Intervento del Presidente Conte alla 74° Conferenza del traffico e della circolazione - Aci

Martedì, 26 Novembre 2019

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla 74° Conferenza del traffico e della circolazione  - Aci

Grazie e buongiorno a tutti.

Io sarò rapido perché questa è una giornata come ha anticipato la Ministra Paola De Micheli per noi molto faticosa perché abbiamo tante questioni e anche molte urgenze che ci richiamano ai compiti istituzionali e compiti di ufficio. Però questo saluto mi sembra doveroso perché abbiamo un’associazione che è una splendida realtà. 

Io non so se ci sono altre associazioni che contano una tale affollata partecipazione che conta 1 milione di famiglie associate e 4.000 peraltro punti di contatto che la rendono anche molto capillare e molto distribuita sul territorio nazionale, quindi, Presidente Sticchi Damiani veramente un saluto a lei e a tutti gli associati e saluto anche il Segretario Generale che è una mia vecchia conoscenza ormai, il Cons. Capozza.

Buon lavoro per quanto riguarda la giornata che in parte già state vivendo e che poi completerete.

State presentando uno studio molto interessante, questo sulla transizione energetica che avete opportunamente definito egorazionale, mi piace molto questo concetto per quel che riguarda la mobilità automobilistica. Ed è una valutazione del caso italiano e dimostra la vostra sensibilità ad affrontare il tema della mobilità anche con uno sguardo rivolto al futuro.

Questo è molto importante perché ragionare sulla connettività, sulla automazione, anche sulla transizione energetica rapportata al futuro dell’automobile è fondamentale.

Questo report che avete elaborato, e ringrazio anche, oltre che la Fondazione Caracciolo che è stata promotrice di questa iniziativa di ricerca, in particolare anche il Cnr e anche l’Enea e complimenti a tutti per lo sforzo che avete compiuto.

Questo sicuramente è un testo, è una sintesi della vostra ricerca che tornerà utile, molto utile a noi, a me, alla ministra De Micheli e al Governo che sta in questo periodo iniziando a riflettere seriamente su come da un lato perseguire un progetto politico ben preciso che è la svolta del new green che abbiamo preannunciato perché è evidente che vogliamo lavorare per un paese più pulito, più vero, più verde, un paese digitalizzato, connesso, ma dall’altra siamo perfettamente consapevoli della nostra responsabilità di decisori pubblici che dobbiamo stare molto attenti per progettare questa svolta e contribuire a orientare il sistema produttivo in questa direzione con grande sagacia, con grande lungimiranza e dobbiamo altresì essere consapevoli che se dovessimo sbagliare i tempi dei nostri interventi – quindi non si tratta solo di individuare le misure più giuste per cercare di orientare il sistema produttivo verso questa svolta - ma se dovessimo sbagliare i tempi di queste misure e non riuscissimo a dosarle dal punto di vista del cronoprogramma in modo adeguato, chiaramente rischieremmo non solo di rendere inefficaci le misure di intervento ma addirittura di pregiudicare il nostro sistema produttivo.

Ieri ho passato una giornata splendida, non solo in mezzo agli operai che mi hanno riservato una calorosa accoglienza allo stabilimento di Melfi, ma è stato anche un’occasione per riflettere un attimo sul tema dell’automotive, un settore che presenta molte criticità e le abbiamo un po' esaminate insieme. Ci sono delle tensioni commerciali in questo momento, noi non sappiamo se ci stanno per arrivare sulla testa dei dazi che potrebbero colpire il nostro settore, speriamo di no, stiamo tutti lavorando per evitarlo, ma chiaramente le tensioni commerciali non ci fanno bene. 

Sicuramente c’è anche un ulteriore settore motivo di incertezza, questo riguarda anche direttamente gli utenti, è quello di non capire come orientarsi, in questo momento si parla di scenari di alimentazioni diverse da quelle tradizionali per esempio, voi nello studio evidenziate un futuro verso il metano, verso l’elettrico, verso l’ibrido, ecc però c’è una situazione attuale veramente di transizione non solo energetica ma anche una transizione come stato mentale.
Nel report ipotizzate anche giustamente che una svolta verso l’elettrico in questo momento significherebbe da qui al 2030 investire da 5,4 miliardi a 7 miliardi e mezzo solo per creare una rete elettrica adeguata con punti di ricarica che siano efficienti.

Quindi ogni scelta politica, ogni nota di indirizzo politico che attraverso il meccanismo incentivante o disincentivante voglia indirizzare il sistema produttivo verso l’una o l’altra scelta, ha implicazioni molto serie e se non ci si rende conto delle implicazioni ovviamente non si va da nessuna parte.

Io credo che dobbiamo muoverci con attenzione e dobbiamo fare ammenda come Governo, io l’ho già fatto e l’ho dichiarato pubblicamente, insieme col Ministro Gualtieri e tutto il Governo stiamo lavorando ad esempio per quanto riguarda il settore dell’automotive in particolare su quella norma che abbiamo previsto che riguarda i fringe benefit che riguarda le auto aziendali a uso promiscuo.

Ci siamo resi conto per esempio che in questo momento una norma del genere rischia di danneggiare in qualche modo il nostro sistema produttivo che è un settore già in difficoltà e allora con molta umiltà, come deve avere un decisore politico che voglia perseguire degli obiettivi politici nell’interesse generale e non rimarcare delle bandierine o degli spazi politici, ci stiamo lavorando per rimodularla completamente sino a svuotarne quello che potrebbe essere un effetto negativo su un settore che in questo momento è in forte difficoltà.

Però l’indirizzo politico è molto chiaro, dobbiamo lavorare su una mobilità sostenibile, dobbiamo lavorare per indirizzare il sistema per una mobilità integrata, connessa e su questo dobbiamo dialogare con voi nella consapevolezza che questa è una sfida che si vince tutti insieme, è una sfida che dobbiamo combattere fianco a fianco, mano nella mano.

Quindi raccolgo l’invito del Presidente Sticchi Damiani a valutare, lo faremo insieme con la Ministra De Micheli e gli altri membri del Governo questa proposta perché è chiaro che rinnovare il parco delle automobili è un obiettivo che è sicuramente compatibile con la scelta ecorazionale per dirla col linguaggio della ricerca.

Cioè significa evidentemente dimostrare piena consapevolezza del fatto che in questo momento abbiamo un parco auto forse il più vecchio d’Europa, in Italia circolante, soprattutto euro 01, 02, 03, probabilmente se ho ben capito lei suggerisce un riorientamento e quindi un rinnovamento di questo parco auto; potrebbe anche non necessariamente essere perseguito questo obiettivo attraverso i meccanismi incentivanti; quindi studieremo non con grandi impegni finanziari da parte……il che mi suona musica per le mie orecchie in questo scorcio di fine anno dove potete immaginare siamo alle prese ovviamente con l’obiettivo di far quadrare i conti e di misurare con attenzione qualsiasi spostamento normativo che non abbia ricadute sul piano finanziario insostenibili, la possiamo valutare insieme; non sono in condizioni in questo momento di valutare tutte le implicazioni, però con la Ministra De Micheli ci impegniamo senz’altro a valutare la proposta, a valutarne tutte le prospettive d’impatto da tutti i punti di vista, e sicuramente l’obiettivo lo condividiamo. Rinnovare il parco auto in questo momento significa anche garantire maggiore sicurezza ai cittadini.

Non c’è dubbio, come avete detto, che delle auto che hanno lustri alle spalle, se mai sono semplicemente vecchie senza avere l’attitudine a diventare antiche, storiche, perché questa è la differenza, chiaramente garantiscono anche una maggiore sicurezza dal punto di vista ovviamente della circolazione, dal punta di vista della possibilità di prevenire anche incidenti e pericoli a persone e a cose.

Dal punto di vista complessivo faccio solo una considerazione; noi dobbiamo lavorare all’innovazione tecnologica, e lì veramente occorrono le nostre iniziative incentivanti, non possiamo soltanto predicare un obiettivo politico, io non sono per il dirigismo economico, che nessuno abbia a fraintendere, il dirigismo economico appartiene a un’epoca littoria che ci siamo volti alle spalle e non vogliamo assolutamente recuperare; qui siamo in una logica di libero mercato, però è chiaro che noi possiamo sicuramente cercare di promuovere e contribuire a coltivare tutte quelle innovazioni tecnologiche nel settore dell’automotive; saranno fondamentali per farci correre verso la frontiera dell’innovazione, della ricerca.

Quindi qui abbiamo anche il CNR, abbiamo l’Enea, dobbiamo lavorare insieme perché io mi pongo già il problema dell’idrogeno; ce lo dobbiamo porre oggi, perché non solo la svolta elettrica, non solo le auto ibride; ma noi oggi dobbiamo già lavorare all’idrogeno.

Io addirittura mi sono appassionato, sono stato a Marina di Ravenna a presentare un progetto che veramente non è avveniristico, è già alla nostra portata, portata di mano, ed è un progetto per ricavare energia da trasmettere al continente dal moto ondoso.

E’ un progetto che ovviamente non ci consente oggi di produrre tantissima energia; ma noi abbiamo varie isole, almeno quelle più piccole sono già a breve, ci stiamo lavorando, le vorremmo alimentare dall’energia pulita del moto ondoso.

Immaginate, delle piattaforme che per il semplice fatto che sono collocate sull’acqua, ricavano energia che viene trasformata. E voi sapete benissimo che noi quando forniamo oggi energia alle nostre isole, quella è l’energia fossile che costa molto, quindi siamo nella condizione più disastrosa dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico, per quanto riguarda la condizione di insularità.

Se già riuscissimo a realizzare questo e a cavalcare tutte le innovazioni tecnologiche, noi daremmo sicuramente come decisori politici, costruiamo una piattaforma seria, politica, che ci consentirà veramente di raggiungere gli obiettivi che avete voi individuato, quelli del 2030.

Voi addirittura, se ho ben capito, nel report, quegli scenari li definite a bocce “ferme”, senza un intervento, senza la promozione, senza l’incitamento del decisore politico.

Questo mi rende molto ottimista perché noi ci siamo, quindi camminando fianco a fianco, quegli obiettivi del 2030 che voi addirittura pensate che il mondo produttivo possa raggiungerli, il mondo dell’automotive, il mondo del settore energetico possa raggiungerli comunque o comunque prossimi a quegli obiettivi in modo assolutamente autonomo secondo il trend, diciamo, di sviluppo attuale; ebbene sappiate che lavorandoci insieme, questo governo c’è; potremo addirittura sicuramente anticipare quei tempi ed essere molto più efficaci nelle nostre azioni.

Grazie ancora a tutti per l’attenzione e davvero buon prosieguo di lavori all’ACI.


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