Intervento del Presidente Conte all'Assemblea Ance

Mercoledì, 30 Ottobre 2019

Buongiorno a tutti, grazie per questo invito Presidente Buia, Ministra De Micheli la saluto, l’abbiamo ascoltata e abbiamo anche colto la sua passione e l’impegno che sta profondendo in questo importante incarico, saluto anche tutte le autorità presenti e tutti gli amici; è con grande piacere che partecipo anch’io e offro anche la mia testimonianza a questa assemblea annuale dell’Associazione nazionale costruttori edili che sin, se ben ricordo dal 1946, svolge un fondamentale ruolo di interlocuzione con le istituzioni per dare impulso anche all’attività normativa (perché avete anche questo ruolo), di dare impulso e quindi un confronto, perché voi siete gli esperti, gli operatori del settore, coloro che rilevano le criticità e che ci danno la possibilità anche di migliorare il percorso normativo in un settore cruciale della nostra economia che purtroppo, purtroppo, da troppi anni è in crisi.

Se noi scorriamo l’elenco, iniziando dalle grandi imprese, io vedo che tra le prime venti, è tutto un fiorire di brutte informazioni. Quelle che stanno meglio stanno ristrutturando il debito, le altre concordati e preventivi, amministrazioni straordinarie. Il settore è in crisi da troppo tempo. Bisogna cercare assolutamente di intervenire. Da questo punto di vista, una politica lungimirante non può non trovare in voi degli interlocutori attenti, utili assolutamente a suggerire delle proposte. Stiamo cercando già da un po’ di tempo di lavorare insieme e possiamo fare ancor meglio.

State discutendo di temi molto importanti anche in una prospettiva di rilancio del settore, perché qui si interviene sempre sull’emergenza. Voi siete dei costruttori, dobbiamo costruire. Quindi mi ha molto colpito il fatto che si ragioni di lavoro, di sicurezza, ma anche di sostenibilità.

L’individuazione di questi temi, è un’individuazione molto perspicace; si tratta qui di sintetizzare questioni fondamentali che, anche nell’ambito dell’attività di Governo, dobbiamo continuare ad affrontare con determinazione, allo scopo di superare questa crisi, che sta avendo una ricaduta negativa sulle vostre imprese, ovviamente anche sull’occupazione e anche come è stato rimarcato dalla Ministra De Micheli, più in generale sulle opere infrastrutturali del Paese, sulla modernizzazione del paese e sulla sicurezza di queste opere.

Una politica infrastrutturale efficace, infatti, non solo ha un impatto positivo sul livello occupazionale, ma è un indispensabile volano per l’economia e fattore di impulso per la modernizzazione del territorio e della nostra comunità. Per questo, anche storicamente la politica infrastrutturale è sempre rientrata tra i settori di intervento dei pubblici poteri nell'economia, intervento al quale quindi non possiamo sottrarci, ma che deve essere frutto di una programmazione di carattere generale, ripeto che sia armonica, che sia sistemica, sin qui abbiamo già fatto, registriamo negli ultimi tempi degli interventi, ma dobbiamo completare questo intervento organico. Dobbiamo farlo perché nel coinvolgimento di tutta l’azione amministrazione, nell’interlocuzione con voi, si possano raggiungere dei risultati, diversamente non si riesce.
Un grande giurista, Massimo Severo Giannini, diceva che l’azione amministrativa deve procedere per pianificazioni tanto più in questo caso, quando un’amministrazione si trovi a dover affrontare problemi che hanno dimensione temporale pluriennale, comportano coordinamenti tra amministrazioni, enti pubblici e privati e richiedono impieghi ordinari di varie fonti di risorse finanziarie.

Ecco la prospettiva nella quale si muove questo Governo è quella di rilancio strutturale del settore edilizio, non altra.

Delle volte qualche misura la percepite come negativa non è quello l’intento. Un settore che è in crisi non può essere oggetto di interventi tra virgolette punitivi, di sfavore. 

Mi riferisco per esempio Presidente al cosiddetto reverse charge, che prevede che sia il committente, in luogo dell’appaltatore o subappaltatore, ad effettuare le ritenute per il versamento dei contributi per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’opera, 

E’ chiaro che è una norma la cui ratio è stata pensata per assicurare maggiore trasparenza nell’ambito dei rapporti di lavoro per evitare mancati versamenti contributivi, previdenziali e ritenute fiscali ma se pone delle criticità, ragioniamoci, è un decreto che andrà in conversione – consentitemi di aprire un tavolo tecnico su questo, ci confronteremo con i tecnici anche del Mef oltre che con il ministro Gualtieri, ci confronteremo con voi e troveremo una soluzione. Una soluzione dobbiamo trovare anche per un altro problema. Non potete essere in crisi perché non riuscite a recuperare dei crediti, quindi da questo punto di vista gli otto miliardi che lo Stato vi deve sono sacrosanti. Abbiamo già sperimentato qualche misura vi ricorderete in passato con la Cassa depositi e prestiti operando una triangolazione. Una misura sperimentale, possiamo qui anche lavorare insieme per cercare di consentirvi di recuperare. Non potete andare in crisi, in concordato sulla ristrutturazione del debito perché dovete recuperare dallo Stato addirittura delle somme. Sono perfettamente d’accordo.

Ecco questo è l’approccio giusto per lavorare alle varie misure ed è notizia di ieri, il tavolo di ieri ha confermato che la “cedolare secca” per la locazione a canone concordato rimarrà al 10 per cento, sarebbe arrivata al 15 per cento, è una riduzione di tasse che ricordo era stata già programmata ed è una delle varie misure che stiamo affrontando per rilanciare più complessivamente il settore immobiliare.

Diversamente da quanto anticipato negli giorni scorsi non vogliamo aumentare l’imposta ipotecaria e catastale sui trasferimenti immobiliari soggetti all’imposta di registro sull’acquisto della “prima casa”. Quindi parlavamo di qualche informazione fuorviante, vedete scansiamo anche il tavolo da queste false informazioni. 

Riteniamo prioritario accelerare la definizione di tutti i provvedimenti attuativi conseguenti alla legislazione varata negli ultimi anni che - se non adeguatamente attuata – non potrà produrre gli effetti auspicati. C’è tanto ancora da fare a livello attuativo e dobbiamo lavorare con tutti i ministri interessati, competenti, per completare alcune misure che altrimenti non potranno mai beneficiare l’attività alla quale siete proposti.

È inutile dire che è centrale anche il tema del lavoro. I riflessi sulla crisi del settore edilizio sul versante occupazionale, che ha determinato una riduzione di 539.000 posti di lavoro in Italia in un decennio (2008-2017), ecco questi sono veramente dati preoccupanti. 
Sono dati allarmanti, che richiedono quindi anche qui una serie di misure per evitare che si aggravino ancor più le situazioni di crisi già conclamate.

Ci sono stati alcuni interventi, alcuni progetti, ovviamente non è compito del governo promuovere l’intervento di assuntori, promuovere l’uscita dalla procedura concorsuale, sono delle situazioni che sono gestite o dall’Autorità amministrativa o dall’Autorità giudiziaria, però quello che possiamo auspicare come governo di qualche operazione che è stata già “compiuta” di salvataggio offerta al mercato possa replicarsi quanto prima. Questo non significa che dobbiamo avere solo campioni nazionali di grandi dimensioni assolutamente, però voi vi rendete conto che innanzitutto c’è un piano per gli appalti all’estero, per concorrere all’estero, per essere competitivi dobbiamo rafforzare le dimensioni da un lato e anche sul lato interno se non andiamo a recuperare queste situazioni di crisi, se non operiamo questi salvataggi difficilmente possiamo mettere in salvo tutta la filiera delle altre imprese medie e minori che sono collegate nelle varie operazioni. 

Abbiamo varie misure che sono state adottate: decreto-legge cosiddetto “sblocca-cantieri”, decreto-legge “crescita”, che consentono, nell’ipotesi di inadempimento dell’appaltatore, il pagamento diretto dei sub-appaltatori e sub-fornitori da parte del committente. Possiamo sul tavolo che andremo a creare migliorare ancora questi interventi e cercare di renderli ancora più efficaci.

Presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, c’è il Fondo “salva-opere”, che, già nelle prossime settimane, a fronte dell’apertura di procedure di crisi anche a carico di alcuni tra i più importanti contraenti generali del Paese, consentirà agli operatori della filiera di essere indennizzati della gran parte dei loro crediti, senza dover attendere i tempi lunghi delle procedure concorsuali. 

Ecco da questo punto di vista abbiamo la piena disponibilità della ministra De Micheli anche a lavorare con le centrali pubbliche di committenza, è stato dato un annuncio importante, avete tutto il governo pronto, disponibile per intervento dopo intervento a accelerare queste procedure e ad accelerare quindi il piano degli interventi pubblici. 

Stiamo operando non solo con lo sblocco dei cantieri relativi ad opere infrastrutturali strategiche e qui con la ministra siamo d’accordo. Una modalità per accelerare queste procedure di questi lavori è anche la nomina di commissari ad hoc, quindi ricorreremo a questo strumento sempre più frequentemente laddove riterremo necessario dare un forte impulso verso questa linea.

Ma abbiamo anche il piano case. E’ stato ricordato, un miliardo c’è in programma per rafforzare l’edilizia residenziale pubblica e convenzionale.

Stiamo lavorando poi alla riduzione della burocrazia. Su questo fronte abbiamo adesso una cabina, una task force presso la Presidenza del Consiglio, InvestItalia. Saranno persone dedicate anche a voi, saranno persone che riceveranno segnalazioni e studieranno come accelerare le procedure insieme con il Ministero delle infrastrutture e la ministra De Micheli. Lavoreremo quindi con questa task force e insieme anche al Dipartimento per la programmazione economica per cercare di monitorare tutte le opere che non riescono a completare i lavori in tempo e per accelerare queste attività.

Abbiamo reintrodotto l’ACE (Aiuto alla Crescita Economica), una misura che incentiva la patrimonializzazione delle imprese, favorendone la crescita dimensionale.

Ma l’agenda di Governo deve andare oltre me ne rendo conto. 

Le risorse pubbliche sono importanti per dare impulso al settore edile, ma non bastano da sole. Dobbiamo quindi guardare alle migliori pratiche internazionali ed europee in materia di partenariato pubblico-privato.

Possiamo incentivare nuove forme di partenariato pubblico e privato per cercare di migliorare la performance in questo settore. E’ importante la previsione di misure normative che consentano di evitare che le crisi degli operatori del settore derivino dal cattivo funzionamento della fase esecutiva delle opere pubbliche. E da questo punto di vista sono allo studio disposizioni normative di carattere generale che consentano di gestire celermente i numerosi contenziosi che sorgono in questa fase e di definire in maniera più celere quelli pendenti. Qui stiamo lavorando come sapete, ad accelerare i tempi della giustizia.

E’ importante non solo avere un titolo esecutivo ma averlo e metterlo in esecuzione quanto più possibile, quindi non è il problema vedete, spesso ci si concentra sulla accelerazione dei tempi della giustizia civile ma qui non è solo il processo di cognizione. Il titolo esecutivo del procedimento monitorio poi, delle volte, si perde in una fase esecutiva, ed anche lì dobbiamo cercare di accelerare.  

La ministra De Micheli ha ricordato che dobbiamo lavorare al regolamento degli appalti. Tenete conto che in Parlamento ci sono dei disegni di legge delega da cui nasceranno dei decreti legislativi delegati. La sfida prioritaria su cui questo Governo dovrà misurarsi e su cui questo Governo verrà giudicato è la semplificazione dei procedimenti; e questo riguarda non solo quelli dell’Amministrazione Centrale, ma anche delle Regioni e degli enti locali. Dobbiamo semplificare tutti i procedimenti amministrativi, dobbiamo semplificare il quadro regolatorio.

La deburocratizzazione – ricorderete che io, all’inizio della mia esperienza pubblica, ero stato designato come ministro ad hoc della deburocratizzazione – sarà la stella polare e – lo ripeto - l’obiettivo su cui questo Governo dovrà essere giudicato

Il tema della sicurezza è anche importante; l’avete sottolineato anche voi tra i temi fondamentali di questa Assemblea: questione ancora più preoccupante del calo dell’occupazione, da un certo punto di vist,a nel settore edilizio. Abbiamo troppe vittime di incidenti sul lavoro, che ancora oggi si verificano sui cantieri. Ecco perché tra gli obiettivi programmatici del Governo vi è un Piano di prevenzione nazionale, che renda ancor più efficiente il tema della sicurezza nei cantieri. Confrontiamoci anche qui, con i Ministri competenti, per individuare soluzioni mirate per evitare che continui questa strage silenziosa che è assolutamente intollerabile in un sistema economico-sociale come il nostro. 

La sicurezza nell’edilizia assume grande rilevanza anche sotto il profilo delle tecniche di costruzione degli edifici. Ed è chiaro che il nostro territorio per la gran parte presenta un rischio sismico che implica, nel doveroso rispetto del principio di prevenzione, che venga utilizzata una normativa tecnica, come quella antisismica, che assicuri la tutela della incolumità pubblica, da conseguire attraverso la sicurezza delle abitazioni. 

Fin dai giorni delle consultazioni per la nascita del Governo, ho incontrato, per quanto riguarda questo tema, alcune delegazioni di cittadini terremotati per avere piena consapevolezza delle ragioni che hanno portato ad inaccettabili ritardi nel processo di ricostruzione. Sono stato anche sui territori per raccogliere ulteriori istanze e per avere un quadro complessivo della situazione.

Da qui nasce il decreto-legge sul terremoto. 

In quel decreto-legge c’è molta attenzione per le comunità localii che sono ancora sofferenti: penso alla “busta paga pesante”, con la riduzione del 60% di quanto dovuto, spalmato in dieci anni; ma c’è anche l’accelerazione delle pratiche di risarcimento delle pratiche di edilizia privata, con quel sistema che abbiamo introdotto da ultimo – ma anche qui dovremo confrontarci, perché noi prefiguriamo soluzioni ma queste soluzioni vanno misurate sul piano attuativo -  che valorizza ancor più il ruolo dei professionisti che potranno avere un’anticipazione fino al 50%, professionisti che saranno spinti all’autocertificazione in modo da non ingolfare gli uffici regionali, rimandando quindi a valle, alle verifiche e ai controlli quello che dovrebbe essere un sistema di controllo pubblico.

Abbiamo introdotto procedure – e anche questo vi riguarda direttamente - per accelerare il processo di smaltimento delle macerie, che sono ancora lì, a segnalare dei ritardi inaccettabili. Vi sarà capitato: ogni volta che si visita ancora adesso un paese terremotato ci sono ancora i cumuli di macerie alcuni come erano al momento di qualche anno fa quando ci furono le scosse.

Abbiamo quindi disposto l’aggiornamento dei piani regionali per la gestione delle macerie e dei rifiuti derivanti dagli interventi di ricostruzione entro il 31 dicembre 2019 e diamo la possibilità di affidare la raccolta delle macerie ad imprese individuate mediante procedura negoziata, senza previa pubblicazione del bando di gara.

I cittadini hanno pieno diritto di ritornare alle loro vite in serenità e il Governo confida nella vostra capacità per realizzare la ricostruzione in tempi più brevi possibili. 

Il tema dello sviluppo edilizio va declinato in termini di sicurezza e sostenibilità in modo da poter contribuire più efficacemente ancora al rilancio del vostro settore, il settore delle costruzioni.

Che significa sostenibilità? Qualcuno ha detto che è il “massimo ammontare che una comunità può consumare in un certo periodo e rimanere, tuttavia, lontana dall'esaurimento delle risorse come all’inizio”. Qualcun altro ha detto che è lo “sviluppo che risponde alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze”.

Ecco, sta di fatto che la sostenibilità, in particolare nel settore delle costruzioni, deve essere perseguita analizzando e governando le ricadute degli interventi e delle trasformazioni sui piani economico, sociale ed ambientale, sia al momento della realizzazione degli interventi sia durante la vita utile degli interventi stessi e nella fase della loro dismissione. 

Un intervento edilizio – se mi permettete di dare un contributo alla vostra discussione - è sostenibile se è equo, in quanto soddisfa requisiti sociali ed economici; se è realizzabile, in quanto soddisfa requisiti economici ed ambientali; se è vivibile, in quanto soddisfa requisiti ambientali e sociali.

L’innovazione per l’edilizia sostenibile, come sapete, interessa svariati ambiti, dall’individuazione di materiali per le costruzioni, alle modalità di realizzazione degli interventi edilizi, all’integrazione delle tecnologie, alle procedure di valutazione della medesima sostenibilità.

Il Governo, in questo contesto, deve fare la propria parte, assicurando adeguati finanziamenti ed incentivi alla ricerca e adeguando la normativa in tema di appalti pubblici per evitare che ribassi eccessivi si correlino all’utilizzo di materiali e prodotti edilizi contrari ai principi di sicurezza e sostenibilità.

Ma non ci si può sottrarre senz’altro alla sfida di uno sviluppo urbano sostenibile che rende ormai urgente e non più differibile una normativa nazionale di carattere generale – se ne sta discutendo già in Parlamento, anche qui voi state dando il vostro contributo con la vostra associazione. Occorre quindi lavorare in questa direzione perché questa normativa potrà dare una spinta al mercato della riqualificazione edilizia, fa¬vorendo interventi di maggiore dimensioni, in sinergia anche con proces¬si di trasformazione e di rigenerazione urbana. Già adesso, con la manovra di bilancio abbiamo prorogato le detrazioni per le spese di riqualificazione energetica e di ristrutturazione edilizia, abbiamo  - come sapete e confermo la notizia - introdotto un “bonus” per il recupero o il restauro delle facciate degli edifici, che consente la detrazione del 90 per cento delle spese sostenute.  

Tra le opzioni poste a disposizione delle amministrazioni deputate alle scelte relative al governo del territorio la rigenerazione urbana deve acquisire un valore prioritario quale elemento chiave in vista del raggiungimento degli obiettivi del “consumo di suolo a saldo zero” e di recupero di aree degradate del perimetro urbano delle città. Il recupero e la riqualificazione del costruito deve imporsi come una delle direttrici fondamentali dell’attività di pianificazione urbanistica.

E noi dobbiamo offrire quanti più incentivi urbanistici per procedere in questa direzione.

La sostenibilità ambientale si ricollega, d’altra parte, al Green New Deal, alla svolta che stiamo imponendo con l’azione di Governo. È uno dei punti qualificanti del nostro programma di lavoro. Vogliamo un’Italia assolutamente più moderna, un’Italia che proceda speditamente lungo la via della transizione energetica, dell’economia circolare, e vorremmo che anche voi foste al nostro fianco per cogliere tutte le opportunità che dissemineremo lungo questo percorso.

Fondamentale sarà quindi il vostro contributo, il contributo dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili per raggiungere questi complessi obiettivi. 

Ho già annunciato la determinazione quindi di aprire un tavolo straordinario per la crisi del settore edile, lo faremo con i ministri competenti – con la Ministra De Micheli e il Ministro Pattuanelli. Dobbiamo lavorare con voi per capire meglio come operare più efficacemente. Non c’è chiusura da parte del Governo, non troverete chiusura al dialogo e imposizione; noi siamo compagni di viaggio. Compagni  di viaggio per rendere questa Italia più efficiente nelle strutture, più moderna, più verde,  più aperta al futuro.

Grazie.
 


Per saperne di più

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