Intervento del Presidente Conte Vertice dei Capi di Governo dell’InCE

Giovedì, 19 Dicembre 2019

Segretario Generale dell’iniziativa centro-europea, cari colleghi, cari rappresentanti dei paesi membri dell’iniziativa centro-europea, sono lieto, sono onorato come presidenza italiana di dare a tutti il benvenuto oggi qui nella sede italiana del Ministero degli affari esteri, lasciatemi esprimere come prima cosa un sentito ringraziamento alla Farnesina, qui rappresentata dal Vice Ministro Sereni che è qui a fianco a me, ma non solo perché ci ospita, ma anche per l’importante lavoro che ha svolto durante quest’anno di presidenza italiana.

E’ un anno nel quale celebriamo il trentesimo anniversario dell’iniziativa centro-europea, nella cui fondazione proprio il Ministero degli Esteri ha avuto un ruolo centrale. Ricordo infatti che nel 1989, in un contesto di significativi cambiamenti per le relazioni internazionali in Europa ma anche nel mondo, i ministri degli affari esteri di quattro paesi, Italia, Austria, l’allora Jugoslavia, l’Ungheria, colsero la portata storica del momento e intuirono le potenzialità legate a una intensificazione del dialogo tra ovest ed est, e posero le fondamenta di questa avventura straordinaria allora chiamata quadrangolare.

Questa organizzazione è dunque il frutto della felice intuizione del (lo potremo chiamare) “padre putativo”, l’allora ministro degli esteri De Michelis. Prima di tanti altri bisogna riconoscere che egli riuscì a prevedere le conseguenze dell’imminente caduta delle divisioni nel vecchio continente, delle sfide ma anche delle opportunità che questi avvenimenti avrebbero dischiuso per l’Europa. Grazie alla sua visione l’Italia scelse in maniera decisa di puntare sull’integrazione, sul dialogo, elementi che costituiscono cifre caratteristiche dell’azione internazionale dell’Italia. Integrazione e dialogo come fattori di stabilizzazione e prosperità.

Fu con questo spirito, con questa vocazione che vennero gettate le basi per l'attuale InCE.

Una scelta, quella a favore del dialogo, dell'integrazione, che voglio rivendicare ancora oggi e lo testimonia il coerente, forte impegno dell'Italia nel sostenere con determinazione, con convinzione, l'allargamento dell'Unione Europea alla regione dei Balcani occidentali e nel promuovere lo stabilimento di strette e proficue relazioni con i Paesi del partenariato orientale di cui celebriamo quest'anno il decennale. Per l'allargamento potete star sicuri l'Italia sarà sempre in prima fila e non sarà mai paga sino a quando questo risultato non verrà conseguito.

Ci troviamo qui riuniti oggi per discutere insieme di integrazione europea, cooperazione regionale, opportunità di business: sono tre concetti, tre prospettive saldamente legate tra loro che si dispiegano pienamente nell'ambito delle attività dell'InCE.

L’InCE è nata come un foro di dialogo politico tra una membership che è diventata nel tempo sempre più ampia sempre più variegata in un'area strategica per la politica estera italiana quale l'Europa centro orientale, l'Europa balcanica, sia al contempo anche caratterizzata per un approccio alla cooperazione regionale di tipo fattivo, concreto, finanziando progetti per lo sviluppo economico, lo sviluppo sociale della regione, con particolare attenzione a quelli volte a promuovere la connettività che è stata anche una delle priorità della nostra presidenza InCE.

Ecco connettere l'Europa oggi più che mai un'esigenza fondamentale, un obiettivo prioritario. Dimensione politica e dimensione operativa hanno rappresentato due facce della stessa medaglia nel quadro di una organizzazione che ha indubbiamente favorito un progressivo avvicinamento agli standard europei dei paesi membri dell'iniziativa non membri dell'Unione europea.

L'abitudine a dialogare, a condividere obiettivi, condividere riflessioni ha infatti contribuito a rafforzare quel tessuto comune che unisce i nostri paesi facendo emergere uno spirito di vicinanza di solidarietà.

Una solidarietà che vi invito a manifestare all'amica Albania, dove è là eccolo qui il nostro amico Edi Rama, recentemente è stata colpita da numerose intense scosse di terremoto. L'Albania non può, non deve essere lasciata sola in questa difficile situazione che ha provocato più di 50 vittime, più di 900 feriti, oltre a ingenti danni a migliaia di cittadini rimasti senza un tetto.

Vi chiedo dunque di contribuire al fondo per la ricostruzione, ne abbiamo parlato anche all'ultimo Consiglio europeo, insieme alla neopresidente Ursula von der Leyen, abbiamo convenuto che sarà una conferenza di Donos e l’Italia anche in questa iniziativa sarà in prima fila.
 


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