Intervento del Presidente Conte al Foro di Dialogo Italia-Spagna

Martedì, 20 Ottobre 2020

Il Presidente del Consiglio, GIuseppe Conte, è intervenuto alla XVII edizione del Foro di Dialogo Italia-Spagna.

Grazie, grazie alla nostra coordinatrice dei lavori, grazie a tutti i presenti,

Caro Presidente Sanchez, caro Pedro, gentili coordinatori del Foro,

Grazie anche per aver riassunto molto efficacemente, aver fatto la sintesi dei lavori, è sempre imbarazzante intervenire quando non si ha avuto la possibilità di assistere ai lavori ma direi che la vostra sintesi ci ha restituito, direi, i contenuti e soprattutto quella che è stata l'atmosfera la spinta che ci è arrivata da questo Foro.

Gentili Signore e Signori io sono particolarmente lieto di essere qui davanti a questa platea italiana spagnola particolarmente qualificata, selezionata, che purtroppo ci segue da remoto e non mi fate portare le ultime regole che sono state dettate qualche giorno fa e che ci consentono adesso di concludere insieme all'amico Pedro Sanchez un dibattito che riguarda un pò le principali sfide che attendono l'Unione Europea e che l'Unione Europea sta già affrontando in questo in questo momento. 

Una edizione evidentemente che si svolge nel pieno di una pandemia e questo ci fa riflettere ovviamente, ci dà lo stimolo e la responsabilità di dover avere il coraggio della lucidità di analisi e anche il coraggio e la determinazione per esprimere una visione strategica.

Quando si affronta una sfida del genere non ci si può limitare solo a fronteggiare l'emergenza altrimenti si viene sopraffatti, bisogna anche lavorare per costruire, e proprio nei momenti più difficili bisogna dimostrarsi non solo resilienti ma raccogliere le forze proprio per lanciare con tutte le energie che abbiamo a disposizione anche e concentrarsi con tutta la capacità che abbiamo ad affrontare appunto quelle che sono le direttrici di sviluppo della nostra azione.

Permettetemi di ringraziare il Presidente Sanchez per essere qui a Roma, io l'ho già ringraziato data il contesto un pò difficile ci poteva essere la tentazione di posticipare questo evento

Abbiamo voluto anche noi ribadire la nostra presenza e soprattutto lui con questo gesto con questa presenza oggi rinnova ancor più quel patto dell'alleanza strategica che abbiamo siglato e l'abbiamo siglata non solo perché abbiamo avuto l’occasione di scambiarci qualche ovviamente riflessione un pò più approfondita ma l'abbiamo siglata nei fatti operando fianco a fianco, riuscendo ad esprimere una visione molto simile, dimostrando entrambi la consapevolezza della sfida che attraversavamo e la necessità di elaborare anche strumenti di risposta che non potevano essere quelli ordinari quelli che avevamo a disposizione, quelli che ci venivano prospettati sul tavolo.

Ecco, se una capacità noi abbiamo avuto è stata quella congiunta di comprendere che a una sfida così extraordinaria, bisognava rispondere con strumenti extraordinari, bisognava ingegnarsi per cercare di agire subito. La tempestività è stata importante perché vi confesso che nell'ambito della casa comune Europea c'era anche chi pur non essendo come dire contrario alla opportunità di elaborare nuove risposte riteneva anche che la loro definizione fosse di là da venire.

Invece noi abbiamo avuto la consapevolezza che non solo era necessario una risposta solida, forte, coordinata, ma occorreva anche una risposta tempestiva e che un ritardo sarebbe stato, avrebbe vanificato, tutti gli sforzi, avrebbe inferto un vulnus ancora più grave alle rispettive economie e avrebbe rischiava appunto di rivelarsi inefficace perché ovviamente a quel punto saremo stati costretti a moltiplicare gli sforzi e anche le risorse.

Ecco, quindi bisogna partire da un dato politico. 

Il rafforzamento del nostro rapporto rappresenta un asset strategico per entrambi i nostri paesi ma anche come è stato architettato per l'agenda Europea in coerenza con la nostra comune vocazione di paesi europei, paesi - peraltro anticipo - che esprimono la particolare sensibilità anche Mediterranea cosa che non è assolutamente da sottovalutare. 

Da questo punto di vista la storia del negoziato del Recovery Fund è una storia di successo, una storia di successo non solo per i nostri paesi ma per l'Europa è da essa Ripeto dobbiamo trovare nuova energia per altre scelte coraggiose che ci aspettano in linea con le aspettative dei nostri cittadini.

Ora lo abbiamo anche ribadito insieme a Pedro Sanchez pochi giorni fa al consiglio europeo, tutti gli stati membri devono Innanzitutto onorare l'impegno politico che è stato solennemente sottoscritto lo scorso luglio 

Quindi per Next Generation EU è il tempo di attivarlo e di tradurlo presto in regolamenti attuativi e di partire al più presto per le ragioni che prima dicevo.

Noi abbiamo un obbligo morale, noi 27 leader europei, verso le decine di migliaia di vittime nei nostri paesi e nel nostro continente.

Next Generation EU e il quadro finanziario pluriennale devono partire il primo gennaio 2021 senza ritardi che non ci sarebbero perdonati, che i nostri cittadini non ci perderebbero, e la drammatica ripresa della pandemia conferma che questo è l'unico atteggiamento possibile responsabile da parte di tutti gli stati membri di tutte le istituzioni europee.

L'impegno verso la ripresa deve vederci uniti e determinati e così anche uniti e determinati anche i governi nazionali e le società civili e le imprese devono poter giocare un ruolo chiave per la ripresa se adeguatamente sostenute. 

So che la discussione di oggi come c'è stato anticipato, e riassunto, ha consentito alle nostre imprese di approfondire non soltanto le sfide ma anche le opportunità di collaborazione per stimolare la ripresa delle nostre economie e anche noi abbiamo avuto nello scambio bilaterale e anche in conferenza stampa lo abbiamo sottolineato, abbiamo una serie di settori di attività dove abbiamo una particolare consonanza, esprimiamo una particolare possibile sinergia che dobbiamo assolutamente idealizzare e coltivare.  L'Italia e la Spagna peraltro sono le principali beneficiarie del programma Next Generation EU, straordinaria direi, quindi è anche la responsabilità delle istituzioni nazionali.

Dobbiamo utilizzare questi fondi io dico spesso in Italia a tutta la comunità nazionale è una grande opportunità ma anche una grande responsabilità da far tremare i polsi perché risorse europee così cospicue in modo così straordinario non sono mai state messe a disposizione prima a disposizione dei singoli paesi quindi si gioca anche la nostra effettiva credibilità nei confronti dei nostri cittadini e delle istituzioni e dei cittadini europei che ci guardano e confidano che attraverso questo strumento noi possiamo realmente migliorare i nostri paesi .

In Italia scontiamo delle carenze strutturali che ci impediscono di correre in linea con quella che è stata la media Europea degli ultimi anni o addirittura al di sopra della media europea con le potenzialità che abbiamo. Quindi abbiamo in agenda un programma di riforme strutturali, quel gap che ci impedisce anche in termini di inadeguata capacità amministrativa di spendere, di realizzare gli investimenti. E’ storicamente provato che abbiamo difficoltà a mettere oggi si usa questa espressione a mettere a terra quelle che sono le risorse cospicue che spesso stanziamo. 

Ecco perché ci siamo premurati abbiamo giocato d'anticipo abbiamo prima dell'estate varato un decreto legge abbiamo chiamato Semplificazione che ci consente di accelerare tutti i processi di gara rispettando ovviamente i presidi di legalità, rispettando ovviamente quelle che sono le più, il sistema di controlli per contrastare ovviamente il malaffare ma è chiaro che dobbiamo procedere molto più speditamente nei procedimenti amministrativi e per quanto riguarda appunto la realizzazione degli investimenti.

Abbiamo anche creato le condizioni per consentire alla Pubblica Amministrazione una maggiore interconnessione, ad esempio delle banche dati per favorire la digitalizzazione. Ora stiamo elaborando

Questa mattina ho avuto un colloquio, in videoconferenza ovviamente, con la Presidente Ursula von der Leyen. Ho anticipato il lavoro che stiamo facendo. Nei giorni scorsi abbiamo compiuto un passaggio importante: abbiamo presentato nelle settimane scorse le linee guida del Recovery Plan Nazionale al Parlamento e, finalmente, abbiamo avuto anche il contributo del Parlamento, un contributo di forte incoraggiamento. Le Commissioni parlamentari hanno lavorato intensamente e ci hanno restituito delle relazioni anche approfondite che - diciamo così - certificano che quella intrapresa è la direzione giusta.

Quindi gli obiettivi definiti, le missioni con cui si articolerà il nostro Piano nazionale di ripresa e resilienza, sono considerate anche dal Parlamento quelle giuste, utili e adeguate per far tornare il Paese a correre, per rendere l'Italia più moderna, più equa, più inclusiva e anche più verde.

Adesso siamo nel vivo dei progetti, della fase progettuale. Lavoreremo a fianco con gli sherpa della Commissione europea per definire i vari dettagli, i vari cluster, i vari progetti. Dobbiamo evitare di di parcellizzare questi progetti. Dobbiamo conservare una visione rispetto alle missioni che abbiamo elaborato e abbiamo identificato.Quindi dobbiamo aggregare tutte le iniziative progettuali rispetto a queste finalità.

Ovviamente informeremo il Parlamento costantemente e poi, alla fine, ovviamente tra qualche settimana, torneremo a chiedere l'avallo del Parlamento.

Il Governo avverte veramente la responsabilità di dover elaborare un Piano, ma avverte anche la consapevolezza che questo Piano non sia solo il Piano del Governo, se il Piano è avallato dal Parlamento, un piano a cui dovranno partecipare - già abbiamo acquisito tante valutazioni, abbiamo raccolto tanti suggerimenti - tutta la società civile, il mondo delle imprese, tutti gli stakeholder, deve essere il Piano della comunità nazionale. Perché questo lo rende più forte. perché questo lo rende più efficace e ci dà la forza di perseguirlo.

Ovviamente siamo anche consapevoli che dobbiamo contemporaneamente elaborare anche una struttura normativa ad hoc, dedicata e di accompagnamento. Se noi varassimo questo Piano nel contesto attuale normativo e regolamentare, rischieremmo anche qui di non riuscire a rispettare il serrato cronoprogramma degli investimenti e dei progetti da attuare. L'ho detto più volte. Dobbiamo dedicare quindi una struttura normativa apposita per offrire una corsia privilegiata a questo Piano e per avere un adeguato, costante e incisivo monitoraggio che ci consenta di poter intervenire laddove dovessimo - rispetto alla tabella di marcia prefissata - registrare dei ritardi.

È importante, anzi fondamentale, l’elaborazione di una strategia industriale, ma una strategia industriale anche europea completa, che ci consenta di avviare investimenti che favoriscano la transizione “verde” e quella digitale dell'economia Europea.

A quest'azione Italia e Spagna possono lavorare insieme, possono collaborare per affrontare tutte quelle che sono le sensibilità, per dare una risposta alla sensibilità dei cittadini, per esempio affrontando anche le diseguaglianze di genere, le vulnerabilità, le diversità territoriali che minano la coesione delle nostre società.

E in particolare con il Presidente Sanchez condividiamo pienamente la consapevolezza che l’innovazione digitale e il “Green Deal” europeo costituiscono strategie-chiave per il rilancio della crescita e dell’occupazione. Sul digitale poi si gioca una partita importante. Una partita importante dove l'Europa, oltre che i Governi nazionali, le singole comunità nazionali devono giocare un ruolo importante. Dobbiamo perseguire una via europea allo sviluppo di tecnologie. 

Ci dicevamo prima che pensare, in alcuni settori a tecnologia particolarmente avanzata, di procedere da soli senza mettere insieme, condividere le energie e gli sforzi, il know-how e l’expertise, è un grande errore perché chiaramente rischieremo di essere sopraffatti, di rimanere indietro rispetto ai leader e ai player mondiali che sono particolarmente avanzati.
Ecco. Allora per riportare il continente su posizioni di avanguardia e anche sull'utilizzo di queste nuove tecnologie, sull'uso dei dati, ispirandosi ai valori fondanti dell'Unione europea dobbiamo compiere dei passi

avanti tutti insieme e possibilmente creare un framework comune dove poi, ovviamente, si possono sviluppare dei framework nazionali e affermare un’autonomia strategica dell’Europa dai grandi “competitor” internazionali nelle infrastrutture, nelle reti e nelle comunicazioni digitali.

E per raggiungere questo obiettivo è importante: il “level playing field” per chi opera nello spazio digitale; il coinvolgimento di tutto il sistema produttivo nella catena del valore, incluse micro-imprese, PMI e start up; l’adeguamento delle competenze digitali per tutte le fasce della popolazione. E la piena digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni si rende assolutamente prioritaria in questa rivoluzione: è dovere dello Stato fornire servizi migliori a cittadini e imprese, quindi dobbiamo lavorare tanto in questa direzione.

E parlavo anche del Green Deal perché Spagna e Italia nel settore dell'energia esprimono eccellenza, esprimono grande abilità e competenza, nel campo delle energie rinnovabili in particolare. Quindi possiamo lavorare per accompagnare quella transizione energetica. E in Europa in realtà ci troviamo affiancati, consapevoli peraltro che il tema è una sfida molto complessa, perché alcuni Paesi hanno dei sistemi industriali nell'ambito dell'Europa a 27 e stanno soffrendo particolarmente per raggiungere ad esempio obiettivi dell'Agenda 2030 e quindi prospettiva anche la neutralità climatica il 2050. Si prospettano per loro delle difficoltà oggettive, apparati industriali che sono da questo punto di vista ancora legati alle energie che noi consideriamo superate, e allora lavorare insieme per poterli accompagnare in questa transizione con tutte le difficoltà del caso. 

Le nostre imprese si stanno da tempo attrezzando per competere al meglio, in molti casi anche in posizione di leadership, nel quadro di questa ormai improcrastinabile transizione per consegnare alle giovani generazioni un pianeta più sostenibile. Hanno e avranno tutto il nostro sostegno.
Tra poco più di un mese, come sapete, l'Italia assumerà la Presidenza del G20, per la prima volta nella sua storia. Anche questa è una grande responsabilità. Quante responsabilità che abbiamo. Lo farà – assumerò questa Presidenza - nella consapevolezza delle grandi responsabilità che ciò comporta, ma anche con piena fiducia e con tutta l’energia necessaria per offrire un contributo alla governance delle sfide globali.  

Il nostro programma si articola su un trinomio: le tre P, “Planet, People and Prosperity” (Pianeta, Persone, prosperità). Intendiamo continuare a promuovere il concetto della salute quale bene pubblico globale mantenendo alto l’impegno della Comunità internazionale nella risposta alla pandemia e nel rafforzamento dei sistemi sanitari.

Da questo punto di vista sarà anche importante un altro evento globale, mondiale, che sarà organizzato anch'esso in Italia: il “Global Health Summit”. Per la prima volta partirà questa iniziativa mondiale che coinvolgerà tutti i paesi del G20 oltre che tutti gli Stati membri dell'Unione europea.

La Spagna in tutti questi eventi ci darà una mano. ho già avuto rassicurazione dell'amico Pedro.

L'Italia ne approfitterà per perseguire sul piano nazionale ed europeo un'azione di stimolo per un coordinamento sulle cure mediche, per la ricerca... anche proseguire la ricerca e nella distribuzione del vaccino per il Covid-19, è un'azione che noi già conduciamo quotidianamente, che deve trovare conferma, ulteriore linfa nella decisione appunto in occasione di questo evento che organizzeremo insieme alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, come da lei ha annunciato nel discorso sullo Stato dell'Unione.

E anche nell'ambito G20 ci concentreremo sulla promozione di una ripresa inclusiva, sostenibile, resiliente nella quale anche la transizione energetica, l'inestricabile nesso con il clima svolgerà un ruolo importante.

E poi ancora, ad aggiungere ulteriore responsabilità, condividiamo con il Regno Unito il partenariato, lo copresidenza per la Coop 26 che abbiamo rinviato all'anno prossimo proprio perché quest'anno la pandemia ha minato, come dire, l'efficacia di questa organizzazione.

A 5 anni dalla firma dell'accordo di Parigi, riteniamo quanto mai necessario lo slancio in termini di ambizione climatica, vedo il Ministro dell'Ambiente Costa, contiamo quindi anche su questo di poter lavorare insieme alla Spagna sulla scia, peraltro, della Cop25 di Madrid, per assicurare il massimo della continuità e rilanciare tutti gli sforzi che già avete compiuto.

La piena, determinata, unità Europea sarà cruciale anche nel negoziato con il Regno Unito sulla relazione futura con l'Unione europea. Ho parlato poco fa sia con l'amico Pedro Sanchez ma anche con la presente Ursula von der Leyen, sono queste ore cruciali, giorni cruciali per definire un accordo d'accordo che si presenta molto complicato, molto complicato perché, a parte le varie questioni, c'è un problema di fondo imprescindibile, il level playing field, e tra l'altro è questo passaggio è fondamentale, perché questo accordo con Regno Unito potrà essere preso ad esempio anche per ulteriori futuri accordi con Paesi terzi. Su questo, quindi, l'Unione Europea deve essere molto attenta, ce lo siamo detti e siamo tutti uniti su questo.Noi non possiamo consentire che si crei attraverso lo strumento di un accordo uno spazio per vantaggi competitivi ad imprese della sfera non europea rispetto alle nostre imprese, dobbiamo giocare tutti con le medesime regole, non possiamo consentire delle unfair commercial practices, dei vantaggi competitivi che sarebbero, ci farebbero molto male.E poi c'è il problema della governance, di definire quelli che potranno essere dei contenziosi avvenire.

Ecco, con questo spirito di massima disponibilità ma di chiarezza dei nostri intenti speriamo che si possa concludere questo accordo perché quello che auspichiamo rispetto a un partner così importante, un amico che ha lasciato il nostro... la nostra casa comune ma con cui vogliamo continuare a lavorare nel reciproco interesse.

E poi l'Africa, un altro tema di sensibilità con la Spagna e l'attenzione dicevo... la nostra collocazione, la nostra vocazione Mediterranea, abbiamo una particolare sensibilità, una capacità che riconosco comune di poter dialogare con tutti, abbiamo un approccio inclusivo su tutti i principali dossier, riusciamo a condividere una medesima strategia pur quando non ci parliamo, Pedro, perché su tutti i dossier di crisi abbiamo, muovendo dalla medesima sensibilità, dal medesimo approccio, avendo chiarezza della collocazione ovviamente nell'area atlantica, riusciamo a pervenire a delle... a vedere, a intravedere, a offrire delle soluzioni molto simili, questo vale per tutta l'area del Mediterraneo che è un'area fondamentale in questo momento anche di crisi, pensiamo alla crisi in Libia, pensiamo alla crisi in Libano, quindi dobbiamo assolutamente lavorare per contribuire alla stabilizzazione di queste regioni, e soprattutto l'Africa è un interlocutore per l'Europa fondamentale. La Cina ha da tempo intessuto un dialogo con molti Paesi africani, però ho la pretesa di affermare che l'Europa ha la possibilità di avere un'attenzione prioritaria con il continente africano, solo che dobbiamo fare uno sforzo, dobbiamo liberarci dei modelli antichi di cooperazione, dobbiamo affermare in modo deciso e risoluto un partenariato tra uguali e possiamo sicuramente in tanti settori, quello delle Infrastrutture, in quello anche lì delle energie rinnovabili, dobbiamo assolutamente contribuire per quanto riguarda il rinsaldare i processi educativi e formativi, di istruzione possiamo dare tanto e anche ricevere tanto.

Concludo perché voglio ascoltare adesso le parole di Pedro, abbiamo tanto da fare. Si apre anche una stagione interessante in Europa, sicuramente dobbiamo riflettere, questa pandemia, io lo dico sempre, non può lasciarci nella medesima posizione di prima, non può riportarci alla medesima posizione di prima. Quando qualche volta sento parlare di "ritorno alla normalità" io dico che sarebbe un'occasione sprecata, dobbiamo compiere dei passi avanti, questa pandemia deve lasciarci più maturi, più forti, più resilienti. Questo significa lavorare all'interno della casa comune perché quei passaggi già compiuti non siano isolati, escano un contesto di straordinarietà e adeguatamente formulati o riformulati possano diventare lo strumento per far correre avanti la storia dell'Europa, per poter imprimere una svolta ancora più solidale, nel senso di un'Europa ancora più moderna, ancora più inclusiva, ancora più attenta ai bisogni reali dei nostri cittadini, perché non abbiano a percepire una frattura tra istituzioni e tra bisogni appunto dei cittadini stessi.

Noi ce la possiamo fare, ce la possiamo fare perché lo spirito dei tempi gioca a nostro favore. Quando abbiamo iniziato questa battaglia, tu Pedro lo ricorderai, io dicevo sempre... eravamo abbastanza isolati, in realtà io ho avvertivo il senso della storia dalla nostra parte.

Continuiamo così ce la faremo.

Grazie e davvero benvenuto a te e un caro saluto a tutta delegazione in particolare spagnola.

 


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