosce la macchina organizzativa della Protezione civile. Ne uscirà agevolato il dialogo con la centrale che opera a Roma, sotto la direzione di Borrelli e Arcuri».

Fino a notte i ministri si sono divisi sui poteri della Protezione civile. Borrelli ha minacciato le dimissioni perché «commissariato» da Arcuri?

«Nessuna divisione sul ruolo della Protezione civile, che è essenziale per coordinare il supporto alle Regioni. Borrelli non lo conoscete bene, è una persona di grande competenza e dal cuore generoso. Sta già lavorando con Arcuri in modo proficuo, entrambi consapevoli di essere chiamati ad affrontare una sfida di enorme portata».

La letalità così alta dell'Italia non suggerisce di cambiare strategia, magari facendo tamponi a tappeto come in Corea?

«Dobbiamo attendere qualche settimana per verificare i risultati delle nostre decisioni, ispirate alle indicazioni del comitato tecnico-scientifico. Per il resto non servono nuovi divieti, ora è importante rispettare scrupolosamente quelli che ci sono. Le attività motorie sono consentite, ma andare a correre tutti insieme è vietato. Bene hanno fatto i sindaci a chiudere i parchi e bene fanno i vigili a contrastare gli assembramenti. Questo purtroppo vale anche per le chiese. So che sto chiedendo tanto. Ma dobbiamo predisporci ad affrontare il picco del contagio ed è bene restare tutti a casa».

Le strutture sanitarie del Sud reggeranno, o si rischia il collasso?

«Anche gli scienziati più qualificati hanno difficoltà a fare previsioni troppo specifiche. Il nostro obiettivo è contenere o quantomeno rallentare la velocità di diffusione del virus, in modo da avere la possibilità di gestire l'emergenza in un tempo più dilatato, distribuendo una reazione efficace su tutto il territorio nazionale. Certamente non possiamo più permetterci errori comportamentali. Vanno assolutamente evitati gli spostamenti di chi, ad esempio, nei weekend lascia Milano per raggiungere la famiglia o la propria residenza al Sud».

Dopo il blocco dei treni notturni dobbiamo aspettarci altre chiusure, dalle farmacie agli alimentari?

«I servizi essenziali vanno garantiti. Se i supermercatì, le farmacie, gli ospedali continuano a essere riforniti è perché alle spalle c'è una filiera industriale che lavora, con grande senso di responsabilità, affinché il Paese non si fermi. L'Italia ha potenzialità inesplorate, si è mossa con coraggio e altri Paesi, come Spagna e Francia, stanno seguendo il nostro modello».

Tanti industriali e commercianti hanno paura di non riaprire mai più. Aver lasciato la scelta tra restare aperti e fermare la produzione non rischia di innescare la concorrenza sleale?

«Il mondo delle imprese è chiamato a una sfida molto dura. Molti hanno chiuso e chi è aperto deve garantire ai lavoratori un adeguato livello di protezione. Questo decreto non sarà sufficiente. I danni saranno seri e diffusi, occorrerà varare un vero e proprio piano di "ricostruzione". La Guardia di finanza interverrà duramente contro i comportamenti speculativi di chi impone prezzi fuori mercato, o lucra condizioni di vantaggio nelle produzioni dei beni di prima necessità. Dopo il coronavirus nulla sarà più come prima. Dovremo sederci e riformulare le regole del commercio e del libero mercato».

Per Salvini non tutti i lavoratori sono al sicuro...

«Non è il tempo delle polemiche, ma dell'impegno e delle soluzioni. Il governo ha dedicato 18 ore per chiudere l'accordo fra associazioni di categoria e sindacati al fine di garantire i massimi standard di sicurezza ai lavoratori. I lavoratori hanno fatto bene a far sentire la loro voce, sono in trincea, in prima linea per l'Italia. Ogni sacrificio è un atto di amore per il Paese, siamo al loro fianco».

Seguirà un periodo di lacrime e sangue?

«Stiamo rispondendo con un pacchetto di norme che consentiranno alla nostra economia di sostenere i costi imposti dall'emergenza. Siamo pronti, se sarà necessario, a intervenire di nuovo per il rilancio del Paese. Faremo il possibile affinchè, anche nella stesura della legge di bilancio, l'Italia possa tornare a correre grazie agli investimenti, al taglio delle tasse, alla semplificazione e all'innovazione. Aiuteremo l'Italia a rialzarsi e sono convinto che ce la faremo».

La Lega sprona il governo a seguire la via tedesca, che ha messo sul tavolo 550 miliardi per i crediti alle imprese.

«Le garanzie previste nel nuovo decreto legge attivano flussi di finanziamenti che, in rapporto al Pil, sono analoghi a quelli della Germania».

L'Europa ai tempi del coronavirus è quella di Lagarde, o quella di von der Leyen?

«È quella capace di fare tutto ciò che è necessario per rispondere a un'emergenza che non è italiana, ma europea. Già nella videoconferenza di qualche giorno fa, la presidente von der Leyen mi ha chiarito la sua idea di impiegare tutti gli strumenti necessari a sostenere l'Italia. Le prime misure annunciate dalla Commissione per il sostegno medico ed economico mi appaiono efficaci e concrete, così come la rimozione degli ostacoli alla libera circolazione nel mercato interno di beni sanitari».

Cosa chiederà oggi in videoconferenza agli altri leader del G7?

«È necessario un coordinamento europeo delle misure di ordine sanitario ed economico. È il momento delle scelte coraggiose e l'Italia può offrire un contributo significativo, come Paese che per primo in Europa ha conosciuto una così ampia diffusione del virus».

Due membri del governo, Ascani e Sileri, sono positivi. Quali contromisure avete preso?

«Un affettuoso saluto a Pierpaolo e Anna, con l'augurio che possano guarire presto insieme alle migliaia di italiani che ad oggi devono i fare i conti con questo virus. Da giorni ormai rispettiamo la distanza di un metro, svolgiamo le riunioni in videoconferenza e prediligiamo quanto più possibile lo smart working».

Che effetto le fa sentire Renzi spronare i Paesi europei perché non facciano «gli errori dell'Italia»?

«Gli italiani gridano dai balconi il loro orgoglio, testimoniano al mondo intero cosa significa appartenere a una medesima "comunità" e rimanere uniti. Mi chiamano tanti capi di Stato e di governo, che ammirano il nostro coraggio nell'adottare misure così restrittive e la dignitosa compostezza dei cittadini nel rispettarle. Sono sorpreso di cogliere un ex premier, che ha rappresentato l'Italia nel mondo, parlar male del governo italiano all'estero, nelle tv e nei giornali americani e tedeschi. Ma io non commento. Lascio che giudichino gli italiani».

15 Marzo 2020

Convocazione del Consiglio dei Ministri n. 37

Il Consiglio dei Ministri è convocato per il 16 marzo 2020, alle ore 10.00, a Palazzo Chigi. Seguirà l’ordine del giorno.

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri