Martedì, 24 Settembre 2019

Intervista a La Repubblica

L'Europa s'è desta.
Conte: "Essere costruttivi porta risultati. Saremo rigorosi con le Ong"

di Tommaso Ciriaco

 New York - Al di là della vetrata c'è la Trump World Tower. Tutta nera, per volere del magnate. Giuseppe Conte le dà le spalle, sarà la svolta a sinistra. Mentre conversa nel salottino al quarantanovesimo piano del palazzo della rappresentanza italiana all'Onu, ha voglia di brindare al patto con l'Europa sui migranti, «è un passo storico». Ma con le Ong non usa i guanti bianchi: «Non saranno ammissibili comportamenti anomali. E useremo il decreto sicurezza, dopo averlo corretto». 

Presidente Conte, a Malta è stato siglato un accordo di redistribuzione. Come lo valuta?

«Una svolta completa. Il meccanismo abbraccia tutti i richiedenti asilo, e non solo chi ne ha diritto: tutti. Non è la soluzione finale a un fenomeno complesso, certo. Ma è un passo in avanti storico. E poi, si mette nero su bianco che possono essere individuati porti alternativi: i più sicuri, non necessariamente i più vicini». 

Quali?

«Non mi fate dire di più. C'è grande disponibilità dei Paesi che hanno partecipato all'accordo a condividerne gli effetti. Integralmente». 

Marsiglia?

Conte sorride. Sembra confermare. Poi aggiunge: «Dalla Germania, dalla Francia e da altri Stati abbiamo avuto aperture che in passato erano impensabili. Questo dal punto di vista politico ci insegna una cosa: un atteggiamento inutilmente litigioso, provocatorio, sterilmente fine a se stesso non porta da nessuna parte. Uno costruttivo, invece, porta risultati». 

Lo sta dicendo a Salvini?

«Valutatelo voi. Dico che si rischia di far contenta l'opinione pubblica, ma senza portare risultati concreti»

C'è il rischio che l'intesa apra la strada a un aumento degli sbarchi?

«C'è piena determinazione a evitare il pull factor (il fattore di attrazione dei migranti grazie alle operazioni di salvataggio, ndr), conservando un atteggiamento di estremo rigore. Non rinunciamo ad affermare il nostro diritto a regolare gli ingressi e combattere i trafficanti che alimentano i percorsi della morte». 

Ma come, concretamente?

«Lavorando sulla cooperazione dei Paesi di origini e transito. E con la Libia, per rafforzare la Guardia costiera. Lì c'è un conflitto, ma il presidio delle coste sta funzionando. Lo supporteremo di più, l'ho detto tre giorni fa a Serra]. E ancora, i rimpatri: saranno più efficienti. In quattro settimane si deciderà se operare o meno un rimpatrio. Vedrete che nelle prossime settimane tireremo fuori qualcosa di nuovo». 

I migranti recuperati dai libici finiscono in veri e propri centri di detenzione, però. Come evitarlo?

«Sono consapevole che molti sono in condizioni difficoltose nei centri di detenzione in Libia. Noi dobbiamo intervenire. Al segretario generale dell'Onu Guterres chiederò di potenziare l'intervento perché questi centri di protezione intemazionale siano sempre migliori e tutti lì siano trattati in modo decoroso». 

Sembra la "dottrina Minniti". Torniamo alle Ong: domani con un altro caso Rackete l'atteggiamento dell'Italia sarebbe diverso?

«Dubito che ci sia. Ma voglio essere chiaro: qui c'è uno Stato di diritto. Se un italiano che ha una barchetta dovesse investire la Guardia di Finanza, ne risponderebbe. La Rackete di turno - e non perché straniera o comandante di una Ong deve assoggettarsi alle regole italiane. Non è che perché c'è un clamore mediático intemazionale possiamo creare un trattamento di favore». 

Presidente, perché questo accanimento sulle Ong? Ancora per la preoccupazione del pulì factor?

«Abbiamo un decreto sicurezza che non dismettiamo. Anche nel programma di governo abbiamo concordato di recepire le indicazioni di Mattarella, ma senza abbandonare uno strumento che consente di controllare le nostre acque territoriali: si entra alle condizioni che diciamo noi, quando e come decidiamo noi. E d'altra parte nell'accordo di Malta c'è scritto che per chi fa "search and rescue" non saranno ammissibili comportamenti anomali come spegnere il transponder, anche nelle acque intemazionali. Dobbiamo pretendere da loro comportamenti massimamente trasparenti e corretti». 

E se succede? Fate entrare la nave o la lasciate fuori per settimane?


«Noi dissuaderemo qualsiasi intervento non corretto e non trasparente. È chiaro che la disciplina di rigore si può applicare anche subito e non dopo un mese».

Parliamo del clima, Presidente?


«Non mi fate pesare di essere venuto in aereo... Scherzi a parte, saremo un Paese all'avanguardia, a partire dalle rinnovabili». 

In Italia la maggioranza si divide sulla tassazione di prodotti eco-compatibili?

«Se un governo si sveglia e dice tassiamo tutto ciò che non è ecocompatibile, avremmo un costo sociale notevole. Posti di lavoro a rischio. Imprese che non reggono la sfida globale. Il modo più saggio è invece incentivare le iniziative che vanno nella direzione de green new deal. Ci sarà il bonus, mentre il malus va utilizzato con la massima attenzione».