Intervento del presidente Conte alla cerimonia in onore di Willy Monteiro Duarte

Lunedì, 26 Ottobre 2020

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è intervenuto in video-collegamento alla cerimonia in onore di Willy Monteiro Duarte, che si è svolta presso l’Istituto Tecnico Industriale Statale "Michele Maria Milano" di Polistena (Rc).

Rivolgo un sentito ringraziamento a tutte le autorità scolastiche innanzitutto, che hanno pensato di promuovere questa iniziativa di ricordo di Willy Monteiro e ovviamente saluto tutte le autorità presenti, ho visto tanti sindaci, ho ascoltato anche gli interventi che mi hanno preceduto, interventi molto impegnati che condividono lo spirito di questa iniziativa.

Quando è successo questo evento, questo tragico evento, il 6 settembre di quest'anno, io stesso sono intervenuto a sottolineare come una vicenda di così efferata violenza non potesse, non dovesse essere sottovalutata, non dovesse essere minimizzata.

L'ho fatto perché è una violenza che purtroppo possiamo assumere come emblematica, emblematica e chiama tutti a un'assunzione di responsabilità collettiva.

Le stesse studentesse che ci ascoltano, gli studenti che ci ascoltano, gli insegnanti, le autorità scolastiche, le istituzioni a tutti i livelli, le famiglie, noi dobbiamo, per evitare che si ripeta un caso come quello di Willy Monteiro, dobbiamo impegnarci tutti quotidianamente.

Dobbiamo farlo perché Martin Luther King diceva che a spaventare non è tanto la violenza dei cattivi, ma l'indifferenza dei buoni. Ecco Willy è stato un buono, è stato detto e mi è piaciuto, non è un eroe, non dobbiamo pensare che richieda un gesto eroico, un'attività eroica l'intervento che lui ha fatto.

Ha avuto il coraggio, ha avuto la forza, direi anche la dignità, di intervenire in un contesto ovviamente altamente pericoloso e ci ha rimesso la vita.

Noi dobbiamo scardinare la violenza, per evitare che ci siano conseguenze come quelle che ha subito Willy dobbiamo fare in modo che la violenza non risulti attrattiva, e vedete il modo migliore, e mi rivolgo a voi studentesse, studenti, è studiare, seguire questo percorso di formazione umana, culturale, perché solo adeguati strumenti culturali prevengono l'attrattività della violenza.

 Altrimenti poi si arriva alla logica del branco, della sopraffazione, la mitologia della violenza e allora sì che rischia di diventare falsamente attrattiva la mitologia della violenza, la mitologia della sopraffazione.

 E allora come contrastarla? Studiando, comprendendo come la cultura ci riscatta da queste bassezze morali, afferrando quello che è il quadro dei nostri valori costituzionali, che sono universalmente ormai condivisi: quindi il principio di rispetto della persona, il rispetto della dignità di ogni essere umano e bisogna capire che la violenza ci pone al di fuori del perimetro non tanto dei valori condivisi, quanto al di fuori del perimetro della civiltà, del consorzio umano.

E bisogna poi afferrare e anche qui i percorsi culturali ci aiutano, afferrare che di contro invece il rispetto della persona, la logica dell'apertura verso l'altro, di stabilire un'autentica relazione interpersonale, è un percorso che ci arricchisce, perché scoprendo l'altro, cercando di coltivare il dialogo con l'altro anche quando ha idee diverse, anche quando delle volte vediamo opporsi un muro,  noi in fin dei conti scopriamo e conosciamo meglio noi stessi e non c'è nulla di più profondo della conoscenza di noi stessi che ci viene restituita quando incontriamo addirittura persone che la pensano diversamente, che hanno una tradizione culturale diversa, che hanno una pella di colore diverso, che sono nati in contesti diversi e distanti dai nostri, oppure persone che appaiono più fragili, che in una logica di aggregazione collettiva appaiono più facili alla derisione, più vulnerabili. 

Ecco allora che possiamo scoprire la forza dell'arricchimento che ci dà un'autentica relazione interpersonale. La violenza in questa prospettiva diventa l'arma dei più deboli, di coloro che hanno non hanno idee, che cercano di coprire le loro paure, di coprire le loro debolezze. 

Perché i bulli se li scopriamo poi da soli, scopriamo anche che hanno molta più paura di Willy: hanno molta più paura di chi ha la forza per intervenire a contrastare la violenza , anche se purtroppo, come in questo caso, ci rimette la vita. La violenza da questo punto di vista non dobbiamo mai considerarla attrattiva. 

Dobbiamo contrastarla a tutti i livelli. Mando un abbraccio ai familiari, a Milena la sorella di Willy, mi hanno anticipato che forse c'è anche la cugina in collegamento o in presenza, Kimberly, e vorrei salutare e mandare un abbraccio anche a tutti i familiari, i genitori che sono rimasti a casa.

Purtroppo oggi tenevo tanto ad intervenire ma queste nuove regole, ahimè, di cautela ci costringono a rimanere distanti. Ma siamo tutti vicini nel condividere questo comune obiettivo: contrastare la violenza. 
Un ultimo pensiero lo rivolgo alle studentesse e agli studenti, in particolare dell'Istituto Tecnico statale "Michele Maria Milano" di Polistena: oggi sarei dovuto stare con voi ma non è stato possibile. 

Con le nuove regole anche voi probabilmente abbraccerete la logica e le modalità di una didattica a distanza. Credetemi, è stata una decisione per noi non facile perché voi siete, e lo sapete, testimoni di tutti gli sforzi che abbiamo fatto a livello centrale con i sindaci, con le autorità locali, il vostro dirigente scolastico, i docenti, il personale ATA, tutti, le famiglie stesse, voi stessi. 

Abbiamo lavorato tanto per questa didattica in presenza. Oggi dobbiamo invece abbracciare, integrare questo percorso di didattica a distanza perché diventa necessario. Perché la curva del contagio è diventata veramente molto preoccupante. Però confidiamo di farlo solo per qualche settimana, per un breve periodo di tempo, il tempo necessario per riportare la curva epidemiologica sotto controllo. L'ho già detto, non c'è nulla che ci faccia crescere meglio di una autentica relazione interpersonale, quindi dobbiamo continuare a confrontarci, dobbiamo alimentare il dialogo, il confronto delle idee, anche aspro ma sempre rispettoso dell'opinione altrui e saremo, vi assicuro, un Paese migliore. Buon proseguo.

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri