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Intervento del Presidente Conte all'Assemblea Nazionale di Confesercenti

Martedì, 22 Ottobre 2019

Buongiorno a tutti. 

Saluto la Presidente De Luise che ha detto così tante cose, è stata così completa, che potrei anche tacere, ha detto tutto.

Saluto il Vice Ministro Misiani, saluto tutte le Autorità presenti, gli amici rappresentanti di Rete Imprese Italia e tutti voi.

Ho accettato davvero con gran piacere pur avendo oggi un’agenda oggi particolarmente impegnata con varie incombenze istituzionali, ma il dialogo e il confronto con voi sono fondamentali, vi ho ricevuto già a Palazzo Chigi, sono qui con voi per continuare questo dialogo e vi assicuro che questo dialogo, le premesse ormai le conoscete, il nostro approccio ormai lo conoscete, continuerà costantemente.

Sostengo e continuo a sostenere che i decisori politici non debbono sottrarsi al dialogo, rimanere chiusi nei propri palazzi, con le proprie convinzioni, con i propri staff tecnici, è un grave errore nella misura in cui poi rischia di acquisire sì informazioni ma di non confrontarsi con la realtà produttiva, con tutti gli stakeholders, con tutti gli imprenditori e con tutti i cittadini che ogni giorno lavorano e integrano, compongono il Sistema Italia. 

La vostra associazione include una parte importante, voi siete il cuore pulsante della nostra economia, piccole e medie imprese. 5 milioni di piccole e medie imprese, infatti, offrite lavoro all’82% dei lavoratori italiani e costituite il 92% delle imprese attive in Italia. Abbiamo un primato in Europa sul piano imprenditoriale, il merito è vostro, abbiamo un primato per quanto riguarda le piccole e medie imprese e se io siedo nel G7 è grazie soprattutto al vostro impegno quotidiano.  
Questo evento mi permette di interloquire con voi sui contenuti della manovra economica, che vi è stata anticipata anche dai giornali e in questi giorni, come sapete, stiamo definendo.

Partiamo da un presupposto che non dobbiamo mai dimenticare: la congiuntura internazionale non è ci è favorevole. Questo lei lo ha detto Presidente.

Il Fondo Monetario Internazionale ha ridotto le stime di crescita del PIL mondiale al 3% per il 2019 e, per il 2020, stima una crescita modesta, caratterizzata da profondi fattori di incertezza, per buona parte determinati anche dalle tensioni commerciali in atto. Io confidavo che nell’approssimarsi della scadenza di questo anno solare queste tensioni rientrassero, ma purtroppo vediamo che non solo non accennano a diminuire ma anzi c’è la prospettiva di un incremento. 
C’è poi la battuta d’arresto che ha colpito la manifattura europea, soprattutto in Germania e, in modo molto forte, soprattutto nel settore dell’automotive, questo ovviamente ha conseguenze significative e un impatto per noi, per il sistema integrato che abbiamo, per quanto inseriti nelle catene del valore europeo.

Tuttavia, pur in presenza di un quadro di sistema particolarmente critico, dobbiamo anche prendere atto e constatare che il nostro Paese non viene più considerato un fattore di rischio per l’economia mondiale. 
Al contrario, il nostro mercato del lavoro, le condizioni del commercio con l’estero, il risparmio privato e la fiducia dei consumatori restano solidi, integrano quella che possiamo riassumere come i fondamenti saldi della nostra economia, nonostante la fase difficile che stiamo attraversando.
A questi indicatori noi aggiungiamo anche un indicatore molto significativo, lo spread, si è ridotto nel corso di questa ultima parte del 2019, questo ci permetterà di risparmiare fino a 18 miliardi nel prossimo triennio, lei ha anche calcolato, ragioniamo di oltre 630 euro in media per famiglia. 
La traiettoria discendente dei rendimenti sui nostri titoli di Stato ci consentirà dunque, e qui che noi possiamo anche costruire un serio percorso di riduzione del rapporto fra debito pubblico e PIL, e anzi lavoreremo perché questa riduzione dello spread sia ancora più significativa e lavoreremo perché i mercati degli investitori possano credere ancora di più in noi.

Ed è proprio la fiducia a costituire l’asse portante della nostra agenda di rilancio del Paese. Dobbiamo ricostruire la fiducia di tutti gli operatori economici e dobbiamo avere anche la vostra fiducia come di tutti i cittadini. Questo vale per piccole e medie imprese, realtà industriali più grandi, mercati finanziari, famiglie e lavoratori autonomi, dipendenti.
Si tratta di un progetto che - certamente - non si esaurisce con questa manovra economica, vorrei ricordare anche che abbiamo avuto poco lasso di tempo per preparare questa manovra. Però vi dirò che sono nel complesso soddisfatto perché abbiamo fatto tanto in poco tempo. 

Però il nostro orizzonte di azione si colloca nel triennio, ha l’ambizione quindi di guardare oltre, nella consapevolezza che la sfida per la crescita ha bisogno di un piano paziente, di lavorare tutti insieme per donare al Paese un volto più moderno, più verde, più digitale, più orientato al futuro, più equo, più inclusivo. Dobbiamo quindi liberare le energie rimaste bloccate da un fisco iniquo e inefficiente, da una burocrazia complessa e talvolta opprimente, dalle fratture - sociali, territoriali, culturali - profonde, che hanno prodotto e accentuato anche diseguaglianze nell’accesso ai servizi pubblici e, conseguentemente, nel godimento di alcuni diritti fondamentali della persona.

C’è un progetto riformatore che stiamo realizzando che non fa rumore, non balza all’attenzione della cronaca quotidiana o del dibattito pubblico, abbiamo in Parlamento, stiamo portando avanti, una serie di leggi delega che preludono a decreti legislativi delegati che riformeranno interamente la burocrazia, tutti i procedimenti amministrativi, semplificheranno questo quadro che ha un costo notevole per le imprese come lei ha detto. Ne siamo perfettamente consapevoli, anche questa è la nostra diagnosi, vogliamo semplificare la burocrazia e anche a beneficio di voi imprenditori, dei cittadini, riorganizzare tutto il farraginoso quadro di disciplina normativa in codici di settore per settori di attività. 
Questo progetto è concreto, è lì, lo stiamo approvando e confidiamo che da questo determinerà un volano per la crescita economica, come ci dicono tutti gli studi scientifici più accreditati.

È una delle riforme che accompagnerà la nostra crescita, una delle riforme che costa meno ma che produce di più in termini di valore aggiunto e in termini di opportunità per tutti. 

Con questa manovra economica, abbiamo affrontato e vinto una sfida veramente molto faticosa, improba, lei lo ha detto, non ci dobbiamo dimenticare la sterilizzazione delle clausole d’Iva, 23 miliardi, è una cifra che delle volte i cittadini stessi non si rappresentano. Abbiamo dovuto mettere sul piatto, trovare 23 miliardi per sterilizzare l’incremento delle clausole dell’Iva, un’imposta regressiva che tutti, a prescindere dal reddito, avremmo pagato in eguale misura.
Abbiamo evitato secondo le stime più accreditate un rincaro di circa 540 euro a famiglia.

L’impatto che l’attivazione delle clausole di salvaguardia avrebbe comportato sarebbe stato poi sul piano della pressione fiscale devastante, saremmo arrivati all’incirca al  42,7% di pressione fiscale.
Il nostro però obiettivo di medio periodo, al di là di questo decisivo risultato raggiunto sull’Iva, è quello di riformare, nel profondo, il nostro sistema anche fiscale, avviando un processo di modernizzazione fondato sul ricorso a un sistema di incentivi che favorisca il più possibile l’utilizzo dei pagamenti digitali, della cosiddetta moneta elettronica, in sostanza dei pagamenti tracciabili. 

Questo è un tema cruciale per questa platea, lo affronto in modo molto chiaro e trasparente, e mi fa piacere che la Presidente De Luise si sia già soffermata su questo tema.

Non mi sfuggono affatto le vostre preoccupazioni, e né intendiamo ignorare le istanze che provengono dal vostro mondo.

Permettetemi però di spiegare nel dettaglio come è stato concepito questo piano, lo abbiamo concepito insieme agli amici del Mef, qui rappresentati dal Vice ministro Misiani e stiamo ancora mettendo a punto gli ultimi dettagli perché vogliamo che sia ben costruito, vogliamo che sia utili a voi. Ai cittadini, al Paese intero e renderlo vantaggioso per tutti.

Abbiamo introdotto un meccanismo fortemente incentivante per l’uso di questi strumenti digitali. In particolare, a partire dal 2020, le spese effettuate dai cittadini potranno addirittura permettere ai singoli di accumulare, a partire dal 2021, il cosiddetto “superbonus”e lei poi ha ricordato anche la famosa lotteria, la possibilità di partecipare anche a estrazioni di premi.

La nostra strategia ha un messaggio chiaro: la diffusione di pagamenti digitali consente, ma lo ha detto anche lei, di modernizzare il Paese, consente di veicolare informazioni in modo più rapido, in modo più sicuro, consente di incrociare i dati in modo più efficace.
Se avremo successo in questa sfida potremo superare - tutti insieme – la sfida della modernizzazione anche in parte quella dell’evasione che grava su tutti i contribuenti. Se saremo vincenti, vi assicuro che faremmo in modo che ogni euro sottratto e anche recuperato potrà essere destinato alla semplificazione e riduzione della pressione fiscale, a beneficio vostro stesso e dei cittadini. È questo il senso del “patto” che ho chiesto di stipulare con tutti gli italiani. 

Con questa operazione, però attenzione, non vogliamo affatto punire o criminalizzare nessuna categoria, né imporre penalizzazioni per chi utilizza il contante. Quindi questo messaggio che è passato è un messaggio completamente sbagliato. Vi assicuro che chi continuerà ad utilizzare il contante non ne riceverà nessun nocumento, nessuna conseguenza negativa.

L’obiettivo è semplicemente di cercare di premiare, per quanto possibile, la diffusione degli strumenti digitali di pagamento, tramite incentivi appropriati per favorire, attraverso una congrua riduzione delle commissioni, l’acquisizione e l’utilizzo del Pos da parte degli esercenti. E attenzione, stiamo lavorando e a tal punto riteniamo collegate le cose, stiamo lavorando direttamente con gli esponenti del mondo bancario, con gli intermediari finanziari, con il Mef, ed io stesso li ho contattati, non solo del circuito creditizio ma anche dei circuiti alternativi, perché vogliamo e siamo convinti che nella prospettiva di un aumento del volume dei pagamenti digitali, non c’è assolutamente nessuna ragione per cui i costi delle transazioni si debbano mantenere ai livelli attuali. Vogliamo ridurre questi costi, addirittura azzerarli per gli importi, ovviamente, per le transazioni commerciali di più modesta entità ma non solo a favore dei consumatori ma anche a vostro favore.

Per poter realizzare questo obiettivo duplice - a vantaggio vostro e a vantaggio dei consumatori - abbiamo bisogno però di tempo. Ed è questa la ragione per cui ieri, vogliamo fare le cose per bene, come oggi immagino – non ho ancora visto la rassegna stampa ma diciamo, di solito ne sanno più di me e quindi immagino sia riportato - abbiamo deciso di posticipare l’entrata in vigore di questo vincolo di questo piano a luglio del prossimo anno. Vogliamo garantirci che quel piano di azzeramento/riduzione delle commissioni possa essere realizzato in modo completo ed efficace in modo da non venire assolutamente a gravare su di voi von ulteriori costi. 

Sul fronte della lotta all’evasione è strategico contrastare la grande evasione che si muove a livello internazionale e sottrae una preziosa fonte di gettito per il Paese.

Ed è a questo proposito che con il decreto fiscale rendiamo operativa la Web Tax, con un’imposta significativa sui ricavi dei giganti del web, che forniscono servizi digitali sul nostro territorio.

Ma a fianco di queste misure abbiamo la determinazione di introdurre misure di sostegno alla domanda interna, è quella di cui abbiamo bisogno, che assumono una rilevanza centrale per un contesto come quello attuale in cui c’è un problema di domanda globale e quindi c’è sofferenza per la domanda interna.

E già a partire da luglio 2020, introduciamo, a beneficio esclusivo dei lavoratori, un taglio del cuneo fiscale (una misura di cui abbiamo parlato nei nostri incontri a Chigi e che ha incontrato anche il vostro favore), stanziamo una somma che, vedete, mi permetto di giudicare, cospicua nel quadro di una manovra finanziaria, una manovra economica che ha, diciamo così, vincolata, così complessa per quanto riguarda il quadro complessivo di finanza pubblica. Questi miliardi diventeranno 5 l’anno successivo. È il primo passo per innescare un circolo virtuoso, fornendo più potere d’acquisto in busta paga ai lavoratori che non dispongono di un reddito elevato.

La vostra proposta mi è nota, e ne abbiamo discusso, anche questa a Chigi nei nostri incontri, anche quella di detassare gli incrementi retributivi.

E’ una misura che ha un costo economico, evidentemente, è una misura allo studio nel momento in cui libereremo risorse; sicuramente una delle misure che potremo considerare come utile anch’essa, per favorire la crescita della domanda interna.

Parallelamente, stiamo avviando l’iter per definire una normativa sulla rappresentanza sindacale, che faccia ordine nel sistema della contrattazione.

Dal prossimo anno, inoltre, per liberare più reddito disponibile, potremo ragionare su un intervento più complessivo che riguardi una riforma dell’Irpef, possibilmente una semplificazione, con riduzione del carico fiscale; è quello l’obiettivo e che semplifichi anche il sistema delle aliquote, quindi.

Teniamo a conservare, ne stiamo dando concreta dimostrazione, un regime fiscale di favore per le partite IVA di più modesta entità, che non superano, come sapete, la soglia dei 65.000 euro per volume di fatturato. Stiamo ancora lavorando per evitare che qualsiasi intervento su questo fronte possa risultare oggettivamente penalizzante per la platea degli interessati. Quindi vogliamo che i benefici attuali si conservino a tutto tondo.

Ma quello che voglio dire è che non dimentichiamo che nel quadro di queste riforme di cui stiamo ragionando, un pilastro per noi fondamentale è anche la riforma della giustizia tributaria; perché avere delle pendenze col fisco che si protraggono per anni. Noi abbiamo 3 gradi di giudizio in campo fiscale, come in campo civile e in campo penale; quindi il singolo contribuente che si ritrova in contenzioso con l’amministrazione finanziaria, può impiegare anche 7, 8 anni, per la definizione di una pendenza che comunque è un macigno di incertezza che grava sulla sua situazione contabile, sulla sua vita lavorativa.

E immagino, perché ne ho conoscenza diretta, che delle volte questi accertamenti si preannunciano molto cospicui e pesanti sul piano economico, rischiano di limitare la concreta operatività, in attesa della definizione della certezza; poi, se mai, quando c’è l’accertamento definitivo, questo rischio viene azzerato, ma frattanto anni e anni con questo macigno sulle spalle.

Per dare ulteriore solidità e sicurezza economica alle famiglie interveniamo poi (non vorrei che fosse trascurato) con un piano di potenziamento degli asili nido, rendendoli gratuiti per le famiglie a basso reddito e aumentando i posti disponibili. Per questo piano stanziamo circa 150 milioni di euro nel primo anno, che cresceranno fino a 600 milioni nel 2022. E’ un intervento, vedete, fondamentale (mi piace qui richiamarlo) non solo per il welfare, ma anche per favorire la natalità (il nostro paese ha bisogno di misure a sostegno, che sono incentivanti per la natalità, per le famiglie numerose), perché dobbiamo conciliare vita lavorativa e familiare e sostenere il tasso di partecipazione al lavoro, soprattutto femminile.

 Se riformare e semplificare il nostro sistema tributario è essenziale per incentivare l’imprenditorialità, dare impulso ai consumi interni è fondamentale per garantire la sostenibilità economica del Paese, ma allo stesso modo è cruciale, nel medio e nel lungo periodo, una traiettoria di sviluppo del settore terziario. Il settore dei servizi, nel quale voi operate, impiega oltre 2 milioni di occupati e può rappresentare un volano per il rilancio dell’Italia, anche grazie al valore creato a valle dei processi manifatturieri.

In un Paese come il nostro, noto in tutto il mondo per la creatività e per il nostro ingegno (io sono orgoglioso e da Presidente del Consiglio divento sempre più orgoglioso avendo avuto la possibilità da un angolo visuale privilegiato di poter conoscere, lo conosco sempre di più quotidianamente il nostro paese). Quindi quando vado all’estero veramente mi riempio d’orgoglio e veniamo apprezzati, me lo confermo in tutto il mondo.

Ecco, noi non possiamo pensare che in questo contesto le competenze si formino esclusivamente all’interno delle grandi strutture organizzative e delle grandi compagini. Le energie creative dei nostri imprenditori - nel commercio, nel turismo e in molti altri settori nei quali sono diffusi autoimprenditorialità e piccola impresa - sono un aspetto qualificante, che definisce nel profondo il tessuto economico della nazione e ci rende unici, capaci - forse come nessun altro - di affrontare la sfida della crescente automazione del lavoro, a cui anche Lei ha fatto cenno.

Una piena modernizzazione del Paese richiede perciò di creare nuove politiche di sostegno al nostro sistema terziario, questo sì, per favorirne la crescita dimensionale, l’accesso al credito e a nuovi mercati, come pure la possibilità di beneficiare, soprattutto al Mezzogiorno, di regimi fiscali di vantaggio per l’assunzione stabile di giovani competenze.

Su alcuni di questi strumenti siamo già al lavoro (e mi fa piacere che anche Lei abbia parlato non di Industria 4.0 ma di Impresa 4.0, come piace anche a me). La prorogheremo all’interno della legge di bilancio, anzi la rafforzeremo anche, e intendiamo aprire anche a beneficio delle PMI e dei settori green, e con il consolidamento di strumenti come il credito d’imposta Sud; intendiamo, dicevo, anche introdurre ulteriori vantaggi. Ma stiamo anche lavorando per rafforzare il nostro sistema di supporto all’export. In questo momento noi siamo veramente molto bravi, come ho detto, siete molto bravi anche per l’export. Noi dobbiamo appoggiarvi nella crescita dimensionale e poi offrirvi la possibilità di poter competere anche all’estero. Come altri paesi sono più organizzati a fare, anche noi dobbiamo rafforzare il sistema delle consulenze a sostegno finanziario e assicurativo, di modo che quando ci si voglia muovere all’estero, ci sia un contesto di sistema che vi sostenga, vi aiuti e moltiplichi le vostre energie e renda ancora più efficaci le vostre iniziative.

Orientando lo sguardo al lungo periodo, tuttavia, dobbiamo fissare obiettivi ancora più ambiziosi e costruire insieme un’operazione conoscitiva del settore terziario e del lavoro autonomo, che ne costituisce una parte consistente.

In questo senso, raccolgo con entusiasmo, Presidente De Luise, la sua proposta: apriamo un proficuo confronto sulla traiettoria di crescita del nostro Paese, che guardi non solo all’anno prossimo, ma guardi, dia una prospettiva più ampia al nostro paese.

Noi lavoriamo nell’oggi, ma dobbiamo lavorare pensando al domani, e quindi un’Italia che dobbiamo guardare, un’Italia nella quale si possa porre fine a conflitti addirittura generazionali, tra giovani e anziani, tra grande e piccola impresa, tra lavoro autonomo e dipendente; un’Italia che possa crescere grazie ai suoi talenti e alla sua straordinaria ricchezza, naturale, umana, culturale. Noi ci siamo e confido che anche voi sarete con noi.

Grazie.


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