Intervento di Conte al Forum annuale della Strategia UE per la Macroregione Alpina

Venerdì, 29 Novembre 2019

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto a Milano al Forum annuale della Strategia UE per la Macroregione Alpina.

Rivolgo un saluto innanzitutto al Presidente Fontana, poi alla Gentile Ministra Gourault, saluto anche tutti i Presidenti e Rappresentanti delle Regioni della Strategia Alpina, i numerosi ospiti anche stranieri e permettetemi un saluto ai numerosi giovani che vedo già qui in platea, e poi, mi è stato detto, in contemporanea stanno svolgendo….anche loro hanno una sessione, un Forum, e quindi stanno arricchendo la serie di interventi, di esperienze che si stanno accumulando durante questo terzo Forum.

Io sono particolarmente lieto di intervenire. E’ un Forum che conclude la Presidenza italiana della Strategia dell’Unione Europea per la Regione Alpina. La mia presenza, potete immaginare anche dalla cronaca che sono giornate molto intense per l’attività di governo. Però la mia presenza conferma qui la concreta attenzione, non solo quindi simbolica e formale del Governo italiano per le strategie e anche per quelli che sono gli strumenti europei volti allo sviluppo e alla coesione dei territori.

La ratio delle Strategie macro-regionali dell’Unione Europea è, infatti, l’offerta di un modello di coesione territoriale capace di affrontare sfide comuni che interessano simultaneamente diverse aree specifiche, produttive, montane ma anche rurali, urbane, che coinvolgono Stati confinanti o vicini.

Nel caso in particolare della Strategia Alpina, la comunanza di sfide ed obiettivi si accompagna qui al ruolo politico ed economico di primo piano che i nostri territori, ma anche quelli francesi, tedeschi, austriaci, svizzeri, sloveni che ne fanno parte svolgono per l’intero continente. Sono del resto rappresentativi di obiettivi prioritari per le politiche europee gli assi portanti della Strategia alpina, che riassumo a me stesso per condividerli con voi: mobilità transfrontaliera e inter-modalità; connettività intelligente; bio-economia; turismo sostenibile; reti di efficienza energetica.

Permettetemi di dire che sono obiettivi prioritari, che sono ben presenti nel programma di governo, quello che sta ispirando l’azione, l’orizzonte di azione di questo governo.

 Il valore aggiunto di questo strumento è tuttavia, a monte e a valle di tali obiettivi prioritari, quello di promuovere delle buone politiche (come è stato anche detto dagli interventi che mi hanno preceduto), politiche vicine, concretamente vicine ai bisogni dei cittadini. 

Da EUSALP si leva quindi forte un ventaglio di proposte, istanze, idee, suggerimenti, che non possono lasciarci indifferenti.

Saluto frattanto il Ministro Boccia che è appena arrivato.

Sono un ventaglio di proposte, idee, suggerimenti, che non possono lasciarci indifferenti, perché? Perché sono volte a valorizzare i territori. Quindi sono proposte che nascono con la piena conoscenza dei territori, e quindi ne consolidano le risorse e ne valorizzano anche le tradizioni. Sono pienamente d’accordo con la prospettiva che è stata anticipata, noi dobbiamo valorizzare le nostre tradizioni. Pensate che per la prima volta quest’anno a molti di voi non sarà sfuggito il fatto che in Italia abbiamo celebrato per la prima volta una Giornata nazionale dedicata alle tradizioni popolari e anche alle tradizioni folcloristiche. Quindi in tanti luoghi, in tanti posti del nostro territorio ci sono state queste celebrazioni, dove un po’ abbiamo recuperato tradizioni che spesso rischiano di spegnersi nell’indifferenza generale.

E c’è sapienza antica nei nostri territori; ci sono dei modelli, ad esempio, se parliamo dell’arco alpino, delle comunità alpine, ci sono dei modelli anche di partecipazione, di utilizzo dei beni comuni, forse sono quelli più efficienti, che si sono rivelati quelli più razionali, nella fruizione, utilizzazione, godimento dei beni comuni. C’è sapienza antica, c’è tanta tradizione, tanta anima, quell’anima che può rafforzare le nostre politiche e nel senso di irrobustire nell’ambito di una visione strategica anche un radicamento rispetto a quello che eravamo, quello che vogliamo essere e ci ripromettiamo di essere.

E poi c’è anche ovviamente un altro aspetto.

C’è la capacità in queste tradizioni, scopriamo che ci sono tante buone pratiche, oggi si parla tanto di best practices.

Scopriamo soprattutto nelle comunità alpine che c’è una sensibilità per l’ambiente che forse è difficile trovare altrove.

La logica che noi oggi predichiamo nell’ambito del green new deal , noi predichiamo economia circolare, sviluppo sostenibile ecocompatibile; se noi andiamo a vedere quelle pratiche che si sono consolidate nel corso del tempo, sono quelle pratiche che senza tante declamazioni politiche di principio, senza tante raffinate speculazioni teoriche, di fatto concretamente hanno elaborato delle prassi dove (che cosa succede?), andiamo a scoprire che mettono in pratica la logica del riciclo e rigettano la logica del rifiuto. Sono tutte lì, basta studiarle e basta riproiettarle oggi, valorizzarle e richiamarne l’importanza. E poi ancora ci consentono, ovviamente, queste buone politiche, che vengono anche sviluppate, anche nell’ambito di questo Forum vengono in qualche modo riassunte, ci consentono anche di ottimizzare poi al meglio; e questo è un obiettivo che dobbiamo avere ben presente, l’utilizzo di fondi europei.

In questa fase di avvio del nuovo ciclo istituzionale europeo, ritengo peraltro essenziale che i Governi assicurino pieno supporto proprio agli strumenti e agli interventi vicini ai cittadini, fin dall’identificazione di bisogni e di obiettivi comuni nei rispettivi territori. 

Ecco perché è importante questo Forum. 

E un simile approccio consente inoltre alle Amministrazioni centrali ma anche locali, di evolvere da un approccio emergenziale per entrare in una dimensione strutturale, di approccio strutturale. Ne abbiamo bisogno. Perché noi, purtroppo, questo vale in Italia, ma sento di poter dire, è una nota che ci accomuna ad altri paesi, siamo bravissimi quando si interviene in termini emergenziali, abbiamo maggiore difficoltà invece a impostare i nostri interventi su basi strutturali. Ecco, un’evoluzione culturale di cui abbiamo bisogno nell’affrontare le priorità dei territori, che deve riguardare tutti i livelli di governo e deve vedere un ruolo attivo dei cittadini e degli stessi Parlamenti nazionali, e quindi anche del Parlamento europeo.

Il ruolo dei giovani, come cittadini e come, già nel presente ma in proiezione futura, se mai amministratori della res pubblica, è centrale, ecco perché sono lieto che ci sia una così ampia partecipazione dei giovani a questo Forum.

La coesione territoriale e strumenti come le Macro-regioni si lasciano riassumere come buone politiche che costituiscono un efficace antidoto contro la disillusione nei confronti dell’Europa. 

In questo spirito sosteniamo l’inserimento, promosso da parte della Commissione europea, dell’obiettivo di “Un’Europea più vicina ai cittadini”. C’è sensibilità in Europa, sta cambiando il vento, c’è questa sensibilità nuova anche nell’ambito dei programmi europei transnazionali. Gli ambiti di azione al riguardo sono molteplici: accessibilità ai servizi, anche attraverso la digitalizzazione; iniziative di inclusione sociale, spaziale e servizi di comunità; valorizzazione delle filiere locali con la creazione di opportunità lavorative di qualità radicate e sagomate su quelle che sono le caratteristiche e le esigenze anche produttive dei territori; infrastrutture verdi ed economia circolare; manutenzione del territorio; e poi molta attenzione alla dimensione culturale e anche ricreativa. 

Appare meritevole di sostegno, in base a questo approccio inclusivo nei confronti di cittadini, un approccio molto più attento concretamente nei confronti dei bisogni dei cittadini e dei territori specifici, anche un pieno raccordo fra le strategie macro-regionali e le politiche di coesione nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale. 

È un negoziato ancora in corso, che non si è ancora chiuso e che presenta varie criticità, che come Governo italiano abbiamo rappresentato e che continueremo a rappresentare, ma è importante anche la direzione di sviluppo culturale – parlavo prima di evoluzione culturale –, dobbiamo quindi affrontare la politica europea anche tenendo presente le istanze dei territori, le istanze che provengono dal basso. 

Considero dunque appropriata la proposta della Commissione che apre alla possibilità che i programmi di “mainstream” supportino la cooperazione promossa dalle Strategie macro-regionali. Credo si un passaggio fondamentale questo. 

Consentitemi di aggiungere che i Governi centrali e locali sono chiamati, in vista del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, ad un forte impegno per assicurare un’efficace performance nell’utilizzo dei fondi comunitari (euro-unitari, come si suol dire oggi). Anche in questa prospettiva dev’essere declinato lo strumento della Macro-regione, che per regolamento non aggiunge fondi ad hoc – questo lo dobbiamo sottolineare -, ma promuove però – non trascuriamolo - un utilizzo più efficace e più coerente e quindi strategicamente più razionale dei fondi esistenti e, in aggiunta, anche una semplificazione delle procedure burocratiche di cui dobbiamo approfittare. 

In base a questo impulso, nella Dichiarazione congiunta approvata ieri dall’Assemblea Generale di EUSALP, si raccomanda l’inserimento delle priorità macro-regionali della Strategia negli Accordi di Partenariato dei singoli Paesi membri e il coordinamento con i Programmi Operativi delle Regioni su materie di interesse comune. 

I cittadini europei chiedono alle Istituzioni europee, oltre che a quelle nazionali e locali, di offrire soluzioni e di finanziarle in base a principi di sana amministrazione e di efficacia e di efficienza. Il punto d’incontro fra obiettivi e politiche ambiziose e finanziamenti adeguati ed efficaci rappresenta quindi una sfida ineludibile per mantenere l’Europa vicina ai cittadini. È un passaggio fondamentale: se noi non vogliamo alimentare disaffezione nei confronti della “casa comune” europea in cui abitiamo, a cui dobbiamo prendere parte attivamente con i nostri contributi - lo dico sempre – anche critici, e per preservare la coesione sociale nei territori europei noi dobbiamo lavorare con questo spirito, avendo come obiettivo questa finalità.  

La coesione territoriale assume dunque, in questa fase della vita del nostro continente, una valenza politica ben più ampia, quale impulso alla coesione sociale, alla crescita, al lavoro. A tali obiettivi, che peraltro la Commissione von der Leyen ha posto al centro molto perspicuamente del suo programma, si accompagna anche l’obiettivo ambientale, che è in primo piano per il nuovo Esecutivo comunitario. 

Ecco perché sono particolarmente lieto che ci sia grande sensibilità anche in questo Forum per la “green economy”, che ovviamente è stato il tema centrale della Presidenza italiana della Strategia Alpina. Le Alpi sono un patrimonio comune del nostro continente, del continente europeo, un patrimonio bellissimo che tutto il mondo ci invidia, e detengono una sapienza antica anche in tema di uso sostenibile, di economia circolare, di utilizzo razionale eco-sostenibile delle risorse ambientali e devono quindi costituire il laboratorio anche per i nostri nuovi modelli di sviluppo, per le innovazioni che ci prefiggiamo di realizzare e conseguire.

L’Italia, di questo potete star certi, interloquirà costantemente con la Commissione europea, anche sulla base delle misure ambiziose adottate sul piano nazionale in materia di lotta al cambiamento climatico Questa è una promessa che io ho già cominciato a realizzare in tutti i consessi europei e internazionali. Saremo in prima fila per una crescita sostenibile dal punto di vista ambientale e per indirizzare tutti i nuovi investimenti in direzione della innovazione e della sostenibilità, di cui l’economia circolare è un emblema. Vogliamo favorire così la salvaguardia delle risorse naturali, una maggiore tutela della salute umana anche e della biodiversità, e voi sapete che nel programma di governo c’è anche l’inserimento nella Carta costituzionale della protezione dell’ambiente, delle biodiversità e dello sviluppo sostenibile. Vogliamo che diventi un obiettivo di politica da imporre a tutti i Governi che verranno dopo.  

Un impegno prioritario della Strategia Alpina, che la Presidenza italiana testimonia e che potrà continuare ad essere sviluppato, è, quindi, anche quello di contribuire alla tempestiva definizione ed attuazione del Green Deal al quale lavora anche la Commissione europea. In questo mi sembra ci sia piena consonanza di governo locali, governo nazionale, governo europeo; è una sfida in cui nessuno deve appuntarsi qualche coccarda, in cui nessuno deve rivendicare primati, dobbiamo far squadra, dobbiamo lavorare tutti insieme dai livelli locali fino ai massimi livelli europei. Vicina ai territori, basata sulle proposte innovative e sul lavoro concreto di cittadini, imprese, centri di ricerca, università società civile e giovani – dobbiamo coinvolgere i giovani che ci offrono tantissimi stimoli -, questa Strategia può rappresentare un volano per le nuove soluzioni dell’economia verde e per obiettivi cui i Governi e le Istituzioni europee si stanno impegnando e ricordiamo sempre la sfida della neutralità climatica al 2050. 

Quindi desidero esprimere l’apprezzamento del Governo italiano per la guida efficace assicurata dalla Regione Lombardia, col supporto della Regione Piemonte e della Provincia Autonoma di Bolzano, nella Presidenza annuale della Strategia alpina. Non è un passaggio di circostanza, non è un omaggio formale.

È una guida che si rispecchia in un’apertura internazionale e in una vocazione produttiva che rendono le Regioni alpine italiane un motore per l’Europa – non me ne vogliano gli ospiti - su tutti i piani. Incluso quello sportivo – ne parlavamo prima col Presidente Fontana - che si cimenta con un impegno importante, le Olimpiadi invernali del 2026, su cui pure questo Forum si è soffermato e che quindi rappresenta già un risultato di per sé ma siamo convinti che quando lo avremo realizzato sarà ancor più un successo per l’Italia intera.

Il governo italiano, anche attraverso il coordinamento del Ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale e il Dipartimento della Coesione, continuerà a sostenere con convinzione la Strategia Alpina e qui c’è anche il contributo prezioso del Ministro per gli Affari regionali e sicuramente ci avvarremo tutti del contributo prezioso delle Regioni.
La prossima Presidenza – semi permettete - si ritrova ad operare con una Strategia in grado di svolgere al meglio tre funzioni fondamentali:

  1. contribuire al rinnovamento del progetto europeo, offrendo una declinazione concreta e fattiva dei principi di sussidiarietà e di partecipazione delle comunità e dei territori alla vita dell’Unione europea, della “casa comune”;
  2. attuare progetti di sviluppo ad alto valore aggiunto capaci di rafforzare la sostenibilità sociale, ambientale ed economica della macroregione alpina e dell’intera Unione; 
  3. realizzare un raccordo strategico – e qui dobbiamo lavorarci intensamente con quella caparbietà che ci contraddistingue - con il Quadro Finanziario Pluriennale.

La sfida sottesa a questi obiettivi è quella di porre sempre più al centro delle politiche il cittadino europeo (si parlava dell’Europa dei popoli, del territorio, non l’astrazione formale a cui poi tutti pensano e che ci fa sentire disaffezionati, “tiepidi” anche dal punto di vista emotivo), con un modello di crescita e di sviluppo che onori i valori europei e renda l’Europa capace di riprendere in mano il suo destino e di proteggerlo anche dagli effetti della globalizzazione (che noi vogliamo declinare in glocalizzazione, come ha detto qualche raffinato studioso), preservandone quindi tutti gli aspetti positivi.

È con questo spirito che come Presidente del Consiglio formulo i migliori auguri di buon lavoro alla Presidenza francese, rappresentata dalla Ministra Gourault, Ministra per la Coesione Territoriale e le Relazioni con le Autorità Locali.

Grazie a tutti per l’attenzione.
 


Per saperne di più

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