Intervento di Conte alla tappa romana del Roadshow del Patto per l’Export

Mercoledì, 9 Settembre 2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte,è intervenuto alla tappa romana del Roadshow del Patto per l’Export presso il Tempio di Adriano.

Caro Ministro Di Maio, Caro Luigi
Caro Sottosegretario Di Stefano,
Cari Presidenti e Amministratori Delegati,
Signore e Signori,

sono davvero lieto oggi di essere oggi qui in occasione della quinta tappa di questo Roadshow del “Patto per l’Export” organizzato dalla Farnesina in collaborazione con ICE-Agenzia, con SACE, SIMEST, con la Conferenza delle Regioni e UnionCamere che ringrazio anche per l’ospitalità.

Ritengo molto importante l’organizzazione di questi eventi che contribuiscono a rilanciare e a rinnovare il rapporto tra Istituzioni centrali e locali, Enti pubblici, Organismi intermedi ma anche privati cittadini. Sono lieto di avere appreso che abbiamo  anche in video collegamento tantissimi imprenditori, imprese, rappresentanti di imprese che ci stanno seguendo.
Questi eventi simboleggiano la nostra determinazione a remare tutti in un’unica direzione e si inseriscono peraltro nel quadro di una più ampia strategia che il Governo italiano sta perseguendo con la massima determinazione di rilancio economico del Paese e in particolare di una delle sue componenti che tradizionalmente risulta particolarmente trainante, stiamo parlando appunto dell’export.

Le esportazioni, vorrei ricordarlo, sono state l’unica componente del PIL a crescere ininterrottamente dal 2010 a oggi, fornendo un apporto imprescindibile alla crescita dell’intero Paese. Basti pensare che nel 2019 l’export ha superato la cifra record di 475 miliardi di euro, con un saldo attivo della bilancia commerciale che ha sfiorato i 53 miliardi di euro.

Il merito principale di questi risultati di chi è? Il Governo non può ovviamente fregiarsi di questi risultati. I veri protagonisti siete voi che ci ascoltate, gli imprenditori, vi dobbiamo ringraziare perché svolgendo la vostra attività economica e impegnandovi nel vostro business contribuite alla crescita del Paese.

Avete saputo innovare, avete saputo rispondere alle sfide poste da una competizione internazionale che si rivela sempre più insidiosa e agguerrita. Dobbiamo essere tutti particolarmente fieri di questi risultati. Perché attenzione qui non ci sono solo degli indici economici e monetari che lievitano in su, e di cui tutti direttamente o indirettamente beneficiamo, ma c’è anche il “biglietto da visita” dell’Italia. Voi migliorando le vostre perfomance all’estero, internazionalizzandovi, migliorando l’export, ovviamente portate in giro per il mondo un biglietto da visita, un “biglietto da visita” dell’Italia, che contribuisce fortemente a migliorare l’immagine del Paese non solo presso tecnici e operatori del settore, ma anche presso il grande pubblico, in tutto il mondo.

Il “Made in Italy” infatti coniuga il bello e il ben fatto, la tradizione e l’innovazione. I nostri prodotti sono frutto di ingegno e di creatività, ma anche dell’attenzione per l’ambiente e per i diritti dei lavoratori. Noi esportiamo prodotti e servizi ma di qualità, con grande premura anche ordinariamente per le ricadute etico-sociali delle nostre iniziative economiche.

Tengo tuttavia a sottolineare come, in quella che si profila sempre più come una competizione tra “sistemi”, la nostra positiva performance sia, permettete di dirlo, anche il risultato delle  Istituzioni e degli Enti preposti al sostegno all’export.

Mi riferisco qui anche in particolare al lavoro svolto dalla Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione e soprattutto dai due co-Presidenti: il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio e il Ministro dello Sviluppo Economico, che ringrazio. Si tratta di un’attività costante anche se svolta spesso “dietro le quinte” e che non si esaurisce certo nelle riunioni della Cabina di Regia.

Quest’anno le attività previste dalla Cabina di Regia nella sua riunione ministeriale di fine 2019 sono state ovviamente fortemente condizionate dalla crisi sanitaria internazionale. Penso alla sospensione delle missioni politiche e imprenditoriali all’estero, alle fiere internazionali e ai business fora.

Inevitabilmente il nostro export, che a gennaio e a febbraio vorrei ricordare e sottolineare continuava a crescere come negli anni precedenti, ha subìto una battuta d’arresto in particolare nei mesi del lockdown.
Il coronavirus ha rappresentato per noi un pò un “cigno nero”, il Paese ha però imparato a reagire, a combattere settimana dopo settimana. La pandemia ha fatto emergere, ne siamo tutti consapevoli, una capacità di resilienza unica del Sistema Paese, che ha dato prova di grande unità anche nei momenti più bui.

Penso alle aziende che hanno saputo riconvertire la produzione in tempi record, ci sono degli esempi che mi hanno personalmente stupito, penso ai professionisti nel campo sanitario che hanno lavorato giorno e notte, agli autotrasportatori che hanno continuato ad approvvigionare l’intero Paese e a tutti i cittadini che hanno saputo riadattare la loro quotidianità a un contesto del tutto inedito.

Nel settore dell’export poi si è assistito in particolare a uno sforzo corale, anche grazie al coordinamento del Ministero degli Affari Esteri, volto a proteggere il Mercato Unico e a facilitare la libera circolazione delle merci, soprattutto all’interno dell’Unione Europea: un’area economica che rappresenta ancora oggi, vorrei ricordare, il maggiore mercato di sbocco del “Made in Italy”.

Questi sforzi stanno già iniziando a dare i propri frutti. Sulla scia della crescita di maggio che ha segnato un +35% rispetto ai dati di aprile, a giugno si è consolidata – con un +14,4% – la ripresa congiunturale dell’export sia verso i mercati dell’Unione europeo che fuori dalla Ue. Pur con la prudenza che è d’obbligo perché – lo ricordo sempre - stiamo vivendo una pandemia e quindi c’è una incertezza che riguarda tutti i mercati e tutte le economie, questi dati ci fanno ben sperare per l’autunno che sta arrivando.

Il Ministro degli Esteri, Luigi di Maio, sta dando – mi permetto di sottolinearlo pubblicamente – grande prova della bontà e conferma dell’ottima intuizione che abbiamo avuto a livello di Governo (e non è stato semplice perché ovviamente anche la Farnesina si è assunta una grande responsabilità, ma l'abbiamo meditato questo passaggio in modo consapevole e ponderato e devo dire che il ministro Di Maio sta dando conferma col suo operato della bontà dell'intuizione) cioé di trasferire alla Farnesina le competenze in materia di commercio internazionale e internazionalizzazione delle imprese. 

E anche questa iniziativa è un'ulteriore riprova della bontà dell'intuizione. 

Il Governo ha cioè inteso valorizzare un Ministero che già per come è articolato e strutturato ha anche al suo interno delle preziose “antenne” nel mondo, che sono le Ambasciate e i Consolati, ma anche tutti gli altri attori del Sistema Paese all’estero. Ecco, queste “antenne”, come è stato già sottolineato, continuano a essere fondamentali per stringere e per rafforzare le nostre alleanze internazionali: alleanze che si sono – ricordiamocelo, non dobbiamo perderne memoria, non è che passato il momento del bisogno dobbiamo dimenticare - rivelate imprescindibili nei momenti più complessi attraverso le tante testimonianze di solidarietà che abbiamo ricevuto dei momenti più difficili.

Mi vengono in mente, in particolare, donazioni di materiale sanitario, l’invio di equipe mediche e anche - sembra un fatto meramente così, iconico - il nostro Tricolore che ha illuminato i monumenti più iconici del mondo, dalle mura di cinta di Gerusalemme all'Empire State Building di New York.

Superata, almeno in Italia, la fase dell’emergenza più immediata, dobbiamo usare questo sforzo collettivo di solidarietà e continuare a investire nella cooperazione internazionale, unico strumento davvero efficace per affrontare, e un giorno superare la sfida della pandemia. 

Quindi ancora un corale ringraziamento rivolgiamo al Ministro Di Maio e alla struttura da lui guidata per il lavoro che stanno svolgendo. E anche nelle varie visite che ho compiuto all’estero in questi ventisette mesi ho potuto io stesso ampiamente apprezzare il rilievo e la qualità della loro azione, che meritano certamente un rafforzamento degli strumenti a loro disposizione. E quindi il “Patto per l’export”, che oggi in qualche modo celebriamo pubblicamente nell’ambito di questi incontri, di questo Roadshow - è un patto che si sta già rivelando uno strumento importante per la storia di Governo, in continua evoluzione grazie anche ai provvedimenti varati recentemente a sostegno dell’export e - attenzione - strumenti  che potranno sicuramente è crescere in vista ovviamente delle risorse finanziarie che l'Europa ci ha messo a disposizione del nostro Piano di ripresa e di resilienza nazionale.

Siamo impegnati, infatti, nella redazione di questo Piano. Questa mattina si è tenuto un CIAE, un Comitato interministeriale per gli affari europei, nel corso del quale abbiamo approvato le linee guida. A differenza di quel che qualcuno ha opinato, noi siamo già in fase molto avanzata: abbiamo messo a punto delle linee guida delineando quelle che sono le sfide e gli obiettivi strategici, le principali missioni, abbiamo già tutta una serie di progetti. Ovviamente i tempi della Commissione europea ci hanno dilatato la prospettiva temporale, quindi queste linee guida andranno depositate il 15 ottobre, non prima. Abbiamo tutto il tempo adesso per interloquire con il Parlamento, con le forze politiche, economiche, sociali e culturali del Paese per condividere questo progetto. 

Vogliamo un progetto nazionale.

È una sfida per tutta la comunità nazionale e, sicuramente, nell'ambito di questa sfida – e concludo - un ruolo fondamentale sarà giocato dalle riforme di sostegno agli investimenti, inclusi quelli volti a promuovere il nostro export. Ai progetti di investimento infatti si affiancheranno dei processi riformatori essenziali per riportare il Paese su un sentiero di crescita.

Abbiamo già lavorato - non vi è sfuggito – con il decreto, poi convertito, Semplificazioni. Ecco un primo passaggio fondamentale. Continueremo a tornare su questo percorso per semplificare, per accelerare il sostegno all'export oltre che la spesa per gli investimenti.

Rinnovo quindi a tutti i miei saluti e i miei ringraziamenti. E questi saluti rivolgo in particolare anche a tutti gli imprenditori, che come ho detto ci seguono in videoconferenza, ai quali auguro un buon lavoro e successo nel business, perché siamo perfettamente consapevoli che il loro successo anche il nostro successo.

Grazie


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