Martedì, 24 Settembre 2019

Intervista a Sky TG24

L’Italia vuole testimoniare la sua condizione a recitare un ruolo da protagonista. Vogliamo un primato in questa svolta verde. Io ho parlato, per quanto riguarda il programma di governo di una Green new deal, cioè tutto il sistema produttivo, d’ora in poi, in Italia dovrà essere orientato verso attività imprenditoriale ed economiche eco-compatibili, eco-sostenibili.

Ovviamente questi provvedimenti hanno anche dei costi. Pensiamo alla Germania che adesso ha lanciato un ambiziosissimo programma per il clima che andrà a costare 54 miliardi di euro in tre anni. Abbiamo visto anche il decreto clima presentato dal Governo ma alcune perplessità che sono state sollevate sulle coperture. Come si intende procedere per poter magari dare gli incentivi di cui lei ha parlato spesso? Cioè, dare gli incentivi necessari ma al contempo essere sicuri sui conti.

Il Green new deal non si realizza in un anno, neppure in due anni. L’importante è indirizzarsi in modo deciso, risoluto e chiaro verso questo percorso. Quindi tutte le risorse non vanno programmate per il primo anno. Sicuramente, però, il meccanismo incentivante è quello migliore, perché riorienta le attività produttive verso delle soluzioni convenienti economicamente.

Incentivi da una parte e dall’altra anche disincentivi o, se vogliamo, in parte penalizzazioni per chi invece non ha comportamenti virtuosi. In quest’ottica abbiamo ad esempio alcuni paesi che hanno adottato una tassa o stanno cercando di tassare maggiormente il trasporto aereo. Lei non aveva escluso questa possibilità, anche se poi abbiamo visto che insomma nel Governo ci sono pareri contrastanti a riguardo. Rimane una possibilità, un’opzione che lei potrebbe valutare?

Guardi, adesso finalizzando un po' tutte le misure, le stiamo valutando, quindi non voglio anticipare quali saranno poi nel concreto. A domanda specifica ho detto che potremmo valutare anche questa possibilità. Nulla è definito e voglio anche precisare che il nostro intento non è creare nuove forme di tassazione. Il sistema produttivo deve essere spinto e incentivato a orientarsi verso un’attività produttiva eco-sostenibile e eco-compatibile. Quindi il meccanismo delle penalizzazioni non è quello da me preferito.

A sorpresa all’incontro sul clima è arrivato anche il Presidente Trump che, lo sappiamo, ha posizioni distanti anche da quelle europee, ha deciso di uscire dall’Accordo sul Clima di Parigi. Però fino adesso per quanto riguarda il suo Governo, ma c’è anche l’esperienza francese da questo punto di vista, col Presidente Trump si può dialogare tranquillamente su certi temi, non essere d’accordo su altri. Ci vuole parlare un po’ del suo rapporto col Presidente Trump e anche se avrà modo di vederlo in questi giorni.

È un rapporto molto franco, molto diretto. Siamo due persone che quando si incontrano comunicano molto direttamente, senza filtri. Questo non significa che dobbiamo ritrovarci su ogni dettaglio di politica interna addirittura. È ovvio che le politiche economico-sociali che noi perseguiamo in Italia si devono adattare anche al contesto italiano. Le politiche economico-sociali che lui persegue negli Stati Uniti non devono essere necessariamente assimilabili alle nostre.

Con i dazi ad esempio, no? Che è una delle cose su cui….

Per quanto riguarda i dazi, ovviamente, io ho rappresentato al Presidente Trump in varie occasioni la preoccupazione che deriva dal fatto di poter, come dire, adottare delle iniziative che suonano protezionistiche e ho sempre detto che a iniziative del genere corrispondono poi delle reazioni, innescando una spirale che diventa anche incontrollabile. Ho anche spiegato che a noi questa spirale fa male perché come Unione europea ci ritroviamo nel mezzo, a subire anche effetti negativi. Quindi mi auguro senz’altro che questa guerra dei dazi finisca al più presto.

Alcuni osservatori analizzano come il tweet di Trump subito dopo il G7 di Biarritz sia in qualche modo stata anche una apertura importante a lei, che le abbia spianato la strada verso questo nuovo mandato. Lei concorda con questa visione e l’ha sorpresa quel tweet?

Mi ha fatto molto piacere ovviamente perché mi ha testimoniato ancora una volta quel che mi dice in privato. Non credo che abbia influenzato obiettivamente la formazione del nuovo Governo perché comunque era un processo che si era già definito, era un po’ un rebus nelle cose e chiaramente non credo che le forze politiche o i protagonisti di questa svolta siano stati ispirati da quel tweet.

Ci sono però con il vecchio governo, forse anche in questo nuovo, alcuni elementi che hanno preoccupato l’amministrazione americana, ad esempio il rapporto con la Cina. Nello specifico, glielo chiedo proprio direttamente, noi dobbiamo aspettarci che anche in Italia Huawei avrà un ruolo nel 5G o non è così automatico?

Non è così automatico nel senso che ancora giovedì scorso nel Consiglio dei Ministri abbiamo adottato un ulteriore provvedimento normativo che tutela ancora più efficacemente, rispetto a quanto già in buona parte efficace facevamo in passato, il nostro perimetro di sicurezza nazionale. Soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture che possono essere, come dire, permeabili rispetto alla tecnologia cibernetica in generale. Da questo punto di vista oggi noi e io, come primo responsabile dell’azione di governo sono anche responsabile dell’Intelligence, sono quanto più determinato a difendere il nostro perimetro di sicurezza nazionale. Quindi siamo in una logica di mercato evidentemente, io non posso dire in termini astratti aprioristici a delle società che non possono avere accesso al mercato italiano. Però è sicuro che qualunque provenienza abbia quella società, qualunque composizione societaria abbia, io farò sempre valere la difesa degli interessi nazionali e adopererò tutti gli strumenti di cui ci siamo dotati, da ultimo questo provvedimento di giovedì scorso, per difendere gli interessi nazionali.

Abbiamo parlato di Stati Uniti, abbiamo parlato di Cina, altra grande potenza è ovviamente la Russia con cui l’Italia ha sempre avuto un dialogo molto importante. Sono state sollevate negli ultimi mesi, negli ultimi anni, preoccupazioni, sia dall’intelligence statunitense che da quelle europee, su come la Russia stia cercando di avere un ruolo quasi disintegrante rispetto ad un progetto come quello dell’Unione europea. Lei crede che questi timori siano fondati

Io non ho elementi per dire che la Russia sta svolgendo un ruolo “disintegrante” verso governi, sistemi, partiti o altro. Francamente non ho questi elementi e quindi non posso assolutamente affermare o condividere questa prospettiva. Se lei si riferisce al fatto che il Presidente Putin, anche in recenti interviste, abbia espresso le sue valutazioni sulle tradizionali democrazie liberali, ma stiamo parlando di un dibattito politico, ben vengano tutte le posizioni. Ovviamente noi come Governo perseguiamo un progetto politico ben preciso. Ovviamente aggiungo che la Russia gioca anche un ruolo importante in tutte le crisi geopolitiche maggiori al mondo. Quindi la mia posizione è che con la Russia bisogna dialogare, bisogna sempre mantenere aperto questo dialogo proprio per poter orientare a soluzione tante crisi importanti geopolitiche e anche per l’interesse delle nostre aziende e il nostro sistema produttivo. Incrementare queste relazioni, per un mercato molto significativo.

A riguardo, lei, anche nella precedente esperienza di governo per esempio ha sentito la necessità, quando sono emerse alcune ombre rispetto a potenziali finanziamenti che coinvolgevano all’epoca partiti di governo, di andare in Parlamento e di parlarne direttamente con i parlamentari. Ovviamente queste inchieste continuano, lei è stato sempre molto chiaro sulle sue posizioni a riguardo, secondo lei però ci sarebbe bisogno, suggerirebbe un ulteriore passaggio parlamentare alle persone direttamente coinvolte, forse per dare maggiore chiarezza alla popolazione rispetto a certe vicende?

La mia posizione è chiara. Se si assumono delle responsabilità istituzionali così elevate, addirittura un ruolo nell’ambito di un governo, bisogna assicurare massima trasparenza nei confronti dei cittadini. La fiducia nelle istituzioni si alimenta con la trasparenza e la correttezza dei comportamenti e per questo che ho avvertito l’esigenza, la necessità, vorrei dire l’urgenza, una volta sollecitato dalle forze che allora erano di opposizione, di andare in Parlamento a chiarire tutte le informazioni che erano in mio possesso. Se altri l’hanno pensata diversamente, mi è dispiaciuto, l’ho detto anche solennemente al Parlamento che secondo me non è quello l’atteggiamento che bisogna tenere. Perché si rischia di alimentare polemiche, bisogna chiarire in ogni caso passaggi che potrebbero lasciare adito a qualche speculazione. Stiamo parlando della responsabilità di ministri del Governo e stiamo parlando anche di un problema che nel dibattito internazionale ha assunto dei contorni un po’ opachi. Quindi ci sarebbero tutte le premesse per procedere a un chiarimento che ritengo anche io urgente e necessario.

Parliamo invece di Europa, Presidente le voglio chiedere lei ha cercato comunque sia, nella sua azione di governo, anche di garantire un percorso dell’Italia all’0interno di quello che erano i parametri europei. Ovviamente la Manovra, la Legge di Bilancio è ancora in via di definizione, però ci può dire se comunque è sua intenzione rispettare determinati parametri, uno su tutti il “3%”

L’Italia rispetta le regole vigenti ma l’Italia allo stesso modo lavora perché le regole vigenti, se giudicate inappropriate o semplicemente non più utili per interpretare la congiuntura economico-sociale attuale, l’Italia lavora anche per modificarle.Detto questo, noi intendiamo il Patto e io personalmente intendo il Patto di stabilità e crescita come e soprattutto, ecco, mi piacerebbe in prospettiva lavorare per modificarlo perché secondo me il “cuore” di quel patto è la crescita. La stabilità è poi la premessa per seguire una crescita, ma una stabilità fine a se stessa non serve a nulla.

Parlando di Europa, ovviamente, è di queste ore la notizia dell’accordo di Malta sui migranti, un’Europa che almeno da un certo punto di vista, per quanto concerne la re-distribuzione ascolta le richieste che sono arrivate, anche in maniera molto forte, da parte dell’Italia. Proprio poca fa Salvini ha commentato questo accordo sottolineando che questo cambio di atteggiamento dell’Europa è merito suo, ma sottolineando comunque sia come questa accordo rappresenta una resa. Le chiedo un commento su queste dichiarazioni.

Beh, farei una battuta… quindi la resa è merito suo? No, la realtà è che Salvini non deve avere gelosie e invidie, abbiamo compiuto un passo avanti storico, che non era mai successo prima. Adesso se si difende l’interesse italiano, bisogna guardare al risultato non guardare a chi l’ottiene o a chi non lo ottiene. In questo momento c’è, è stata anche annunciata, da parte degli altri Paesi europei una grande disponibilità nei confronti di questo Governo, di questo progetto politico, che abbiamo solennemente annunciato ai cittadini italiani e al Parlamento.Abbiamo molta credibilità in Europa perché ci sono grandissime aperture, mi sono tate anticipate ed oggi ne raccogliamo i primi frutti. Attenzione però, non ci possiamo considerare appagati: questo primo passaggio di oggi a Malta segna una svolta significativa ma abbiamo ancora tanto da fare, lungo la linea di una regolazione die flussi migratori e soprattutto di contrasto alla migrazione clandestina e se uno conosce la realtà libica e non solo, comprende che noi dovremmo concentrare i massimi sforzi per tutelare queste persone. Perché queste persone che si avviano per mare sono persone che lo fanno per disperazione e sono sfruttate da trafficanti che li avviano su imbarcazioni di fortuna, e li avviano a dei pericoli, a delle insidie. Molte persone sono morte nel Mediterraneo, noi questo dobbiamo evitarlo.Quel meccanismo quindi europeo ci servirà per gestire meglio un aspetto dell’intero fenomeno complesso. Dovremo evitare che sia un fattore incentivante perché come ho detto poco fa, noi non vogliamo che ci siano altri “percorsi della morte”, nuovi rischi nel Mediterraneo.

Un’ultima domanda Presidente, perché anche secondo gli ultimi sondaggi che abbiamo fatto a Sky Tg24 lei, insieme al Presidente Mattarella, è la figura istituzionale che al momento ha maggiore gradimento in Italia. Un suo potenziale partito viene addirittura dato attorno al 20%. Ma ci sarà un suo potenziale partito o un partito lei ce l’ha già?

Non ho alcune velleità di formare un nuovo partito, nessun movimento o forza politica. Ho sicuramente interesse a lavorare per il bene dei cittadini. Poi il fatto che lei mi parla di quest’ultimo sondaggio che non conosco, ma il fatto che io e il Presidente Mattarella abbiamo un alto indice di gradimento questo direi che sì, mi lusinga personalmente, ma la cosa bella è che due alte cariche dello Stato abbiano questo gradimento. Questo è bello per l’Italia.