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23 Gennaio 2020

Riunione del Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri è convocato alle ore 21.00 a Palazzo Chigi.

23 Gennaio 2020

Conte incontra il Primo Ministro della Repubblica d’Albania

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha incontrato a Palazzo Chigi il Primo Ministro della Repubblica d’Albania, Edi Rama.

23 Gennaio 2020

Il Presidente Conte incontra il Primo Ministro della Repubblica d’Albania

Si è svolto a Palazzo Chigi, l'incontro tra il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il Primo Ministro della Repubblica d’Albania, Edi Rama.

22 Gennaio 2020

Il Presidente Conte incontra il Primo Ministro della Repubblica d’Albania

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra alle ore 10.30, a Palazzo Chigi, il Primo Ministro della Repubblica d’Albania, Edi Rama.

22 Gennaio 2020

Giorno della Memoria 2020

Il 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria. Il Comitato di Coordinamento per le iniziative in ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del quale fa parte l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha previsto una serie di eventi, volti a diffondere la conoscenza della Shoah.

Mercoledì, 22 Gennaio 2020

Intervista a RTL 102.5

Intervista del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al programma "Non Stop News" di RTL 102.5 con Giusy Legrenzi, Fulvio Giuliani e Pierluigi Diaco.

Otto minuti dopo le 8 del mattino. Buona giornata cari radioascoltatori da parte di Giusy Legrenzi, Fulvio Giuliani e Pierluigi Diaco. Due città collegate, come ampiamente annunciato. È la prima volta in uno studio radiofonico, in radiovisione in questo caso, nella prima radio italiana che il Presidente del Consiglio insomma metta piede - diciamo - nel nostro ambiente, e quindi lo salutiamo con piacere. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.Presidente buongiorno e benvenuto

Buongiorno a voi. Grazie per l'invito e sono anche un po’ emozionato, come ha detto lei è la prima volta.

Le presento i miei colleghi a Milano Fulvio Giuliani e Giusy Legrenzi.Senta Presidente, è la prima volta alla radio, ma lei è un ascoltatore della radio? Le piace la radio?

Sì. Diciamo che in questa fase della mia vita la ascolto poco, però è sempre stata una compagna molto piacevole.

Senta io vorrei iniziare questo dialogo con lei. Parleremo di tanti argomenti di strettissima attualità, anche insomma delle ultime ore, ma vorrei chiederle questo perché lei si è presentato agli italiani - cosa abbastanza inconsueta, nel senso che nessuno lo aveva mai fatto prima di lei - come avvocato del popolo. Le chiedo: in questa attività di governo quanto crede di aver - diciamo - potuto onorare, al netto delle emergenze di tutti i giorni, quella dichiarazione e qual è il rischio per lei, come per chiunque altro governi, poi alla fine di dover fare l'avvocato del governo?

Ma guardi, credo di avere onorato molto questa mia affermazione anche impegnativa che avevo formulato all'inizio di questa esperienza perché, da un lato lo avevo detto perché la mia formazione giuridica, quindi come difensore di una causa, mi rendeva particolarmente consona anche questa esperienza, vedevo una certa continuità, e dall'altro il fatto forse anche di non avere un partito politico, di non difendere necessariamente e aprioristicamente gli interessi di una formazione politica, mi imponeva nella condizione di difendere davvero gli interessi di tutti gli italiani. Io credo di essermi sempre mantenuto e continuerò sempre a mantenermi su questa linea, per cercare sempre di individuare il bene comune, per cercare sempre di muovermi in un'ottica di interesse generale.

Il rischio di diventare avvocato del suo stesso governo non c'è?

Ma guardi, lo sforzo è sempre costante. Quello cioè di non rimarcare posizioni politiche, di non rincorrere dietro interessi di parte. È molto importante quindi sedersi intorno a un tavolo, ragionare, mettere a fuoco qual è l'interesse e quali sono i bisogni degli italiani e ragionare tutti per questo obiettivo. Questa è una direzione costante. Questo non significa - lo dico ai telespettatori e ai radioascoltatori che ci ascoltano - che ci riusciamo sempre, ma sicuramente c'è sempre questa impostazione, siamo sempre determinatamente orientati a questo obiettivo.

Lei lo ha appena detto, presidente: “Io non ho un partito a cui far riferimento”. Certo il Movimento 5 Stelle l'ha indicata…

Non c'è dubbio. C'è un raccordo privilegiato, diciamo.

Questo è nei fatti. A tal proposito, ho visto che è notizia di queste ore - minuti anche, se vogliamo. Lei non ha bisogno di leggere ovviamente le aperture dei giornali. Come sta vivendo il possibile passo indietro di Luigi Di Maio dalla guida politica del Movimento?

A parte che non mi piace commentare le indiscrezioni. Luigi Di Maio è stato tirato per la giacchetta in questi ultimi giorni, in particolare perché si è diffusa questa anticipazione. Aspettiamo. Diciamo che lui assuma iniziative eventualmente in questa direzione e poi io commenterò. Posso anticipare che, se questa fosse una sua decisione, lo rispetterò. Se dovesse maturare questa decisione l'avrà fatto e farà con il massimo senso di responsabilità. Lo rispetterò e sicuramente mi dispiacerà anche dal punto di vista un po’ sul piano personale.

Presidente veniamo al vertice di maggioranza di ieri sulla giustizia e, nello specifico, sulla prescrizione. Purtroppo ancora non si è addivenuti ad un accordo e proprio il lodo che porta il suo nome è quello più divisivo, il lodo Conte. C'è qualcuno che già comincia a parlare di incostituzionalità probabile; lei poi deve provare anche a convincere gli alleati, per esempio Italia Viva. Insomma, come prevede possa finire questa questione e a breve eventualmente.

Guardi, ieri siamo stati - non so se addirittura per un paio d'ore - intorno a un tavolo. Abbiamo ragionato di problemi concreti, abbiamo ragionato di profili di riforma del processo penale molto specifici. Il clima è molto buono. Ci siamo avvantaggiati ulteriormente, abbiamo introdotto ulteriori accorgimenti per rendere ancora più spediti i processi penali. In tutto questo abbiamo iniziato a valutare le implicazioni di quella proposta di riforma della norma sulla prescrizione che però, dico sempre, va inquadrata nel tutto, non va isolata. Adesso qualcuno ricorderà che esiste una figura retorica che si chiama sineddoche: non dobbiamo concentrarci sulla parte escludendo il tutto. Quindi chi ragiona anche di costituzionalità e in costituzionalità non lo può fare in astratto, deve aspettare un attimo che venga declinata questa norma. Ieri l’abbiamo addirittura ulteriormente riformulata. Aspettiamo ancora adesso a raccogliere questi ulteriori accorgimenti, torneremo a incontrarci. Il clima però è molto positivo.

Senta, al netto di quelli che sono ovviamente i giudizi da parte nostra, cioè da parte dei giornalisti, e al netto anche di quelli che possono essere i giudizi - noi ne ascoltiamo parecchi ogni giorno - dei nostri ascoltatori che ci chiamano in diretta tra le 6 e le 7, non c'è dubbio alcuno che la semplificazione giornalistica ha voluto raccontare questi anni così: il “Conte 1” e il “Conte 2”. Io le faccio una domanda. Mi scuso se mi permetto di entrare - diciamo - nel suo mondo interiore, che riguarda la sua persona, perché nella semplificazione si dice “sono due Presidenti del Consiglio diversi, sono due atteggiamenti, due modi, due agende anche politiche diverse”. E io le chiedo: lei si sente più comodo in questo governo, si sentiva più comodo nell'altro e soprattutto, al di là del fatto che è la stessa persona, è lo stesso Presidente del Consiglio?

Sicuramente come accade a tutti io stesso forse sono cambiato. Sono cambiato perché ho maturato una maggiore esperienza. E poi è diverso il contesto politico, come lei ha detto. Nella prima fase, il Conte 1, in questo primo governo io sono stato chiamato, ovviamente ho dato un minimo contributo al contatto di governo; io sono stato chiamato nella mia veste di garante tra due forze politiche che avevano per lo più concordato un programma di governo, l'avevano dettagliatamente scritto, e sono stato chiamato ad essere garante dell'attuazione di questo programma. Qui invece è cambiato, è cambiato il contesto politico ovviamente e anche le modalità con cui ci siamo arrivati; quindi io direttamente ho partecipato all'elaborazione di questo programma, l’ho fatto mio, alcuni punti li ho scritti interamente io, ovviamente li abbiamo tutti rivisti insieme, altri mi sono stati presentati, li abbiamo rielaborati tutti insieme con le forze che hanno partecipato alla formazione del governo.

Qual è il punto a cui tiene di più, scusi? Che ha scritto lei, intendo.

Beh, guardi, è difficile isolare un punto. Io tengo molto alla giustizia sociale, quindi tutte le misure che hanno un impatto sulla giustizia sociale e cercano di operare anche una redistribuzione delle risorse finanziarie a favore di tutti: quelle mi piacciono molto. Ma intendo, ad esempio, anche misure di giustizia sociale, quelle sul fisco equo dove tutti paghino perché tutti paghino meno. Giustizia sociale a tutto tondo, sono quelle le misure che ovviamente mi stanno più a cuore.

Questi sono, Presidente, temi che certamente torniamo a toccare nei prossimi minuti. Restando alla stretta attualità, visto che lei è nel centro del mirino della grande differenza fra il Conte 1 e il Conte, cioè Matteo Salvini. Sulla faccenda Gregoretti la Lega continua a ripetere: “guardate che Conte sapeva tutto, avallava tutto. Se processate Salvini dovete processare - politicamente si intende - anche Giuseppe Conte”. Come risponde e anche la valutazione, proprio in questa settimana che porta alle elezioni regionali, della scelta di Salvini e dei suoi Senatori.

Per quanto riguarda le scelte della Lega, quelle fatte prima, quelle fatte da ultimo, i cambiamenti ecc. lascio a Salvini e alla forza politica che è la Lega la decisione. Non mi permetto, voglio dire, di sindacare le loro strategie difensive o comunque le loro posizioni ufficiali in seno alla Giunta e un domani semmai all'Aula; come pure lascio ai singoli componenti della Giunta delle altre forze politiche, ai singoli parlamentari la decisione. Non mi permetto affatto, anche perché il mio ruolo non è quello; io sono Presidente del Consiglio, conosco questi fatti personalmente, semmai verrò chiamato in sede istituzionale a riferire, a fornire un altro contributo sono disponibilissimo a farlo. Ho già fatto qualche anticipazione perché ovviamente questa è domanda che mi viene fatta tutti i giorni; per quanto quindi non voglia sostituirmi a chi è chiamato a decidere, sono sollecitato ogni giorno a parlarne. Ho già chiarito, ho chiarito i fatti. Poi voglio dire, ci può essere anche un piano di valutazione politica che lascio a tutti, però i fatti sono che la Presidenza del Consiglio è stata coinvolta in questa vicenda per quanto riguarda la redistribuzione dei migranti, come ogni volta. La redistribuzione dei migranti è stata fatta perché la si faceva a Palazzo Chigi e ovviamente Palazzo Chigi si premurava - io col mio staff diplomatico - di trovare subito delle soluzioni per disinnescare, diciamo, queste situazioni. Poi mi sembra evidente - ma questo lo dico perché lo dicono i giornali, basta prendere la cronaca di quei giorni - che il Ministro dell’interno ha sempre rivendicato - anzi ne ha fatto, come dire, una battaglia politica, e qualche volta purtroppo, mi dispiace, anche in modo strumentale - che era sua la decisione se e quando sbarcare e come, a quali condizioni eccetera. Detto questo, aggiungo, la vicenda Gregoretti è una vicenda anche specifica rispetto a precedenti vicende perché, lo sappiamo, è una nave italiana ed è una nave che cadeva sotto l'applicazione del Decreto Sicurezza bis, che era stato presentato, voluto dalla Lega, dal Ministro Salvini per rafforzare le competenze del Viminale. Quindi basta riguardare quel decreto per vedere come ritagliava e come ritaglia le competenze del Viminale.

Domenica si vota in due Regioni e la domanda è questa: se dall’esito di queste regionali dovessero essere uscire due figure (o una delle due figure, diciamo) che non fanno parte delle figure politiche all'interno della maggioranza, come cambierebbe lo scenario politico? Se, ovviamente, secondo lei in qualche modo dovrebbe o potrebbe cambiare lo scenario politico attuale.

Ma guardi, è chiaro che sono due appuntamenti elettorali importanti. Sono due Regioni che hanno rilievo anche nell'economia complessiva del Paese, del sistema sociale complessivo e quindi anche politico. Non possiamo sottovalutare questo voto, dire che è un voto sul governo è ovviamente sbagliato; non credo e ne potrà affatto derivare uno sballottamento - diciamo così - sul governo, un effetto di fibrillazione sul governo; però è chiaro che aspettiamo di valutare e confidiamo che ne possa derivare un voto che anzi di ancora più energia, questo sì, alle forze politiche che sostengono questa maggioranza.

Senta Presidente, vorrei farle una domanda squisitamente legata alla sua cosiddetta campagna mediatica o ciò che l’ha riguardato dal punto di vista mediatico in questi anni. Lei è entrato in punta di piedi nel mondo politico. Io ricordo che il primo anno si diceva “Conte nelle mani prima di Di Maio e di Salvini”, poi ancora “Conte all'inizio di questo governo è nelle mani di Di Maio e Zingaretti”.

O nelle mani dei poteri forti…

Sì insomma, lo sappiamo. Però lei ha dimostrato - questo è indubbio, glielo riconoscono sia i suoi sostenitori che i suoi avversari - di avere carattere e al tempo stesso, zitto zitto, cheta cheta, è diventato un uomo al centro del dibattito politico. Siccome in molti - è inutile che ci giriamo intorno - la tirano per la giacchetta perché sostengono che lei ha un suo “elettorato”, avrebbe un suo elettorato, in questa esperienza di governo quando finirà - se finirà - ci pensa all'idea di guidare un suo movimento politico o è in realtà una fantapolitica, è una cosa che hanno montato i giornali, è una cosa a cui non pensa veramente, tornerà al suo mestiere di avvocato?

Guardi, posso dirlo molto sinceramente, lo dico tutti: non ci penso ho affatto. Non ci penso affatto non solo in….

Questa rimane Presidente!

Assolutamente. La sottoscriva, la registriamo dal notaio. Ma non ci penso affatto, vedete, non solo perché non ho velleità - non è nelle mie corde - o altro, è proprio perché ritengo sarebbe profondamente sbagliato. Sarebbe un pensiero, un retro-pensiero, che potrebbe distrarmi con quello che sto facendo. Io ho un culto fondamentale del dovere, questo poi è il più alto incarico ho mai avuto nella mia vita - l'onore di servire gli italiani, di fare un servizio di onorare la patria e di renderlo un servizio ai bisogni e alle urgenze gli italiani - che pensare e lasciarmi distrarre dalla possibilità “ma forse allora assumo questa decisione che può essere più favorevole in vista di un domani se dovessi fare un mio partito, mi creo un mio elettorato”, questo avrebbe un effetto distorcente. Non lo consentirò mai.

Molto chiaro. Presidente, parliamo qualche istante di politica estera. Lei lo sa benissimo che presso l'opinione pubblica non è molto popolare, poi magari ti arriva la crisi libica e per 3/4 giorni tutti parlano di Libia, tutti molto esperti di Libia. Le critiche sono dietro l'angolo, lo sappiamo, lei lo sa. Parentesi per sorridere due secondi: è riuscito a dire Trump che lei si chiama Giuseppe e non Giuseppi?

Guardi non è solo Trump. Ho molti amici negli Stati Uniti perché ho viaggiato spesso e devo dire che negli Stati Uniti molti mi chiamano Ghiseppi.

Perché non hanno la “g” di morbida. È vero c’è questo piccolo problema. Ma torniamo alla Libia. L'attivismo di Russia e Turchia: Erdoğan ha detto chiaro e tondo” abbiamo interessi energetici del mediterraneo orientale, ci dovete rispettare”. Gli interessi energetici ce l'abbiamo eccome, oltre che geopolitici, anche noi italiani in Libia e nell'area. Come la mettiamo noi? Come si difendono questi interessi nel quadro internazionale ed europeo? Siamo pronti ad una missione a determinate condizioni?

Guardi, questo conviene dirlo una volta per tutte agli italiani che si stanno appassionando, chi più chi meno, del dossier libico. È chiaro che in questa fase, in quest'ultima fase, è sembrato che l’Italia abbia perso un po’ di terreno per quanto riguarda la influenza, la rilevanza del nostro ruolo in Libia. Questo perché accade? Perché è chiaro che di fronte a una guerra civile dove noi non siamo assolutamente disponibili a partecipare con armi, con mezzi militari, con uomini, e non abbiamo questa postura, anzi noi lavoriamo per la pace. È chiaro che chi lavora per la pace, chi si spende con tutto il capitale politico anziché con quello militare, sembra un attimo passare in secondo piano. In realtà chi conosce bene politica estera, lo scenario non è proprio così. Non dobbiamo riassumerlo in questi termini. È chiaro che abbiamo degli attori che in virtù di questo impegno militare, e lei ha citato in particolare la Russia e la Turchia, in questo momento hanno qualche carta da giocare, ma noi non abbiamo perso le nostre carte. Ci batteremo perché le nostre carte sono quelle della diplomazia, di una soluzione politica che è l'unica ovviamente in prospettiva sostenibile, plausibile e percorribile perché è l'unica che offre, ma non solo a noi, per quanto riguarda i nostri interessi, anche economici, a controllare i flussi migratori, ma offre anche a tutto il popolo libico una prospettiva credibile, una prospettiva di prosperità e benessere. Quindi state tranquilli, se in questa fase siamo in difficoltà, già con Berlino mi auguro che sia stato fissato un punto fermo per indirizzare tutta questa vicenda verso una sua soluzione politica. State sicuri che quando si indirizzerà definitivamente questa vicenda a una soluzione politica l’Italia avrà molte carte da giocare. Perché? Perché l’Italia col suo atteggiamento sarà vincente perché quello è l'atteggiamento per cui ci siamo sempre battuti e l'atteggiamento inclusivo che abbiamo sempre perorato e l'obiettivo per cui sempre continueremo a batterci.

La missione? Proprio in un flash?

Per quanto riguarda il monitoraggio della pace ho già detto che l'Italia sarà in prima fila. Ecco perché quello rientra nel progetto che l’Italia persegue, progetto anche politico in senso lato. Quindi è chiaro che quando si creeranno le premesse, l’Italia sarà in prima fila su fronte di una missione che possa monitorare la pace.

Presidente ieri lei ha fatto una dichiarazione, ovviamente subito sono partite una serie di illazioni, ha detto "siamo in dirittura d'arrivo". Il tema, glielo sto anticipando, è quello di Autostrade, "prenderemo una decisione e sarà una decisione che tutelerà l'interesse pubblico". Le chiedo se può, se potrebbe essere un po’ più specifico.

Guardi, no, non posso essere più specifico e lo spieghiamo ai cittadini: perché è una società quotata in borsa, quindi far delle illazioni prima che si chiuda un procedimento, che abbiamo costruito come solido, un procedimento che vogliamo, dove ci sarà ovviamente una valutazione finale politica, ma deve essere costruita su un binario tecnico-giuridico molto solido perché gli interessi in gioco sono rilevanti, come voi mi insegnate, come si legge anche dei giornali. Quindi io non posso, sarei irresponsabile anticipando una decisione. Anche perché la verità è che quando avremo completato questo binario tecnico-giuridico, voglio che tutti i ministri siano attorno a un tavolo e tutti condividano la grande responsabilità della decisione che assumeremo.

Presidente lei ci lascerà tra poco meno di 4-5 minuti come promesso, perché ovviamente ha degli impegni istituzionali. Quindi io le faccio due domande in una poi i nostri colleghi e poi la salutiamo. Mi permetta di essere più leggero, lei non avrà sicuramente tempo di leggere le pagine degli spettacoli o di costume però sa che tra qualche settimana ci sarà l'appuntamento di costume più importante del nostro Paese che è il Festival di Sanremo. Ecco, io le chiedo innanzitutto se lei è appassionato, lo segue, è un appuntamento per lei imperdibile oppure no. Cosa pensa delle polemiche, se le ha lette, che in questi giorni sono uscite sui giornali e poi le chiedo anche, visto che siamo qui, nella prima radio italiana, quali sono i suoi gusti musicali? Di lei si sa veramente poco da questo punto di vista.

Guardi, se parliamo di Sanremo, ho cercato anche di seguirlo in passato, non sempre puntualmente e completamente, però è chiaro che Sanremo diventa anche un po’ lo specchio dei gusti della società, è una grande vetrina non solo musicale. Mi ha sempre incuriosito seguirla un po’, anche ovviamente per le canzoni. Per quanto riguarda le polemiche, le dico che non le ho seguite molto, ma per quanto mi riguarda, che si dia la possibilità a tutti di parlare in piena serenità. Insomma non farei delle polemiche pregiudiziali.Detto questo, per quanto riguarda invece i gusti musicali… Guardi, la musica per me è come un flusso, quando ho tempo e disponibilità mi piace anche la radio per questo, perché vengono fuori delle sorprese. I miei gusti poi spaziano, mi piace molto il jazz, ma anche la musica d'autore italiana, la musica rock.

Ma lei canta? Le capita con gli amici…

Sono stonato e mi affascinano molto le belle voci.

Per esempio?

Quando sentii la prima volta Amy Winehouse fui letteralmente colpito.

Amy Winehouse... che gusti…

Quella voce graffiante, quasi roca…

E non priva di sfumature jazz. Quanti rimpianti con Amy, caro Presidente. Senta, detto che mi permetto di dire che sono apprezzabilissime le sue parole di prudenza su una società quotata in borsa, magari tutti i suoi ministri fossero stati altrettanto prudenti - nota polemica con nome e cognome del ministro Patuanelli... perché poi a volte sì viene tirati in mezzo alla necessità di soddisfare il proprio elettorato.

È chiaro che è un procedimento che non si è ancora concluso, però è anche un fatto ormai notorio che ci sono alcune gravi inadempienze che sono emerse. Cioè crolla un ponte, 43 vittime, se nel frattempo vengono fuori anche elementi comprovati di inadempienza per quanto riguarda la manutenzione, vari episodi di cattiva manutenzione, questi sono fatti. Però, ripeto, la decisione finale è ancora di là da venire.

Avete rimodulato i vecchi "bonus Renzi" e altro pochi giorni fa. Però le chiediamo: per dare anche un segnale e un senso al Conte 2, sull'Irpef, lei ha il sogno/progetto di aggredirlo?

Sì, la voglio aggredire. La voglio aggredire in modo complessivo sistematico in modo da poter abbassare anche la pressione fiscale complessivamente, soprattutto a favore dei ceti meno agiati, quelli diciamo medio e bassi, abbiamo già - lei lo ha ricordato - un importante provvedimento che coinvolgerà 16 milioni di lavoratori che avranno dei soldi in più in busta paga, concretamente, ogni mese. Per alcuni saranno "pochini", per alcuni un po’ di più, non è la svolta complessiva che vogliamo, non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo è per questo che aggrediremo l'Irpef e la riformuleremo. Adesso abbiamo più tempo abbiamo fatto una manovra economica in poco tempo adesso abbiamo un anno e inizieremo già a fine mese a lavorarci. Quindi con piena fiducia, con piena determinazione.

Presidente, avrebbe qualche idea in merito, qualche preferenza proprio rispetto a come dovrebbe essere l'Irpef in Italia? Perché prima diceva di tenere molto alla giustizia sociale, immagino anche da questo punto di vista, dal fatto che tutti debbano pagare le tasse, magari rispetto alla proprio propria capacità economica.

Ed è per questo che parlavo di quelle misure riguardo al recupero dell'economia sommersa, misure che contrasteranno l'evasione e che saranno determinanti. Io vedo un sistema organico, quello su cui lavoreremo, e una riforma organica, sistematica, che abbraccia l'Irpef, abbraccia il fisco, il recupero dell'evasione, dando una continuità al tutto. Delle volte, vorrei aggiungere, si dice "Conte è contro le partite Iva", sono fesserie. Innanzitutto noi abbiamo lasciato una tassazione veramente molto lieve, al 15% per le partite Iva fino a 65mila euro. Questo ha un costo mantenerlo, attenzione. Ma in una riforma complessiva dell'Irpef ci sta anche che le partite Iva al di sopra dei 65mila euro siano anch'esse alleggerite dalla pressione fiscale, ma adesso non mi fate anticipare alcune idee e alcuni progetti. Il problema è riequilibrare un po’ il sistema e alleviare la pressione fiscale complessiva. Come? Anche attraverso il recupero dell'economia sommersa.

Senta Presidente, la stiamo per salutare però prima di salutarla, mi permetta di rivolgerle un appello. Non voglio essere scorretto quindi non glielo lo pongo sotto forma di domanda perché immagino che lei non riesce a seguire tutti i faldoni che riguardano ovviamente l'attività di questo Paese e soprattutto in campo radiotelevisivo. Lei sta parlando questa mattina a 8 milioni di ascoltatori nella prima radio italiana, la radio italiana ha fatto grande l'informazione in questo Paese, la radio italiana è soprattutto le radio private italiane hanno contribuito a una libertà di stampa, di espressione, noi tutte le mattine sentiamo tra le 6 e le 7 gli ascoltatori senza filtro che chiamano esprimano liberamente il loro parere. Sono tanti anni che non si fa una riforma in questo Paese sul sistema radiofonico. Le faccio un appello: se le capita, al netto di tutti gli impegni importanti nell'agenda di Governo, metta veramente un po’ di ascolto agli editori radiofonici tutti, piccoli e grandi, perché è un settore che si è innovato più di altri, più della televisione. Deve sapere che in tutte le macchine oggi c'è la radio Dab, il suono è perfetto, la qualità è fantastica, sono piccoli e medi imprenditori che investono con passione in questo settore, quindi se le capita se continuerà il suo Governo, io le chiedo proprio a nome di tutti quelli che fanno la radio in Italia di tentare, di contribuire ad un cambio di legislazione in materia perché ce ne è seriamente bisogno.

Guardi, la devo contraddire, non è questo il mio atteggiamento. non deve capitare, non deve essere un fatto per caso. Visto che mi ha posto questo problema, ieri abbiamo parlato per esempio per quanto riguarda il mondo dell'editoria in generale, ne parlavo e organizzavo una riunione per quanto riguarda la riforma dell'Inpgi, l'istituto previdenziale dei giornalisti, e quindi stavo programmando anche con la ministra competente e il Sottosegretario Martella una riunione complessiva per impostare questa riforma e accompagnare in questo percorso il vostro ente previdenziale che ha qualche difficoltà. Adesso lei mi ha posto questo, non lo faccio capitare, quindi mi informerò subito e seguirò la questione.

È un tema legato Presidente, prima di lasciarla andare, noi non chiediamo, noi chi fa la radio, l'imprenditore che fa la tv, l'imprenditore che faccia qualsiasi cosa, che cosa chiede un imprenditore? Parità di condizioni, che significa ragionare dei "colossi del web": tutti viviamo immersi nella realtà digitale, l’Italia va avanti sulla web tax (sa che ieri dagli Stati Uniti sono arrivate indicazioni, quasi il suono di minaccia di dazi...).

In un contesto globale dove peraltro stentiamo anche a riformare il WTO, che sarebbe l'organismo mondiale per il commercio, che è vecchio e dobbiamo assolutamente riformarlo. Si creano queste tensioni commerciali, ognuno tutela i propri campioni industriali, ma noi dobbiamo assolutamente tutelare anche i nostri, quindi mi informerò subito su questo progetto di riforma di cui mi state parlando.

Perfetto, grazie al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha scelto Rtl 102.5 per la sua prima intervista radiofonica. Gli siamo sinceramente grati al netto di quello che possono pensare tutti i nostri ascoltatori, ognuno ha le sue idee, il Presidente si è concesso senza volere ovviamente le domande prima e questo fa la differenza. Buona giornata. Grazie.

Grazie a tutti.

22 Gennaio 2020

Aree di crisi industriale, nuovi criteri per le agevolazioni

Il Ministero dello Sviluppo economico ha indicato, con la circolare del 16 gennaio 2020, i nuovi criteri e le modalità di concessione delle agevolazioni per le imprese localizzate nelle aree di crisi industriale, al fine di favorirne la riconversione e riqualificazione produttiva.

21 Gennaio 2020

Fondo di Solidarietà Comunale 2019, il ricorso del Comune di Scapoli

Notifica per pubblici proclami in esecuzione dell'ordinanza del TAR Lazio n. 6888 del 2019 resa sul ricorso R.G. n. 3916/2019 promosso dal Comune di Scapoli.

21 Gennaio 2020

Fondo di Solidarietà Comunale 2019, il ricorso del Comune di Sepino

Notifica per pubblici proclami in esecuzione dell'ordinanza del TAR Lazio n. 6891 del 2019 resa sul ricorso R.G. n. 3917/2019 promosso dal Comune di Sepino.

21 Gennaio 2020

Fondo di Solidarietà Comunale 2019, il ricorso del Comune di Trivento

Notifica per pubblici proclami in esecuzione dell'ordinanza del TAR Lazio n. 6925 del 2019 resa sul ricorso R.G. n. 3919/2019 promosso dal Comune di Trivento.

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri