Domenica, 6 Ottobre 2019

Intervista al Corriere del Mezzogiorno

«Un'Agenzia per fermare la fuga dei cervelli dal Sud 
Xylella, ora subito i fondi» 

Il premier: «La mia Puglia? Un mix di eccellenze e criticità»

di Michele Cozzi

Sud, infrastrutture, lavoro, giovani. Sono alcuni dei temi al centro del confronto politico. Su queste alcune delle questioni al centro del colloquio con il presidente del Consiglio.

Presidente Giuseppe Conte, pugliese di Volturara Appula: nelle ultime settimane è venuto più volte in Puglia. Segno di attenzione verso una regione che tra tanti problemi presenta performance in alcuni settori, a partire dall’export, che sono apprezzabili. Alcuni anni fa si parlava della Puglia come la California del Sud. È cambiata e come la “sua” Puglia in questi anni?

La Puglia presenta varie criticità, al pari di molte regioni del Sud, ma sta crescendo molto sul piano economico e dello sviluppo sostenibile, raggiungendo varie punte di eccellenze che fanno ben sperare per il futuro. In vari settori di attività la Puglia è all’avanguardia e si segnala per la qualità della vita, per l’innovazione tecnologica, per un turismo in costante crescita.

Ad agosto la prefettura di Foggia, ha siglato il contratto istituzionale di sviluppo per il rilancio complessivo del territorio. Gli scettici parlano di un film già visto. Quale assicurazione può dare ai suoi conterranei che la storia questa volta sarà diversa?

Posso comprendere la disillusione di alcuni, ma non assecondarla. Concentriamoci su quanto abbiamo prodotto, sulla fiducia e il coraggio con cui il territorio sta affrontando la sfida. Un lavoro che ha già portato al via libera in tempi record di oltre 40 progetti, con gare per 280 milioni di euro, i primi cantieri partiranno già nelle prossime settimane e attiveranno investimenti per un totale di circa 568 milioni. Non parliamo di sogni, ma di interventi immediatamente realizzabili e non calati dall’alto, secondo un cronoprogramma certo che continueremo a monitorare e a rispettare. Non vogliamo sprecare né tempo né risorse.

Sulla Zes Adriatica, la Zona economica speciale, c’è stata qualche polemica perché ci sarebbe poca provincia di Foggia, ma la Regione sta cercando di ovviare. Questo strumento può innestare un reale sviluppo?

Creare le condizioni favorevoli affinché un territorio possa sfruttare appieno il suo potenziale è prerogativa di questo governo. Oltre a tutti gli effetti positivi diretti delle Zes, non bisogna sottovalutare il legame strategico che grazie alla Zes Adriatica può attivarsi con la Capitanata.

La questione criminalità: si parla ormai di “mafia garganica”. Condivide questa definizione?

Lo Stato deve fare il massimo per contrastare i tentativi di qualunque forma di organizzazione criminale di radicarsi sul territorio, non solo attraverso il presidio delle forze dell’ordine ma anche intensificando l’analisi e l’attività investigativa per porre fine all’escalation che nell’area del Gargano negli ultimi anni ha fatto vittime innocenti. Il nostro obiettivo è garantire la legalità e la sicurezza dei cittadini. La mafia qui non troverà terreno fertile.

In ogni caso va rafforzata la presenza dello Stato, con più mezzi e più uomini, passando dalle premesse ai fatti?

La sicurezza dei cittadini, soprattutto nelle aree del Paese più esposte alla criminalità organizzata, è al centro dell’agenda politica del governo. I fatti parlano chiaro: abbiamo sbloccato 12 mila nuovi posti nelle forze dell’ordine. Questo dimostra, inoltre, l’attenzione alle esigenze delle donne e degli uomini che garantiscono ogni giorno la nostra sicurezza. Siamo consapevoli che ciò non basta. Occorre agire anche sulla prevenzione: contrastare fortemente il degrado urbano, favorire l’inserimento scolastico delle fasce più deboli della popolazione e puntare sulla formazione diretta al lavoro. In tal senso, la sigla del Contratto istituzionale di sviluppo della Capitanata è un esempio concreto di rilancio occupazionale del territorio. E proprio sul Cis, siamo al lavoro per rafforzare le garanzie affinché i progetti si realizzino all’interno di una solida cornice di legalità.

L’università di Foggia è un caposaldo del sistema universitario pugliese. Ma continua la fuga dei nostri giovani talenti. È forse la principale emergenza del Sud. La questione è complessa. Come pensa di potere frenare questo esodo?

L’unico export che siamo disposti a frenare, anzi che vogliamo fermare, è quello dei giovani. Non è più possibile continuare a formare i nostri ragazzi attraverso un grande dispiego di risorse e poi lasciare che sia qualcun altro a cogliere i frutti del loro talento e della loro preparazione. In questo senso, stiamo pensando ad un’Agenzia nazionale della ricerca, che ci permetta di rendere competitivo il nostro sistema e di trattenere i migliori ricercatori.

Presidente, nel suo intervento alla Fiera del Levante, ha annunciato un piano straordinario per il Sud. Sono passate poche settimane, ma a che punto siamo?

I lavori sono in pieno svolgimento con la collaborazione del ministro Provenzano e di tutta la compagine di governo. Il nostro obiettivo è chiaro: se riparte il Sud, riparte l’Italia. Per questo siamo al lavoro per irrobustire il settore creditizio rafforzando gli attori esistenti, per accelerare la realizzazione delle opere finanziate dai fondi strutturali europei e dalle politiche di coesione nazionale e potenziare l’offerta scolastica nelle aree a rischio di povertà educativa. E, non da ultimo, calibrare il Green New Deal sul Mezzogiorno a partire dal sostegno alle fonti rinnovabili. Quello per il Sud sarà un piano destinato a diventare strutturale.

Il Sud non è solo assistenzialismo, ma ci sono tante industrie d'avanguardia che reggono la competizione globale. C'è forse anche una questione di "narrazione" che va capovolta?

Sono un uomo del Sud, conosco le sue potenzialità ed energie, in questo anno e mezzo ho visitato diversi poli di eccellenza meridionali. Non possiamo permettere che una macchina potentissima si trovi davanti un garage chiuso. Quello che vogliamo fare è un Piano strutturale per il Mezzogiorno che possa creare autostrade per far correre liberamente le potenzialità del territorio. Il capitale fisico, sociale, materiale e umano è già qui. Se corre il Sud corre tutto il Paese.

La xylella è la più grande tragedia per l’economia pugliese. Il flagello non solo non si arresta ma avanza. Forse occorrerebbe uno sforzo straordinario e unitario tra governo e regione. Che ne pensa?

Siamo a conoscenza del problema e delle ripercussioni sul settore. Stiamo lavorando con grande determinazione per rendere disponibili al più presto i fondi inseriti nelle ultime leggi, destinati al sostegno delle aziende che hanno subito danni provocati dall’emergenza xylella. Il settore agricolo e agroalimentare sono punte di diamante di questo Paese. Eccellenze che il nostro governo vuole continuare a salvaguardare e proteggere.