Intervento del Presidente Conte a Genova

Martedì, 1 Ottobre 2019

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla cerimonia del varo del primo impalcato del nuovo viadotto sul Polcevera.

Rivolgo un saluto collettivo a tutte le Autorità presenti, Sua Eminenza, tutti i genovesi, tutta la comunità di operai qui presente. L’ultima volta che sono stato qui è stato il 14 agosto, in occasione dell’anniversario di questa tragedia, e proprio da questo cantiere, eravamo qui vicino, dissi che Genova è il simbolo della volontà di rinascita. Questa rinascita si sta concretizzando, la possiamo vedere con gli occhi, la possiamo toccare con mano e una rinascita che nasce da una collaborazione operosa tra il pubblico e il privato, una collaborazione sinergica, è l’esempio che quando si lavora uniti, con spirito di squadra, quando si lavora anche intelligentemente, dando la possibilità alle eccellenze di poter dialogare, alle tante eccellenze che abbiamo in Italia si possono fare grandi cose per il Paese, il nostro Paese può balzare agli onori della cronaca perché realizza delle opere che ci vengono ammirate in tutto il mondo.

Ecco, tutto questo ci deve rendere orgogliosi, dobbiamo essere tutti orgogliosi, ciascuno per la piccola parte che contribuisce per il tutto, ecco perché desidero sentitamente ringraziare veramente questa comunità affollata, operosa, che sta rendendo concreto questo progetto, mi rivolgo quindi ai rappresentati delle istituzioni, delle istituzioni locali, mi rivolgo ovviamente all’architetto Renzo Piano, che ringrazio perché ha voluto donare questo progetto molto generosamente alla sua città, mi rivolgo a tutti gli altri ingegneri, architetti che hanno lavorato, ai direttori dei cantiere, mi rivolgo a voi un migliaio di operai, di maestranze che state lavorando alacremente con grande professionalità, competenza, abnegazione, con turni continui.

La soddisfazione però di questo momento non ci fa dimenticare le quarantatré vittime del Ponte, questo è un progetto che purtroppo reca, come dire, realizza la volontà di riscatto ma in questo progetto meraviglioso, stupendo, veramente ammirevole c’è sempre quasi incorporato, ecco, il ricordo di quarantatré vittime, e chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere della memoria ma non solo ovviamente per le ricorrenze, ha il dovere di testimoniare questo ricordo anche con atti concreti, con l’impegno costante per potenziare anche la prevenzione, per rafforzare sempre più la sicurezza delle nostre infrastrutture quindi è un impegno del Governo quello di lavorare affinché la manutenzione ordinaria, straordinaria, delle nostre infrastrutture, di tutte le nostre infrastrutture, sia un imperativo morale, categorico da perseguire con la massima determinazione.

Avevamo preso un impegno con Genova, cercheremo di onorarlo giorno dopo giorno, c’è ancora tanto da fare, il monitoraggio dell’andamento dei lavori sarà costante, continuo, con l’obiettivo di inaugurare il nuovo ponte secondo il cronoprogramma, quello che abbiamo stabilito, mi fa piacere constatare che anche adesso che la fase di avanzamento ci consente di essere ancora più precisi per quanto riguarda i tempi, questi tempi vengano confermati questo significa quindi che stiamo realizzando un’opera di altissima ingegneria ma in tempi record e veramente consegneremo alla storia dell’ingegneria quest’opera, questo lavoro. Rivolgo un saluto, un saluto a tutti i genovesi, un abbraccio affettuoso ai parenti delle vittime, agli sfollati, Genova vi sta dando una grande lezione, ci sta dando una grande lezione, ha ridato luce, speranza al Paese intero, Genova la continuiamo a portare nel cuore, io personalmente continuerò a tornare a Genova, sono ancor più determinato di prima, sino a quando questo ponte, questo nuovo ponte non sarà restituito alla città, alla Regione, alla Liguria, all’Italia intera, continuerò a tornare sino a quando non avremo completato la fase di rilancio, questo progetto di rinascita. Grazie.


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