Sabato, 8 Giugno 2019

Intervista a Il Fatto Quotidiano

Conte a Salvini e Di Maio: "Vertice entro il Consiglio dei ministri di martedì"
di Stefano Feltri

Si riparte da dove i tre si erano lasciati, cinque giorni fa, dopo la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte. 
"Mi fa molto piacere che Matteo Salvini e Luigi Di Maio abbiano ricominciato a parlarsi, con toni diversi da quelli della campagna elettorale, ma ora dovremo sederci a un tavolo tutti e tre e concordare una piattaforma chiara per proseguire, se non basterà una riunione ne faremo una seconda e poi una terza". 

Il premier è di ritorno da quel viaggio in Vietnam che ha costretto Lega e Cinque Stelle a un paio di giorni di decantazione e adesso convoca il vertice a tre - "lunedì, prima del Consiglio dei ministri di martedì" - per stabilire come andare avanti. Nella sua conferenza stampa a inizio settimana, Conte ha ricordato che sarà lui a trattare con la Commissione europea, "in pieno e necessario raccordo con il ministro del Tesoro". 

Di fronte alle notizie sulla possibile procedura di infrazione per debito eccessivo nel 2018, Salvini ha rilanciato chiedendo una revisione addirittura del tetto al 3 per cento del rapporto tra deficit e Pil. Conte, sul punto, non vuole inseguire le provocazioni: "La questione del 3 per cento rimanda al tema della revisione del patto di stabilità e crescita, questione che sono ben disponibile ad affrontare, ma finché non riusciremo a ottenere la modifica del patto sono quelle le regole che ci verranno applicate".

Il messaggio è chiaro: le regole si possono anche cambiare, ma nell'attesa vanno seguite. Palazzo Chigi imposterà un dialogo con la Commissione tosto ("Nessuno può accusarmi di essere mai stato morbido nelle mie posizioni") ma anche senza strappi. La strategia in vista della legge di Bilancio d'autunno è tutta da delineare e il premier si muoverà soltanto "con il più ampio coinvolgimento politico, concorderemo una linea con i vicepresidenti, in modo che il mio sia un mandato pieno al più alto livello". Certo, è complicato farsi prendere sul serio da Bruxelles mentre il Parlamento approva la mozione leghista che chiede l'introduzione dei "mini-Bot" per saldare i debiti arretrati della Pubblica amministrazione, una specie di valuta parallela che a molti è parsa il primo passo per l'uscita dall'euro. Conte risponde da professore, prima che da premier: "È una iniziativa parlamentare che non ho ancora discusso con i promotori della Lega, ma da giurista mi sembra evidente che presenta diverse criticità". 

La questione che più ha inquietato il presidente del Consiglio nei giorni in Vietnam è però quella del Csm e dei contatti tra magistratura e politica per le nomine dei principali incarichi giudiziari. Da ex componente del Cpga, l'organo di autogoverno della giustizia amministrativa, Conte è particolarmente sensibile al tema: "È una vicenda molto grave, da non sottovalutare, senza entrare nel merito delle indagini mi sembra che l'auto-sospensione di alcuni membri del Csm che hanno avuto rapporti impropri con la politica non sia una reazione sufficiente ma sarebbe un errore anche l'azzeramento dell'intero Consiglio, una scelta che finirebbe per penalizzare chi si è comportato bene". Tutte le idee di riforma che circolano, incluso il sorteggio, per Conte hanno pro e contro da esaminare, ma qualcosa andrà fatto per rimediare a un "gravissimo vulnus alla credibilità della magistratura". Perché, è il pensiero del premier, "i magistrati devono essere ma anche apparire indipendenti, altrimenti come si può chiedere ai cittadini di avere fiducia nel giudizio di chi il giorno prima discuteva con la politica la spartizione delle poltrone?".