Intervento del Presidente Conte all'inaugurazione della sede della Fondazione Human Technopole

Martedì, 5 Novembre 2019

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, all'inaugurazione della sede della Fondazione Human Technopole a Palazzo Italia.

Caro Presidente Simoni, caro Direttore Professor Mattaj, Presidente Azzone, gentili autorità, vedo, c’è qui con me la ministra De Micheli, c’è il Vice Ministro Buffagni, c’è la Senatrice Cattaneo e tante altre Autorità che saluto e ringrazio, saluto ovviamente gli insigni professori, i ricercatori, e tutti gli ospiti. E mi fa molto piacere, ho aderito con piacere a questo invito a partecipare a questa inaugurazione.

Oggi Palazzo Italia riapre i battenti e diventa la moderna casa della scienza italiana, lo Human Technopole. Ed è bello sottolineare, a quanto mi risulta è l’unico palazzo che porta in patria il nome del nostro Paese, ecco ospita l’Istituto italiano di ricerca per le scienze della vita e ha l’obiettivo, come c’è stato ben illustrato dal Professor Mattaj, di promuovere la salute, il benessere degli italiani.

È un luogo che ospiterà tecnologie di avanguardia per studi di genomica, neuro-genomica, biologia strutturale, biologia computazionale, analisi dati, in 30.000 metri quadrati, quindi una bella superficie densa di laboratori, con più di 1000 scienziati dall’Italia e dal mondo.

È una realtà quindi tecnologica, è una realtà per la ricerca che si staglierà in modo significativo nel panorama italiano, ma noi confidiamo anche nel panorama europeo, nel panorama internazionale. E per questo battesimo non potrebbe anche darsi forse scenario, teatro migliore che Milano, Milano che è una città all’avanguardia, Milano che cresce con un ritmo incredibile, Milano che attira investitori da tutto il mondo, Milano che ormai è una città europea e a livello internazionale si sta distinguendo sempre più.

Vi risiedono qui il 60% delle aziende farmaceutiche italiane, saluto la Presidente Bracco che riassuntivamente le rappresenta, saluto anche la città con le cinque università, io adesso vengo, come avrete saputo, dall’inaugurazione del Politecnico di Milano; dieci ospedali di ricerca, insomma un conglomerato di ricerca, di tecnologia.

Oggi sta nascendo qui un nuovo quartiere, ho riassunto qualche dato ma altri ce ne sono stati forniti nei precedenti interventi, l’avete chiamato MIND, Milano Innovation District, è un nome anche impegnativo ma in linea con le ambizioni di Milano.

La sinergia, la cooperazione saranno quindi i tratti distintivi, da quello che mi rappresentate, di questa intrapresa, un’intrapresa collettiva. Perché gli sforzi individuali anche di attori particolarmente dotati non possono mai portare a risultati competitivi a livello globale.

L’obiettivo della ricerca che verrà svolta in questo luogo è di trovare nuove cure per diverse patologie e avanzare nella medicina preventiva e personalizzata, per continuare a migliorare la qualità della nostra vita e rendere anche il nostro sistema sanitario sempre più inclusivo e sostenibile nel tempo. E questo sforzo nasce da una sinergia tra privati e pubblici, è questa anche la particolarità, e direi che dobbiamo coltivare queste forme di partenariato, queste forme di sinergia, è il modo migliore per rendere il sistema Italia sempre più competitivo. Io ringrazio tutti gli attori che hanno partecipato a questa intrapresa, Governo, Regione, Comune, Università milanesi, altri istituti di ricerca, ringrazio anche il primo Direttore Cingolani dell’Istituto Italiano di tecnologia, sicuramente senza questa cooperazione, senza questo sforzo collettivo non saremmo oggi qui a inaugurare questo centro, a celebrare questa giornata. Quindi a tutti deve andare il nostro ringraziamento.

E permettetemi di rimarcare un punto, lo Human Technopole è la sinergia tra pubblico e privato, la fondazione è nata, si è sviluppata grazie alla collaborazione di queste diverse realtà, legate però da una comune visione, il mondo della scienza e quello dell’industria che si potranno confrontare per trovare e incrementare la crescita sostenibile del nostro Paese.

In secondo luogo, la sinergia tra ricercatori di affiliazioni diverse: questo è molto importante. Vengo anche da un’esperienza accademica, conoscono il nostro mondo accademico, è un mondo che si muove ancora tra steccati, è un mondo ancora che è sempre pronto a far scattare una linea di demarcazione, di confine, la forza della ricerca invece è l’interdisciplinarietà. Lo dicevo anch’io nel mio piccolo, quando facevo ricerca, quando mi dicevano “ma questa è competenza di altri colleghi, titolari di altre discipline” io dicevo sempre e rispondevo “ma i problemi vanno inseguiti laddove si sviluppano”, non ci si può arrestare, bisogna confrontarsi con i titolari di altre discipline, bisogna mescolarsi ma non si può pensare che un problema debba essere rimarcato sulla base di settori scientifico-disciplinari che noi abbiamo definito nel chiuso dei nostri Ministeri, nel chiuso dei nostri regolamenti.

Si tratta, qui ci saranno sempre più eccellenze, si svilupperà una ricerca sempre più di avanguardia, le biografie accademiche, le storie personali di Pietro Carninci, Gaia Pigino e Alessandro Vannini (menziono qui alcuni degli scienziati che, dall’estero, sono tornati a lavorare qui a Milano) ci confortano e ci inorgogliscono: perché con lo Human Technopole, anche Milano e il nostro sistema della ricerca sarà più attrattivo e riuscirà a segnare un primo significativo passo, forse non primo, ma un significativo passo sicuramente in controtendenza rispetto alla marcia inesorabile di allontanamento degli studiosi dall’Italia. Ne abbiamo parlato anche al Politecnico di Milano e ne parlo spesso. Dobbiamo contrastare questo segno. Dobbiamo fare in modo che le nostre realtà di ricerca, le nostre strutture di ricerca siano attrattive e si crei quella controtendenza per cui i nostri giovani migliori, che spesso oggi vanno all’estero, devono essere invogliati a ritornare. Mi rendo conto che qui sta parlando un decisore politico pubblico, quindi che ha una grande responsabilità in questa direzione. Alcune misure le abbiamo già varate

Nel decreto “Crescita”, c’è la possibilità, viene offerta la possibilità agli studiosi, ai lavoratori in generale, di poter ritornare in Italia e di poter beneficiare per i primi 5 anni di un regime agevolato per quanto riguarda l’Irpef. Ma non è solo questo. Dobbiamo lavorare per fare sistema, per offrire quindi un sistema più integrato e un ambiente più appetibile.

Permettetemi di concludere richiamando la vostra attenzione su alcune considerazioni, raccomandazioni (lo dico molto sommessamente) finali.

E’ fondamentale che i vostri successi, ve ne auguro tanti, le vostre conoscenze, siano disseminate in tutto il paese. Dovete avere sempre la consapevolezza di essere protagonisti di un importante investimento nazionale, di un’importante intrapresa che non deve essere però né locale né di parte. Starà quindi a voi, e il governo farà la sua parte per raccogliere questa sfida, affinché i traguardi di Milano siano un esempio virtuoso di buona politica della ricerca e siano i traguardi dell’Italia intera. E quindi dispieghino effetti positivi in tutto il paese. Quindi ci auguriamo e dobbiamo lavorare tutti perché questa infrastruttura possa aprirsi e possa essere al servizio dell’intero paese. E può rappresentare e contribuire a rappresentare un’importante e proficua occasione, perché la ricerca pubblica italiana possa potenziarsi, possa rilanciarsi.

Lo stato ha scelto di concentrare qui un investimento, lei parlava di investimenti, il Presidente, ma qui evidentemente abbiamo già un investimento economico di una certa rilevanza, 140 milioni all’anno, che non sono pochi. In un sistema, ovviamente, in cui, in un quadro di finanza pubblica così contratto, e tra l’altro non abbiamo posto nessun vincolo temporale a questo impegno ancora più significativo. Ecco, a questa ingente disponibilità di risorse pubbliche, non può non corrispondere una seria responsabilità della sua governance nei confronti di chi fa o vorrebbe fare ricerca nel nostro paese.

È per questo motivo che l'Italia ha bisogno che lo Human Technopole si sviluppi con un piano strategico che contempli la creazione di infrastrutture sistematicamente, sottolineo sistematicamente, aperte al confronto dei migliori scienziati di ogni provenienza.

I ricercatori che animano le nostre Università, i vari centri di ricerca, i politecnici, gli IRCCS (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) sono in attesa da anni di occasioni sempre migliori per poter qui lavorare sul suolo italiano, per poter qui continuare i loro progetti di ricerca.

Ecco, Human Technopole, io mi auguro e confido, possa costituire una buona occasione per tutti, possa in qualche modo contribuire a creare un hub con tecnologie e competenze all’avanguardia, e quindi i fondi stanziati dallo stato siano garanzia di bandi competitivi, continuativi, oltre che di procedure trasparenti di valutazione dei progetti di ricerca che verranno via via proposti.

Sarà utile a tutti, lo dicevo prima, la ricerca non progredisce mai in solitudine.

Sono casi rari, sono casi isolati, delle volte registriamo anche casi di serendipity, dove si ritrovano delle soluzioni che assolutamente non erano neppure ricercate o immaginate, quasi casuali. Però di solito sappiamo invece che i progetti di ricerca devono avere una solida base condivisa, partecipata, per potere esprimere a pieno, per poter perseguire dei traguardi.

Quindi impossibile immaginare una sfida più avvincente per la dirigenza e più proficua anche per i lavoratori. Sono certo che Palazzo Italia diventerà un modello di come fare buona scienza anche su scala nazionale, a beneficio di tutti, anche per dare seguito all'impegno del governo di colmare quel gap che esiste tra Nord e Sud del paese.

 E ciò, non a caso, a partire dalla sanità e dalle politiche di welfare: che in accordo con il dettato costituzionale sono quelle più inclusive e rispettose della dignità della persona umana.

Vi auguro dunque, nella vostra ricerca, di porre domande sempre più importanti, sempre più sfidanti, e trovare sempre risposte all’altezza della vostra ambizione.  Grazie.

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri