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19 Dicembre 2019

Firma del contratto tra BEI e CDP

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, venerdì 20 dicembre, alle ore 14, interverrà alla firma del contratto tra Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Cassa Depositi e Prestiti (CDP) a supporto degli interventi della Protezione civile per gli eventi calamitosi. Sala dei Galeoni, Palazzo Chigi.
 

Intervento del Presidente Conte Vertice dei Capi di Governo dell’InCE

Giovedì, 19 Dicembre 2019

Segretario Generale dell’iniziativa centro-europea, cari colleghi, cari rappresentanti dei paesi membri dell’iniziativa centro-europea, sono lieto, sono onorato come presidenza italiana di dare a tutti il benvenuto oggi qui nella sede italiana del Ministero degli affari esteri, lasciatemi esprimere come prima cosa un sentito ringraziamento alla Farnesina, qui rappresentata dal Vice Ministro Sereni che è qui a fianco a me, ma non solo perché ci ospita, ma anche per l’importante lavoro che ha svolto durante quest’anno di presidenza italiana.

E’ un anno nel quale celebriamo il trentesimo anniversario dell’iniziativa centro-europea, nella cui fondazione proprio il Ministero degli Esteri ha avuto un ruolo centrale. Ricordo infatti che nel 1989, in un contesto di significativi cambiamenti per le relazioni internazionali in Europa ma anche nel mondo, i ministri degli affari esteri di quattro paesi, Italia, Austria, l’allora Jugoslavia, l’Ungheria, colsero la portata storica del momento e intuirono le potenzialità legate a una intensificazione del dialogo tra ovest ed est, e posero le fondamenta di questa avventura straordinaria allora chiamata quadrangolare.

Questa organizzazione è dunque il frutto della felice intuizione del (lo potremo chiamare) “padre putativo”, l’allora ministro degli esteri De Michelis. Prima di tanti altri bisogna riconoscere che egli riuscì a prevedere le conseguenze dell’imminente caduta delle divisioni nel vecchio continente, delle sfide ma anche delle opportunità che questi avvenimenti avrebbero dischiuso per l’Europa. Grazie alla sua visione l’Italia scelse in maniera decisa di puntare sull’integrazione, sul dialogo, elementi che costituiscono cifre caratteristiche dell’azione internazionale dell’Italia. Integrazione e dialogo come fattori di stabilizzazione e prosperità.

Fu con questo spirito, con questa vocazione che vennero gettate le basi per l'attuale InCE.

Una scelta, quella a favore del dialogo, dell'integrazione, che voglio rivendicare ancora oggi e lo testimonia il coerente, forte impegno dell'Italia nel sostenere con determinazione, con convinzione, l'allargamento dell'Unione Europea alla regione dei Balcani occidentali e nel promuovere lo stabilimento di strette e proficue relazioni con i Paesi del partenariato orientale di cui celebriamo quest'anno il decennale. Per l'allargamento potete star sicuri l'Italia sarà sempre in prima fila e non sarà mai paga sino a quando questo risultato non verrà conseguito.

Ci troviamo qui riuniti oggi per discutere insieme di integrazione europea, cooperazione regionale, opportunità di business: sono tre concetti, tre prospettive saldamente legate tra loro che si dispiegano pienamente nell'ambito delle attività dell'InCE.

L’InCE è nata come un foro di dialogo politico tra una membership che è diventata nel tempo sempre più ampia sempre più variegata in un'area strategica per la politica estera italiana quale l'Europa centro orientale, l'Europa balcanica, sia al contempo anche caratterizzata per un approccio alla cooperazione regionale di tipo fattivo, concreto, finanziando progetti per lo sviluppo economico, lo sviluppo sociale della regione, con particolare attenzione a quelli volte a promuovere la connettività che è stata anche una delle priorità della nostra presidenza InCE.

Ecco connettere l'Europa oggi più che mai un'esigenza fondamentale, un obiettivo prioritario. Dimensione politica e dimensione operativa hanno rappresentato due facce della stessa medaglia nel quadro di una organizzazione che ha indubbiamente favorito un progressivo avvicinamento agli standard europei dei paesi membri dell'iniziativa non membri dell'Unione europea.

L'abitudine a dialogare, a condividere obiettivi, condividere riflessioni ha infatti contribuito a rafforzare quel tessuto comune che unisce i nostri paesi facendo emergere uno spirito di vicinanza di solidarietà.

Una solidarietà che vi invito a manifestare all'amica Albania, dove è là eccolo qui il nostro amico Edi Rama, recentemente è stata colpita da numerose intense scosse di terremoto. L'Albania non può, non deve essere lasciata sola in questa difficile situazione che ha provocato più di 50 vittime, più di 900 feriti, oltre a ingenti danni a migliaia di cittadini rimasti senza un tetto.

Vi chiedo dunque di contribuire al fondo per la ricostruzione, ne abbiamo parlato anche all'ultimo Consiglio europeo, insieme alla neopresidente Ursula von der Leyen, abbiamo convenuto che sarà una conferenza di Donos e l’Italia anche in questa iniziativa sarà in prima fila.
 


Per saperne di più

19 Dicembre 2019

Vertice dei Capi di Governo dell’Iniziativa Centro-Europea

Il Vertice dei Capi di Governo dell’Iniziativa Centro-Europea (InCE), presieduto dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla Farnesina.

19 Dicembre 2019

Vertice dei Capi di Governo dell’Iniziativa Centro-Europea alla Farnesina

Vertice dei Capi di Governo dell’Iniziativa Centro-Europea (InCE) alla Farnesina, presieduto dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale è intervenuto dopo la Foto di famiglia.

Giovedì, 19 Dicembre 2019

Intervista a La Stampa

II Presidente del Consiglio: "Sviluppo e occupazione. Nasce un polo europeo che potrà servire a tutti"

di Andrea Malaguti

Presidente Giuseppe Conte, quale giudizio dà della fusione tra Fca e Peugeot?

«Può costituire una grande opportunità per l'Italia e per l'Europa. Questa fusione dà vita al quarto gruppo mondiale nel settore auto e può segnare la nascita di un importante polo per l'innovazione e lo sviluppo, con effetti benefìci per il resto dell'economia europea e nazionale. Perché queste ricadute positive siano pienamente colte è importante che il progetto valorizzi le reciproche sinergie rilanciando i settori automotive nazionali senza incidere negativamente sull'occupazione». 

Che ruolo ha l'industria dell'auto nella crescita del Paese?

«L'industria dell'auto è alle prese con la sfida della riconversione ecologica. La stessa sfida su cui investe il Governo, sin dal primo giorno. Sono convinto che la strada del Green New Deal sia quella della crescita. Politiche per la sostenibilità ambientale e l'innovazione aprono la strada a nuove opportunità e posti di lavoro». 

La fusione Fca-Peugeot può avere un peso per accelerare anche l'integrazione europea?

«Operazioni di questo tipo, oltre a consolidare il mercato dell'auto, consentono anche una forte integrazione delle filiere industriali europee. Non bisogna poi dimenticare la forte presenza del gruppo sui mercati terzi, a partire da quello statunitense. In un'economia globale non si può prescindere da questo aspetto per creare realtà industriali in grado di crescere e reggere la sfida della competizione globale».

Per la prima volta due rappresentanti dei lavoratori fanno parte di un consiglio di amministrazione di questo livello. Che messaggio è secondo lei?

«È la dimostrazione che nelle scelte decisive che interessano la crescita e lo sviluppo del sistema-Paese la sinergia tra azienda e lavoratori è uno strumento vincente. Si tratta di un nuovo modello di governance che guarda al futuro, che può saldare in un'unica stretta di mano le prerogative di tutti gli stakeholders, l'interesse di Stato e la tutela dei lavoratori».

Che garanzie ha avuto sulla salvaguardia degli stabilimenti e dei livelli occupazionali italiani?

«La garanzia che i livelli occupazionali saranno tutelati e mantenuti è messa nero su bianco nella comunicazione congiunta di Fca-Psa. Su questo tutta la squadra di Governo parla con un'unica voce, esprimendo apprezzamento per l'operazione conclusa ma al tempo stesso monitorando con attenzione le evoluzioni sul fronte occupazionale, con riguardo non solo agli stabilimenti produttivi ma anche a tutto il comparto dell'indotto. Per questo Governo la stabilità dei posti di lavoro è cruciale». 

Il nuovo gruppo punta su un modello di sviluppo fondato su tre pilastri: energia alternativa, guida autonoma e connettività. Se dovesse immaginarsi su un'auto tra dieci anni, che auto sarebbe?

«Non abbiamo bisogno di immaginare o di sognare. La rivoluzione dell'auto è ora e noi siamo qui a sostenerla. Con l'accordo di Sviluppo firmato con Fca, Invitalia e Regioni, dal Mise arrivano 27 milioni di euro per sviluppo e produzione di veicoli a motore ibrido ed elettrico. La 500 elettrica che esce da Mirafiori può essere il simbolo di una crescita economica nel segno del "green", così come la prima 500 fu l'immagine del boom economico italiano. Nella manovra 2020, non fra 10 anni, abbiamo già scritto che il futuro che immaginiamo deve farsi spazio già nel presente. Penso alle misure per la green mobility, tra le quali l'obbligo dal 2020 per la Pubblica amministrazione di dotarsi per il 50% di macchine ibride, elettriche o a idrogeno».

L'industria italiana quanto ha bisogno di integrare sostenibilità e tecnologia per fare un salto nel futuro?

«Come ho ribadito in molte occasioni, la sostenibilità ambientale non è un vincolo allo sviluppo, ma è il principale driver dell'innovazione tecnologica e lo sarà sempre di più in futuro. La transizione ecologica richiede senz'altro molta creatività e investimenti cospicui, ma chi saprà guidare per primo questo processo potrà beneficiare di un vantaggio competitivo fondamentale». 

Il sistema Paese è pronto?

«L'Italia ha energie e competenze pronte a raccogliere la sfida del Green New Deal e il Governo è determinato a fare la sua parte. Nella legge di bilancio abbiamo voluto già dare un segnale importante al nostro sistema industriale, ma siamo impegnati a costruire un progetto di lungo periodo. Abbiamo realizzato il piano di incentivi "Transizione 4.0" che mobilita risorse per 7 miliardi e dedica ampio spazio agli investimenti green. E abbiamo stanziato 100 milioni in due anni per favorire i progetti di interesse comune europeo, come lo sviluppo delle batterie che è cruciale per i il settore automotive».

Qual è la visione industriale del governo? E dove può portare il tavolo che avete impostato col mondo dell'automotive?

«Puntiamo su una nuova politica industriale che presidia, difende e protegge i nostri asset strategici. Sosteniamo il rilancio di settori che hanno fatto grande l'Italia come il settore auto. Il tavolo dell'automotive al Mise con il Ministro Patuanelli serve proprio ad ascoltare e a recepire le indicazioni che arrivano da tutti i soggetti coinvolti nel settore: supporto alla mobilità sostenibile, sviluppo di reti infrastrutturali, transizione tecnologica della filiera. Gli incontri dei gruppi di lavoro ripartono a gennaio». 

Per competere sul mercato mondiale è necessario unire le forze, le imprese italiane lo fanno raramente. Crede che quella indicata da Fca-Peugeot sia un'eccezione o una strada da seguire?

«Il mercato di riferimento dei grandi gruppi europei è cambiato. Oggi devono affrontare la concorrenza in un mercato globalizzato e caratterizzato dalla rivoluzione digitale. Per questo occorre investire con convinzione in una strategia europea per l'industria, e facilitare la creazione di "campioni industriali europei" capaci di competere su scala globale».

18 Dicembre 2019

Il Presidente Conte incontra il Segretario Generale Onu Guterres

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra a Villa Madama il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

18 Dicembre 2019

Il Presidente Conte incontra il Segretario generale Onu Guterres

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra a Villa Madama il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. 

18 Dicembre 2019

Il Presidente Conte incontra il Primo Ministro della Repubblica di Croazia

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra a Palazzo Chigi il Primo Ministro della Repubblica di Croazia, Andrej Plenković.

18 Dicembre 2019

Conte incontra il Primo Ministro della Repubblica di Croazia

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha incontrato a Palazzo Chigi il Primo Ministro della Repubblica di Croazia, Andrej Plenković. Al termine dell'incontro hanno tenuto dichiarazioni alla stampa.

18 Dicembre 2019

Cerimonia per lo scambio degli auguri

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, prende parte allo scambio di auguri di fine anno con i Rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze Politiche e della Società Civile. Palazzo del Quirinale.

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri