Venerdì, 15 Novembre 2019

Intervista a La Stampa

"Un patto con gli enti locali per proteggere la città. Il Mose serve e va terminato"

di Davide Lessi

Un patto tra Governo e istituzioni locali per proteggere Venezia. Dopo 24 ore in Laguna, il premier Giuseppe Conte dice di non voler perdere tempo in polemiche. E sottolinea che il «Mose è da ultimare, perché è l’unica risposta sostenibile al problema dell’acqua alta».

Presidente Conte, l’immagine della basilica di San Marco allagata ha fatto il giro del mondo. Come si può difendere una città così straordinaria e fragile?

Venezia oggi è sicuramente una città ferita, ma negli occhi e negli sguardi che ho incrociato in questi due giorni ho visto una comunità per nulla scalfita, bensì orgogliosa, solidale e determinata a reagire e a rimettersi subito in piedi. A questa comunità voglio dire che il Governo farà la sua parte.

All’inizio degli Anni ’90 i giornali scrivevano: il Mose salverà Venezia. Abbiamo buttato via 30 anni?

Questo non è il momento delle polemiche. Sono stati investiti soldi dei cittadini che non possono essere sprecati. Siamo al lavoro per rispettare i tempi che ci siamo dati per l’inaugurazione del Mose, la primavera del 2021. Il Mose ad oggi è l’unica risposta sostenibile al problema dell’acqua alta a Venezia. Credo che il limite più grande in tutti questi anni della politica italiana sia stato rinfacciarsi vicendevolmente colpe e responsabilità. Oggi stiamo facendo i conti con diverse emergenze, Venezia l’ex Ilva, le tensioni commerciali, che richiedono una risposta corale del sistema Italia, a cui ho sempre fatto affidamento.

Di Maio dice che il Mose «è obsoleto ma va terminato». Condivide?

Ultimare la realizzazione dell’opera è inevitabile. Ad oggi il Mose è realizzato al 90-93% circa, siamo alle battute finali e i fondi investiti sono tanti. Elementi questi che, insieme a una valutazione di interesse pubblico, rendono impensabile qualsiasi soluzione diversa.

Il governatore del Veneto Zaia dà la colpa dei ritardi al Governo. Sente di avere delle responsabilità?

I veneziani oggi vogliono solo risposte, misure concrete che possano alleviare il loro dramma. Ed è quello che, con il mio Governo, abbiamo già iniziato a fare. Abbiamo di fronte situazioni drammatiche che investono tutto il Paese. Negli ultimi giorni su gran parte del territorio nazionale, da Nord a Sud, si è abbattuta una violenta ondata di maltempo, sappiamo che il contrasto al dissesto idrogeologico è una priorità di qualsiasi Governo. Per evitare in futuro nuove tragedie è necessario che le Istituzioni, a tutti i livelli, insieme a tutti gli stakeholders locali remino verso un’unica direzione. Su questi temi si vince e si perde tutti insieme.

Perché ci accorgiamo dell’importanza del nostro patrimonio artistico solo di fronte ai disastri?

Non sono d’accordo. Lavoriamo tutti i giorni per tutelare e valorizzare il nostro patrimonio artistico, le nostre eccellenze che il mondo ci invidia. Certo, si può fare sempre di più e lavorare sulla prevenzione. Ma bisogna fare i conti anche con le calamità naturali che, per quanto si possa attutire l’impatto sono sempre devastanti.

Le Grandi Navi non sono il simbolo di quanta superficialità c’è nella gestione di un ambiente così delicato?

Senza dubbio è necessario affrontare il tema di una governance per i problemi strutturali della città, proprio come quello delle grandi navi e del Mose. Per questo il 26 novembre ho convocato un “Comitatone” interministeriale per la salvaguardia di Venezia, nel corso del quale discuteremo anche di questo. L’obiettivo del Governo è analizzare e valutare tutti gli aspetti critici legati alla gestione di una città unica come Venezia. La partecipazione e l’ascolto delle istituzioni locali sarà parte integrante del processo decisionale. Anticipo che il sindaco Brugnaro sarà nominato commissario in relazione allo stato di emergenza che abbiamo deliberato in Cdm.

Che cosa farà il Governo ora per aiutare Venezia?

Come promesso, nell’arco di poche ore abbiamo deliberato lo stato di emergenza in Consiglio dei Ministri, prevedendo 20 milioni di euro. Si tratta dei primi stanziamenti necessari ad affrontare le urgenze più impellenti e a ripristinare i servizi essenziali. Dopo la puntuale ricognizione dei fabbisogni e degli ulteriori necessari interventi, decideremo quanti altri fondi destinare alla città per le opere di ripristino e, con il Ministro Franceschini, anche per gli interventi sui beni culturali. Il prossimo passo sono gli indennizzi a privati e commercianti, poi i fondi per rifinanziare la legge speciale per Venezia. Ma la nostra attenzione è rivolta a tutte le comunità e ai territori in questi giorni colpiti da eccezionali eventi meteorologici. Sono in constante contatto con il Dipartimento della Protezione civile. Dal Governo l’attenzione è massima.

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri