Predisposizione del “decreto-flussi” in attuazione del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286

In materia di immigrazione il Servizio assicura il supporto alle attività del Presidente del Consiglio dei Ministri per le competenze previste dal Testo Unico in materia di immigrazione.

La programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari ha il fine di consentire che il loro utilizzo si sviluppi in maniera coerente con la capacità di accoglienza e di inserimento nella società italiana, non solo nel mercato del lavoro ma anche nelle comunità locali, in un quadro di compatibilità con le condizioni di alloggio e dei servizi sociali.

Il decreto legislativo 25 luglio 1988, n. 286, recante il Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (più brevemente indicato come Testo unico sull’immigrazione), prevede, all’articolo 3, comma 4, che “Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti il Comitato di cui…, …la Conferenza unificata..., sono annualmente definite,….sulla base dei criteri generali individuati nel documento programmatico (triennale), le quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato per lavoro subordinato…” e, in caso di mancata pubblicazione del decreto di programmazione annuale, “il Presidente del Consiglio dei ministri può provvedere in via transitoria, con proprio decreto, entro il 30 novembre, nel limite delle quote stabilite nell’ultimo decreto emanato”.

Il documento programmatico triennale è stato emanato per il triennio 2004 – 2006. Dall’anno 2007, la programmazione dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari è effettuata, oramai, solo in via di programmazione transitoria.

Al fine della predisposizione del “decreto-flussi” la Presidenza del Consiglio dei ministri svolge un’attività di coordinamento e concertazione con le amministrazioni competenti in materia di immigrazione: il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministero dell’interno, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. 

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