Intervento del Presidente Conte alla presentazione del SOER 2020

Mercoledì, 3 Giugno 2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto in videoconferenza alla presentazione del SOER, il rapporto sullo stato dell’ambiente in Europa e in Italia.

Salve a tutti. Saluto anche io il Presidente e amico Sassoli, saluto ovviamente il Ministro Sergio Costa, saluto anche il Direttore Bruyninckx e il Presidente dell'Ispra Laporta. 

L’attenzione per l’ambiente gioca un ruolo determinante. Determinante perché questo Governo è nato con al centro le politiche sullo sviluppo sostenibile e sulla tutela ambientale. Abbiamo posto grandissimo attenzione ai temi del Green New Deal, quindi negli investimenti in energie pulite, energie rinnovabili, verso la transizione energetica. Siamo perfettamente consapevoli che abbiamo una grande responsabilità storica, quella di indirizzare tutto il sistema produttivo verso questa transizione. È una transizione che ha una portata epocale, richiede tanti costi, rischia ovviamente di essere molto impegnativa dal punto di vista economico, anche se i benefici sono rilevanti. 

Devo dire che in questo siamo in grandissima sintonia anche con la politica che è stata pre-annunciata all’inizio di questa nuova legislatura europea dalla nuova Commissione. Direi che i progetti e gli obiettivi di politica economica e sociale del'Italia sono in perfetta sintonia con quelli della Unione Europea, in particolare della Commissione, fermo restando che anche in seno al Parlamento ci sono grandissime sensibilità - come abbiamo sentito dal Presidente Sassoli - in questa direzione. 

Questo appuntamento era programmato, se ben ricordo, a fine febbraio, quindi è stato differito per la chiara emergenza sanitaria, con tutte le drammatiche conseguenze che sta producendo sul piano dei decessi e anche del blocco delle attività produttive, logistiche ed economiche. È una restrizione forzata ci ha però restituito un dato parzialmente positivo, cioé il temporaneo miglioramento delle condizioni ambientali, in particolar modo della qualità dell’aria.

Ovviamente non possiamo fidare in casi straordinarii, in circostanze ed eventi estremi ed emergenziali; dobbiamo lavorare noi per raggiungere e perseguire questo risultato.

L’ambiente deve essere integrato in qualsiasi politica a qualsiasi livello, perché il legame dell’ambiente con il nostro vivere è profondo e strutturale e  riguarda il supporto alla vita, l'approvvigionamento, anche dal punto di vista della regolazione (come regolazione del clima e delle maree, della depurazione dell'acqua, impollinazione, controllo delle infestazioni). Ma è anche portatore e custode di valori culturali, direi anche spirituali, educativi e ricreativi.

Ecco, da questo punto di vista, direi che il ministro Costa ha un ruolo centrale: nell'ambito dell'azione di Governo l'ambiente era tradizionalmente un limite, oggi invece la politica dell’ambiente ha un fondamento positivo nella programmazione di Governo. Noi dobbiamo lavorare molto, sul piano interno, sul piano europeo e sul piano internazionale. 

C'è un nodo politico di fondo che dobbiamo affrontare, che per troppo tempo abbiamo trascurato, sottaciuto, che riguarda il modello di sviluppo. Sin qui abbiamo abbracciato in modo direi inerziale, senza piena consapevolezza, un modello di sviluppo che ha fatto dello sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali la sua cifra costitutiva.

Quindi degrado ambientale, crisi climatica, e direi anche aumento delle diseguaglianze sociali, perché spesso si trascura che il tema delle diseguaglianze sociali si collega anche al degrado ambientale e alla crisi climatica: ecco questi non sono accidenti della storia, non sono elementi di struttura dello sviluppo storico  ma sono frutto della miopia, della incapacità della politica in generale nel considerare le dimensioni del benessere collettivo e individuale nell’ambito della propria azione, sono considerati come compartimenti stagni. 

Ecco allora che da questo dobbiamo trarre nuova linfa e ispirare la nostra azione anche insieme ai dati scientifici. E da questo punto di vista sono molto preziosi i contributi dell’Ispra, come l’Annuario dei dati ambientali 2019, dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, con il SOER 2020, e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, con il Rapporto ambiente 2019 perchè ci forniscono una base di valutazione, un quadro aggiornato che ci spinge e stimola a lavorare con maggiore impegno per trasformare l’economia e la società. 

Per quanto riguarda poi il nostro Paese in particolare, dicevo che siamo impegnati assolutamente verso un indirizzo politico che faccia della transizione ecologica direi anche la cifra culturale del nostro impegno. 
Da questo punto di vista sono pienamente d’accordo con quello che ha detto il Presidente Sassoli. Anche io ho usato questa espressione e mi fa piacere che, senza aver concordato questo intervento, lui ha usato la medesima espressione: leadership. 
In uno degli ultimi Consigli europei, dove il tema portante era proprio quello dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, ho invitato gli altri colleghi europei a considerare che oggi per l’Europa, la vecchia Europa, una volta perso il primato economico, dobbiamo prenderne atto, se vogliamo rivendicare la leadership mondiale questo è quello dello sviluppo sostenibile, della tutela dell’ambiente. Qui noi possiamo esprimere una forza irradiante, d’urto, rispetto a tutti gli altri continenti, rispetto a tutti gli altri Paesi. Perché è chiaro che siamo ancora legati ai nostri valori e dobbiamo  continuare a difendere i nostri valori, penso alla rule of law, allo Stato di diritto, alla tutela dei diritti fondamentali ma dobbiamo forse oggi ancor di più avere una leadership nel campo della tutela dell'ambiente.

Le nostre imprese peraltro hanno contribuito e stanno contribuendo, c’è una sensibilità che dobbiamo incoraggiare e incentivare, alla realizzazione di quelle che sono le tre priorità evidenziate nel 7° Programma di Azione per l’Ambiente dell’UE, ovvero:

  • - proteggere il capitale naturale
  • - avere un’economia a basse emissioni di carbonio e che sia efficiente nell’impiego delle risorse ed eviti gli sprechi;
  • - salvaguardare la salute e il benessere dei cittadini.

Dobbiamo continuare in questo.

Non voglio rubarvi del tempo, ma a conclusione del mio intervento, per dare una concreta testimonianza di come anche nel metodo di lavoro le cose devono cambiare per avere chiari degli obiettivi davanti che possono apparire rivoluzionari, io ho creato una Cabina di regia “Benessere Italia”, che mi affianca qui alla Presidenza del Consiglio. Quindi ogni valutazione, ogni mia azione, ogni mia iniziativa è filtrata al vaglio di questo organo tecnico-scientifico, affinché si possano individuare le fragilità e le criticità del Paese per sviluppare delle politiche mirate e strettamente correlate agli ambiti del benessere equo-sostenibile dell’individuo e della comunità. 

In più, e questo direi che è forse ancora più significativo, vorrei ricordare, il nostro CIPE, che sarebbe il Comitato per la Programmazione Economica, cambia nome, cambia formula, diventa CIPES, cioè aggiunge anche nella parte finale un chiaro riferimento allo Sviluppo Sostenibile. Quindi significa che tutte le iniziative di crescita economica, di sviluppo economico, tutte ad esempio le valutazioni sulle infrastrutture, vengono integrate anche nella prospettiva dello sviluppo sostenibile: nascono già con questa valutazione d'impatto che viene quindi recepita fin dal momento in cui il processo decisionale prende corpo e si sviluppa. 

Insomma, dobbiamo raggiungere il 7° Programma di Azione per l’Ambiente: “Vivere bene entro i limiti del pianeta … con una economia circolare senza sprechi… dove la biodiversità sarà protetta, in una società sicura e sostenibile”. 

Da questo punto di vista io dico sempre, anche per ricordare la formula del filosofo Hans Jonas a me caro, questo è un principio di responsabilità, un principio di responsabilità che riguarda qualsiasi decisore pubblico, qualsiasi pubblico potere e ovviamente abbraccia un patto intergenerazionale: noi assumiamo quindi una grande responsabilità, nella prospettiva che su questa Terra noi siamo soltanto un lampo che attraversa uno spazio limitato di tempo. 

Ma dobbiamo fare in modo che questo pianeta sia lasciato a quelli che verranno dopo di noi in condizioni quanto più possibile integre e sicure. 

Grazie a tutti.


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