Misure economiche a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese

Il Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2020, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato il decreto-legge che introduce "Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19" (Decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9).

Le disposizioni introdotte mirano ad assicurare un primo necessario supporto economico ai cittadini e alle imprese che affrontano problemi di liquidità finanziaria a causa dell’emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e agli episodi di diffusione del virus verificatisi nel nostro Paese.

Successivamente, considerate le deliberazioni adottate dalle Camere in data 11 marzo 2020, con le quali il Governo è stato autorizzato, nel dare attuazione a quanto indicato nella Relazione al Parlamento, allo scostamento e all'aggiornamento del piano di rientro verso l'obiettivo di medio termine per fronteggiare le esigenze sanitarie e socio-economiche derivanti dall'emergenza epidemiologica COVID-19, il 16 marzo, il Consiglio dei Ministri n. 37 ha approvato il Decreto #CuraItalia (Decreto-legge 17 marzo 2020). Al termine della riunione, il Presidente Conte, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, hanno illustrato il provvedimento in conferenza stampa

Il Decreto recante le nuove misure per contenere gli effetti negativi che l'emergenza epidemiologica COVID-19 sta producendo sul tessuto socio-economico nazionale, prevede: misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale, della protezione civile e della sicurezza, nonché di sostegno al mondo del lavoro pubblico e privato ed a favore delle famiglie e delle imprese; disposizioni in materia di giustizia, di trasporti, per i settori agricolo e sportivo, dello spettacolo e della cultura, della scuola e dell'università; la sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi, di altri adempimenti e incentivi fiscali.

Il 6 aprile il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Liquidità (Decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23) che introduce misure urgenti in materia di accesso al credito e rinvio di adempimenti per le imprese, nonché di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e di giustizia (). Il decreto interviene in sostegno alle imprese in difficoltà con misure specifiche su cinque principali ambiti: accesso al credito, sostegno alla liquidità, all’esportazione, all’internazionalizzazione e agli investimenti; misure per garantire la continuità delle aziende; rafforzamento dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e degli obblighi di trasparenza in materia finanziaria; misure fiscali e contabili; ulteriori disposizioni. Al termine della riunione, il Presidente Conte e i Ministri Gualtieri (Economia e finanze), Patuanelli (Sviluppo economico) e Azzolina (Istruzione) hanno tenuto una conferenza stampa.

Il Consiglio dei Ministri n. 45 del 13 maggio ha approvato un decreto-legge (Decreto Rilancio) che introduce misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il decreto interviene in diversi ambiti, in modo trasversale, con l’intento di assicurare l’unitarietà, l’organicità, e la compiutezza delle misure volte alla tutela delle famiglie e dei lavoratori, alla salvaguardia e al sostegno delle imprese, degli artigiani e dei liberi professionisti, al consolidamento, snellimento e velocizzazione degli istituti di protezione e coesione sociale. Il Presidente Conte ha illustrato il provvedimento in conferenza stampa con i Ministri  con i Ministri  Roberto Gualtieri (Economia e Finanze),  Roberto Speranza (Salute), Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico), Teresa Bellanova (Politiche Agricole Alimentari e Forestali).

Il Consiglio dei Ministri n. 52 ha approvato il decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52 che introduce ulteriori misure urgenti in materia di trattamento di integrazione salariale. Il testo, tra le altre cose, prevede che, in deroga alla normativa vigente, i datori di lavoro che abbiano fruito del trattamento di integrazione salariale ordinario, straordinario o in deroga, per l’intero periodo precedentemente concesso, fino alla durata massima di quattordici settimane, possano fruire di ulteriori quattro settimane anche per periodi decorrenti prima del 1° settembre 2020. Resta ferma la durata massima di diciotto settimane, considerati cumulativamente i trattamenti riconosciuti.

Il Consiglio dei Ministri n. 61 ha approvato ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia. Con il decreto, il Governo ha stanziato ulteriori 25 miliardi di euro, da utilizzare per proseguire e rafforzare l’azione di ripresa dalle conseguenze negative dell’epidemia da COVID-19 e sostenere lavoratori, famiglie e imprese, con particolare riguardo alle aree svantaggiate del Paese. Con il decreto, le risorse complessive messe in campo per reagire all’emergenza arrivano a 100 miliardi di euro, pari a 6 punti percentuali di PIL.
Al termine della riunione il Presidente Conte ha tenuto una conferenza stampa con i Ministri Roberto Gualtieri (Economia e Finanze), Nunzia Catalfo (Lavoro e Politiche Sociali), Giuseppe Provenzano (Sud), Alfonso Bonafede (Giustizia) e Teresa Bellanova (Politiche Agricole Alimentari e Forestali).

Il Consiglio dei Ministri n. 67 ha approvato il decreto-legge 20 ottobre 2020, n. 129 che introduce disposizioni urgenti in materia di riscossione esattoriale. Viene disposta la proroga fino al 31 dicembre 2020 della sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle di pagamento, del pagamento delle cartelle precedentemente inviate e degli altri atti dell’Agente della Riscossione. Allo stesso tempo, si proroga al 31 dicembre anche il periodo durante il quale si decade dalla rateizzazione con il mancato pagamento di 10 rate, anziché 5. Per consentire uno smaltimento graduale delle cartelle di pagamento che si sono già accumulate, alle quali si aggiungeranno quelle dei ruoli che gli enti consegneranno fino al termine della sospensione, è inoltre previsto il differimento di 12 mesi del termine entro il quale avviare alla notifica le cartelle.

Il 27 ottobre il Presidente Conte e i relativi Ministri competenti in materia, hanno avuto una serie di incontri, in video collegamento, con i rappresentanti delle categorie penalizzate dalle misure del Dpcm del 24 ottobre e beneficiarie degli indennizzi previsti dal Decreto Ristori, successivamente approvato dal Consiglio dei Ministri n. 69. Il Decreto-legge infatti introduce Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il testo interviene con uno stanziamento di 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare, destinati al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, nonché al sostegno dei lavoratori in esse impiegati. In serata, le misure sono state illustrate in conferenza stampa dal Presidente Conte e dai Ministri Gualtieri (Economia e Finanze) e Patuanelli (Sviluppo economico).

Il Consiglio dei Ministri n. 72 del 7 novembre ha approvato un decreto-legge (Decreto Ristori bis) che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare le conseguenze dell'epidemia da COVID-19. Il testo interviene con un ulteriore stanziamento di risorse, destinato al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, al sostegno dei lavoratori in esse impiegati, nonché con ulteriori misure connesse all’emergenza in corso. Tra le principali misure introdotte: contributi a fondo perduto, istituzione di un fondo per nuovi contributi, contributi per le attività con sede nei centri commerciali e per le industrie alimentari, credito d’imposta sugli affitti commerciali, sospensione dei versamenti, cancellazione della seconda rata dell’IMU, sospensione dei contributi previdenziali, rinvio del secondo acconto Ires e Irap per i soggetti a cui si applicano gli Isa, Bonus baby sitter e congedo straordinario, Fondo straordinario per il sostegno al terzo settore, sostegno alla filiera agricola, pesca e acquacoltura, potenziamento del sistema sanitario, misure in tema di giustizia, incremento del fondo per il trasporto pubblico locale. Vengono inoltre rafforzati gli obblighi di pubblicità e trasparenza in relazione al monitoraggio e all’elaborazione dei dati epidemiologici rilevanti per la classificazione delle aree del paese destinatarie delle varie misure di contenimento, già individuate, fra quelle previste dalla normativa primaria, con Dpcm 3 novembre 2020.

Il 21 novembre il Consiglio dei Ministri n. 78 ha approvato un decreto-legge (Decreto Ristori ter) che introduce misure finanziarie urgenti connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il testo interviene con un ulteriore stanziamento di risorse, pari a 1,95 miliardi di euro per l’anno 2020, destinato al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle misure disposte a tutela della salute, al sostegno dei lavoratori in esse impiegati, nonché con ulteriori misure connesse all’emergenza in corso. Tra le principali misure introdotte: contributi a fondo perduto, istituzione di un fondo per nuovi contributi, credito d’imposta sugli affitti commerciali, sospensione dei versamenti, cancellazione della seconda rata dell’IMU, sospensione dei contributi previdenziali, Bonus baby sitter e congedo straordinario, sostegno al terzo settore, Sostegno alla filiera agricola, pesca e acquacoltura, potenziamento del sistema sanitario,trasporto pubblico locale.

Il Consiglio dei Ministri n. 81 del 29 novembre ha approvato un decreto-legge (Decreto Ristori quater) che introduce ulteriori misure urgenti connesse all’emergenza COVID-19. Il testo interviene con uno stanziamento aggiuntivo di risorse, pari a 8 miliardi, conseguenti al nuovo scostamento di bilancio, per rafforzare ed estendere le misure necessarie al sostegno economico dei settori più colpiti dalla pandemia, nonché con ulteriori disposizioni connesse all’emergenza in corso. Tra l’altro, il testo prevede: l’incremento di 1,45 miliardi, per il 2020, della dotazione del fondo previsto dal decreto “Ristori bis” (decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149) per compensare le attività economiche che operano nelle Regioni che passano a una fascia di rischio più alta; l’inclusione delle attività di commercio al dettaglio di calzature tra quelle che, nelle cosiddette “zone rosse”, sono destinatarie del contributo a fondo perduto; l’istituzione di un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro, da erogare ai Comuni, per l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare; l’aumento di 100 milioni per il 2020 della dotazione finanziaria del Fondo per le emergenze nazionali, allo scopo di provvedere all’acquisto e alla distribuzi

Il Consiglio dei Ministri n. 85, il 18 dicembre, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19. Il decreto, prevede lo stanziamento di 645 milioni di euro da destinare al ristoro immediato delle attività di somministrazione di alimenti e bevande che vedranno un calo del fatturato a causa delle misure disposte a tutela della salute. Tali attività riceveranno un contributo pari a quello già ottenuto in seguito all’approvazione del cosiddetto “decreto rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34). In serata il Presidente ha illustrato in conferenza stampa le misure.

Il Consiglio dei Ministri n. 86 del 23 dicembre ha approvato un decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, nonché di esecuzione della decisione (UE, Euratom) 2020/2053 del Consiglio del 14 dicembre 2020. Il testro prevede, tra l’altro, la proroga di alcuni termini correlati ai provvedimenti seguiti alla dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza e, comunque, non oltre il 31 marzo 2021, con la previsione che le relative disposizioni vengano attuate nei limiti delle risorse disponibili autorizzate a legislazione vigente. Tali termini riguardano: il potenziamento delle reti di assistenza territoriale; la disciplina delle aree sanitarie temporanee; le unità speciali di continuità assistenziale; disposizioni finalizzate a facilitare l’acquisizione di dispositivi di protezione e medicali; la permanenza in servizio del personale sanitario; la deroga delle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie e in materia di cittadinanza per l’assunzione alle dipendenze della pubblica amministrazione; disposizioni straordinarie per la produzione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione industriale; misure di protezione a favore dei lavoratori e della collettività; semplificazioni in materia di organi collegiali; la dispensa temporanea dal servizio e non computabilità di alcuni periodi di assenza dal servizio; l’abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo e ulteriori misure urgenti in materia di professioni sanitarie; lo svolgimento degli esami di Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni e dei tirocini professionalizzanti e curriculari; la continuità della gestione delle università e delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica; la sottoscrizione e comunicazione di contratti finanziari; l’avvio di specifiche funzioni assistenziali per l’emergenza COVID-19; la sospensione del termine di pagamento dei versamenti contributivi dei lavoratori autonomi beneficiari dell’esonero contributivo di novembre e dicembre 2020, fino alla comunicazione dell’esito della istanza da parte dell’Inps.

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri