Intervento del Presidente Conte alla presentazione delle linee programmatiche della Cabina di regia "Benessere Italia"

Lunedì, 20 Gennaio 2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla presentazione delle linee programmatiche della Cabina di regia “Benessere Italia” della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Buonasera Presidente Treu, grazie per l’ospitalità, Professoressa Maggino e illustri ospiti, è per me un onore oltre che ovviamente un piacere condividere con voi alcune riflessioni e intervenire nella sessione conclusiva di questa importante giornata di studi dedicata alla presentazione delle Linee programmatiche della Cabina di regia “Benessere Italia”, che come è noto ho fortemente voluto a Palazzo Chigi, con l’obiettivo di sostenere l’azione di Governo in materia di qualità della vita e di sviluppo sostenibile, ritenendo che ogni politica pubblica debba integrare nella sua strategia, quindi anche nell’azione quotidiana, ormai a livello nazionale ma vi assicuro che la nostra attenzione è proiettata a livello internazionale, questa particolare definiamola premura come sulla base di un’attenzione costante, di un’attenzione programmatica.

Proprio l’Europa, con l’Agenda 2030 e i suoi famosi 17 goal, ci esorta a un cambiamento coraggioso, a un radicale mutamento di prospettiva, che coinvolga tutti gli attori politici, io sono ben lieto che in questa giornata vedo tanti volti anche a me noti che sono, anche leggendo il programma, espressione di mondi diversi, attori politici, attori economici e sociali.

D’altra parte, l’articolo 3 del Trattato sull’Unione europea, assunto dalla medesima Cabina di regia come criterio nell’analisi dello stato di avanzamento dell’Europa, e dei vari Stati membri, introduce proprio tra i principali obiettivi dell’Unione, lo ricordo, lo sviluppo sostenibile, la crescita economica ed equilibrata, un’economia che miri al progresso sociale e alla piena occupazione, un’elevata tutela dell’ambiente.

Apro parentesi: non vi sarà sfuggito che nell’ambito dei 29 punti programmatici che caratterizzano il nostro progetto politico c’è anche la determinazione a modificare la nostra Carta costituzionale per valorizzare ancora più il tema della tutela dell’ambiente, la protezione della biodiversità e molto ambiziosamente anche la introduzione di uno specifico riferimento all’obiettivo di uno sviluppo sostenibile.

Se questi obiettivi sono evidentemente codificati al livello massimo, addirittura trovano un posto così di riguardo nell’ambito dell’architettura che definirei costituzionale europea, ecco allora che anche i Governi nazionali non possono sottrarsi, nei diversi ambiti, al compito, che io considero una delle sfide più avvincenti del XXI secolo, di imprimere una radicale accelerazione alle politiche orientate alla sostenibilità e a uno sviluppo sempre più equo, sempre più solidale, sempre più inclusivo.

D’altra parte non possono essere trascurati gli effetti prodotti da una persistente crisi economica, la più lunga dal Secondo conflitto mondiale in poi, che ha causato e ci ha lasciato come eredità delle ferite profonde, soprattutto e più profondamente avvertite nell’ambito di comunità meno resilienti e più fragili sul piano economico e finanziario.

Nello stesso tempo, anche i più grandi player industriali, abbiamo ascoltato qualche esponente, sono chiamati a porre in essere i medesimi sforzi, compatibilmente ovviamente con le loro capacità e le loro dimensioni, per orientare i processi produttivi in direzione di energie rinnovabili, anche in vista dell’obiettivo molto ambizioso della neutralità climatica al 2050. Un obiettivo che, dobbiamo essere consapevoli, è molto ambizioso.

La presenza oggi di così illustri ospiti e di un uditorio anche così variegato, ci consente evidentemente di desumere e di ricavare che c’è molta attenzione per questi temi ma è un’attenzione che coinvolge direttamente le attese e le aspettative dei medesimi cittadini.

E qui dobbiamo fare sistema: il Governo, le imprese, le associazioni di categoria, gli esponenti del mondo della ricerca, del mondo accademico, fondazioni varie. Solo in questo modo potremo noi perseguire gli obiettivi dell’agenda 2030, e potremo poi mirare a quell’obiettivo che ho appena definito molto ambizioso della neutralità climatica entro il 2050.

Ecco la Cabina di regia “Benessere Italia” nasce con questo specifico scopo, favorire la massima sinergia con tutti gli stakeholder, con tutti gli attori protagonisti coinvolti, in questa complessa, faticosa intrapresa che possono così trovare, in questa sede, un luogo per confrontarsi, per dialogare, per manifestare anche la diversità di vedute, se del caso, arricchirsi reciprocamente e convergere nella individuazione però è questo l’obiettivo, e nella definizione degli strumenti migliori per realizzare e perseguire queste sfide così ambiziose.

Prima di realizzare una politica pubblica è sempre necessario studiare gli obiettivi, metterli a fuoco, studiare poi ogni aspetto dei mezzi per raggiungere quegli obiettivi nella consapevolezza che viviamo la dimensione della complessità, che non è facile quindi individuare l’obiettivo e gli strumenti più idonei per raggiungere quell’obiettivo.

Proprio questo lavoro di analisi, di ricerca, di confronto, ma anche di “ascolto” – tengo a precisare di “ascolto” – è un po’ la vocazione della Cabina di regia sotto il coordinamento della Professoressa Maggino.

È un lavoro molto prezioso per il Governo, in quanto è finalizzato a far convergere nella discussione le spesso distanti, sensibilità, ciascuna delle quali, io ritengo, in grado di apportare al dibattito un contributo. Per la mia vocazione, per la mia attitudine personale io dico sempre che anche quando si ha la piena convinzione di avere a disposizione, aver afferrato i mezzi, aver messo a fuoco l’obiettivo il confronto è sempre molto importante, dal confronto può derivare una diversa convinzione ovviamente ma anche semplicemente il rafforzamento nella propria convinzione alla luce di una diversità di vedute che possono ancor più intimante rafforzare nella bontà dei mezzi, degli obiettivi che sono stati individuati.

La stessa composizione di questa Cabina di regia riflette questo metodo di lavoro: ne fanno parte membri designati da tutti i ministri, un comitato scientifico molto autorevole, composto dai presidenti dei principali istituti pubblici di ricerca, oltre a un selezionato numero di accademici.

Ecco, sicuramente gli ospiti sin qui intervenuti hanno certamente condiviso, nei loro interventi, questa prospettiva, tanto più centrale nel momento in cui la Cabina è chiamata a definire le linee programmatiche del prossimo futuro, in coerenza con le traiettorie di sviluppo verso le quali il nostro Paese vuole e dovrà indirizzarsi.

È ormai diffusa la consapevolezza, che il benessere di una società – prima è stata citata anche Amartya Sen, tra gli altri, Nobel per l’economia – non deve essere giudicato solo in base al livello di reddito ma in base alla capacità dei suoi membri di condurre la vita che essi desiderano e anche come dice Sen in base alla libertà di scelta. Non ritengo quindi che l’attenzione al benessere sia il frutto di un anelito romantico, oppure di una eterodossia dovuta a auna moda transeunte, qui stiamo parlando del nostro futuro, stiamo parlando di una strategia di azione mirata, integrata, che deve stabilmente orientarsi in base a questa metodologia.

E attenzione, il discorso si amplierà ancor più perché, non vi sarà sfuggito, che dal gennaio 2021 noi abbiamo predisposto, abbiamo introdotto una modifica al decreto clima che ha introdotto una variazione, sembrerebbe una variazione tassonomica, cambiamo il nome al Cipe, un organo che è lì da tanto, Comitato interministeriale per la programmazione economica, non è una variazione lessicale stiamo parlando di una variazione che aggiunge una desinenza che è veramente pregnante, si chiamerà Cipes dal gennaio 2021, opererà sulla base non solo con l’obiettivo di raggiungere un coordinamento per quanto riguarda le politiche economiche e finanziarie ma anche per lo sviluppo sostenibile. Questo ci imporrà di creare un coordinamento tra le attività della Cabina di regia e il Cipes di modo che, d’ora in poi, qualsiasi iniziativa, anche a livello di coordinamento delle attività finanziarie, della programmazione economica e finanziaria di Governo dovrà essere strutturata in modo da integrare in sé stabilmente questa metodologia, diciamo così, molto più complessa. Che poi è finalizzata a cosa? A prestare un’attenzione alla dimensione integrale della persona, perché qui parliamo di persone, certo noi parliamo di numeri ma attraverso i numeri noi a che cosa miriamo? A prestare attenzione alla persona colta nella concretezza della sua esistenza, dei suoi bisogni, sulla base quindi e riconoscendole un insopprimibile diritto a condurre una vita quanto più possibile conforme alle proprie aspettative. Questo è un presupposto fondamentale per arricchire il benessere personale e la qualità delle relazioni interpersonali e, come dire, solo in questo modo noi realizziamo quella insopprimibile vocazione sociale dell’uomo, che soprattutto nelle nostre società complesse rischiano ovviamente di andare in difficoltà.

Una società, la nostra, in cui la ricchezza sappiamo, l’altro giorno è venuta fuori una statistica impressionante, la ricchezza si concentra nelle mani di un numero sempre più esiguo numero di abitanti della nostra comunità, l’accesso alle condizioni più agiate sono riservate spesso diventano un privilegio di pochi, e con depressione, diciamo, di ampie fasce della popolazione.

Le diseguaglianze economiche in particolare producono, all’interno della comunità, negli ambienti di vita e di lavoro, dentro le stesse famiglie, anche conflittualità permanenti che possono anche non assumere una dimensione violenta, conflittuale nel senso di sfociare evidentemente in atteggiamenti di rivolta ma in ogni caso alterano e corrompono le relazioni tra gli individui, finendo con il deteriorare la qualità della convivenza, la convivenza civile a danno di tutti, soprattutto dei più fragili ovviamente, di quelli che hanno ovviamente meno protezione.

Per comprendere la società nella quale viviamo e per prevenire gli effetti più esiziali di uno sviluppo disordinato e irragionevolmente diseguale, dobbiamo riporre, quindi, massima attenzione e lasciarci guidare anche dagli indicatori, che ci aiutano a raccontare la direzione di sviluppo della nostra società, ci danno delle preziose indicazioni al fine dell’elaborazione di plausibili, efficaci, inclusive politiche pubbliche.

In questa prospettiva, il lavoro della Cabina di regia è essenziale in ragione della capacità di ascoltare gli stakeholder, di raccogliere e confrontare, diciamo, tutte le differenti prospettive che sono essenziali per il decisore pubblico in modo da elaborare un progetto di politica pubblica che sia ben ponderato, ben misurato, adeguato alla nostra realtà sociale, economica di vita.

Tenete conto, per altro, che noi abbiamo alcune di queste tematiche, diciamo, degli obiettivi specifici sono stati ricordati in questa giornata: la rigenerazione equa e sostenibile dei territori, ecco questo è un obiettivo fondamentale da raggiungere connesso al miglioramento della qualità dell’abitare; la progettazione della mobilità in un’ottica di maggiore coesione territoriale; le politiche per la transizione energetica, che implica non soltanto l’abbandono della dipendenza da fonti fossili ma anche una precisa, determinata scelta in favore di fonti alternative; l’analisi delle dimensioni che concorrono a definire la qualità della vita, con riferimento agli stili di vita, ai tempi di vita, alla formazione, all’alimentazione, all’accessibilità; e ancora la diffusione – sempre crescente – di buone pratiche di economia circolare.

Ecco, sono obiettivi che necessitano di una governance olistica del benessere e che si rafforzano reciprocamente, solo se saremo capaci di perseguirli facendo sistema in modo congiunto.

         Il titolo dell’evento odierno – “Indicatori e Politiche” – direi che riesce bene a descrivere questo modello di governance: proprio dalla conoscenza del dato è possibile costruire, nel breve, nel medio ma anche nel lungo periodo una politica adatta alle esigenze dei cittadini. Quindi auspico che questa metodologia diventi strutturale e guardate, lo consegniamo anche questo messaggio ai governi che verranno, riteniamo che queste iniziative dovranno marcare un territorio e diventeranno difficili da rimuovere ove anche un domani ci possa essere anche nell’alternarsi delle sensibilità politiche, una variazione anche – com’è normale che sia in una democrazia – di governo. Non si dovrà più prescindere da questa impostazione.

E per comprendere, vedete, come siano questi indicatori cruciali per la progettazione delle politiche pubbliche, vorrei richiamare, ad esempio, uno dei dodici indicatori del BES, del Benessere Equo e Sostenibile, che sono stati inseriti nell’allegato BES al Documento di Economia e Finanza: e sarebbe in particolare particolare la procedura di uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione.

Stiamo parlando di un singolo indicatore, ebbene questo dato, riferito all’abbandono scolastico, subisce una diminuzione costante – fate attenzione – dal 2004 al 2016, passando – soprattutto con riferimento alla fascia d’età dai 18 ai 24 anni – dal 23% al 13,8%, per poi ritornare a crescere lievemente fino al 2018. Ora se andiamo ad esaminare lo stesso dato disaggregato fra Nord, Sud e Centro del Paese, ci accorgiamo che il tasso di abbandono scolastico nel periodo considerato è ovunque in diminuzione, ma – contro ogni aspettativa – al Nord risulta un incremento nell’abbandono scolastico negli ultimi due anni.

Ecco allora, la presenza di statistiche ufficiali che siano però puntuali, siano possibilmente anche disaggregate sulla base dei territori è molto preziosa per le istituzioni, perché permette di elaborare delle politiche specifiche, di dosare meglio gli interventi anche su base territoriale, in modo da scoprire alcune aree se mai e non in altre delle criticità che i dati “medi” non riescono a restituirci.

La Cabina di regia e la prospettiva prossima, a venire, di un Cipes saranno dunque centrali per coordinare le attività di governance del benessere e della qualità della vita. Per questo seguirò con attenzione – direttamente anche il tramite ovviamente il coordinamento della professoressa Maggino – sia lo sviluppo delle attività della Cabina di Regia sia l’appuntamento di “Indicatori e Politiche”, che si terrà con cadenza semestrale, giusto?

Un buon lavoro a tutti, grazie per questa attenzione, per la vostra presenza, questa vostra presenza – se mi permettete – è sintomo di un’ambizione collettiva, della volontà di partecipare tutti a questa intrapresa, di migliorare la qualità non solo di vita, che è l’obiettivo finale dei cittadini, ma ovviamente come fattore pregiudiziale e propedeutico la qualità delle nostre politiche pubbliche e noi riporremo la massima attenzione, il massimo impegno per impostare il nostro lavoro, la nostra attività di Governo sulla base di questi criteri, di questa direzione, convinti appunto che questo sia un punto di non ritorno e che per il futuro sarà sempre così. Grazie.


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