Intervento del Presidente Conte al “Rome Investment Forum 2019”

Lunedì, 9 Dicembre 2019

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto al “Rome Investment Forum 2019”.

Buongiorno a tutti. 

Rivolgo un ringraziamento al Presidente Abete che ho ascoltato con interesse nel suo intervento e  per avermi invitato a parlare in apertura del vostro convegno.

È un invito che accolgo molto volentieri sia per la rilevanza degli argomenti che sono trattati e per l’alto profilo di tutti i partecipanti.

Saluto poi il Commissario Gentiloni che abbiamo appena ascoltato e al quale rinnovo, anche in questa occasione, i miei più sentiti auguri per il lavoro che lo aspetta.

Saluto inoltre il Vicepresidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo. La Presidente Farina e dò il benvenuto a tutti gli illustri ospiti in particolare anche stranieri che sono qui presenti. 

Ecco questa mia presenza qui, è anche a testimoniare l’importanza che tutto il Governo e io personalmente riponiamo per il tema degli investimenti, così come per il dialogo aperto e costante con il settore privato e con chi fa impresa e chi, come dire, ha piena consapevolezza, contezza dei problemi che quotidianamente deve affrontare investendo nel nostro Paese, scommettendo quindi sulle sue potenzialità.

Nel mio intervento mi soffermerò sull’importanza delle sinergie, tema che è stato già toccato, tra pubblico e privato per favorire gli investimenti, sul contributo che il Governo sta offrendo e si ripropone di offrire anche in futuro, e infine, sulla necessità di un dialogo aperto e continuo su un tema così vitale per la nostra economia in questa complessa fase di trasformazione sia dell’industria sia della finanza.

Gli investimenti in Italia sono, nel loro complesso, ancora ben al di sotto dei livelli che precedono la crisi finanziaria del 2008. Nonostante abbiamo un positivo andamento del export, la domanda aggregata rimane debole e la crescita della produttività ancora fiacca.

L’Italia è tornata a crescere, ma stenta a stare al passo dei partner europei e presenta – questo è un dato da non trascurare affatto – delle sacche elevate di disoccupazione, soprattutto tra i più giovani e soprattutto al Sud.

In questo contesto, una ripresa degli investimenti pubblici e privati e un ambiente favorevole all’attività di impresa sono essenziali per recuperare il terreno perduto e avviare un processo virtuoso: gli investimenti sono domanda di beni e di lavoro nell’immediato, ma sono anche il volano dell’innovazione e i “mattoni” con i quali andiamo a determinare la nostra crescita potenziale nel futuro. Il danno prodotto da una bassa attività di investimento è dunque duplice: da un lato deprime la domanda oggi e dall’altro anche riduce la potenziale crescita del domani.

E questo è ancor più vero di fronte alle sfide che oggi ci pone l’economia e la società: il rapidissimo passo dell’innovazione tecnologica, nella quale l’Italia sconta un ritardo; la sfida climatica; il disagio sociale alimentato. L’ho già detto, dalla disoccupazione, dalla sottooccupazione e dalle ridotte prospettive, che hanno in particolare i nostri giovani, in particolare quelli più qualificati, i neo laureati, che spesso sono costretti ad abbandonare il nostro Paese. Ed è triste pensare per un paese ragionando di investimenti che, dopo aver investito anche risorse finanziarie e culturali ingenti debba poi perderle perché non c’è la possibilità di offrire ai propri giovani un adeguato sbocco lavorativo.

Salutiamo anche il Ministro Gualtieri che è un’ulteriore conferma dell’attenzione del nostro Governo per il tema degli investimenti.

Il compito e il dovere del mio Governo è quindi di dare una risposta a questi problemi, spesso eredità anche di scelte compiute nel passato e di problemi strutturali che si trascinano da tempo e che il nostro sistema economico sociale fatica a superare.

La nostra risposta deve necessariamente passare per una strategia politica articolata, non c’è una sola misura o una sola iniziativa che possa valere a compensare e semmai in un breve lasso di tempo tutte questi ritardi sin qui accumulati e che vada a  rimuovere una volta per tutte tutti gli ostacoli che si frappongono a una crescita più cospicua.

Sono delle sfide ineludibili sul piano nazionale ma anche sul piano europeo perché, come abbiamo anche sentito dall’intervento del Commissario Gentiloni, senza uno sforzo condiviso dell’Unione Europea, nel mondo globalizzato nessuno Stato da solo può dare una risposta credibile, una risposta efficace ai suoi cittadini. Ecco perché guardiamo con fiducia la oggettiva consonanza tra il programma di questo Governo e quello della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dell’intera commissione: cioè porre come priorità il rilancio della crescita, dell’occupazione e il rafforzamento di un’economia più equa, più incisiva e rispettosa dell’ambiente assolutamente in linea con il nostro progetto politico di governo ci fa ben sperare che si possano creare delle forti sinergie in questa medesima direzione.

Investimento privato e investimento pubblico sono complementari e, pertanto, occorre lavorare perché possano crescere entrambi. Per questo servono interventi chiari e mirati, che incoraggino l’accumulazione privata, e scelte politiche coraggiose, che indirizzino i fondi pubblici dove maggiori sono i bisogni e più forti le sinergie con l’investimento privato in modo da. Come dire, perseguire quell’effetto moltiplicatore degli investimenti.

Il nostro Paese soffre per una carenza di infrastrutture adeguate, soprattutto nel meridione in particolari aree che possiamo considerare particolarmente  svantaggiate. Sconta anche anni di mancata tutela del territorio i cui effetti, spesso devastanti, sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. E’ per questo che abbiamo elaborato all’inizio dell’anno un Piano che abbiamo chiamato ProteggItalia che mira a rendere più organici e sistematici gli interventi per contrastare il rischio di dissesto idrogeologico per mettere in sicurezza il nostro territorio non solo intervenendo nelle fasi emergenziali in termini di reazione ma soprattutto anticipando l’azione in termini di prevenzione.

E’ netto anche il nostro ritardo nell’adozione delle moderne tecnologie digitali rispetto anche ad altri Stati più avanzati. Occorrono interventi finalizzati a incoraggiare l’innovazione tecnologica da parte del settore privato in modo da affiancare questi sforzi allo sforzo pubblico nella direzione della ricerca di base e degli investimenti. 

Accanto agli investimenti in capitale fisico, infrastrutture e nuove tecnologie, è poi necessario investire in educazione. Livello di istruzione e qualità della forza lavoro saranno determinanti nel medio periodo per la nostra capacità di crescere, anche in ragione della crescente complementarietà tra nuove tecnologie e adeguato capitale umano. 

L’impianto della manovra che ci accingiamo a varare in questi giorni, è intenso l’esame e la discussione presso il Parlamento - non si è limitata solo a scongiurare l’aumento dell’IVA e delle accise sui carburanti, che era previsto nelle clausole di salvaguardia, pari a 23 miliardi nel solo 2020 – ha cercato anche, pur in quadro di risorse finanziarie limitate, di dare dei significativi segnali proprio a favore degli investimenti, dell’innovazione, della sostenibilità ambientale e della coesione sociale. 

La manovra fa questo contenendo i saldi di finanza pubblica e mantenendo il debito pubblico su un sentiero di piena sostenibilità.

La credibilità del sentiero di riduzione del debito su un orizzonte di medio periodo e secondo una gradualità che non soffochi la ripresa economica va interpretato come parte integrante della manovra e dell’azione di questo Governo.

La riduzione dello spread è importante perché comporta un ingente recupero di risorse, grazie alla minore spesa per interessi che già oggi possiamo quantificare in circa 18 miliardi nel prossimo triennio, e può favorire gli investimenti, riducendo il costo del credito.  

E’ chiaro che le polemiche, un dibattito pubblico particolarmente vivace e soprattutto incentrato su alcuni aspetti che appaiono incomprensibili quantomeno agli investitori, ai mercati finanziari non ci fa bene.

Per favorire gli investimenti privati la manovra conferma il super e l’iper ammortamento previsti nel piano Industria 4.0, reintroduce l’Aiuto alla Crescita Economica per favorire la patrimonializzazione delle imprese, sostiene gli investimenti in beni strumentali delle Piccole e Medie Imprese con la “Nuova Sabatini” e sono pienamente d’accordo con il Presidente Abete e anche non il Commissario Gentiloni quando si precisa che dobbiamo fare di tutto, non solo per riporre la massima attenzione a sostegno die grandi campioni dell’eccellenza italiana – ne abbiamo tanti – ma soprattutto per quel nostro tessuto che è la forza anche del nostro sistema produttivo delle piccole e medie imprese e soprattutto in materia di export è vero il nostro sistema è concentrato a sostegno delle più grandi commesse ma noi dobbiamo offrire un sostegno completo in termini di consulenze finanziario, assicurativo, anche a quelle imprese più piccole che se mai hanno maggiore difficoltà su questo fronte ma costituiscono effettivamente la forza del nostro sistema produttivo e ci danno un primato in Europa.

Vorrei anche essere chiaro, perché uno dei temi che affronteremo in questa prossima legislatura europea è quella della modifica delle regole della concorrenza, credo che il tema sia attuale perché è evidente che si tratta di regole che sono state elaborate in un contesto anche socio-economico ben diverso.

Oggi abbiamo la globalizzazione, ormai da alcuni lustri, quelle regole sulla concorrenza sono state elaborate tempo addietro, è importante modificarle, è importante quindi tener conto in alcuni segmenti di mercato la competizione è globale: quelle regole rischiano di porre un freno ai nostri campioni europei. Però, se questo deve valere, dobbiamo farlo cum grano salis perché è chiaro che poi rischiamo veramente di comprimere l’efficacia delle iniziative imprenditoriali delle piccole e medie imprese.   

La manovra stabilisce anche nuovi incentivi a favore dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, tra cui un credito d’imposta pari al 10% delle spese di investimento sostenute per le iniziative green, coerentemente con gli indirizzi della Commissione europea che si è appena insediata.

Nel complesso, la manovra prevede contributi e incentivi agli investimenti privati per circa 3,2 miliardi nel prossimo triennio. A queste risorse possiamo sommare altri 2 miliardi di misure previste per contribuire alla realizzazione di investimenti privati destinati alle piccole e medie imprese.

Sul piano della coesione territoriale la legge di bilancio interviene con contributi e incentivi agli investimenti privati destinati al mezzogiorno e per favorire le attività di ricerca e sviluppo svolte al Sud. In essa sono contenute molte delle misure che compongono il Piano per il rilancio del Sud, che stiamo completando e presenteremo a breve. 

A questo scopo, nella legge di bilancio introduciamo misure volte a dare concreta attuazione alla nota “Quota 34”, ovvero un criterio per riequilibrare territorialmente la spesa per gli investimenti, in modo da allineare la quota di risorse ordinarie destinate al Sud alla quota della popolazione ivi residente che è pari a circa il 34% e non al 28% in cui si credeva se calcoliamo appunto il criterio di riparto delle risorse ordinarie.

Nell’ultimo decennio, questo ha creato uno squilibrio oggettivo e cercheremo d’ora in poi di riequilibrarlo, non più affidando un monitoraggio a posteriori che si è dimostrato poco efficace ma addirittura aprioristicamente stabilendo che il criterio di ripartizione debba essere applicato da subito, preventivamente.  

Dal lato degli investimenti pubblici, vengono destinate allo Stato e agli enti territoriali risorse aggiuntive per circa 7 miliardi di euro nel prossimo triennio, a cui aggiungeremo 3 miliardi nel triennio, perché inseriti in un Fondo appositamente dedicato allo sviluppo del Green New Deal, con una particolare attenzione alla riduzione delle emissioni di gas clima-alteranti.

Un aspetto caratterizzante della manovra è l’attenzione al finanziamento della spesa degli enti territoriali. È stata resa strutturale, a tal proposito, l’assegnazione di 500 milioni all’anno ai Comuni per la messa in sicurezza, noi la chiamiamo nel gergo misura spagnola, di strade, scuole ed edifici pubblici e per opere legate allo sviluppo territoriale sostenibile, con particolare riferimento all’efficienza energetica e alla rigenerazione urbana nella consapevolezza che, quando il piano di investimenti diventa molto capillare è bene distribuire le risorse ai comuni e lasciare che loro intervengano direttamente. 

Queste risorse, unitamente alla proroga delle detrazioni fiscali relative alle spese per l’efficienza energetica e la ristrutturazione edilizia, e all’introduzione del cosiddetto “bonus facciate”, che consente di detrarre sino al 90% delle spese finalizzate al recupero o restauro delle facciate degli edifici, porteranno benefici alle molte piccole e micro imprese che sono maggiormente colpite dal ristagno del settore edilizio, da una crisi del settore che si trascina da alcuni anni.
E qui adesso concludo, concludo con due considerazioni.

Da Presidente del Consiglio ho avuto occasione e continuo ad avere la chance di visitare moltissimi luoghi, tantissime realtà del nostro Paese.

Accanto ad alcune situazioni critiche, che sono ben note a tutti, perché poi sono quelle su cui ci soffermiamo a ragionare più insistentemente, sono quelle anche che richiamano la massima attenzione nell’ambito del nostro dibattito pubblico, ho conosciuto un’Italia piena di idee, di iniziative, di voglia di fare, che mi ha incoraggiato e mi incoraggia a continuare nel mio lavoro per riuscire a far sì che, mentre cerchiamo una soluzione per le situazioni più complesse, questa altra Italia possa emergere con forza per ridare slancio alla nostra economia e alla nostra vita sociale.

La seconda considerazione è che sono convinto che, oltre agli incentivi e ai finanziamenti messi a disposizione nella legge di bilancio, oltre al clima più disteso e costruttivo anche sul fronte europeo che si è affermato e che ha portato a un sensibile abbassamento del costo del debito, il mio Governo debba e possa portare un ulteriore contributo alla ripresa degli investimenti, tenendo aperto il dialogo con il settore privato, cercando di garantire trasparenza, stabilità e certezza delle norme.

Il Governo proseguirà nell’opera e nell’obiettivo di rendere più rapidi i tempi di realizzazione delle opere pubbliche, a partire dallo sblocco dei molti cantieri ancora fermi, per semplificare le procedure e ridurre gli oneri burocratici.
Consentiteci adesso di completare l’ultimo miglio, per così dire, della manovra economica. Una volta che, nel rispetto delle prerogative del Parlamento, sarà approvata ci dedicheremo a progettare un futuro migliore per il nostro paese e ci dedicheremo anche alle riforme strutturali che attendono da anni.

Quando ci siederemo intorno al tavolo sicuramente una magna pars della nostra discussione sarà dedicata proprio a un programma per realizzare in modo più efficace gli investimenti e la discussione verterà su queste direttrici.

Vi confesso che ci stiamo già in parte lavorando, ci sitiamo già avvantaggiando e cioè una razionalizzazione delle risorse pubbliche, dobbiamo rafforzare anche a costo di studiare strumenti innovativi in partnerariato tra pubblico e privato è fondamentale, dobbiamo farlo funzionare meglio. 

Dobbiamo semplificare il quadro regolatorio e dobbiamo ridurre gli oneri burocratici perché chiaramente questi lacci e lacciuoli – capisco che nel corso del tempo tutte le autorità pubbliche siano riuscite a rivendicare un loro spazio, a rivendicare il loro pronunciamento, però effettivamente abbiamo tanti procedimenti in cui, nell’ambito di questi vari interventi di tantissime autorità pubbliche si perde il filo di un’azione coerente ed efficace, di una trasparenza nei confronti dell’imprenditore, del semplice cittadino che sta richiedendo un percorso chiaro e certo per svolgere una determinata attività.

Ecco, noi siamo consapevoli che questo sarà una parte importante su cui ci giocheremo il nostro futuro e vedete che qui non si tratta solo di riporre più cospicue risorse per gli investimenti, qui si tratta di spendere bene già quelli che abbiamo e riuscendo a realizzare queste riforme strutturali – penso appunto alla riduzione del vincolo burocratico a un quadro regolatorio ancora più chiaro e certo – noi con poca spesa riusciremo ad accelerare notevolmente gli investimenti. 

In questa direzione qualche giorno fa abbiamo dato un segnale importante. Abbiamo varato la riforma della giustizia civile. Quelle misure sono tutte incentrate e volte ad accelerare i tempi della giustizia civile e voi che – vedo qui tanti investitori attenti e consapevoli – sapete bene che, ad esempio nella classifica internazionale Due Business della World Bank i tempi della giustizia sono un elemento importante per qualificare, per giudicare un paese nell’ambito di questa classifica internazionale.

Noi vogliamo scalare tante posizioni e faremo di tutto per creare un ambiente più favorevole agli investimenti.     

Concludo e vi ringrazio per l’attenzione augurandovi buon lavoro in questi due giorni, certo che dalle vostre discussioni e analisi potranno sicuramente nascere idee e proposte che potremmo considerare anche noi come Governo e potremo muoverci tutti nella giusta direzione.

Grazie.
 

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri