Intervento del Presidente Conte alla Apple Developer Academy

Martedì, 18 Giugno 2019

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla Apple Developer Academy.

Magnifico Rettore, Sindaco De Magistris, Vice Presidente Bonavitacola, illustri Autorità, Direttore Ventre, mi rivolgo anche al management di Apple, a Luca Maestri e a tutti gli altri, mi rivolgo a tutti gli accademici, i docenti dell'Academy, dell'Università Federico II e ovviamente a tutti voi studenti. Cari studenti siete numerosissimi e qui mi si risveglia l'istinto di docente, quando vi vedo mi entusiasmo. Fare visita oggi qui per me è motivo di grande orgoglio. Ho sentito parlare di voi, di questa Academy, e veramente ero rimasto molto incuriosito, quindi avevo fatto una promessa di venire, non l'ho potuta – come dire – ottemperare prima ma oggi sono qui ed è una visita davvero molto gradita. Ho passato con voi una mattinata, ho seguito un po’ le vostre storie, quello che state facendo, ovviamente ho avuto solo una sintesi di un po’ di iniziative che state coltivando, di un po’ di idee che state elaborando, di progetti che state realizzando però è stato molto bello raccogliere il vostro entusiasmo, i segni della vostra passione, della vostra contaminazione, come l’ama chiamare il Rettore.
Oggi è una occasione anche quindi per me preziosa, ho preso un sacco di appunti, avevo già qualche riflessione che avevo appuntato però l’ho arricchita perché veramente è stata una mattinata densa di stimoli. È anche un'occasione questa preziosa per riflettere su questioni di assoluto rilievo, sulla rapida evoluzione delle tecnologie digitali, sulle loro diverse declinazioni, su come interrogano anche le nostre coscienze, non dobbiamo fare l'errore di lasciarci immergere nel lavoro, in questa passione, senza poi fermarci un attimo a considerare tutte le molteplici ricadute antropologiche, sociali, e gli effetti anche in non del tutto esplorati che queste nuove tecnologie comportano, che queste trasformazioni implicano nell'ambito dei rapporti intersoggettivi, nell'ambito delle relazioni giuridiche, economiche e sociali.

Il significato ovviamente della vostra Academy è molteplice, io provo a sintetizzarne alcuni, che in parte sono stati già anticipati, questa Academy esprime innanzitutto una realtà accademica molto viva, che si impegna nella direzione dell'innovazione, quindi la Federico II, l'Università Federico II che è coinvolta e che offre quindi attraverso questo strumento dei percorsi formativi molto più ricchi rispetto a quella che è la rigida burocrazia tradizionale. E lo strumento di promozione secondo aspetto, di promozione di una maggiore integrazione tra l'accademia e direi l'innesto nell'accademia della creatività anche in una prospettiva di maggiore sinergia con il sistema produttivo, università più impresa. Terzo, è davvero stimolante la prospettiva di creare le premesse per una maggiore multidisciplinarietà. Io – vedete – sono sempre stato in sofferenza, anche come docente, quando facevo le mie ricerche – le mie ricerche erano giuridiche, insegnavo diritto privato – mi veniva sempre detto, quando afferravo un problema e cercavo di risolverlo, a un certo punto c'era qualche collega che si alzava e diceva: “No, qui non puoi andare oltre, perché non è più diritto privato” e io cercavo di spiegare: “Ma io sto risolvendo un problema, io devo inseguire laddove si sviluppa, sarà diritto commerciale, sarà sociologia, sarà filosofia del diritto, quello che è, ma io devo risolvere un problema, non devo fare una ricerca di diritto privato”. Ecco, nel mondo accademico noi soffriamo, in Italia in particolare, di questi compartimenti stagni del sapere, non si riesce a cogliere l'unitarietà del sapere, questa è una grossa lacuna e questi strumenti, queste realtà favoriscono poi la liberazione dell'ingegno proprio perché non vi pongono barriere, e non c'è nulla di più fertile, di più stimolante, che ritrovarsi a confrontarsi con persone che hanno tutt'altra formazione, meglio ancora se ovviamente di altri Paesi, come qui accade, dove vi potete confrontare con diverse sensibilità, dove un ingegnere ma semmai anche un filosofo, un architetto, possono ragionare insieme. Ci si arricchisce reciprocamente, si creano nuovi sentieri del sapere, dell'interazione e sicuramente ci si predispone meglio a percorsi innovativi. Poi – se mi permettete – questa è anche una realtà, un luogo che testimonia come in Italia sappiamo utilizzare bene i fondi strutturali europei, è un Paese che spesso non lo sa fare, che spesso si è dimostrato storicamente carente nell'utilizzazione dei fondi, dei finanziamenti anche cospicui che l’Europa mette a disposizione, quindi bisogna ringraziare la Regione e gli enti locali per aver dimostrato, in sinergia con le autorità accademiche e con Apple, e quindi con una grande company, leader mondiale, essere usciti tutti insieme a creare questa realtà. E ulteriore aspetto, che mi colpisce molto, è il fatto che questa realtà non sia stata pensata in un luogo lussureggiante, no? uno pensa: “Creiamo questa realtà, bene, creiamo un campus innovativo, su una verde collina da qualche parte, bellissimo posto, ridente, ameno”; è stato creato in un quartiere che era noto storicamente per le conserve di pomodoro e adesso San Giovanni a Teduccio, e adesso diventa noto in tutto il mondo per l'innovazione digitale, tecnologica. Questa è una cosa bellissima. Se io posso dire ai nostri amici di Apple, dovete essere voi per primi fieri di questo, che cosa significa per voi anche uscire, andare a prendere una pizza in un quartiere che era fino all'altro ieri era un poco abbandonato, forse anche degradato, cosa significa questa commistione, questo recupero è un recupero culturale, non è un recupero architettonico, è in qualcosa di molto di più di cui l’Italia deve essere fiera. E le nostre scuole, le nostre università, nonostante varie criticità, evidentemente sono ricche di uno straordinario capitale umano, che se adeguatamente valorizzato, sostenuto, può essere il fattore propulsivo e di grande attrazione, come in questo caso, per gli investitori nazionali e internazionali e gli sforzi compiuti fin dall'avvio di questa esperienza di Governo per favorire la ricerca, pur se non del tutto trascurabili, non sono ancora soddisfacenti, ne sono perfettamente consapevole. Se io sono qui oggi, se io giro in queste realtà, è perché sto lavorando, insieme con i miei Ministri, con tutto il Governo, stiamo lavorando per dare maggiore impulso alla ricerca. L'Italia per crescere, non può curare solo la dimensione della crescita del Pil, economica, deve investire, deve programmare la crescita futura, lo sviluppo sostenibile, deve investire di più e meglio, non è un problema solo di dimensioni economiche, ma di qualità degli investimenti nel campo della ricerca. Abbiamo già avviato varie iniziative in questo senso, ma sono ben consapevole che dobbiamo imprimere adesso, in quella che ho chiamato “la fase due” del Governo, una svolta in termini di accelerazione di questo progetto. Abbiamo lavorato già, ad esempio abbiamo creato una cornice normativa alla promettente tecnologia blockchain, rendendo possibili nuovi modelli di business fondati sulla sperimentazione delle tecnologie emergenti, parallelamente presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si è insediata una commissione di esperti con il compito di elaborare una strategia nazionale proprio sul tema del blockchain. Stiamo lavorando per favorire lo sviluppo e le applicazioni in materia di intelligenza artificiale, appunto blockchain, internet of things, stiamo molto attenti a questo. Ripeto, abbiamo fatto varie cose significative, per esempio siamo perfettamente consapevoli di voler essere protagonisti in Europa con il programma “Europa digitale”, è una grande sfida per il sistema Italia, non per questo Governo, del sistema Italia, perché si tratta di un investimento cospicuo che la commissione mette a disposizione 9 miliardi – pensate 9 miliardi – per i settori più innovativi, dai supercomputer alla trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni – noi lavoriamo con una consapevolezza, noi decisori politici, io personalmente sono convinto che oggi l'accesso alle tecnologie digitali sia un diritto costituzionale. Non c'è scritto nelle Carte Costituzionali, perché le Carte Costituzionali sono state scritte tempi addietro, decenni fa, ma oggi se noi dovessimo le scrivere una Carta Costituzionale, tra i diritti della persona, fondamentali della persona, dovremmo anche inserire e contemplare il diritto all'accesso alle tecnologie digitali. Oggi chi rimane fuori da queste tecnologie, subisce un divario che ne compromette la piena partecipazione, come recita l'articolo 3 – bellissimo, della nostra Costituzione – al dibattito pubblico e quindi all'organizzazione democratica, sociale, politica, economica di un Paese.

La struttura produttiva del nostro Paese è basata su piccole e medie imprese, e quindi dobbiamo aiutarle ad agganciare il treno dell'innovazione, a crescere attraverso la fertilizzazione incrociata delle idee con realtà produttive più grandi, più mature. Quindi è molto importante, quando si creano queste realtà integrate, anche pensare all'indotto che si sviluppa intorno, a tutte le piccole e medie imprese che non potrebbero vivere con le gambe e proprie ma riescono ad agganciare questo treno dell'innovazione e quindi si crea nel complesso un sistema integrato.
La presenza di realtà come Apple Academy, così fortemente orientata al dialogo tra università e mondo dell'impresa, tra tessuto produttivo e ricerca avanzata, è davvero uno stimolo per progettare un Paese migliore. Il mio auspicio è che grazie all'esperienza che voi state maturando, adesso siamo… oggi è una giornata un po’ conclusiva del corso, grazie all'esperienza maturata in questa accademia, possiate essere i migliori ambasciatori della creatività italiana nel mondo. E questo vale anche per coloro che sono stati ospiti stranieri, che sono stati ospiti qui, e hanno avuto la possibilità di apprezzare Napoli, di conoscere meglio la realtà italiana. Una cosa mi ha molto colpito anche, perché io sono attento ai dettagli, mi sono informato, quando voi elaborate dell'app nell'Università Federico II, Apple stessa vi chiede la cessione dei diritti di proprietà intellettuale, dei diritti in proprietà industriale, questo – se mi posso permettere – è veramente un bellissimo gesto e io come Presidente del Consiglio lo apprezzo molto e lo voglio sottolineare. Vi lasciano quindi i diritti di proprietà intellettuale, industriale e questo per voi giovani è un ulteriore stimolo a poter esprimere liberamente e anche con provvide conseguenze pratiche la vostra creatività. Queste tecnologia tuttavia da sole non bastano, non possiamo commettere l'errore di credere che questi strumenti siano di per se stessi responsabili di un aumento del benessere collettivo, di un miglioramento della qualità della vita. Lo dicevo all'inizio, dobbiamo cercare di progettare, e inserire queste nuove tecnologie, accompagnandole con politiche di formazione continua, di inclusione sociale, e di efficace reinserimento nel lavoro. Solo così saranno autenticamente al servizio di uno sviluppo umano, sostenibile, equo, più di ogni altro ramo del sapere quello nel quale vi state formando è la concretizzazione con cui si mostra ai nostri giorni in modo – direi –esemplare la capacità tecnica dell’uomo, che può, oggi con una stupefacente rapidità trasformare il mondo. Noi abbiamo una rapidità nei processi incredibile, prima occorrevano secoli per percorrere un breve tratto di progresso, oggi basta qualche anno. Ma si può trasformare il mondo, dovete esserne consapevoli, in modi molto diversi, da quewquesto punto di vista vorrei invitarvi a riflettere sul fatto non banale, che la tecnologia che usiamo non è mai neutra, non è mai innocente, essa va pensata perché non nuoccia alle capacità cognitive, comunicative e sociali dell’essere umano, occorre dunque riflettere su tutte le implicazioni antropologiche anche etiche, sociali, connesse alla rivoluzione tecnologica, in questa direzione la strada ancora è lunga e la consapevolezza di voi stessi, di tutti gli operatori deve ancora completarsi, voi che vi formate a questa scuola, dovrete saper coniugare inventiva tecnica, e se mi permettete anche, un autentico rispetto per la persona umana, e per persona umana io intendo le persone vere, quelle che incontriamo tutti i giorni, non solo quelle che abitano il nostro mondo virtuale. Il senso di limitato potere che danno le nuove tecnologie è rischioso, non siamo del tutto consci delle trasformazioni a cui l'esposizione prolungata alla mediasfera sottopone i suoi fruitori, è tuttavia sotto gli occhi di tutti come l'ecologia dei passaggi naturali, dei paesaggi urbani e l'etologia del comportamento umano siano state radicalmente modificate dall'avvento della tecnologia digitale. Niente è più come trent'anni fa, le nostre case, le nostre scuole, le nostre piazze, i nostri vagoni ferroviari, è facile trovare un’informazione ma è difficile trovare uno sguardo che ci riguarda. Quindi il mio è anche un invito alla consapevolezza, al rispetto degli altri anche quando lavoriamo immersi in un mondo completamente digitale, perché rispetto degli altri significa anche rispetto di noi stessi, è una responsabilità che noi dobbiamo assumerci perché dobbiamo essere capaci di guardare al futuro, quindi verso le generazioni a venire. Nei miei interventi io spesso parlo e auspico l'avvento di un nuovo autentico umanesimo, tra le caratteristiche di quello che ritengo appunto un nuovo umanesimo c'è la domanda ineludibile sulle sorti dell'essere umano, che cosa sarà l'uomo tra 50, 60, 70 anni? Voi disegnate il futuro, queste domande ve le dovete porre: cosa sarà del nostro modo di vita, del nostro stile di vita, come vogliamo relazionarci con gli altri? Ecco, questo tipo di sensibilità non mi sembra ignota affatto al marchio Apple, che si è dimostrato capace di ricercare un volto umano, di cercare una dimensione – diciamo – umana nell'ambito dello sviluppo tecnologico, profilo che reputo di massima rilevanza per un impiego sano della tecnologia e forse questo è uno degli aspetti più preziosi, che ci ha lasciato in eredità Steve Jobs, almeno nella mia personale lettura, i suoi insegnamenti ispirano le attività anche di questa Apple Academy, anche in un'altra prospettiva, quella di un costante stimolo alla ricerca personale quanto più possibile segnata da originalità e unicità, che è cosa diversa dalla esemplarità, unicità, fattori decisivi per ogni autentico processo di innovazione e più in generale tratti essenziali di ogni azione sociale che nutre l'ambizione di influenzare chi ci circonda. La ricerca della Apple non è mai – pensateci – rivolta all’imitazione, c'era un filosofo italiano, dei primi del Novecento, che diceva: “Imitare è già a fallire”. In realtà promuovere la creatività è proprio il primo, più importante, investimento da compiere, anche se io dico, quando si parla di creatività, non c'è nulla di meglio che essere immersi in un ambiente come questo quartiere, perché la creatività nasce anche dalla concretezza e tutto sommato il creatore vero non è quello che si astrae e crea dal nulla, è un autore, dal latino augio, colui che si inserisce in una dimensione del sapere, in una tradizione a sapere, e se mai coglie l'intuizione per sviluppare un’idea ulteriore per accrescere quella tradizione del sapere. Quando si parla quindi di innovazione, di immaginazione, di costruzione del futuro, di disegnare il futuro – permettetemi di concludere richiamando una figura tutta italiana – abbiamo parlato di Steve Jobs – ma mi piace chiudere con il genio rivoluzionario italiano: Leonardo Da Vinci, di cui proprio quest'anno celebriamo il cinquecentesimo anniversario della morte. Leonardo è stata una figura particolarmente significativa, paradigmatica di un'intera epoca, perché è stato capace di coniugare, integrando nella sua visione dell'uomo, i più gli scenari progetti ingegneristici e la più sublime capacità artistica, di fronte alle sfide che attendono l'umanità nei prossimi decenni, saremo in grado ispirandoci all'umanesimo leonardiano di recuperare fiducia nelle capacità dell'uomo di trasformare il mondo? Sapremo riportare l'uomo al centro della riflessione scientifica, della riflessione tecnica, anche nell'orizzonte della rivoluzione digitale in atto? Di Leonardo si ricorda una frase, che credo possa bene essere fatta propria da questa Academy, perché è un monito che invita a non trascurare i particolari, dettagli, la frase è: “I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio”. Forse tra le più influenti applicazioni del prossimo futuro, ce ne sarà anche una ideata proprio da questo polo di eccellenza, chissà ve lo auguro sinceramente, nello spirito leonardiano vi invito a tendere sempre alla perfezione, senza perdervi nell'ansia di non raggiungerla mai.

E concludo raccogliendo l'invito al sindaco De Magistris, la mia presenza alle Universiadi è assicurata, quindi il Governo, altri membri del Governo saranno presenti e verrò anch'io, mi pare sia già anticipata la presenza, non vorrei rompere il protocollo, ma credo sia già ufficiale la presenza del Capo dello Stato per l'inaugurazione e poi ancora vi lancio un'idea, pensateci un attimo, io nel tardo pomeriggio dovrò incontrare alcuni lavoratori della Whirlpool, il sindaco ha accennato anche a questa crisi aziendale. Voi siete 380 studenti, giusto? 380? Perché non pensate un attimo a qualcosa in modo da poter persuadere a offrire ai decisori politici, quindi al Ministro Di Maio, che si sta occupando di questa crisi aziendale, a noi come Governo, di avere uno strumento e di non poter dire a questi investitori, all'attuale proprietà, che non conviene andare via, perché ci sono 380 studenti che sono disponibili a creare qualche app, a tirar fuori qualche idea per mantenere qui, offrire un buon biglietto per mantenere qui la Whirlpool e far capire loro che eventuali progetti di decentramento non sono così convenienti. Grazie.


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