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28 Febbraio 2019

Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2018

Il Presidente Conte e il Direttore Generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS) Vecchione hanno presentato la “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza” curata dal Comparto Intelligence.

25 Febbraio 2019

Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2018

Si terrà giovedì 28 febbraio alle ore 10.00, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio in Galleria Colonna (via di Santa Maria in Via), la presentazione pubblica della “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza”, curata dal Comparto Intelligence e relativa all’anno 2018.

Alla presentazione interverranno il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ed il Direttore Generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), Gennaro Vecchione.

24 Febbraio 2019

Il Presidente Conte al Vertice Ue - Lega degli Stati arabi

I punti stampa del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso del vertice tra Unione europea e Lega degli Stati arabi del 24 e 25 febbraio a Sharm el-Sheikh.

24 Febbraio 2019

Il Presidente Conte al vertice tra l’Unione europea e la Lega degli Stati arabi

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è in Egitto per partecipare al vertice tra l’Unione europea e la Lega degli Stati arabi in programma il 24 e il 25 febbraio a Sharm el-Sheikh. Nel corso della prima giornata del summit, il Presidente ha incontrato il Presidente del Consiglio Presidenziale e Primo Ministro del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Fayez al Serraj e il Presidente della Repubblica Federale della Somalia, Mohamed Abdullahi Mohamed, e il Primo Ministro britannico, Theresa May.

Domenica, 24 Febbraio 2019

Intervista al Corriere della Sera

Conte: «Il mio Governo non cadrà. Reggeremo anche dopo le elezioni Europee»
Il premier: «Se Lega e M5S avessero un consenso diverso dalle Politiche il governo non ne risulterebbe condizionato. La manovra? Escludo un intervento correttivo»

di Massimo Franco

«Il Governo terrà: anche dopo le Europee. Ho visto che Fitch ci classifica come Paese stabile con prospettive negative legate soprattutto all’instabilità politica; addirittura ipotizza elezioni anticipate in questo 2019. Sinceramente, questa instabilità non riesco proprio a vederla. Per questo rimango convinto che andremo avanti. La spinta per il cambiamento e le riforme non si è ancora esaurita». Alla vigilia del suo viaggio in Africa, Giuseppe Conte scansa con una punta di fastidio le previsioni diffuso l’altro ieri dalla società di rating. Meglio: prende atto di quelle economiche, ma respinge quelle politiche. «Se parliamo di previsioni di natura politica, l’opinione di Fitch vale quanto altre analisi politiche che correntemente si fanno», sottolinea il Presidente del Consiglio.

Non sembra proprio rassegnato all’idea che la sua maggioranza litigiosa si prepari a frantumarsi. Significa che o da Palazzo Chigi la visione delle cose tende a allontanarsi dalla realtà, o che la realtà è meno fosca dell’immagine che se ne ha. «Passo lunghe ore a lavorare a Palazzo Chigi», spiega Conte. «Ma viaggio anche molto per l’Italia. E credetemi: la voglia di archiviare la vecchia politica e i vecchi partiti non solo rimane intatta ma in questi mesi si è consolidata, nell’opinione pubblica. D’altronde, mi pare che i sondaggi ci diano un consenso alto, inusuale nello stesso contesto europeo. Non può essere un caso o un errore». Danno anche, però, la Lega di Matteo Salvini oltre il 30 per cento dei voti. E il Movimento Cinque Stelle, che ha espresso il premier, con consensi in picchiata. Gli inviti a Salvini dal resto del centrodestra affinché disdica il «contratto per il Governo del cambiamento» stanno diventando pressanti. Anche queste prospettive, tuttavia, non riescono a scalfire la fiducia del premier in carica. Se teme qualcosa, lo nasconde bene, dietro parole serafiche.

È consapevole che le Europee del 26 maggio potrebbero diventare un moltiplicatore delle frustrazioni grilline e delle ambizioni salviniane. Sarà quello, lo spartiacque. «Forse, e sottolineo forse, perché la campagna elettorale sarà lunga, durerà fino a maggio inoltrato», precisa, «potrebbe anche accadere che le forze della maggioranza possano ricevere un consenso proporzionalmente diverso rispetto alle Politiche del 4 marzo di un anno fa. Ma se anche accadesse, questa esperienza di Governo non ne risulterebbe condizionata. So di avere l’appoggio e il sostegno di leader politici avveduti e responsabili, che dunque non compiranno l’errore madornale di interrompere l’esperienza di un Governo nato per realizzare un ampio disegno riformatore, con un programma che ambisce a coprire l’intera legislatura. Sarebbe un errore per quello che stiamo facendo, e soprattutto per quanto resta da fare. Ci sono quattordici decreti attuativi in attesa di entrare in vigore. È questa la ragione per la quale non vedo scosse né dopo il voto in Sardegna, né dopo le Comunali in Sicilia; né, ripeto, dopo le Europee».

Ma non c’è solo il messaggio a doppio taglio di Fitch. C’è una produzione industriale in calo. Ombre corpose di recessione. E istituzioni internazionali concordi nell’additare l’Italia gialloverde come un possibile focolaio di instabilità, economica prima ancora che politica. Sullo sfondo rimane uno spread, il rapporto tra gli interessi sui titoli di Stato italiani e tedeschi, osservato come un vulcano che brontola, anche se non c’è ancora un’eruzione. In privato, molti ammettono di temere un’impennata prima ancora di arrivare alle elezioni europee. E si dichiarano sicuri che il Governo sarà obbligato a tamponare la situazione con misure eccezionali e impopolari: provvedimenti che, probabilmente, dovranno essere presi comunque per affrontare la prossima manovra finanziaria. Il Presidente del Consiglio, però, sparge abbondanti dosi di camomilla. Non esorcizza lo spread, ma cerca di relativizzarne sia l’entità che il possibile impatto. «La verità è che a oggi non vedo i presupposti che dovrebbero fare lievitare lo spread», osserva. «E poi noto un fenomeno strano. Ci sono momenti in cui, con lo spread a un certo livello, se ne parla molto e in maniera allarmata. In altri momenti, con lo stesso livello, se ne parla poco o nulla: come se l’attenzione dipendesse da una bolla mediatica che si gonfia o si sgonfia a seconda degli impulsi esterni».

L’analisi e la tesi di Conte sono suggestive. Ma possono indurre al sospetto che il premier voglia sottovalutare, oppure non riesca a vedere fino in fondo, il pericolo di un avvitamento dei conti pubblici. La risposta è negativa. «Non sottovaluto proprio nulla», replica. «So quanto costa e quanto sia insidioso ignorare gli effetti di uno spread alto: per i nostri conti, per gli investimenti, e per la stessa credibilità internazionale dell’Italia. Ma non può essere un totem che condiziona ogni scelta di politica economica. Sicuramente ha un effetto mediato sullo scenario economico ma non intendo affatto esagerarne gli effetti sullo scenario politico». Ma si continua a parlare di imposta patrimoniale e di manovra correttiva, sotto gli occhi di un’Europa diffidente e in difficoltà, tentata di fare di un’Italia isolata un capro espiatorio. Anche su questo, Conte si mostra reciso. Assicura che «è da escludersi l’imposizione di una patrimoniale. E escludo una manovra correttiva, anche perché è stato inserito il meccanismo cautelativo che prevede il blocco a luglio della spesa per due miliardi di euro nell’ipotesi che i conti pubblici non siano in linea con le previsioni». Insomma, la fase due dell’esecutivo gialloverde sembra rimandata a dopo le Europee. Forse, non poteva essere diversamente. Il problema è come ci arriverà non solo il Governo ma l’Italia.

 

22 Febbraio 2019

Rating Fitch, nota della Presidenza del Consiglio

Le valutazioni di Fitch confermano la solidità economica del nostro Paese e, come era prevedibile, risentono del rallentamento economico transitorio che sta investendo tutto il continente europeo. Andiamo avanti con la strada tracciata nella manovra per assicurare sviluppo ed equità sociale all’Italia, prestando attenzione ai rischi provenienti dal contesto internazionale. I fondamentali economici del Paese, cioè i conti con l'estero, la solidità finanziaria delle famiglie, la loro capacità di risparmio, la tenuta dell'occupazione, la riconquistata forza del sistema bancario, sono solidi.

22 Febbraio 2019

Conte all'incontro "Lo Stato dei beni comuni. I Sindaci nell’Aula di Montecitorio"

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto alla Camera dei Deputati all’incontro "Lo Stato dei beni comuni. I Sindaci nell’Aula di Montecitorio". 

22 Febbraio 2019

Gli impegni del Presidente Conte dal 24 al 28 febbraio

Gli appuntamenti del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dal 24 al 28 febbraio. 

22 Febbraio 2019

Il Presidente Conte alla Camera dei Deputati

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto alla Camera dei Deputati all’incontro "Lo Stato dei beni comuni. I Sindaci nell’Aula di Montecitorio". 

22 Febbraio 2019

Di Maio incontra l'Ambasciatore francese Masset a Palazzo Chigi

Il Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri Luigi Di Maio ha incontrato Christian Masset, Ambasciatore di Francia in Italia.